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sabato 4 maggio 2013

* Esperimenti di coltivazione e riciclo nell'orto

Anche quest'anno siamo ripartiti con il nostro orto, e ai semenzai per i pomodori, le piattelle, le zucchine, il basilico, i peperoni, i peperoncini, l'insalata, l'aglio, le cipolle abbiamo aggiunto un nuovo ortaggio, con un metodo di coltivazione diverso e, per noi, del tutto nuovo: le patate nei sacchi di iuta.
Avevamo visto tempo fa un video di Grazia Cacciola in cui spiegava come riprodurre e coltivare patate e zenzero in questo modo, ripromettendoci di provarci appena possibile; poi abbiamo ricevuto in regalo da Martino Ragusa (che abbiamo l'onore e il piacere di conoscere di persona) il suo bel libro "Orto e mangiato - come coltivare un orto su balconi e terrazzi e gustarne i frutti", nato dalla sua esperienza di coltivatore "da orto" e poi "da vaso", in cui illustra in comode schede come coltivare i diversi ortaggi e poi, nella seconda parte del libro, come cucinarli.
Nella scheda dedicata alle patate descrive anche lui la coltivazione nei sacchi di iuta. E così ci siamo lanciata nell'impresa.

Abbiamo comprato delle patate biologiche abruzzesi e delle patate di una varietà locale, le abbiamo lasciate germogliare; le abbiamo tagliate rispettando la posizione dei germogli, e le abbiamo sistemate - il 7 aprile - in 30 cm di terriccio mescolato a sabbia di fiume nei sacchi di iuta arrotolati. Dopo 18 giorni - il 25 aprile - le piante erano così: 



Man mano che crescono bisogna aggiungere terriccio e srotolare il sacco, interrando la pianta fin quando continua a crescere: le patate nuove cresceranno dal fusto interrato. Si può aggiungere concime organico dopo che la pianta avrà raggiunto almeno 15 cm di altezza.
Una volta preso il via crescono a vista d'occhio: ecco le piante dopo soli 5 giorni dalle foto qui sopra - il 30 aprile:


Una vera soddisfazione....

In questi giorni abbiamo trasferito le piantine di piattelle e alcune di pomodori in terra piena. 
Per proteggerle dagli attacchi famelici delle chiocciole e delle limacciole (che qui sono gigantesche!), oltre ad usare la cenere di legna e i gusci d'uovo frantumati, durante la notte le copriamo, almeno finché le loro dimensioni saranno ridotte, con le vaschette della ricotta e quelle trasparenti in cui vendono fragole e pomodori.



Bisogna avere la pazienza e la costanza di metterle all'imbrunire e toglierle al mattino presto, in modo che le piante possano godere dell'aria e della luce agevolmente, anche perché traspirando si forma un po' di condensa, però ne vale la pena: si riusa qualcosa che altrimenti finirebbe nella spazzatura - per quanto differenziata - in modo utile e continuo, visto che le vaschette possono poi essere lavate e usate di nuovo l'anno successivo, almeno finché le piantine avranno delle dimensioni tali da premetterne l'uso.
Alcune delle piantine non sfuggono agli attacchi, perché soprattutto le limacciole piccolissime riescono a passare sotto le vaschette o attraverso i buchini, però la cenere di legna costituisce un buon deterrente oltre a diventare un'ottimo arricchimento per il terreno.

:o)