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giovedì 9 luglio 2020

Brucoli: risveglio col botto e partenza di Luna Blu (25-29 giugno 2020)

A parte l'affollamento del fine settimana, nella baia di Brucoli nei giorni restanti regnava la pace assoluta, c'eravamo all'ancora solo noi, Luna Blu e un paio di altre barche ormeggiate parecchio distanti. La pace assoluta dicevo, ma... la mattina del 25 giugno, dormivamo placidamente nelle nostre cuccette quando intorno alle 5:45 un botto pazzesco sullo scafo ci ha fatti svegliare di soprassalto! Il NormalCapitano è schizzato fuori io l'ho raggiunto uscendo dal passauomo di poppa: una barca c'era venuta addosso!!! nella baia praticamente vuota!!
Una coppia di inglesi, con una barca di circa 10 metri. Avevano inserito l'autopilota ed erano tutti e due sottocoperta, erano usciti giusto in tempo per non prenderci in pieno, ma invertire la rotta e prenderci di striscio sulla murata sinistra a prua. La MezzaMarinaia che dorme proprio a prua sul lato sinistro, stava in quel momento sognando di chiudere una porta: che usciata!!! 
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra 
Mortificatissimo il comandante inglese si è ormeggiato accanto a noi e una volta verificato che il danno era un coccio nel gelcoat
il danno sull'opera morta di Maramea
il danno sull'opera morta di Maramea
ha preso tutto il necessario per la riparazione ed è stato circa un'ora a lavorare sotto l'occhio vigile del NormalCapitano, che - chi lo conosce lo sa - è molto preciso ed esigente in faccende del genere, dunque era pronto ad interromperlo e a dirgli "Lasciamo fare all'assicurazione". 
Ma l'omino ha lavorato bene. La sua barca invece ha subito un bel danno: il pulpito di prua e il musone dove ha sede l'ancora erano piegati e qualche bullone saltato. Sicuramente la sua barca avrà bisogno di un intervento in cantiere.
il danno al pulpito di prua della barca inglese
il danno al pulpito di prua della barca inglese
Il giorno dopo, domenica mattina, Lucile, Laurent e Nino su Luna Blu hanno lasciato la baia diretti verso le Eolie. Ci siamo salutati con un po' di magone sperando di incontrarci di nuovo a Marina di Ragusa, a settembre.
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
Noi siamo rimasti ancora qualche giorno.
Maramea a Brucoli ©ValeriaDeRiso
Maramea a Brucoli
Nel fine settimana la baia si è animata, riempendosi di gommoni, motoscafi di varie dimensioni e moto d'acqua.
Sulla lingua di terra che si allunga sul mare a chiudere il golfetto a est, dove di solito al tramonto pascolano le mucche, venerdì sera sono arrivati dei campeggiatori. 
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli ©ValeriaDeRiso
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli
Due gruppi differenti, con tre auto il primo, e con due auto il secondo, che si sono sistemati poco distanti uno dall'altro. Organizzati con gazebi, tende, tavolini, ombrelloni, cibarie e suppellettili varie. Hanno trascorso lì l'intero fine settimana, divertendosi e godendo di un paesaggio incontaminato e bellissimo. Domenica sera sono andati via tutti. Marco aveva portato Kiba a sgambare sulla spiaggia: avevano lasciato un sacco enorme, pieno di spazzatura non differenziata (bottiglie, plastica, organico, anche dei pannolini) abbandonato lì, in mezzo alla spiaggia.
Non sappiamo quale dei due gruppi sia stato a lasciare i rifiuti; ammettiamo che li abbiano raccolti tutti per portarli via e poi alla fine se ne siano dimenticati, ma mi viene difficile pensare che su 8 persone adulte tutti siano stati così distratti, è più plausibile che nessuno si sia minimamente preoccupato di rimuoverli. Forse avrebbero meritato di ritrovarli lì il prossimo fine settimana. Loro. Ma il mare e suoi abitanti no. La natura no. Noi no, non ce lo meritiamo. E così lo abbiamo preso e smaltito noi.
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
Siamo rimasti a Brucoli ancora qualche giorno, fino al 29 giugno, quando verso le 9:00 ci siamo mossi di nuovo verso Siracusa dove siamo arrivati in quattro ore, purtroppo senza un alito di vento.
^_^

venerdì 26 giugno 2020

Torniamo a navigare. Da Marina di Ragusa a Siracusa.

A metà di maggio abbiamo cominciato a pianificare la nostra partenza, e dato che l'autoclave che distribuisce l'acqua dolce a tutta la barca, ormai vecchissima, dava evidenti segni di cedimento ne abbiamo ordinata una nuova, su un sito di forniture nautiche che dichiarava di averle in magazzino. Dopo 10 giorni di attesa vana abbiamo scoperto che la dicitura "disponibile" non era che un acchiappacitrulli, perché non era per niente disponibile e a loro volta dovevano ordinarla non si sa dove, per cui abbiamo annullato l'ordine. Dopo un'ulteriore ricerca e un contatto telefonico con un altro fornitore ne abbiamo trovata un'altra che ci hanno spedito subito, ma ormai eravamo al 28 maggio, un giovedì, e i primi di giugno dovevamo necessariamente lasciare il nostro ormeggio nel porto di Marina di Ragusa. Speravamo di averla per il lunedì successivo, 1 giugno, ma non avevamo considerato che il giorno dopo, 2 giugno è FESTA! Così all'alba del 3 giugno, giorno in cui avevamo stabilito di partire, l'autoclave non era in nostro possesso.
Alla fine avevamo deciso di aspettare fino all'ora di pranzo e poi, anche senza autoclave saremmo partiti lo stesso, visto che per il giorno dopo era previsto un vento non favorevole alla navigazione che ci aspettava verso la prima tappa, Portopalo, ma ottimo per navigare da Portopalo verso Siracusa, nostra meta finale. Per l'autoclave avremmo trovato una soluzione, magari prenotando un corriere che la ritirasse a Marina di Ragusa e lo recapitasse a Siracusa presso qualche negoziante compiacente.
Abbiamo lavorato con tutta la nostra energia attrattiva possibile, ripetendo all'infinito "arriva... arriva... arriva...", e quando alle 12:45 ci eravamo dati quasi per vinti abbiamo visto spuntare all'orizzonte il furgone tanto atteso! l'autoclave era a bordo!!
Il NormalCapitano l'ha montata e alle 14:40 in punto abbiamo mollato gli ormeggi, circa un'ora dopo di Luna Blu e il suo equipaggio, Laurent, Lucile e Nino, che come noi avevano in programma una prima sosta a Portopalo per poi proseguire verso Siracusa.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Marta, un'amica che lavora con la Protezione Civile, ci ha scattato queste belle foto dalla torretta all'ingresso del porto.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Appena usciti dal porto, nello svolgere la randa ci siamo accorti che qualcosa non andava: il motore dell'avvolgibile non funzionava, niente randa.  Abbiamo messo a riva la mezzana e il genoa e finché c'è stato un po' di vento siamo riusciti a procedere senza dover accendere il motore.  La navigazione fino a Portopalo è proseguita tranquilla, a parte qualche episodio di vomito di Kiba, che era alla sua prima vera uscita e alla quale avevamo lasciato incautamente la ciotola dell'acqua piena: ha bevuto e dunque ha vomitato, ma una volta liberato lo stomaco è stata bene.
Kiba riposa a Portopalo
Kiba riposa a Portopalo
Siamo arrivati a Portopalo intorno alle 19:30 e la prima cosa che abbiamo fatto è stata portarla a terra per una bella sgambata.

Il giorno dopo, durante la passeggiata mattutina di Kiba sulla spiaggia in fondo alla baia, Marco si è imbattuto in una enorme testa di pesce rinsecchita dal sole, probabilmente una grossa cernia, oltre a quintalate di plastica, tra cui tantissimi guanti di lattice e mascherine; non bastavano gli altri rifiuti, ora c'è da fare i conti anche con quelli da "virus"!
Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Verso le 11:00 ci siamo mossi alla volta di Siracusa, con un bel vento alle spalle che ci ha concesso una bellissima navigazione sino alla meta. Poco dopo di noi ha mollato gli ormeggi anche Luna Blu, che ci ha raggiunti in non molto tempo, guardate come è bella con il suo jennaker giallo.
Luna Blu
Luna Blu
Kiba durante questa seconda giornata è stata benissimo, serena e giocosa.
NormalCapitano e Saltydog
NormalCapitano e Saltydog

la faccia salata è bella saporita!
La faccia salata è bella saporita!
Superata l'Isola delle Correnti ed entrati ufficialmente nella acque ioniche abbiamo avuto il più bello dei battesimi del mare: i delfini!! Un enorme banco di stenelle (Stenella coeruleoalba) che ci hanno accompagnati per oltre 45 minuti. Come sempre un'emozione! Kiba era incuriosita, ma più che affacciarsi a guardarli non ha fatto, noi eravamo parecchio più eccitati. 
Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Questa volta oltre a fare le foto abbiamo girato anche dei bellissimi video subacquei con una piccola camera munita di custodia stagna, attaccata al mezzo marinaio immerso sotto la prua. Per poterveli mostrare dovremmo montarli così da eliminare le parti inutili, per ora "accontentatevi" di qualche fotogramma:
Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Magia, vero?
^_^

domenica 22 settembre 2019

27-30 agosto, Lampedusa, traversata con Alalgonga e avventure ragusane.

Martedì 27 agosto 2019
Al nostro risveglio è talmente bella questa baia, l'aria così calda e l'acqua così invitante che ci tuffiamo prima ancora di fare colazione. È una cosa che non facciamo spesso perché siamo freddolosi, ma qui l'acqua sfiora i 26° ed è troppo bella per potervi resistere.
Lampedusa, acqua turchese ©Valeriaderiso
Lampedusa, acqua turchese
Passiamo la mattinata qui a Cala Tabaccara, ma le previsioni danno in arrivo vento da Sud-Est, la baia è esposta proprio a questo vento, dobbiamo spostarci.
Alle 17:00 salpiamo per tornare a Cala Guitgia. C'è una webcam che dall'albergo sulla spiaggia riprende la baia, eccoci! Siamo noi!
Maramea a Cala Guitgia, dalla webcam dell'Hotel Baia Turchese
Maramea a Cala Guitgia, dalla webcam dell'Hotel Baia Turchese
Riguardiamo le previsioni, dicono tutto e il contrario di tutto. Se rinforzerà il vento da Sud Est qui non ci sono ridossi, per cui alla fine decidiamo di partire presto domattina: andremo direttamente a Marina di Ragusa così da arrivare in nottata e la mattina dopo andare in città, a Ragusa, per iscrivere Sara a scuola.


Mercoledì 28 agosto 2019
Salpiamo alle 6:25. Il sole è appena sorto.
Partenza all'alba ©Valeriaderiso
Partenza all'alba
Ci sono 12/13 nodi da Sud-Est, facciamo 7/8 nodi di bolina larga. Navigare senza il rumore del motore è un piacere, soprattutto se la bolina non è strettissima. Alle 13:10 sorpresa! Sentiamo partire il mulinello della canna da traina... e io che quasi non volevo mettere la lenza in acqua, ma Marco mi ha convinta dicendomi "È l'ultima...".
Rallentiamo l'andatura chiudendo il genoa e mentre Marco recupera la lenza io prego che non sia un pesce troppo grosso... ma Pachamama ha deciso diversamente, è un altro Alalonga, e sembra anche più grosso di quello che abbiamo preso venendo a Lampedusa.
Alalonga (Thunnus alalunga) ©Valeriaderiso
Alalonga (Thunnus alalunga) 
Stavolta è un maschio, niente uova e non so se rallegrarmene per le vite risparmiate o dispiacermi per la bottarga che non potremo fare. Quello che è certo è che molto di questo tonno finirà sott'olio, è troppo grande per mangiarlo tutto da soli in pochi giorni.
Alle 15:00 il vento gira a poppa e cala del tutto, accendiamo il motore.
Intorno alle 19:30 attraversiamo un banco enorme di cassiopee, sono centinaia di tutte le dimensioni, peccato che oramai la luce sia poca e le foto che scattiamo non vengono un granché.
Cassiopee (Chotyloriza tubercolata) a centinaia in navigazione
Cassiopee (Chotyloriza tubercolata) a centinaia in navigazione 
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata) ©Valeriaderiso
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Di solito in traversata, sia che andiamo a vela sia che abbiamo il motore acceso, pranziamo e ceniamo in pozzetto seduti sulle panche o sui cuscini del prendisole di poppa. A volte è capitato che di sera, se non c'era grosso traffico di navi e eravamo a motore e non c'erano onde, abbiamo cenato sottocoperta a tavola con il radar a vista, ma finora non è mai capitato che cenassimo in pozzetto con il tavolo montato. Stasera però non c'è vento, l'aria è calda, non si prevedono burrasche, non ci sono CB in lontananza, solo una spessa foschia e il mare è tranquillo, talmente tranquillo che possiamo permetterci di cenare con il tavolo aperto: il menù prevede carpaccio di tonno e guacamole.
cena in pozzetto in traversata
cena in pozzetto in traversata
Finito di cenare, mettiamo via il tavolo e ci prepariamo alla notturna vera e propria.
Man mano che scende il buio e che ci "avviciniamo" a Malta (che non vediamo, sia per la distanza sia perché c'è una foschia fittissima) si intensifica il traffico di navi; ne contiamo molte, qualcuna ci passa vicino, a meno di due miglia.
Verso le 21:20 nel buio totale sentiamo il respiro e i tonfi dei delfini che saltano intono allo scafo, ma non riusciamo a scorgere che per pochi secondi le loro grosse sagome ricoperte di plancton quando schizzano fuori dall'acqua. Non li vediamo, ma li sentiamo molto bene, nonostante il rumore del motore, è molto emozionante anche "alla cieca"!
Sara va a dormire e io e Marco restiamo ad alternarci di guardia alle navi che incrociano la nostra rotta.
Intorno alle 2 del mattino, in vista delle luci della costa siciliana, comincia a piovere e si vedono i lampi dei temporali in terraferma. Nessuna burrasca però, solo pioggia e nemmeno tanta.
Alle 3:00 arriviamo nella rada davanti a Marina di Ragusa, diamo àncora e cerchiamo di riposare un po', domani mattina sul presto dovrò andare a Ragusa con l'autobus, le ore di sonno che abbiamo davanti non sono molte.

Giovedì 29 agosto 2019
Alle 7:45 siamo in piedi, devo prendere l'autobus che da Marina di Ragusa va a Ragusa e passa per la fermata nei pressi del porto alle 9:30. Facciamo colazione e una volta pronti Marco e Sara mi accompagnano a terra, in porto, con il gommone e poi tornano a bordo.
Arrivo alla fermata con un po' di anticipo, tiro fuori il mio Kindle dallo zaino e mi metto a leggere. Quando l'autobus arriva scopro che non va a Ragusa, ma a Scicli, quello per Ragusa passa alle 10:00. Avrei potuto dormire un po' di più! Spero solo di riuscire a fare tutto in tempo incastrando le coincidenze degli autobus cittadini. Alle 10:30 sono a Ragusa, faccio il biglietto per l'autobus che deve portarmi alla scuola e vado alla fermata. Guardo l'orario e mi accorgo che il prossimo passerà tra un'ora! Non ce la farò mai ad andare, fare l'iscrizione e ritornare per le 12:30 qui dove parte l'autobus per Marina, e la corsa successiva è alle 14:30! Questo rischia di diventare un viaggio del meschino...
La città sembra immobile, molti negozi sono chiusi, sulla vetrina di uno c'è un cartello scritto a penna che dice "Il 29 chiuso". Mah! sono perplessa, è vero che siamo ancora in agosto e a ridosso del fine settimana, ma mi pare ci sia troppo poco movimento.
Vado verso la stazione dei treni, vicinissima, sperando di trovare un taxi. Deserto anche qui, però c'è un numero del Radio-taxi. Chiamo, chiedo quanto mi costa la corsa fin dove devo andare, ho solo 20 euro in tasca e certo non mi aspettavo di dover prendere un taxi. La corsa costa 10 euro, ok, ce la posso fare. Mi dicono che il taxi arriverà tra 10 minuti; mi guardo intorno per vedere se c'è uno sportello bancomat e fare un prelievo. Nulla.
Arriva il taxi, dò l'indirizzo e in pochi minuti arriviamo all'Istituto. C'è un gran cortile con un'inferriata che gli corre intorno, i cancelli sono chiusi... io sono sempre più perplessa, e allora mi si accende una lampadina e chiedo al tassista se oggi c'è qualche festività. E sì, c'è... oggi è la ricorrenza del patrono di Ragusa!!!! ecco perché non c'è un'anima in giro ed è tutto chiuso!!!! Accidenti!!
"E ora dove la porto signora?", "...e dove mi porta? mi porta dove mi ha presa!", che gli dovevo rispondere?!
La corsa mi è costata 15 euro, più i 5 per andare e venire da Marina: 20 euro buttati!
Alle 11:30 sono al capolinea dell'autobus per Marina, mi tocca aspettare un'altra ora per tornare perché le corse precedenti partivano alle 10:00 e alle 11:00. Fa un caldo bestiale. Sono in un incubo... e pensare che solo due giorni fa ero in un paradiso marino!
Rido per non piangere e anche perché in fondo c'è di peggio. Tiro fuori il Kindle e mi metto a leggere.
Alle 13:00 finalmente sono di nuovo a Marina. Marco e Sara vengono a prendermi e torniamo a bordo. Dovremo stare qui una notte in modo che io domani possa rifare tutta la trafila degli autobus e vada a fare questa benedetta iscrizione.
Nel pomeriggio andiamo a terra a mangiare un gelato e a comprare pane e verdura.
Prima di cena mettiamo di nuovo l'àncora a poppa, come avevamo fatto a Lampedusa, per tenere la prua alle onde, altrimenti si rolla e non si dorme, e io invece ho un gran bisogno di dormire!!!

Venerdì 30 agosto 2019
Stamattina non mi fregano, prendo l'autobus delle 8:15 per Ragusa, l'autobus cittadino alle 9:45 (un'ora di attesa alla fermata me la sono fatta anche oggi), arrivo alla scuola, faccio l'iscrizione (fìuuu), riesco perfino ad andare al supermercato biologico che è di strada per la fermata del ritorno, alle 11:30 prendo l'autobus che mi riporta al capolinea, mi faccio altri tre quarti d'ora/un'ora di attesa (con il santo Kindle che mi distrae!!!) alle 13:00 sono a Marina. Evviva!!! Missione compiuta!
Il tempo di tornare a bordo e salpiamo. A vela!! A terra c'è un bel temporalone che genera vento non previsto: 10 nodi di bolina secca da SE, ma il vento salta di 30° ogni poco e ci costringe a virare in continuazione, anche se per un po' abbiamo una bella andatura sui 6/7 nodi.
Alle 16:15 i temporali in terra si sono esauriti, il vento cala e dobbiamo accendere il motore anche perché in tutto questo tempo abbiamo fatto solo 4 miglia secondo rotta.
Finalmente, alle 20:30 quando è ormai buio, arriviamo di nuovo a Portopalo di Capo Passero. La baia del porto è tranquillissima e con poche barche alla ruota. Ci aspetta una sana dormita.
^_^

venerdì 20 settembre 2019

26 agosto, Lampedusa, Cala Pulcino

Lunedì 26 agosto 2019
Dopo la domenica passata in totale relax ci svegliamo di buon'ora e salpiamo l'àncora: abbiamo intenzione di andare a terra a fare la spesa ed è necessario tornare a Cala Guitgia per essere vicini al centro abitato. Alle 9:15 siamo nella baia, diamo àncora e prendiamo il gommone.
Sbarchiamo ormeggiando ad un moletto accanto alla spiaggia più a destra, all'interno del porto, in modo da essere più vicini alle botteghe da raggiungere a piedi.
Lampedusa ©Valeriaderiso
Lampedusa
Lampedusa è un paesino con case basse e squadrate e alti marciapiedi su cui si aprono le porte delle abitazioni.
Lampedusa ©Valeriaderiso
Lampedusa
L'aspetto ricorda molto le cittadine del Nord Africa, è tranquilla ma piena di turisti che scorrazzano per le strade in mehari o sugli scooter, tanto che agli angoli strategici ci sono dei fotografi che a gran voce ne richiamano l'attenzione per scattare una foto al volo e, come si faceva nei villaggi vacanze degli anni '80, chi vuole la foto la compra.
Non si percepisce per nulla il fatto che quest'isola faccia da sfondo a tragedie umane come quelle dei nostri tempi, che le acque che la circondano siano diventate l'ultima dimora di tante speranze. L'unico segnale è la presenza di una nave militare spagnola alla fonda davanti al porto, che attende di imbarcare una parte degli uomini donne e bambini sbarcati negli scorsi giorni dalla Open Arms. Ma non ci sono clamori, ne siamo consapevoli solo perché seguiamo la cronaca. Fa comunque un effetto, che a parole è difficile spiegare, sapere che tanta bellezza è lo scenario di un'enorme dramma; noi vediamo solo le acque cristalline, la gente in vacanza, l'abbondanza di pesci, le barche... la morte, la disperazione, l'incertezza del futuro sembrano essere lontanissimi da qui.

Compriamo frutta e verdura, pane e formaggi e salumi... insomma riforniamo la cambusa tristemente vuota dopo l'esperienza maltese.
Una volta di nuovo a bordo ci muoviamo per tornare verso Cala Tabaccara, ma non ci fermiamo lì, andiamo poco più avanti e diamo àncora davanti a Cala Pulcino famosa per le acque così chiare che le barche sembrano sospese nel vuoto.
Lampedusa, Cala Pulcino ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Pulcino
Arriva una telefonata da Ragusa: hanno ricevuto il nulla osta per l'iscrizione di Sara a scuola, appena possibile bisognerà andare in segreteria a formalizzare l'iscrizione.
Dopo pranzo facciamo un lunghissimo bagno tra i pesci, arrivando fino alla Spiaggia dei conigli, senza però mettere piede a terra, c'è troppa gente.
Scorfano nero (Scorpaena porcus) ©Roberto Pillon
Scorfano nero (Scorpaena porcus) ©Roberto Pillon
Oggi osserviamo, oltre gli altri già citati, dei piccoli scorfani neri in una grotta e numerose stelle marine rosse nascoste tra le posidonie.
Stella marina rossa (Echinaster sepositus) © Alberto Biondi
Stella marina rossa (Echinaster sepositus) © Alberto Biondi
Ci imbattiamo in un enorme banco di grosse aguglie che nuotano a pelo d'acqua e che non si lasciano intimorire dalla nostra presenza, anzi sembrano accoglierci tra loro ed osservarci curiose.
Aguglia (Belone belone) © Antonio Colacino
Aguglia (Belone belone) © Antonio Colacino
Fantastico!
Purtroppo durante il bagno Marco si accorge che abbiamo già perso lo zinco posizionato ieri sull'elica, il movimento ha troncato le viti che lo tenevano... siamo punto e accapo, non ne abbiamo un altro di rispetto e togliere quel che resta delle viti sarà un problema; per fortuna ci sono gli zinchi sul timone che fanno il loro lavoro.
Lampedusa, Cala Tabaccara e Isola dei Conigli da Cala Pulcino ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Tabaccara e Isola dei Conigli da Cala Pulcino
Verso sera, intorno alle 19:30 ci spostiamo di nuovo a Cala Tabaccara, che è proprio qui a fianco oltre l'Isola dei Conigli, per passarci la notte.
Lampedusa, Scoglio del Coniglietto ovvero U' Panettuni ©Valeriaderiso
Lampedusa, Scoglio del Coniglietto ovvero U' Panettuni e gli aironi
Da qui all'imbrunire osserviamo degli aironi sullo Scoglio del Coniglietto che i locali chiamano "u' Panettuni" e poi ancora un altro bellissimo tramonto a mare.
Lampedusa, tramonto all'Isola dei Conigli ©Valeriaderiso
Lampedusa, tramonto all'Isola dei Conigli

sabato 14 settembre 2019

20 agosto, Malta

Martedì 20 agosto 2019
La mattinata comincia presto con Marco che smonta la lavatrice per cercare di capire se è riparabile da un NormalCapitano. Potrebbero essere i condensatori. Li smonta, si fa indicare del marinaio del pontile dove poter trovare un negozio adatto, ci va con la bici pieghevole che abbiamo a bordo, torna, monta i nuovi condensatori e fa una prova. Niente da fare. Il cestello si blocca non ha l'impulso a girare e ad un certo punto del programma carica acqua fino all'infinito... La lavatrice è rotta. L'unico modo di farla funzionare, dato che è ancora tutta meccanica, è dare un "invito" a mano al volano del cestello, quindi Marco taglia con il flessibile un buco nel coperchio della lavatrice, a cui si può accedere togliendo una parte dei cuscini del divano. Un po' scomodo per fare il bucato, perché in pratica bisogna mettersi lì e "aiutare" il cestello a riprendere a girare ogni volta che si ferma, e stare attentissimi che la lavatrice non carichi acqua in eccesso, facendo scorrere la ghiera dei programmi a mano.
Forse qualcuno si domanderà come mai per noi questa cosa è tanto tragica, in fondo "esistono le lavanderie a gettoni". Eh no, per noi sono impraticabili. Da più di dieci anni usiamo detersivi ecologici quasi privi di profumazione (così come shampoo e sapone), non usiamo ammorbidenti ma una soluzione di acido citrico nell'ultimo risciacquo per avere un bucato meno "rigido",  non sopportiamo i profumi penetranti e fortissimi dei detersivi ora in commercio, e le lavanderie a gettoni hanno per la maggior parte macchine che dosano da sé detersivo e ammorbidente; a volte passando nelle vicinanze dei locali che le ospitano troviamo disturbante quella puzza chimica anche a distanza... impossibile usarle per farci il bucato. Per non parlare della spesa, mediamente 3,50 € a bucato.
Per fortuna quando è successo il fattaccio stavamo lavando le ultime cose grosse, il resto del bucato l'ho fatto a mano e ora la cesta della biancheria è vuota. Il problema si ripresenterà tra un po', e sarà allora che ci penseremo.
Scusate il pippone, ora la smetto con "I racconti della lavatrice".
Tra una cosa e l'altra arriva l'ora di pranzo. Il camion che vende le verdura stamattina non è passato, quindi c'è sempre da fare la spesa così, fido carrellino alla mano, andiamo a prendere l'autobus per tornare a La Valletta. Faremo un po' i turisti e poi rientrando cercheremo un supermercato o una bottega dove fare un minimo di spesa, almeno per tamponare uno o due giorni, visto che domattina andremo via.
Arrivati a La Valletta, cerchiamo un posto dove mangiare, e scegliamo una specie di bistrò che ha i tavolini sotto l'enorme chioma di un ficus. C'è un bel venticello, il menù sembra interessante e non dobbiamo subire l'aria condizionata.
Mentre aspettiamo mi diverto ad osservare e fotografare la gente. Al tavolino accanto al nostro ci sono due donne che hanno preso uno spritz aperol e un cappuccino a testa e li sorseggiano alternatamente... che gusti curiosi che hanno certe persone!!
Malta, Spritz e cappuccino, de gustibus... ©Valeriaderiso
Malta, Spritz e cappuccino, de gustibus...
Dopo aver pranzato andiamo a visitare uno dei principali monumenti de La Valletta, la Concattedrale di San Giovanni Battista una delle più grandi cattedrali al mondo e uno dei principali esempi di architettura barocca in Europa. All'ingresso ci sono degli uomini della sicurezza che controllano le borse e ci passano il metal detector lungo il corpo, e noi abbiamo il carrellino della spesa che - naturalmente - non si può portare dentro.  Una delle guardie ci chiede "Siete italiani?" (da che lo avrà capito!!! ahahaha, secondo me siamo gli unici visitatori con un carrellino della spesa vuoto che gli siano mai capitati! magari stasera lo racconterà alla moglie dicendole "I soliti italiani, pensano solo al cibo!"). Insomma appurato che siamo italiani, chiama un tizio - Mario - all'interno specificandogli "Sono Italiani", e ci fanno mettere il carrellino nei box dove sono le biglietterie, lo potremo recuperare uscendo.
Anche qui si paga un ingresso e mi fanno coprire le spalle e le gambe con una mantellina e un grembiule di tessuto non tessuto. Questa cosa del doversi coprire sconcerta Sara. Anche durante la visita del Duomo di Siracusa era rimasta perplessa sul perché facessero coprire me ma non lei, pur essendo vestite nello stesso modo. Le ho spiegato che per i cattolici il corpo è impuro e va coperto, che una canottiera e dei normalissimi pantaloncini a metà coscia sono considerati un abbigliamento indecoroso, il fatto che lo fossero sul mio corpo e non sul suo perché essendo lei una bimba è pura e innocente, mentre io no, non l'ha convinta, per lei sono pura anche io.
All'ingresso ci vengono date le cuffie per la visita guidata, che ci faranno apprezzare con più consapevolezza le opere raccolte in questa chiesa.
Entrando nella Concattedrale si è letteralmente investiti dall'opulenza e risulta chiaro quanto fosse ricco e potente l'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri (formalmente Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche Cavalieri di Cipro, Cavalieri di Rodi o Cavalieri di Malta),  un ordine religioso cavalleresco nato intorno alla prima metà dell'XI secolo a Gerusalemme. In seguito alla prima crociata divenne un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto, secondo il costume del tempo. I cavalieri erano nobili provenienti dalle più importanti casate europee e proteggevano la fede cattolica e l'Europa dagli attacchi dei turchi Ottomani, furono loro a donare le opere di grande valore artistico che impreziosirono la cattedrale facendone l'espressione artistica tra le più alte e maestose del barocco.
Malta, La Valletta - Concattedrale di San Giovanni Battista ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Concattedrale di San Giovanni Battista
La realizzazione della Concattedrale fu commissionata nel 1572 dal Gran Maestro Jean de la Cassiere. Al termine dei lavori, nel 1577, l’edifico divenne la chiesa conventuale dell’ordine. Inizialmente l’interno della Concattedrale era modesto, con poche decorazioni. Tuttavia, nel XVII secolo, il Gran Maestro Cotoner ne ordinò la ristrutturazione interna, per dotare l’Ordine dei Cavalieri di una chiesa che potesse competere in sfarzo con quelle di Roma. La direzione dei lavori fu affidata a Mattia Preti, che trasformò gli interni in stile barocco, dipingendo la volta e molti delle tele d'altare delle cappelle laterali. L’edifico rimase la chiesa conventuale dell’Ordine fino all’espulsione dei Cavalieri dall’isola da parte dei francesi. Nel XIX secolo la chiesa fu usata per le celebrazioni ufficiali in alternativa alla cattedrale arcivescovile di Mdina (la vecchia capitale di Malta), diventando quindi Concattedrale a Malta.
Le 8 cappelle laterali celebrano le lingue parlate all’interno dell’Ordine. Il pavimento in marmo è costituito da circa 400 tombe appartenenti a membri dell’Ordine. Le lapidi sono riccamente decorate in marmo policromo e riportano gli stemmi dei Cavalieri, episodi di vita raffiguranti il singolo defunto. I resti dei Gran Maestri sono invece nella cripta, tra questi due dei più importanti: Jean de la Valette e Alof de Wignacourt.
Malta, Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio ©Arteworld
Malta, Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio photo credit ©Arteworld
Nell'Oratorio, aggiunto con la sacrestia nel 1598, sono esposte due tele di Caravaggio che durante la sua permanenza a Malta cercò di guadagnarsi la nomina a Cavaliere per sfuggire all’arresto delle autorità papali. Una è la "Decollazione di Giovanni Battista", il dipinto più grande che abbia mai realizzato e l’unico recante la sua firma, individuabile nella macchia di sangue che sgorga dal Battista. L’altra opera è il San Girolamo Scrivente. Inutile dire quanto sia d'impatto poter osservare dal vivo queste opere. Peccato non aver potuto scattare foto data la scarsità di luce.
La visita è lunga ed estremamente interessante, usciamo dalla Concattedrale piuttosto stanchi. Vorremo mangiare un gelato, ma rinunciamo: 3,70 € per una coppetta microscopica!
Malta, La Valletta - S.Caterina d'Alessandria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - S.Caterina d'Alessandria
Facciamo una passeggiata per la Via dei Mercanti (Triq-il Merkanti) partendo dalla Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria che fa parte dell'Auberge d'Italie. Questa strada ospita una serie di Auberges, che erano gli edifici in cui alloggiavano i Cavalieri Ospitalieri appartenenti ad una stessa lingua, cioè alla stessa zona di provenienza etno-linguistica. A La Valletta erano presenti 7 Auberges, di cui solo quattro sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale: l'Auberge de Castille, l'Auberge d'Auvergne, l'Auberge d'Italie, e l'Auberge de Provence, che oggi ospita il Museo Nazionale d'archeologia e che sarà la nostra tappa successiva.
Questo piccolo museo espone una ricchissima collezione di reperti provenienti da tutta l’isola ritrovati durante i numerosi scavi archeologici. Il piano terra è dedicato al periodo preistorico dal 5200 a.C. fino al 2500 a.C.  contiene i reperti provenienti dai templi megalitici sparsi per l’isola. Sono presenti modelli delle strutture e di alcune sepolture, così come elementi architettonici originali, con relative foto d’epoca scattate durante gli scavi. Le statuette ritrovate nei templi sono fra le scoperte archeologiche più importanti per la loro unicità: si tratta di rarissime raffigurazioni umane sulle quali sono state formulate diverse teorie relative alla loro funzione, la forma e alcune similitudini con altri reperti trovati nel Mediterraneo fanno pensare che si tratti di raffigurazioni di una dea della fertilità. Tra queste la più importante per valore artistico è la Dea Dormiente, rinvenuta nell’Ipogeo di Hal Salflieni e risalente a 5000 anni fa, la raffigurazione in creta di una donna distesa di lato su un letto, con la testa reclinata e appoggiata sul braccio.

Malta, La Valletta - La Dea Dormiente ©Stefan_h
Malta, La Valletta - La Dea Dormiente ©Stefan_h
Altro reperto molto importante è la Venere di Malta, in argilla coperta di ocra rossa, e proveniente dal sito di Hagar Quim, 3.500-2.500 a.C. di stile diverso dalla Dea dormiente, somiglia alle veneri paleolitiche. I piani superiori del Museo ospitano le collezioni relative all’Età del bronzo e al periodo fenicio, oltre a una notevolissima raccolta di monete antiche e antichissime.
Terminato il pomeriggio turistico riprendiamo l'autobus e scendiamo qualche fermata più avanti della nostra, in modo da andare a cercare un supermercato indicatoci da uno dei ragazzi del Marina. Grazie al navigatore sul cellulare cerchiamo di orientarci tra le vie della cittadina di Gezira, percorriamo le strade semi deserte tra palazzi fatiscenti alternati da grandi autosaloni. Se volevano nascondere il supermercato ci sono riusciti!!! Non capiamo come facciano a fare la spesa i diportisti che frequentano tutti i Marina che ci sono, forse, semplicemente, non la fanno e vanno nei fast food o nei mega ristoranti.
Prima di arrivare ci imbattiamo per puro caso in una piccola bottega che vende frutta e verdura dal poetico nome Apple Tree, poi - finalmente - approdiamo al famigerato supermercato, piccolo, uno spaccio più che un supermercato dove non troviamo nulla di comprabile (per noi) a parte la birra e della feta greca. Meglio di niente. Torniamo in barca, ceniamo ed esausti andiamo a dormire.
^_^

giovedì 12 settembre 2019

19 agosto, Malta e compleanno di Sara

Lunedì 19 agosto 2019
Oggi, come molti di voi sanno, è un giorno speciale: Sara compie 10 anni!! Si sveglia molto prima del solito perché non vede l'ora di aprire il suo regalo, ma le abbiamo preparato una caccia al tesoro. Ha tre pacchetti da cercare e diversi bigliettini con indovinelli per trovarli; alle 8:30 salpiamo e ci dirigiamo verso La Valletta mentre lei parte alla ricerca.
La caccia al tesoro prosegue durante parte della navigazione, Sara si diverte e trova anche un regalo inaspettato, e per questo doppiamente gradito, da parte di alcuni amici toscani che me lo avevano affidato a giugno, prima della nostra partenza.
Abbiamo trovato un Marina dove non chiedono cifre esorbitanti e dove abbiamo pensato di fermarci uno o due giorni per visitare la città vecchia, patrimonio dell'UNESCO.
Alle 10:00 siamo all'ormeggio al Royal Malta Yacht Club, che si trova a Ta' Xbiex (pronuncia Tascbiesc), una piccola cittadina situata a nord-est della città vecchia, il cui nome deriva da Xbiek che significa sciabica (un tipo di rete da pesca), per via delle sue origini come villaggio di pescatori.
La città inoltre è sede di molte ambasciate straniere, tra cui quelle di Grecia, Italia, Francia e Regno Unito, che sono in una serie di palazzine liberty lungo la strada costiera, proprio di fronte al Marina.
A parte queste ultime palazzine, le costruzioni tutt'intorno sono per lo più abbandonate, c'è molta incuria e sporcizia e ai palazzi fatiscenti si alternano mega gioiellerie che vendono diamanti o Porche; insomma c'è una serie di fortissimi contrasti.
Dopo aver fatto e steso un primo bucato (la sacca dei panni trabocca! e ci sono da lavare anche le lenzuola), alle 11:30 usciamo con l'intenzione di fare la spesa nei dintorni, in cambusa non abbiamo più nulla di fresco, solo limoni; fatti pochi passi fuori dal Marina - dato che uno dei ragazzi del pontile ci ha detto che tutte le mattine passa un camion che vende la verdura a chi sta sulle barche - cambiamo idea e decidiamo di prendere l'autobus che porta al centro de La Valletta, anche perché ho letto che c'è un mercato coperto Is-Suq tal-Belt, (il Mercato della Città) del XIX secolo, il primo edificio a Malta ad essere costruito principalmente di ferro, magari potremo prendere anche qualcosa lì.
Arrivando alle porte del centro storico ci accoglie un'enorme piazza su cui domina la Fontana dei Tritoni.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
Costruita tra il 1952 e il 1959 e ideata congiuntamente dallo scultore Chevalier Vincent Apap e il suo collaboratore disegnatore Victor Anastasi. Nel tempo ha subito un forte degrado, ma nel 2017 è stata completamente restaurata per ritornare all'originaria bellezza.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
I tritoni del gruppo scultoreo sono in una lega rame/zinco/stagno, mentre il monumentale basamento è in travertino romano proveniente dalle cave di Tivoli.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
A questo link c'è una web cam sulla fontana da cui potete ammirarla anche voi in tempo reale.
Per accedere al cuore de La Valletta si passa su quello che era il fossato che la difendeva, ora totalmente riqualificato.
Malta, La Valletta - Fossato ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fossato
Entrando veniamo accolti da un'impressione di luce fortissima dovuta non solo al cielo terso, ma anche alla pietra bianca con cui è ricoperto il selciato e con cui sono costruiti la maggior parte degli edifici.
Subito sulla destra c'è il modernissimo Palazzo del Parlamento, costruito tra il 2011 e il 2015 su progetto di Renzo Piano nell'ambito di un progetto che comprendeva il "City Gate," una nuova porta per l'accesso alla città.
Malta, La Valletta - Palazzo del Parlamento, Royal Opera House e Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Palazzo del Parlamento, Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Subito a seguire ci sono le rovine, ridisegnate sempre da Renzo Piano nel 2011, della Royal Opera House. Noto anche come Royal Theatre (in maltese It-Teatru Rjal), è stato un teatro d'opera e di arti performative, progettato dall'architetto inglese Edward Middleton Barry (l'architetto del Covent Garden Theatre) e inaugurato nel 1866 divenendo uno degli edifici più belli e iconici della capitale maltese.
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Questo teatro ha avuto una storia molto travagliata: dopo pochi anni dall'inaugurazione, nel 1873, gli interni vennero gravemente danneggiati da un incendio, ma venne restaurato nel 1877; per finire, nel 1942, raso al suolo dai bombardamenti dell'aeronautica nazista durante la seconda guerra mondiale. Dal 2013, dopo l'intervento di Renzo Piano, che ha mantenuto le poche parti superstiti intatte, è ritornato alla sua funzione di luogo per spettacoli come teatro all'aperto con il nome di Pjazza Teatru Rjal.
Di fronte al teatro si trova uno, tra i tanti, bei palazzi d'epoca de La Valletta, Palazzo Ferreria, così detto perché sostituì l'antica fonderia dell'ordine dei Cavalieri Ospitalieri in cui un tempo venivano fabbricati i loro armamenti. C ostruito nel tardo 19° secolo e progettato dall'architetto Giuseppe Bonavia, fu il primo edificio ad introdurre balconi in legno sulle isole, caratteristica che accomuna oggi moltissime costruzioni.
Malta, La Valletta - Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Da qui arriviamo al Mercato coperto Is-Suq tal-Belt, aspettandoci un mercato tipo quello che c'è a Livorno con banchi e botteghe e invece ci troviamo di fronte ad un'edificio anonimo all'esterno e sventrato all'interno, che conserva solo parte delle originali strutture in ferro battuto, e che ospita una sorta di supermercato gourmet per turisti danarosi. L'unica cosa comprabile è il pane, meglio di niente.
Scoprirò poi, cercando in rete, che l'edificio così come fu costruito nel XIX secolo restò enormemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e che la successiva ricostruzione non rispettò la struttura originale, che subì anzi ulteriori alterazioni nel corso dei decenni successivi, fino al declino cominciato negli anni '70 e proseguito fino al 2016-17, quando un nuovo restauro ne ha permesso la riapertura nel gennaio del 2018.
Questo alternarsi continuo di magnificenza, che innegabilmente hanno o hanno avuto gli edifici che compongono il centro storico della Valletta, e il degrado e l'abbandono di moltissimi altri, oltre agli innumerevoli negozi di brand alla moda, ristoranti e fast food rivolti ad un turismo massificato di impronta americana, meno attento alla storia e alla cultura e più incline allo shopping, ci ha deluso. Senz'altro è comprensibile perché si sia guadagnato l'inclusione nel Patrimonio dell'Umanità, ma resta la perdita dell'impronta più autentica.
Ormai stanchi, andiamo al terminal dei bus che si trova proprio accanto alla Fontana dei Tritoni. Il servizio dei bus è molto efficiente e super organizzato, in questo si nota chiaramente l'impronta britannica (Malta è stata colonia dell’impero britannico dal 1813 al 1964, infatti qui si guida destra); facciamo una tessera di 12 corse per 15 € da usare per le nostre prossime venute e torniamo in barca a festeggiare la decenne.
Come lo scorso anno, ha voluto gli spaghetti Sgombro capperi e limone - per me ho cotto a parte degli spaghetti senza glutine - e poi è arrivata la torta preparata in parte ieri e composta prima di pranzo.

torta soffice al cacao ©Valeriaderiso
10 anni!!
i Maramei
Dopo pranzo, aspettiamo che l'ultima lavatrice della giornata termini il ciclo per poter uscire di nuovo e continuare il nostro giro turistico alla città vecchia... ma a me sembra che ci metta un po' troppo. Vado a controllare e con orrore mi accorgo che da un po' continua a caricare acqua e a scaricarla dal tubo del troppo pieno. Indovinate dove? nei gavoni adiacenti! che naturalmente sono pieni di roba che ora galleggia beatamente: c'è di tutto, soprattutto pezzi di ricambio di vario tipo, ma anche rotoli di stoffa e di eco pelle, attrezzi, sacchi per le vele, alcune scatole di plastica che hanno protetto il loro contenuto, altre che si sono riempite d'acqua... un disastro!
La lavatrice si è inceppata e ci ha svuotato completamente il serbatoio da 1000 litri, che magari non era proprio pieno pieno però almeno 500 litri c'erano, se non di più... Insomma abbiamo la barca mezza allagata e il serbatoio vuoto.
Togliamo tutto e con una pompa di emergenza - che inizialmente non ne vuole sapere di funzionare - attaccata ad un tubo di gomma svuotiamo in parte i tre gavoni allagati; la parte più a fondo va per forza svuotata a mano, con le spugne. Bisogna asciugare tutto. C'è una scatola che contiene velcro di tutti i tipi, ganci e altre oggetti da tappezzeria, che messa di traverso si è riempita d'acqua, va vuotata ed il contenuto asciugato prima che si sciupi. Assieme ai panni dei bucati fatti finora, sventolano sul ponte anche metri di velcro di diverse misure e ritagli di stoffe varie.
velcro e lenzuola al sole
velcro e lenzuola al sole
Oltre al lavoro infinito di asciugare tutti i pezzi che avevamo stivati, c'è poi da sciacquare due lenzuola singole e una tovaglia che erano nella lavatrice quando si è bloccata. Abbiamo una sola bacinella, nemmeno molto grande; non sto a raccontarvi come ho fatto nei dettagli, ma credetemi è stato complicato.
E così niente giro turistico. 
Passiamo tutto il pomeriggio ad asciugare e mettere a posto, finché arriva l'ora di cena: la cambusa è vuota, stamattina non siamo riusciti a fare un minimo di spesa perché non abbiamo incontrato nemmeno una piccola bottega dove prendere un po' di verdura, ripiegare sul classico spaghetto non si può perché li abbiamo mangiati a pranzo, inoltre è tardi e siamo stanchi. L'unica soluzione è andare a magiare un boccone fuori, cosa non del tutto semplice per due motivi: il primo è la mia dannata intolleranza al glutine che riduce le possibilità di trovare un posto che vada bene per tutti, il secondo è che qui non c'è altro che tristissimi fast food. Alla fine approdiamo in un posto che fa kebab e ha anche delle insalate; l'impostazione è sempre quello delle catene fast food, e il kebab - che prendono solo Marco e Sara - non è nemmeno buono, a loro dire lo fa meglio il ragazzo curdo che ha un micro localino all'ingresso del porto di Livorno. Io, per chi mi conosce, mi sono dovuta dare dieci - non uno - pizzichi sulla pancia per mangiare in questo posto, ma a mali estremi, estremi rimedi. Mi accontento dell'insalata di ceci e delle zucchine alla scapece che ho preso, impedisco alla mia mente di pensare da dove vengono, come le avranno cucinate e tutto il male che potrei pensare su quello che ho nel piatto, e via.
Così si conclude la nostra prima giornata a La Valletta. Domani è un altro giorno.

^_^