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sabato 14 settembre 2019

20 agosto, Malta

Martedì 20 agosto 2019
La mattinata comincia presto con Marco che smonta la lavatrice per cercare di capire se è riparabile da un NormalCapitano. Potrebbero essere i condensatori. Li smonta, si fa indicare del marinaio del pontile dove poter trovare un negozio adatto, ci va con la bici pieghevole che abbiamo a bordo, torna, monta i nuovi condensatori e fa una prova. Niente da fare. Il cestello si blocca non ha l'impulso a girare e ad un certo punto del programma carica acqua fino all'infinito... La lavatrice è rotta. L'unico modo di farla funzionare, dato che è ancora tutta meccanica, è dare un "invito" a mano al volano del cestello, quindi Marco taglia con il flessibile un buco nel coperchio della lavatrice, a cui si può accedere togliendo una parte dei cuscini del divano. Un po' scomodo per fare il bucato, perché in pratica bisogna mettersi lì e "aiutare" il cestello a riprendere a girare ogni volta che si ferma, e stare attentissimi che la lavatrice non carichi acqua in eccesso, facendo scorrere la ghiera dei programmi a mano.
Forse qualcuno si domanderà come mai per noi questa cosa è tanto tragica, in fondo "esistono le lavanderie a gettoni". Eh no, per noi sono impraticabili. Da più di dieci anni usiamo detersivi ecologici quasi privi di profumazione (così come shampoo e sapone), non usiamo ammorbidenti ma una soluzione di acido citrico nell'ultimo risciacquo per avere un bucato meno "rigido",  non sopportiamo i profumi penetranti e fortissimi dei detersivi ora in commercio, e le lavanderie a gettoni hanno per la maggior parte macchine che dosano da sé detersivo e ammorbidente; a volte passando nelle vicinanze dei locali che le ospitano troviamo disturbante quella puzza chimica anche a distanza... impossibile usarle per farci il bucato. Per non parlare della spesa, mediamente 3,50 € a bucato.
Per fortuna quando è successo il fattaccio stavamo lavando le ultime cose grosse, il resto del bucato l'ho fatto a mano e ora la cesta della biancheria è vuota. Il problema si ripresenterà tra un po', e sarà allora che ci penseremo.
Scusate il pippone, ora la smetto con "I racconti della lavatrice".
Tra una cosa e l'altra arriva l'ora di pranzo. Il camion che vende le verdura stamattina non è passato, quindi c'è sempre da fare la spesa così, fido carrellino alla mano, andiamo a prendere l'autobus per tornare a La Valletta. Faremo un po' i turisti e poi rientrando cercheremo un supermercato o una bottega dove fare un minimo di spesa, almeno per tamponare uno o due giorni, visto che domattina andremo via.
Arrivati a La Valletta, cerchiamo un posto dove mangiare, e scegliamo una specie di bistrò che ha i tavolini sotto l'enorme chioma di un ficus. C'è un bel venticello, il menù sembra interessante e non dobbiamo subire l'aria condizionata.
Mentre aspettiamo mi diverto ad osservare e fotografare la gente. Al tavolino accanto al nostro ci sono due donne che hanno preso uno spritz aperol e un cappuccino a testa e li sorseggiano alternatamente... che gusti curiosi che hanno certe persone!!
Malta, Spritz e cappuccino, de gustibus... ©Valeriaderiso
Malta, Spritz e cappuccino, de gustibus...
Dopo aver pranzato andiamo a visitare uno dei principali monumenti de La Valletta, la Concattedrale di San Giovanni Battista una delle più grandi cattedrali al mondo e uno dei principali esempi di architettura barocca in Europa. All'ingresso ci sono degli uomini della sicurezza che controllano le borse e ci passano il metal detector lungo il corpo, e noi abbiamo il carrellino della spesa che - naturalmente - non si può portare dentro.  Una delle guardie ci chiede "Siete italiani?" (da che lo avrà capito!!! ahahaha, secondo me siamo gli unici visitatori con un carrellino della spesa vuoto che gli siano mai capitati! magari stasera lo racconterà alla moglie dicendole "I soliti italiani, pensano solo al cibo!"). Insomma appurato che siamo italiani, chiama un tizio - Mario - all'interno specificandogli "Sono Italiani", e ci fanno mettere il carrellino nei box dove sono le biglietterie, lo potremo recuperare uscendo.
Anche qui si paga un ingresso e mi fanno coprire le spalle e le gambe con una mantellina e un grembiule di tessuto non tessuto. Questa cosa del doversi coprire sconcerta Sara. Anche durante la visita del Duomo di Siracusa era rimasta perplessa sul perché facessero coprire me ma non lei, pur essendo vestite nello stesso modo. Le ho spiegato che per i cattolici il corpo è impuro e va coperto, che una canottiera e dei normalissimi pantaloncini a metà coscia sono considerati un abbigliamento indecoroso, il fatto che lo fossero sul mio corpo e non sul suo perché essendo lei una bimba è pura e innocente, mentre io no, non l'ha convinta, per lei sono pura anche io.
All'ingresso ci vengono date le cuffie per la visita guidata, che ci faranno apprezzare con più consapevolezza le opere raccolte in questa chiesa.
Entrando nella Concattedrale si è letteralmente investiti dall'opulenza e risulta chiaro quanto fosse ricco e potente l'Ordine dei Cavalieri Ospitalieri (formalmente Cavalieri dell'Ordine dell'Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme, detti anche Cavalieri di Cipro, Cavalieri di Rodi o Cavalieri di Malta),  un ordine religioso cavalleresco nato intorno alla prima metà dell'XI secolo a Gerusalemme. In seguito alla prima crociata divenne un ordine religioso cavalleresco cristiano dotato di un proprio statuto, secondo il costume del tempo. I cavalieri erano nobili provenienti dalle più importanti casate europee e proteggevano la fede cattolica e l'Europa dagli attacchi dei turchi Ottomani, furono loro a donare le opere di grande valore artistico che impreziosirono la cattedrale facendone l'espressione artistica tra le più alte e maestose del barocco.
Malta, La Valletta - Concattedrale di San Giovanni Battista ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Concattedrale di San Giovanni Battista
La realizzazione della Concattedrale fu commissionata nel 1572 dal Gran Maestro Jean de la Cassiere. Al termine dei lavori, nel 1577, l’edifico divenne la chiesa conventuale dell’ordine. Inizialmente l’interno della Concattedrale era modesto, con poche decorazioni. Tuttavia, nel XVII secolo, il Gran Maestro Cotoner ne ordinò la ristrutturazione interna, per dotare l’Ordine dei Cavalieri di una chiesa che potesse competere in sfarzo con quelle di Roma. La direzione dei lavori fu affidata a Mattia Preti, che trasformò gli interni in stile barocco, dipingendo la volta e molti delle tele d'altare delle cappelle laterali. L’edifico rimase la chiesa conventuale dell’Ordine fino all’espulsione dei Cavalieri dall’isola da parte dei francesi. Nel XIX secolo la chiesa fu usata per le celebrazioni ufficiali in alternativa alla cattedrale arcivescovile di Mdina (la vecchia capitale di Malta), diventando quindi Concattedrale a Malta.
Le 8 cappelle laterali celebrano le lingue parlate all’interno dell’Ordine. Il pavimento in marmo è costituito da circa 400 tombe appartenenti a membri dell’Ordine. Le lapidi sono riccamente decorate in marmo policromo e riportano gli stemmi dei Cavalieri, episodi di vita raffiguranti il singolo defunto. I resti dei Gran Maestri sono invece nella cripta, tra questi due dei più importanti: Jean de la Valette e Alof de Wignacourt.
Malta, Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio ©Arteworld
Malta, Decollazione di San Giovanni Battista di Caravaggio photo credit ©Arteworld
Nell'Oratorio, aggiunto con la sacrestia nel 1598, sono esposte due tele di Caravaggio che durante la sua permanenza a Malta cercò di guadagnarsi la nomina a Cavaliere per sfuggire all’arresto delle autorità papali. Una è la "Decollazione di Giovanni Battista", il dipinto più grande che abbia mai realizzato e l’unico recante la sua firma, individuabile nella macchia di sangue che sgorga dal Battista. L’altra opera è il San Girolamo Scrivente. Inutile dire quanto sia d'impatto poter osservare dal vivo queste opere. Peccato non aver potuto scattare foto data la scarsità di luce.
La visita è lunga ed estremamente interessante, usciamo dalla Concattedrale piuttosto stanchi. Vorremo mangiare un gelato, ma rinunciamo: 3,70 € per una coppetta microscopica!
Malta, La Valletta - S.Caterina d'Alessandria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - S.Caterina d'Alessandria
Facciamo una passeggiata per la Via dei Mercanti (Triq-il Merkanti) partendo dalla Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria che fa parte dell'Auberge d'Italie. Questa strada ospita una serie di Auberges, che erano gli edifici in cui alloggiavano i Cavalieri Ospitalieri appartenenti ad una stessa lingua, cioè alla stessa zona di provenienza etno-linguistica. A La Valletta erano presenti 7 Auberges, di cui solo quattro sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale: l'Auberge de Castille, l'Auberge d'Auvergne, l'Auberge d'Italie, e l'Auberge de Provence, che oggi ospita il Museo Nazionale d'archeologia e che sarà la nostra tappa successiva.
Questo piccolo museo espone una ricchissima collezione di reperti provenienti da tutta l’isola ritrovati durante i numerosi scavi archeologici. Il piano terra è dedicato al periodo preistorico dal 5200 a.C. fino al 2500 a.C.  contiene i reperti provenienti dai templi megalitici sparsi per l’isola. Sono presenti modelli delle strutture e di alcune sepolture, così come elementi architettonici originali, con relative foto d’epoca scattate durante gli scavi. Le statuette ritrovate nei templi sono fra le scoperte archeologiche più importanti per la loro unicità: si tratta di rarissime raffigurazioni umane sulle quali sono state formulate diverse teorie relative alla loro funzione, la forma e alcune similitudini con altri reperti trovati nel Mediterraneo fanno pensare che si tratti di raffigurazioni di una dea della fertilità. Tra queste la più importante per valore artistico è la Dea Dormiente, rinvenuta nell’Ipogeo di Hal Salflieni e risalente a 5000 anni fa, la raffigurazione in creta di una donna distesa di lato su un letto, con la testa reclinata e appoggiata sul braccio.

Malta, La Valletta - La Dea Dormiente ©Stefan_h
Malta, La Valletta - La Dea Dormiente ©Stefan_h
Altro reperto molto importante è la Venere di Malta, in argilla coperta di ocra rossa, e proveniente dal sito di Hagar Quim, 3.500-2.500 a.C. di stile diverso dalla Dea dormiente, somiglia alle veneri paleolitiche. I piani superiori del Museo ospitano le collezioni relative all’Età del bronzo e al periodo fenicio, oltre a una notevolissima raccolta di monete antiche e antichissime.
Terminato il pomeriggio turistico riprendiamo l'autobus e scendiamo qualche fermata più avanti della nostra, in modo da andare a cercare un supermercato indicatoci da uno dei ragazzi del Marina. Grazie al navigatore sul cellulare cerchiamo di orientarci tra le vie della cittadina di Gezira, percorriamo le strade semi deserte tra palazzi fatiscenti alternati da grandi autosaloni. Se volevano nascondere il supermercato ci sono riusciti!!! Non capiamo come facciano a fare la spesa i diportisti che frequentano tutti i Marina che ci sono, forse, semplicemente, non la fanno e vanno nei fast food o nei mega ristoranti.
Prima di arrivare ci imbattiamo per puro caso in una piccola bottega che vende frutta e verdura dal poetico nome Apple Tree, poi - finalmente - approdiamo al famigerato supermercato, piccolo, uno spaccio più che un supermercato dove non troviamo nulla di comprabile (per noi) a parte la birra e della feta greca. Meglio di niente. Torniamo in barca, ceniamo ed esausti andiamo a dormire.
^_^

giovedì 12 settembre 2019

19 agosto, Malta e compleanno di Sara

Lunedì 19 agosto 2019
Oggi, come molti di voi sanno, è un giorno speciale: Sara compie 10 anni!! Si sveglia molto prima del solito perché non vede l'ora di aprire il suo regalo, ma le abbiamo preparato una caccia al tesoro. Ha tre pacchetti da cercare e diversi bigliettini con indovinelli per trovarli; alle 8:30 salpiamo e ci dirigiamo verso La Valletta mentre lei parte alla ricerca.
La caccia al tesoro prosegue durante parte della navigazione, Sara si diverte e trova anche un regalo inaspettato, e per questo doppiamente gradito, da parte di alcuni amici toscani che me lo avevano affidato a giugno, prima della nostra partenza.
Abbiamo trovato un Marina dove non chiedono cifre esorbitanti e dove abbiamo pensato di fermarci uno o due giorni per visitare la città vecchia, patrimonio dell'UNESCO.
Alle 10:00 siamo all'ormeggio al Royal Malta Yacht Club, che si trova a Ta' Xbiex (pronuncia Tascbiesc), una piccola cittadina situata a nord-est della città vecchia, il cui nome deriva da Xbiek che significa sciabica (un tipo di rete da pesca), per via delle sue origini come villaggio di pescatori.
La città inoltre è sede di molte ambasciate straniere, tra cui quelle di Grecia, Italia, Francia e Regno Unito, che sono in una serie di palazzine liberty lungo la strada costiera, proprio di fronte al Marina.
A parte queste ultime palazzine, le costruzioni tutt'intorno sono per lo più abbandonate, c'è molta incuria e sporcizia e ai palazzi fatiscenti si alternano mega gioiellerie che vendono diamanti o Porche; insomma c'è una serie di fortissimi contrasti.
Dopo aver fatto e steso un primo bucato (la sacca dei panni trabocca! e ci sono da lavare anche le lenzuola), alle 11:30 usciamo con l'intenzione di fare la spesa nei dintorni, in cambusa non abbiamo più nulla di fresco, solo limoni; fatti pochi passi fuori dal Marina - dato che uno dei ragazzi del pontile ci ha detto che tutte le mattine passa un camion che vende la verdura a chi sta sulle barche - cambiamo idea e decidiamo di prendere l'autobus che porta al centro de La Valletta, anche perché ho letto che c'è un mercato coperto Is-Suq tal-Belt, (il Mercato della Città) del XIX secolo, il primo edificio a Malta ad essere costruito principalmente di ferro, magari potremo prendere anche qualcosa lì.
Arrivando alle porte del centro storico ci accoglie un'enorme piazza su cui domina la Fontana dei Tritoni.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
Costruita tra il 1952 e il 1959 e ideata congiuntamente dallo scultore Chevalier Vincent Apap e il suo collaboratore disegnatore Victor Anastasi. Nel tempo ha subito un forte degrado, ma nel 2017 è stata completamente restaurata per ritornare all'originaria bellezza.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
I tritoni del gruppo scultoreo sono in una lega rame/zinco/stagno, mentre il monumentale basamento è in travertino romano proveniente dalle cave di Tivoli.
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fontana dei Tritoni
A questo link c'è una web cam sulla fontana da cui potete ammirarla anche voi in tempo reale.
Per accedere al cuore de La Valletta si passa su quello che era il fossato che la difendeva, ora totalmente riqualificato.
Malta, La Valletta - Fossato ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Fossato
Entrando veniamo accolti da un'impressione di luce fortissima dovuta non solo al cielo terso, ma anche alla pietra bianca con cui è ricoperto il selciato e con cui sono costruiti la maggior parte degli edifici.
Subito sulla destra c'è il modernissimo Palazzo del Parlamento, costruito tra il 2011 e il 2015 su progetto di Renzo Piano nell'ambito di un progetto che comprendeva il "City Gate," una nuova porta per l'accesso alla città.
Malta, La Valletta - Palazzo del Parlamento, Royal Opera House e Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Palazzo del Parlamento, Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Subito a seguire ci sono le rovine, ridisegnate sempre da Renzo Piano nel 2011, della Royal Opera House. Noto anche come Royal Theatre (in maltese It-Teatru Rjal), è stato un teatro d'opera e di arti performative, progettato dall'architetto inglese Edward Middleton Barry (l'architetto del Covent Garden Theatre) e inaugurato nel 1866 divenendo uno degli edifici più belli e iconici della capitale maltese.
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Questo teatro ha avuto una storia molto travagliata: dopo pochi anni dall'inaugurazione, nel 1873, gli interni vennero gravemente danneggiati da un incendio, ma venne restaurato nel 1877; per finire, nel 1942, raso al suolo dai bombardamenti dell'aeronautica nazista durante la seconda guerra mondiale. Dal 2013, dopo l'intervento di Renzo Piano, che ha mantenuto le poche parti superstiti intatte, è ritornato alla sua funzione di luogo per spettacoli come teatro all'aperto con il nome di Pjazza Teatru Rjal.
Di fronte al teatro si trova uno, tra i tanti, bei palazzi d'epoca de La Valletta, Palazzo Ferreria, così detto perché sostituì l'antica fonderia dell'ordine dei Cavalieri Ospitalieri in cui un tempo venivano fabbricati i loro armamenti. C ostruito nel tardo 19° secolo e progettato dall'architetto Giuseppe Bonavia, fu il primo edificio ad introdurre balconi in legno sulle isole, caratteristica che accomuna oggi moltissime costruzioni.
Malta, La Valletta - Palazzo Ferreria ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta - Royal Opera House e Palazzo Ferreria
Da qui arriviamo al Mercato coperto Is-Suq tal-Belt, aspettandoci un mercato tipo quello che c'è a Livorno con banchi e botteghe e invece ci troviamo di fronte ad un'edificio anonimo all'esterno e sventrato all'interno, che conserva solo parte delle originali strutture in ferro battuto, e che ospita una sorta di supermercato gourmet per turisti danarosi. L'unica cosa comprabile è il pane, meglio di niente.
Scoprirò poi, cercando in rete, che l'edificio così come fu costruito nel XIX secolo restò enormemente danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e che la successiva ricostruzione non rispettò la struttura originale, che subì anzi ulteriori alterazioni nel corso dei decenni successivi, fino al declino cominciato negli anni '70 e proseguito fino al 2016-17, quando un nuovo restauro ne ha permesso la riapertura nel gennaio del 2018.
Questo alternarsi continuo di magnificenza, che innegabilmente hanno o hanno avuto gli edifici che compongono il centro storico della Valletta, e il degrado e l'abbandono di moltissimi altri, oltre agli innumerevoli negozi di brand alla moda, ristoranti e fast food rivolti ad un turismo massificato di impronta americana, meno attento alla storia e alla cultura e più incline allo shopping, ci ha deluso. Senz'altro è comprensibile perché si sia guadagnato l'inclusione nel Patrimonio dell'Umanità, ma resta la perdita dell'impronta più autentica.
Ormai stanchi, andiamo al terminal dei bus che si trova proprio accanto alla Fontana dei Tritoni. Il servizio dei bus è molto efficiente e super organizzato, in questo si nota chiaramente l'impronta britannica (Malta è stata colonia dell’impero britannico dal 1813 al 1964, infatti qui si guida destra); facciamo una tessera di 12 corse per 15 € da usare per le nostre prossime venute e torniamo in barca a festeggiare la decenne.
Come lo scorso anno, ha voluto gli spaghetti Sgombro capperi e limone - per me ho cotto a parte degli spaghetti senza glutine - e poi è arrivata la torta preparata in parte ieri e composta prima di pranzo.

torta soffice al cacao ©Valeriaderiso
10 anni!!
i Maramei
Dopo pranzo, aspettiamo che l'ultima lavatrice della giornata termini il ciclo per poter uscire di nuovo e continuare il nostro giro turistico alla città vecchia... ma a me sembra che ci metta un po' troppo. Vado a controllare e con orrore mi accorgo che da un po' continua a caricare acqua e a scaricarla dal tubo del troppo pieno. Indovinate dove? nei gavoni adiacenti! che naturalmente sono pieni di roba che ora galleggia beatamente: c'è di tutto, soprattutto pezzi di ricambio di vario tipo, ma anche rotoli di stoffa e di eco pelle, attrezzi, sacchi per le vele, alcune scatole di plastica che hanno protetto il loro contenuto, altre che si sono riempite d'acqua... un disastro!
La lavatrice si è inceppata e ci ha svuotato completamente il serbatoio da 1000 litri, che magari non era proprio pieno pieno però almeno 500 litri c'erano, se non di più... Insomma abbiamo la barca mezza allagata e il serbatoio vuoto.
Togliamo tutto e con una pompa di emergenza - che inizialmente non ne vuole sapere di funzionare - attaccata ad un tubo di gomma svuotiamo in parte i tre gavoni allagati; la parte più a fondo va per forza svuotata a mano, con le spugne. Bisogna asciugare tutto. C'è una scatola che contiene velcro di tutti i tipi, ganci e altre oggetti da tappezzeria, che messa di traverso si è riempita d'acqua, va vuotata ed il contenuto asciugato prima che si sciupi. Assieme ai panni dei bucati fatti finora, sventolano sul ponte anche metri di velcro di diverse misure e ritagli di stoffe varie.
velcro e lenzuola al sole
velcro e lenzuola al sole
Oltre al lavoro infinito di asciugare tutti i pezzi che avevamo stivati, c'è poi da sciacquare due lenzuola singole e una tovaglia che erano nella lavatrice quando si è bloccata. Abbiamo una sola bacinella, nemmeno molto grande; non sto a raccontarvi come ho fatto nei dettagli, ma credetemi è stato complicato.
E così niente giro turistico. 
Passiamo tutto il pomeriggio ad asciugare e mettere a posto, finché arriva l'ora di cena: la cambusa è vuota, stamattina non siamo riusciti a fare un minimo di spesa perché non abbiamo incontrato nemmeno una piccola bottega dove prendere un po' di verdura, ripiegare sul classico spaghetto non si può perché li abbiamo mangiati a pranzo, inoltre è tardi e siamo stanchi. L'unica soluzione è andare a magiare un boccone fuori, cosa non del tutto semplice per due motivi: il primo è la mia dannata intolleranza al glutine che riduce le possibilità di trovare un posto che vada bene per tutti, il secondo è che qui non c'è altro che tristissimi fast food. Alla fine approdiamo in un posto che fa kebab e ha anche delle insalate; l'impostazione è sempre quello delle catene fast food, e il kebab - che prendono solo Marco e Sara - non è nemmeno buono, a loro dire lo fa meglio il ragazzo curdo che ha un micro localino all'ingresso del porto di Livorno. Io, per chi mi conosce, mi sono dovuta dare dieci - non uno - pizzichi sulla pancia per mangiare in questo posto, ma a mali estremi, estremi rimedi. Mi accontento dell'insalata di ceci e delle zucchine alla scapece che ho preso, impedisco alla mia mente di pensare da dove vengono, come le avranno cucinate e tutto il male che potrei pensare su quello che ho nel piatto, e via.
Così si conclude la nostra prima giornata a La Valletta. Domani è un altro giorno.

^_^

martedì 10 settembre 2019

15-18 agosto, Malta e un Pan di Spagna al cacao senza glutine

Giovedì 15 agosto 2019
Dopo la nottata insonne, alle 6:00, esauriti, salpiamo e andiamo via da St. Thomas.
Procedendo poco più avanti c'è un'altra baia - divisa in due da un sottile istmo - dove l'onda dovrebbe entrare meno, infatti man mano che ci avviciniamo vediamo un gran numero di alberi sbucare da dietro al promontorio che la protegge: ecco dove erano tutti! così capiamo anche come mai a St.Thomas eravamo soli: chi conosce queste acque sa bene che lì non si è riparati dalle onde!
La baia si chiama Hofra L-Kbira e l'istmo, che la divide in due con un suggestivo arco naturale che permette di guardare dall'altra parte, si chiama Ras il-Fniek.
Malta, Ras il-Fniek ©Valeriaderiso
Malta, Ras il-Fniek
Ci fermiamo dal lato sud della baia, dove c'è un minor numero di barche. Qui si sta decisamente meglio che a St. Thomas, e anche il paesaggio è molto bello, senza case e con queste rocce bianche che fanno da sfondo ad un'acqua cristallina. Sul lato nord si intravede la Cappella di San Paolo dei Naufragi.
Malta, Hofra L-Kbira nord e Cappella di S. Paolo dei Naufragi ©Valeriaderiso
Malta, Hofra L-Kbira nord e Cappella di S. Paolo dei Naufragi
Durante la giornata arrivano numerose imbarcazioni. Molti motoscafi vanno sul fondo della baia e si ormeggiano all'inglese uno a fianco all'altro, tenendo la musica - orrenda - a palla con le rocce ad anfiteatro che fanno da amplificatore. Gommoni, barchini, ma anche barche a vela e motoscafi, praticamente tutte le barche dei locali sfrecciano tra le altre alla fonda a 4-5 nodi, incuranti dei bagnanti, sfiorando le altre imbarcazioni e dando àncora vicinissimi gli uni agli altri... noi ci salviamo abbastanza perché siamo piuttosto fuori, ma siamo sconcertati dal fatto che non vengano rispettate le regole della navigazione, ma nemmeno quelle del buon senso. Diciamo che qui, ognuno fa un po' come gli pare.
Per fortuna in serata la maggior parte delle barche va via, rimaniamo in pochi e gli amanti della musica a palla hanno la buona creanza di spegnere l'impianto Hi-Fi ad un'ora non troppo tarda.

Venerdì 16 agosto 2019
Passiamo la giornata raggiungendo con il gommone una piattaforma naturale formata dalle rocce della baia, dove arrivano anche persone via terra, sempre super organizzate con ombrelloni, sedie, borse, borsette e barbecue. Facciamo volentieri il bagno da questi scogli perché sono protetti dalle boe che impediscono il passaggio delle barche. Sara impara a fare i tuffi di testa, e un signore le regala una ciprea, una Naria spurca, piccola ed uguale ad un'altra che avevamo trovato qualche giorno fa.
Naria spurca
Durante la giornata la baia si riempie di barche, con la solita musica a palla, ma la sera si sta tranquilli, il cielo è pieno di stelle e si sta bene.

Sabato 17 agosto 2019
Dovrebbe venire vento da Sud, quindi decidiamo di spostarci a Nord e alle 10:00 salpiamo. Alle 11:00 arrivano 8-9 nodi da Nord Ovest, facciamo un bordo andando un po' fuori, di bolina e spegniamo il motore. Man mano che procediamo troviamo onde sempre più formate e il vento, non previsto, aumenta e gira sulla prua. Con queste condizioni non si arriva da nessuna parte, e così viriamo e torniamo indietro. Ora abbiamo 15-16 nodi di poppa, con genoa e mezzana l'andatura è sui 5 nodi. Alle 13:30 arriviamo di nuovo nella baia di Hofra L-Kbira, ma stavolta diamo àncora dal lato Nord dell'istmo.
Malta, baia di Hofra L-Kbira nord e sud e l'istmo Ras il-Fniek che la divide ©Valeriaderiso
Malta, baia di Hofra L-Kbira nord e sud e l'istmo Ras il-Fniek che la divide
Dopo pranzo mettiamo il gommone in acqua e torniamo a fare il bagno agli scogli dove siamo stati nei giorni scorsi.
Il previsto vento da Sud arriva, ma è talmente flebile che quasi non si avverte, e così decidiamo di restare qui. Come nei giorni scorsi la baia in serata si svuota, rimaniamo in due o tre a passare la notte nella calma più assoluta.

Domenica 18 agosto 2019
Anche la giornata di oggi va avanti simile a quella di ieri: di mattina la baia si riempie di barche di tutti i tipi, a vela e a motore più o meno grandi, e barche che portano i turisti a fare un'uscita giornaliera.
Malta, Luzzo ©Valeriaderiso
Malta, Luzzo
Tra queste ci sono anche i luzzi, le coloratissime barche maltesi con le prue alte e gli occhi dipinti; questa decorazione, che risale ai tempi dei fenici, rappresenta l’Occhio di Osiride o Occhio di Horus, simbolo antico di prosperità, apposto sulle imbarcazioni per allontanare il malocchio e favorire una buona battuta di pesca.
Malta, Luzzo da pesca ©Valeriaderiso
Malta, Luzzo da pesca
Domani è il compleanno di Sara, che ha fatto richieste precise per il menù: spaghetti con lo sgombro, capperi e limone e una torta al cioccolato con la crema, e allora nel tardo pomeriggio, insieme, prepariamo la torta e la crema pasticcera che servirà a farcirla.
Per la torta ho seguito una ricetta molto semplice, una specie di Pan di Spagna al cacao, ed è venuta bella morbida e leggera, naturalmente senza glutine.
Ecco gli ingredienti e il procedimento per uno stampo da 24 cm di diametro:
- 4 uova intere a temperatura ambiente (importantissimo, altrimenti non montano)
- 100 gr di zucchero di canna
- 75 gr di fecola di patate
- 1 cucchiaino raso di lievito
- 25 gr di cacao in polvere
Ho sbattuto le uova (intere) con lo zucchero fino a quando non sono diventate chiare e spumose. Ho setacciato insieme fecola, lievito e cacao e poi li ho incorporati delicatamente alle uova. Ho versato l'impasto nella tortiera rivestita con la carta forno (qui c'è un tutorial per farlo in modo preciso) e l'ho cotto in forno già caldo a 180° (statico) per circa 40 minuti (meglio sempre fare la prova stecchino). L'ho tolta dal forno e l'ho lasciata raffreddare bene prima di sformarla.
Per la crema pasticcera senza glutine questi sono gli ingredienti e le dosi che uso (anche se stavolta ho dimezzato le dosi):
- 500 ml di latte vegetale (con quello di mandorla senza zucchero aggiunto viene buonissima, io in genere uso quello di sorgo e viene ugualmente buona)
- 80 gr di zucchero di canna
- 40 gr di amido di riso (30 gr se la si vuole più lenta) (anche di mais va bene, ma ha un sapore più evidente e la fecola di patate ha una resa più collosa)
- 4 tuorli
- per profumarla una bacca di vaniglia o la buccia di limone, a seconda delle preferenze
Il procedimento è il solito: si scalda il latte con la buccia di limone o con la bacca di vaniglia, mentre si mescolano i tuorli con lo zucchero e poi con l'amido. Successivamente, dopo aver eliminato la buccia di limone o la bacca di vaniglia, si aggiunge il latte caldo a filo mescolando bene in modo da non formare grumi, poi si mette tutto sul fuoco moderato e si mescola continuamente finché si raddensa.
Il risultato ve lo mostrerò nel post successivo, quando vi racconterò dei prossimi giorni.
Malta, l'istmo Ras il-Fniek da Nord, all'imbrunire ©Valeriaderiso
Malta, l'istmo Ras il-Fniek da Nord, all'imbrunire
Stasera rimaniamo proprio soli soli, forse perché oggi è l'ultimo giorno del week end di Ferragosto, tutti vanno via, la baia è buia buia e quando sorge la luna sembra un faro potente, è ancora abbastanza grossa, visto che è stata piena tre giorni fa. Lo spettacolo è servito!
^_^

domenica 8 settembre 2019

12-13-14 agosto, i delfini comuni e Malta

Lunedì 12 agosto 2019
Alle 7:30 salpiamo l'àncora e lasciamo Portopalo di Capo Passero, purtroppo senza vento.
Il mare è una tavola, le condizioni sono ottimali per scorgere i delfini. A turno ci mettiamo seduti sul pulpito di prua a guardare l'orizzonte. Sfilano sotto la prua piccoli ctenofori e ogni tanto qualche pesce volante schizza fuori dall'acqua e fa lunghi voli sfiorando la superficie. Mentre sono sotto il sole in osservazione, verso le 12:00 scorgo qualcosa; il tempo di avvicinarla e capisco cos'è: una testuggine!!! una Caretta caretta, ma non faccio a tempo a fotografarla, mentre corro a prendere la macchina fotografica lei decide di immergersi e ciao ciao tartaruga! Ma è stato bello vederla e, in ogni caso, le sorprese non sono finite. Dopo poco più di un'ora... DELFINI!!! che bello, due volte in due giorni!!!
Delfini comuni (Delphinus delphi) ©Valeriaderiso
Delfini comuni (Delphinus delphi)
E la cosa ancora più straordinaria è che stavolta sono delfini comuni (Delphinus delphi), rari da incontrare a dispetto del loro nome, e che ancora non avevamo mai visto! Sono tantissimi... e io, come avviene sempre quando li incontriamo, vado nel pallone; la conseguenza è che spesso non riesco a ritrarli come mi piacerebbe.
Delfini comuni (Delphinus delphi) ©Valeriaderiso
Delfini comuni (Delphinus delphi)
Delfini comuni (Delphinus delphi) ©Valeriaderiso
Delfini comuni (Delphinus delphi)
Stavolta ho fatto tre video sconclusionati, ma li pubblico lo stesso.
Alle 13:30 finalmente riusciamo a spegnere il motore, abbiamo 6.5 nodi di bolina e facciamo circa 4.2 nodi, per circa 5 ore e mezza. Alle 18:00 riaccendiamo il motore perché il vento cala, e dopo mezz'ora, dopo aver chiesto l'autorizzazione al VTS maltese, siamo all'àncora a Mellieħa Bay.
Malta, Mellieħa Bay ©Valeriaderiso
Malta, Mellieħa Bay
Questa baia si trova a Nord dell'isola di Malta ed è conosciuta anche con il nome di Ghadira.
L’arcipelago delle Isole Calipsee - le cui tre isole principali sono Malta, Gozo e Comino - deve questo nome alla ninfa Calipso, che, secondo ciò che racconta Omero nell'Odissea, era figlia di Atlante e viveva sull'isola di Ogigia che pare corrisponda all'isola di Gozo.
Il nome Malta viene invece da "melita", miele; in epoca greco-romana l'isola era conosciuta infatti soprattutto per questo.
Il primo impatto è strano, non ci aspettavamo tanti palazzoni.
Sul promontorio svetta la Chiesa Parrocchiale di Mellieħa, peccato che sia affogata da questi moderni e anonimi palazzi-alveare. Sul fondo della baia c'è una spiaggia attrezzata e moltissime barche e barchette ai corpi morti, talmente tante che la spiaggia si vede appena. Inoltre sfrecciano moto d'acqua avanti e indietro e l'acqua ha un colore assai poco invitante.
Malta, Chiesa Parrocchiale di Mellieha ©Valeriaderiso
Malta, Chiesa Parrocchiale di Mellieha
Passeremo qui la notte e domani ci sposteremo da qualche altra parte. Vedremo nei prossimi giorni cosa ci riservano queste isole.

Martedì 13 e Mercoledì 14 agosto 2019
Alle 10:45 salpiamo a motore (ma il vento dov'è????).
C'è un grande via vai di barche, molte a motore, gommoni, e motoscafi che trainano le persone con il paracadute. La costa andando verso La Valletta è brutta, un susseguirsi senza soluzione di continuità di palazzoni anonimi del genere che c'era a Mellieħa, ma alti diversi piani in più.
Passiamo davanti alla Baia di San Paolo (San Pawl il-Baħar in maltese) dove secondo gli Atti degli Apostoli Paolo naufragò sugli scogli degli isolotti detti oggi isole di San Paolo.
Malta, Statua di San Paolo sull'omonima isola ©Valeriaderiso
Malta, Statua di San Paolo sull'omonima isola
A mezzogiorno entriamo a Marsamxett (letteralmente in maltese "porto [marsa] della spiaggia [xatt]", in italiano anche Marsamuscetto o Marsamusetto) il più settentrionale dei due porti naturali di La Valletta, separato da quello a sud (Porto Grande) dalla penisola di Siberras su cui sorge appunto La Valletta.
Malta, La Valletta lato nord ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta lato nord
Dal lato opposto è visibile, su un isolotto prospiciente l'abitato di Gezira, il Forte Manoel costruito dai Cavalieri di Malta tra il 1723 ed il 1755 sotto il patronato del Gran Maestro portoghese António Manoel de Vilhena (da cui il nome).
Malta, Forte Manoel ©Valeriaderiso
Malta, Forte Manoel
La nostra intenzione era cercare un posto dove dare àncora, che fosse tranquillo abbastanza per poter scendere a terra con il tender e visitare La Valletta, ma non ne troviamo: nonostante ci sia molto spazio ci sono boe ovunque e non sapendo se siano utilizzabili o meno rinunciamo.
Malta, La Valletta lato nord ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta lato nord
Malta, La Valletta lato nord ©Valeriaderiso
Malta, La Valletta lato nord
Usciamo dall'insenatura e proseguiamo.
Alle 14:00 arriviamo in una baia esposta a Sud-Est, St Thomas Bay, nella zona di Marsaxlokk (pronuncia marsa-sc-loch) in italiano anche Marsasloccao o Marsa Scirocco.
Malta, St. Thomas Bay, lato nord ©Valeriaderiso
Malta, St. Thomas Bay, lato nord
Malta, St. Thomas Bay, lato sud ©Valeriaderiso
Malta, St. Thomas Bay, lato sud
Siamo rimasti qui due giorni.
C'è soprattutto turismo locale. Le persone fanno il bagno prendendo il sole sulla roccia bianca che si sfarina in una sorta di polvere che sembra talco e che rende scivolosi i sassi sul fondo. Sotto le case, sul lato nord, le piattaforme naturali sono attrezzate di scalette e docce di acqua dolce, e c'è anche il servizio dei bagnini che controllano i bagnanti e segnalano con le apposite bandiere se è possibile fare il bagno.
Le persone si organizzano con delle tende a gazebo o con gli ombrelloni e qualcuno prepara anche il barbecue, trattenendosi fino a tarda ora. L'acqua è molto calda, il termometro della barca segna 26°, e anche fuori fa piuttosto caldo, così la maggior parte della gente passa ore a mollo nell'acqua, tutti con i cappelli in testa, a chiacchierare.
Altra cosa che abbiamo potuto osservare mentre eravamo qui (ma anche nei giorni successivi) è che i maltesi, che parlano una lingua stranissima e incomprensibile fatta di un misto di italiano, greco, arabo e inglese - l’unica lingua semitica al mondo scritta in alfabeto latino - hanno una passione smisurata per i fuochi d'artificio. Ne abbiamo visti (e sentiti) moltissimi, sparati a tutte le ore del giorno e della notte, alcuni molto molto belli.
Nonostante siamo nel fine settimana di Ferragosto non ci sono altre barche nella baia, fatta eccezione per qualche barca che ha passato qui la giornata per andare via al tramonto, in serata restiamo soli.
Durante la giornata del 14 agosto si è alzato pian piano il vento che si è mantenuto sui 15 nodi durante le ore diurne, per poi aumentare fino a 30 nodi. Abbiamo passato la notte del 14 agosto totalmente in bianco a causa del forte rollio dovuto alle onde che entravano nella baia.

... CONTINUA ---->