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giovedì 9 luglio 2020

Brucoli: risveglio col botto e partenza di Luna Blu (25-29 giugno 2020)

A parte l'affollamento del fine settimana, nella baia di Brucoli nei giorni restanti regnava la pace assoluta, c'eravamo all'ancora solo noi, Luna Blu e un paio di altre barche ormeggiate parecchio distanti. La pace assoluta dicevo, ma... la mattina del 25 giugno, dormivamo placidamente nelle nostre cuccette quando intorno alle 5:45 un botto pazzesco sullo scafo ci ha fatti svegliare di soprassalto! Il NormalCapitano è schizzato fuori io l'ho raggiunto uscendo dal passauomo di poppa: una barca c'era venuta addosso!!! nella baia praticamente vuota!!
Una coppia di inglesi, con una barca di circa 10 metri. Avevano inserito l'autopilota ed erano tutti e due sottocoperta, erano usciti giusto in tempo per non prenderci in pieno, ma invertire la rotta e prenderci di striscio sulla murata sinistra a prua. La MezzaMarinaia che dorme proprio a prua sul lato sinistro, stava in quel momento sognando di chiudere una porta: che usciata!!! 
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra 
Mortificatissimo il comandante inglese si è ormeggiato accanto a noi e una volta verificato che il danno era un coccio nel gelcoat
il danno sull'opera morta di Maramea
il danno sull'opera morta di Maramea
ha preso tutto il necessario per la riparazione ed è stato circa un'ora a lavorare sotto l'occhio vigile del NormalCapitano, che - chi lo conosce lo sa - è molto preciso ed esigente in faccende del genere, dunque era pronto ad interromperlo e a dirgli "Lasciamo fare all'assicurazione". 
Ma l'omino ha lavorato bene. La sua barca invece ha subito un bel danno: il pulpito di prua e il musone dove ha sede l'ancora erano piegati e qualche bullone saltato. Sicuramente la sua barca avrà bisogno di un intervento in cantiere.
il danno al pulpito di prua della barca inglese
il danno al pulpito di prua della barca inglese
Il giorno dopo, domenica mattina, Lucile, Laurent e Nino su Luna Blu hanno lasciato la baia diretti verso le Eolie. Ci siamo salutati con un po' di magone sperando di incontrarci di nuovo a Marina di Ragusa, a settembre.
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
Noi siamo rimasti ancora qualche giorno.
Maramea a Brucoli ©ValeriaDeRiso
Maramea a Brucoli
Nel fine settimana la baia si è animata, riempendosi di gommoni, motoscafi di varie dimensioni e moto d'acqua.
Sulla lingua di terra che si allunga sul mare a chiudere il golfetto a est, dove di solito al tramonto pascolano le mucche, venerdì sera sono arrivati dei campeggiatori. 
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli ©ValeriaDeRiso
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli
Due gruppi differenti, con tre auto il primo, e con due auto il secondo, che si sono sistemati poco distanti uno dall'altro. Organizzati con gazebi, tende, tavolini, ombrelloni, cibarie e suppellettili varie. Hanno trascorso lì l'intero fine settimana, divertendosi e godendo di un paesaggio incontaminato e bellissimo. Domenica sera sono andati via tutti. Marco aveva portato Kiba a sgambare sulla spiaggia: avevano lasciato un sacco enorme, pieno di spazzatura non differenziata (bottiglie, plastica, organico, anche dei pannolini) abbandonato lì, in mezzo alla spiaggia.
Non sappiamo quale dei due gruppi sia stato a lasciare i rifiuti; ammettiamo che li abbiano raccolti tutti per portarli via e poi alla fine se ne siano dimenticati, ma mi viene difficile pensare che su 8 persone adulte tutti siano stati così distratti, è più plausibile che nessuno si sia minimamente preoccupato di rimuoverli. Forse avrebbero meritato di ritrovarli lì il prossimo fine settimana. Loro. Ma il mare e suoi abitanti no. La natura no. Noi no, non ce lo meritiamo. E così lo abbiamo preso e smaltito noi.
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
Siamo rimasti a Brucoli ancora qualche giorno, fino al 29 giugno, quando verso le 9:00 ci siamo mossi di nuovo verso Siracusa dove siamo arrivati in quattro ore, purtroppo senza un alito di vento.
^_^

lunedì 6 luglio 2020

Brucoli: la poesia dell'Etna, i capperi e una torta (23-24 giugno 2020)

La scorsa settimana abbiamo fatto acqua ai pontili del Marina di Siracusa, ma l'acqua era assai sporca (abbiamo un filtro a monte del serbatoio) e pur avendo l'impianto ad osmosi bevendola aveva un saporaccio, così abbiamo deciso di spostarci in una baia con l'acqua pulita per rifornire il serbatoio con il dissalatore. Siamo andati a Nord-Nord Ovest di Siracusa, nella baia di Brucoli, che si trova proprio di fronte a Catania. Anche gli amici di Luna Blu si sono spostati con noi e abbiamo veleggiato insieme per le 5 ore che abbiamo impiegato ad arrivare.
Luna Blu ©ValeriaDeRiso
Luna Blu
Un bel traverso ha permesso ad entrambi di mettere a riva il jennaker, e di fotografarci a vicenda.
Maramea ©LucileCovello
Maramea ©LucileCovello
Al tramonto lo spettacolo dell'Etna con il suo pennacchio di fumo, e la città di Catania che pian piano si illumina.
Brucoli - Maramea e L'Etna ©LucileCovello
Brucoli - Maramea e L'Etna ©LucileCovello
Siamo rimasti in questa baia per sei giorni, durante i quali abbiamo visitato Brucoli che nel XV secolo pur essendo un piccolissimo borgo marinaro di pescatori, era considerato un"caricatore" fra i più importanti della Sicilia orientale.
Brucoli - Castello Aragonese ©ValeriaDeRiso
Brucoli - Castello Aragonese
In Sicilia erano chiamati caricatori le aree con un porto, dov’era depositato, per scopi commerciali, il grano proveniente dai luoghi interni dell’Isola. Ecco il motivo per cui nel 1466 venne edificato il Castello Aragonese che si trova alle spalle del faro e all'imbocco del porto-canale. Questa fortificazione non aveva solo scopi difensivi contro i turchi, ma anche per controllare i commerci marittimi e custodire le riserve di grano che vi confluivano. 
Brucoli - Castello Aragonese ©ValeriaDeRiso
Brucoli - Castello Aragonese
Bello percorrere con il gommone il porto-canale, una profonda gola scavata nel corso dei secoli dal torrente Porcaria, caratterizzata da grotte utilizzate come magazzini e rifugi per barche e merci.
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
La strada principale di Brucoli è disseminata di mosaici di un ignoto artista locale. L'abitato mi ha ricordato un po' Lampedusa.
Brucoli ©ValeriaDeRiso
Brucoli 
La MezzaMarinaia in questi sei giorni ha fatto innumerevoli bagni con il suo amico Nino
MezzaMarinaia e Nino
la MezzaMarinaia e Nino
raccolto capperi e cucunci insieme al NormalCapitano, che abbiamo messo sotto sale. I capperi e i cucunci, non il NormalCapitano.
raccolta capperi ©SaraBassi
capperi e cucunci ©ValeriaDeRiso
capperi e cucunci
capperi e cucunci ©ValeriaDeRiso
capperi e cucunci
Preso lezioni di apnea
dopo la lezione di apnea
dopo la lezione di apnea
e fatto la sua prima torta al cacao tutta da sola!
La prima torta della MezzaMarinaia
La prima torta della MezzaMarinaia
Una tortina semplice, velocissima da preparare e buona, giusta da inzuppare a colazione, senza glutine e senza molte altre cose, visto che è una torta "all'acqua". Però per la colazione è proprio l'ideale. Alla fine del post vi lascio la ricetta.
Kiba, saltydog, fa la guardia
Kiba, saltydog, fa la guardia
Kiba intanto ha continuato ad apprezzare la vita di bordo, e abbiamo anche scoperto che non ama le moto d'acqua: lei che non abbaia mai, quando nel fine settimana hanno cominciato a scorazzarci intorno, se si avvicinavano troppo partiva a difendere se stessa e il suo branco dai bolidi fastidiosi.
Prima di chiudere il post vi lascio la ricetta della
Torta al cacao all'acqua (senza glutine, senza uova, senza burro)
per uno stampo da plum cake o da 22 cm di diametro
207 gr di farina di riso integrale
57 gr di fecola di patate
36 gr di amido di tapioca (o di mais)
45 gr di cacao amaro
180 gr di zucchero
1 bustina di lievito 
300 gr d'acqua
40 gr di liquore di mirto (facoltativo)
Preriscaldare il forno a 160°, ungere e infarinare (con la farina di riso o la fecola) lo stampo. Mescolare tutti gli ingredienti secchi setacciandoli, unire il mirto all'acqua e aggiungere pian piano alle farine mescolando con una frusta in modo che non si formino grumi. Una volta ottenuto un impasto omogeneo versare nello stampo e cuocere per 45'-50'. Prova stecchino sempre d'obbligo.
Sfornare, togliere delicatamente dalla teglia e lasciare raffreddare avvolta in un panno.

^_^

sabato 13 giugno 2020

Il nostro inverno Siciliano - l'arrivo di Kiba

La scorsa estate abbiamo navigato a lungo in flottiglia insieme ai nostri amici Luciano e Gigliola, che a bordo del Walrus avevano Tosca, una stupenda pastora australiana (cliccando sul link qui sopra potrete vedere qualche foto).
Navigando con loro per quasi un mese abbiamo avuto modo di verificare che, contrariamente a quanto pensavamo, un cane di taglia medio grande, anche a pelo lungo, non stava poi così male su una barca a vela, che nel caso specifico è anche parecchio più piccola della nostra, visto che Walrus misura 10,80 m mentre Maramea è ben 5 metri più lunga. Naturalmente il cane in questione deve essere equilibrato e, soprattutto, amare l'acqua.
Così, una volta sistematici a Marina di Ragusa, abbiamo deciso che ci sentivamo pronti al grande passo. Era giunto il momento di mantenere una vecchia promessa fatta a Sara e, si sa, le promesse si mantengono, magari non nell'immediato, ma si mantengono.
In mancanza di amici vicini con cucciolate in arrivo ci siamo orientati immediatamente all'adozione. Approfittando del fatto di avere un'auto a noleggio per un mese, siamo andati al canile di Ragusa. La prima visita l'abbiamo fatta da soli io e Marco, per farci un'idea. Ho trovato il canile molto ben tenuto, i cani puliti e felici, considerata la situazione stressante e difficile che si trovano a vivere in una struttura del genere. Tutti i volontari e gli operatori animati da una vera passione e competenti. Luciana, la referente dell'Associazione Pensieri Bestiali che si occupa della gestione del rifugio, ci ha saputo guidare con saggezza ed empatia nella scelta. È stato molto emozionante, tantissimi cani di ogni taglia e tipo. Abbiamo parlato a lungo con Luciana, raccontandole che tipo di vita conduciamo, e spiegandole verso che tipo di cane eravamo orientati: femmina, taglia media, pelo raso.
Ce ne ha fatti conoscere tanti, descrivendoci l'indole di ognuno, sia maschi che femmine, non cuccioli, ma nemmeno tanto maturi, mediamente tra gli 8-9 mesi e i due anni d'età. Noi ci siamo posti in modo elastico, consapevoli che l'incontro deve avvenire in modo spontaneo, e ci si deve scegliere a vicenda.
Megan al canile di Ragusa
Megan © Pensieri Bestiali
Tra tutti, in un primo momento la nostra attenzione è stata catturata (ma anche guidata da Luciana verso) due cagne di circa un anno e mezzo, abbastanza diverse una dall'altra: una meticcia bianca e nera - Megan - molto dolce e tranquilla, che corrispondeva abbastanza alla richiesta che avevamo fatto inizialmente, e una meticcia di pastore tedesco (a giudicare dal manto) leggermente più grande, ma bellissima, con gli occhi bistrati come un'egiziana e fortemente lodata da Luciana, che ce la descriveva come una cagna molto equilibrata, "consapevole", e senz'altro amante dell'acqua, visto che le piaceva combattere il caldo infilandosi nelle bacinelle sparse un po' ovunque. 
Kiba in canile ©Pensieri Bestiali
Kiba in canile ©Pensieri Bestiali
Era Kiba.
Effettivamente lei aveva una presenza differente, spiccava tra tutti i cani che in quel momento stavano facendo lo sgambamento in una specie di cortiletto antistante le diverse gabbie. 
Ci siamo salutati con Luciana con l'accordo di tornare di nuovo con Sara. 
Durante la seconda visita abbiamo girato una serie di video, per poterli riguardare e prendere una decisione. Abbiamo incontrato di nuovo Megan e Kiba e interagito con entrambe. Poi siamo tornati in barca a raccogliere le idee.
Video di Kiba in canile
Megan ci piaceva, ma Kiba aveva lasciato il suo segno in maniera indelebile, e così, anche se di taglia un po' più grande di quanto inizialmente avremmo voluto, abbiamo deciso per lei.
Quando siamo andati a prenderla al canile, dopo circa una settimana, e ce l'hanno portata ci ha fatto un sacco di feste, meravigliando Luciana: a suo dire non lo aveva mai fatto prima con nessuno, e oggi che posso dire di conoscere meglio la sua indole capisco la meraviglia di Luciana: Kiba è molto riservata e contenuta nel manifestare la sua gioia, quel giorno deve aver compreso qualcosa, e quel qualcosa le piaceva.
La prima passeggiata insieme
Sin da subito Kiba ha dimostrato la sua grandissima capacità di apprendimento e di adattamento. Ha imparato a salire e scendere tranquillamente sia dalla passerella che sottocoperta in un solo giorno. Sembrava nata a bordo, perfettamente a proprio agio.
Kiba, primo giorno a bordo
primo giorno a bordo
Ha un carattere tranquillo, dolce ed estremamente paziente. Sa dosare il morso nel gioco e abbaia pochissimo, solo se è intimorita da qualcuno (persona e/o animale) e non accade spesso, anzi rarissimamente. Solo in città e nelle situazioni in cui ci sia un po' più di confusione mostra una certa ansia che ancora non siamo riusciti a farle superare.  Ma ci lavoreremo, con tutto l'amore cha abbiamo per lei. 
Ama moltissimo fare il bagno e correre sulle spiagge, scavare e dare la caccia alle lucertole.
Incontrarla è stato un dono grandissimo, che ha arricchito enormemente la nostra esistenza.
Kiba e Sara ©Rolf Pfister
Kiba e Sara ©Rolf Pfister
Non ruba il cibo, non rompe nulla, non mastica le cose che sa non essere i suoi giochi, non ha mai sporcato a bordo, le uniche volte in cui ha fatto qualcosa di fuori dell'ordinario è stato per assecondare un bisogno impellente (come accade a tutti i cani). Si è dimostrata un'artista della fuga, riuscendo ad aprire e passare attraverso un oblò piccolissimo, una delle due volte che ho dovuto per forza lasciarla da sola a bordo in un periodo in cui Marco non c'era: voleva seguirmi, naturalmente. Quando sono tornata in barca e non c'era sono morta per qualche secondo. Sapendo che non ama la confusione, mi sono diretta verso il piccolo parco dove eravamo solite andare a passeggio, e per fortuna, dopo soli 15 minuti l'ho trovata! Ma che spavento!
Negli ultimi due mesi ha vissuto due "prime volte" importanti. La prima, andare in gommone: bisognava fare qualche prova prima di riprendere a navigare, visto che sarebbe diventato l'unico mezzo per andare a terra.
Kiba, prima volta in gommone
Kiba, prima volta in gommone
Ora sale e scende perfettamente sul e dal gommone, anche dalla poppa di Maramea.
E la seconda, la "prima volta" più importante, la sua prima navigazione: è stata tranquilla e rilassata, come sempre, ma abbiamo fatto l'errore di non coprire la sua ciotola dell'acqua, dopo circa un'ora ha bevuto e di conseguenza ha vomitato, come può accadere anche ai cani che vanno in auto non essendoci abituati. Ma il giorno dopo è stata bene, e abbiamo anche incontrato i delfini che ha guardato con curiosità, ma senza perdere il suo consueto aplomb, e senza abbaiare, segno che era estremamente serena e percepiva le nostre agitazione ed eccitazione come qualcosa di assolutamente non preoccupante.
Kiba, saltydog
Kiba, saltydog
Insomma è proprio una saltydog! e noi siamo totalmente innamorati. Ora so perché non abbiamo preso con noi un cane prima, pur avendone la possibilità quando vivevamo in campagna, doveva arrivare lei. 
Se deciderete di far entrare un cane nelle vostre vite andate in canile e adottate! Con la consapevolezza che un cane è una persona non umana, un grande impegno che riempirà le vostre vite di gioia e amore incondizionato! 
^_^

giovedì 11 giugno 2020

Il nostro inverno Siciliano - le persone

Qui a Marina di Ragusa la comunità di "abitanti-sulle-barche" a svernare è cresciuta man mano che l'autunno andava avanti. Alla fine di novembre si potevano contare circa 30 imbarcazioni abitate, tra cui tre famiglie con i bambini, la nostra compresa. Tutti i bambini hanno frequentato la scuola elementare del paese, costituendo un bel gruppetto italo-franco-irlandese, che ha arricchito le classi già multietniche. Sara si è integrata immediatamente, assumendo una bella cadenza siciliana e imparando a destreggiarsi tra i "talé", "mi siddìa", "acchiana", a discapito dell'inglese che è invece la lingua più comunemente parlata sui pontili del porto. Altra importantissima conquista per lei è stato poter girare liberamente con la sua bici insieme agli altri bambini, sul lungomare e fino nella piazza del paese, magnificamente interdetti alle auto.
Il nostro inverno siciliano è stato caratterizzato, oltre che da quello metereologico, anche da un altro tipo di calore, quello umano. I primi con cui abbiamo legato sono stati Enrico, Kai e Tristan di cui ho già accennato qui. I primi di ottobre Enrico e Kai sono volati in Trentino per andare a prendere la moglie Giulia e il figlio più piccolo Aua. Nel periodo in cui Enrico e Kai non c'erano, abbiamo "adottato" Tristan che è stato spesso con noi a cena allietandoci con i suoi dolci, tra cui una favolosa crème brulée. A metà dello stesso mese, Kamana e il suo equipaggio hanno mollato gli ormeggi e preso il mare diretti oltre oceano, alle Bahamas.
Kamana in partenza ©Enrico Tettamanti
Kamana in partenza (photo credit Enrico Tettamanti)
Vi consiglio di andare a dare un'occhiata al loro profilo Instagram, sono meravigliosi, come lo sono le loro foto (Giulia è una bravissima fotografa, oltre che cuoca sopraffina).
A colmare il vuoto lasciato dai Tettamanti, dopo poco sono arrivati l'equipaggio italo-francese di Luna Blu, Lucile, Laurent e Nino, coetaneo di Sara, e l'equipaggio italo-irlandese di Tabasco, Nora, Filippo, Patrick e Sean, di poco più piccoli di Sara e Nino. 
I bambini hanno formato un bel gruppetto mettendo su, grazie ad un'idea di Patrick e Sean, un servizio di consegna a bordo di cornetti freschi la domenica mattina, il "Croissant Express", che ha riscosso un enorme successo stroncato poi dal confinamento.
Croissant Express ©NoraClinton
(photo credit Nora Clinton)

Sara, Patrick, Nino e Sean
Sara, Patrick, Nino e Sean
La piccola comunità dei "living on board" nel corso dei mesi si è andata man mano arricchendo. 
Il pontile dove siamo rimasti ormeggiati tutto l'inverno ospitava, oltre Maramea, numerose altre barche abitate, tra queste un due alberi con una coppia di francesi con i quali abbiamo subito legato, Stefan e Anne, con a bordo un bellissimo incrocio di american bulldog, Gozer.
Anne e Gozer
Anne e Gozer
Accanto a noi è arrivata un'altra Amel, un 54 piedi, con a bordo Sabina e Ruedi, svizzeri tedeschi. Sabina è di origini pugliesi, dunque parla anche italiano, con Ruedi comunichiamo in inglese. Loro sono di casa, hanno passato anche lo scorso inverno a Marina di Ragusa e conoscono praticamente tutti gli habitués, la maggior parte degli "svernanti" infatti passa l'inverno qui da diversi anni. Simpaticissimi e accoglienti, abbiamo condiviso cene e aperitivi finché non sono partiti per passare un po' di tempo con le famiglie in Svizzera. Sono tornati di recente, quando le maglie del confinamento hanno cominciato ad allentarsi, e dopo aver passato 14 giorni di quarantena cautelativa a bordo, si sono trasferiti in una casina in attesa dei lavori di carenaggio alla loro barca, Wasabi. Ma ci sono venuti a salutare praticamente tutti i giorni, compreso quello della nostra partenza.
Ruedi e Sabina
Ruedi e Sabina

Ruedi e Sabina
Ruedi e Sabina
Di fronte a noi vedete quell'enorme catamarano? Si chiama Zubenubi ed è di Rolf e Alice, di loro non ho foto da mostrarvi, ma posso segnalarvi il loro canale YouTube, dove pubblicano dei bei video relativi alle loro navigazioni.
Oltre a loro ci sono stati molti altri, troppi da citare, da tutto il mondo: americani, tedeschi, svizzeri, austriaci, polacchi, francesi, inglesi, argentini, maltesi, olandesi, russi... una bellissima comunità! 
Ma Marina di Ragusa ci ha regalato anche la conoscenza delle persone del posto. Anche in questo caso le parole chiave sono state calore, accoglienza e simpatia.
Tutti i soci e i fornitori del G.A.S. (di cui ho parlato qui), sorrisi, racconti, simpatia "a tinchité", come dicono qui.
Tutti gli ormeggiatori, super professionali, sempre attenti e solleciti, affabili e gentili. Tra loro Domenico, originario di Castellabate, con cui ho condiviso chiacchierando il mio amore per Punta Licosa, un piccolo paradiso nel Cilento.
Le tre ragazze della reception, Fabiana, Francesca e Viviana, gentilissime, disponibili e assai simpatiche. Tra loro abbiamo legato in particolar modo con Viviana, vulcanica ed energica come la sua terra, sempre pronta a darci una mano ogni volta che ne avevamo bisogno. Abbiamo conosciuto il marito Tano e i loro bambini, e il loro gruppo di amici con i quali ci siamo subito trovati in sintonia: Boris e Marta, venuti da Barcellona a passare un inverno nella terra natia di lui, Vincenzo e Chiara, Serena e Marco, Roberta e Melo tutti con figli più o meno coetanei di Sara. Insieme a tutti loro abbiamo passato serate in piazza, condiviso aperitivi, gite e pranzi. L'ultimo a marzo - subito prima del confinamento - a casa di Viviana e Tano, dove c'erano anche le due crew di Luna Blu e di Tabasco, una bellissima giornata di sole tiepido, all'insegna della musica (abbiamo scoperto la bellissima voce di Nora, accompagnata dal gruppo di Tano) delle risate e del buon cibo siciliano. Riuscite ad individuarci nella foto animata qui sotto, in mezzo a tutte queste belle persone? 
©VivianaPluchino
©Viviana Pluchino
Ultimo, ma non certo per importanza è un compagno di scuola di Sara, Daniel, appassionato pescatore e assidua presenza a bordo, almeno finché il confinamento lo ha permesso. Un ragazzino intelligente e divertente, a cui tutti e tre siamo ormai molto affezionati.
Sara e Daniel
Sara e Daniel
Il clima, la sicurezza del porto, ma soprattutto queste persone, ci spingono a ritornare a passare un nuovo inverno a Marina di Ragusa, se tutte le caselle andranno al loro posto.
Nel prossimo post, sempre nell'intento di aggiornarvi rispetto a tutti gli accadimenti degli ultimi nove mesi, vi racconterò di un incontro che ci ha arricchiti ulteriormente. La nostra famiglia si è ingrandita. Molti di voi capiranno immediatamente a chi mi riferisco... a presto!
^_^ 

mercoledì 30 ottobre 2019

Fine settembre/inizio ottobre 2019 - Lavori di bordo e varie

Qui a Marina di Ragusa il 21 settembre si saluta l'estate con una festa che termina con una gara di fuochi d'artificio. Tre partecipanti e uno spettacolo di circa un'ora, sul molo proprio difronte ai pontili del Marina. Noi ci godiamo lo spettacolo dal pozzetto, in tutta comodità.
Marina di Ragusa - festa di fine estate ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa - festa di fine estate
Marina di Ragusa - festa di fine estate ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa - festa di fine estate
Marina di Ragusa - festa di fine estate ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa - festa di fine estate
Anche se c'è stato l'equinozio di autunno le temperature sono ancora alte, e le zanzare continuano ad imperversare. Decidiamo che è ora di rinnovare le zanzariere e di aggiungerle agli oblò che ancora ne sono sprovvisti.
Abbiamo comprato due zanzariere con le calamite e tagliato le strisce con i magneti, poi le abbiamo usate per far chiudere una rete più rigida e adatta sia agli oblò che alle porte delle cabine. Il lavoro è stato abbastanza lungo e complesso perché abbiamo dovuto incollare la maggior parte dei pezzi, ma il risultato è ottimo.
Super Maramu Maramea - zanzariere
Super Maramu Maramea - zanzariere
Ma i lavori a bordo non sono finiti. In dinette abbiamo dei bellissimi divani bianchi, ma il bianco non è un colore molto pratico. Per proteggerli usiamo dei teli che non essendo a misura pendono da tutte le parti e danno alla dinette un'aria disordinata, così ho deciso di utilizzarli per farne delle coperture a misura da sfilare e poter lavare ogni volta che ce n'è bisogno. Ho ricavato i modelli sovrapponendo la carta da sarta ai cuscini. Per quelli regolari è stato facilissimo, sono dei semplici rettangoli a cui è bastato fare un orlo in cui far passare l'elastico.
Super Maramu Maramea - dinette, cusicni
La parte più difficile è stata ricavare le sagome dei cuscini negli angoli, ma alla fine ce l'ho fatta e mi è rimasta anche la stoffa per il divanetto difronte al tavolo.
La stoffa mi è bastata solo per le sedute, ma l'effetto finale non mi dispiace, e in ogni caso le sedute sono la parte più a rischio "macchia", per cui per ora va bene così.
Ecco un prima/e dopo
Super Maramu Maramea - dinette, cusicni
cuscini prima
Super Maramu Maramea - dinette, cusicni
cuscini dopo
Super Maramu Maramea - dinette, cusicni
cuscini dopo
Durante il primo fine settimana di ottobre Marina di Ragusa ha ospitato il Campionato Mondiale della classe Offshore V2 e il Campionato Italiano di Endurance del Gruppo B e dell’Honda Offshore; per quattro giorni abbiamo visto andare su e giù per il porto i motoscafi dei partecipanti.
Marina di Ragusa - Campionati Offshore ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa - Campionati Offshore
Marina di Ragusa - Campionati Offshore ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa - Campionati Offshore
Abbiamo poi deciso di prendere una macchina a noleggio per un mese, e siamo andati all'aeroporto di Catania dove le quote sono molto più economiche che qui, approfittandone per una breve visita alla città, ma di questo racconterò un'altra volta.
^_^

giovedì 26 settembre 2019

Marina di Ragusa 7-13 settembre 2019

da Sabato 7 a Venerdì 13 settembre 2019
Ed eccoci qui, fermi all'ormeggio, stanziali per un po'.
Da questo momento in poi i post del diario di bordo saranno meno frequenti. Continuerò a raccontare come si svolge la nostra vita a bordo, ma condensandola in settimane o scrivendo dei post dedicati quando faremo qualcosa di non particolarmente ordinario.
Comincio raccontandovi del posto dove siamo.
Il Porto Turistico di Marina di Ragusa è molto ben curato. I pontili sono su piloni e non su catenarie e con il vento forte di maestrale di questi giorni la barca è rimasta fermissima, altro che i balletti continui a cui eravamo abituati stando nel porto di Livorno. Ai pontili si accede attraverso un pontile principale talmente ampio e lungo che qui viene chiamato "pista d'atterraggio".
Marina di Ragusa, Porto Turistico - pontile di accesso ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa, Porto Turistico - pontile di accesso
Ci sono rastrelliere per le biciclette sparse un po' ovunque e, più o meno a metà, un gazebo con dei lettini. In questi giorni sono arrivate altre barche, e pare ne aspettino circa 200 per i primi di ottobre. Molte vengono lasciate qui dai proprietari, ma  c'è anche un discreto numero di persone che, come noi, passano l'inverno a bordo. Al momento per la maggior parte sono coppie mediamente anziane e senza figli di diverse nazionalità, ma magari tra le 200 ce ne saranno una o due con dei bambini, chi lo sa.
A cinque minuti di cammino dal porto si arriva sul lungomare e sulla spiaggia sottostante, ampia e con sabbia fine ma non polverosa, attrezzata con docce e cestini per la raccolta differenziata.
QUI  e QUI  potete accedere a due web cam in diretta.
Marina di Ragusa, il lungomare a la spiaggia ©Valeriaderiso
Marina di Ragusa, il lungomare a la spiaggia
Il paese è pulito e c'è una attenzione alta a differenziare i rifiuti, il Sindaco ha vietato l'utilizzo di materiali "usa e getta" nelle attività commerciali (salvo esaurimento scorte) e i quattro cestini - plastica/metallo, vetro, carta, indifferenziato - sono disseminati ovunque per cui anche il più distratto e incallito "inquinatore" credo abbia un forte deterrente a "sbagliare", anche se sulla spiaggia raccolgo tappi, cannucce, e pezzi di plastica vari ed è pieno di cicche di sigaretta. Ho visto spiagge molto molto più sporche, ma data l'attenzione che il Comune ha in questo senso mi aspetterei una maggiore sensibilità anche da parte delle persone che frequentano questo posto. Ma l'uomo è lento ad imparare e a cambiare le cattive abitudini si sa, soprattutto quando è ignorante. Nella scuola di Sara fanno molta formazione su queste tematiche, speriamo quindi nelle nuove generazioni.
Ora che siamo stanziali ci possiamo dedicare a rendere Maramea più "casa".
Ho cominciato trovando una collocazione per una collezione di immagini di pesci e un bellissimo acquerello regalatomi dalla mia amica Marlena, un'artista e decoratrice molto molto dotata.
Super Maramu - Maramea, dinette
Super Maramu - Maramea, dinette
Super Maramu - Maramea, acquarello di Marlena Logozzo
Questo è solo l'inizio, abbiamo diversi lavori da fare, pian piano ve li mostreremo tutti.
Abbiamo ordinato la nuova lavatrice, un modello piccolo che entrerà nel micro bagno di poppa, mentre il mobiletto che conteneva quella vecchia verrà trasformato con due mensole per sistemare meglio pentole e stoviglie da cucina.
Mentre Marco si tagliava la barba a poppa con il rasoio tagliacapelli la testina gli è finita in acqua, e così abbiamo dovuto comprarne uno nuovo, aggiungendolo all'ordine della lavatrice. Tra ormeggio e elettrodomestici che salasso questo mese!
Sara ha legato molto con il bimbo di un trimarano arrivato poco dopo di noi; anche il suo babbo, Enrico, e i suoi amici Tristan e Alessandro, che costituiscono l'equipaggio, sono molto simpatici e spesso andiamo sulla spiaggia o ceniamo tutti assieme.
anche in spiaggia si va in bici
anche in spiaggia si va in bici
chiacchiere tra capitani
chiacchiere tra capitani
Purtroppo (per noi) loro non rimarranno qui tutto l'inverno, hanno in programma di fare il giro del mondo per cui tra circa un mese/un mese e mezzo partiranno, e allora approfittiamo il più possibile del tempo che abbiamo per stare insieme.
Anche quando le giornate non sono proprio soleggiate, si sta ancora bene, l'aria e calda, i nostri nuovi amici fanno kite surf e noi stiamo sulla spiaggia.
Kite surf e piccoli spettatori
Enrico al Kite surf e piccoli e grandi spettatori
Kite surf
Tristan al Kite surf
La domenica mattina sul trimarano ci sono le crêpes per tutti per colazione, tranne per me meschina, che non posso mangiarle per via del glutine. Tristan è francese e le fa buonissime; nei prossimi giorni avremo poi modo di scoprire che fa buonissimi tutti i dolci!
E, infine, è arrivato il primo giorno di scuola! Si va in bici!
in bici a scuola
in bici a scuola
Ne abbiamo solo due, una è quella di Sara, l'altra pieghevole la usa Marco e io, per oggi, vado a piedi uscendo dieci minuti prima.
Arrivati nel cortile della scuola c'è una grande confusione di bambini di tutte le età: il plesso ospita elementari e medie.
Sara lega la sua bicicletta,  e ci mettiamo in un angolo ad aspettare l'ora dell'entrata.
La vedo preoccupata, posso capire la tensione in cui si trova in questo momento: tutto è nuovo, non conosce nessuno, e la fantasia può farle immaginare qualsiasi cosa! Arriva il turno della sua classe. L'accompagniamo, salutiamo brevemente i due maestri presenti e andiamo via.
All'uscita è raggiante! Le sue aspettative non erano altissime e invece dice di aver trovato compagni e insegnati accoglienti e tutti simpatici. Mi sembra un ottimo inizio, vedremo se il primo impatto si confermerà sul lungo periodo.
Andiamo a mangiare sulla spiaggia e restiamo lì per parte del pomeriggio.
Credo che un primo giorno di scuola così bello sia difficile averlo! e non è ancora finito perché ci raggiungono gli amici del trimarano che ci invitano a cena: loro mettono l'ampia dinette, noi la pastasciutta al pomodoro, e Tristan si esibisce con una deliziosa torta con l'uvetta senza glutine fatta apposta perché possa mangiarla anche io!

^_^