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sabato 1 settembre 2018

20 agosto 2018 - Il Chapati

lunedì 20_08_2018 - Lacona
Durante la notte, verso le 4:00, veniamo svegliati da un forte rollio per onde di scaduta dovute ai temporali della sera lungo la costa di Bastia. Per fortuna pian piano passano e il mattino dopo recuperiamo svegliandoci intorno alle 9:30.
Dopo colazione Sara fa un po’ di compiti e poi andiamo a fare una giratina a terra con il DE TOPI, questa volta tutti e tre! Ci dirigiamo verso una piccola spiaggetta di sassi sul lato est della baia e facciamo un po’ di snorkeling insieme, molto proficuo: vediamo infatti una bella stella marina rossa, perchie (Serranus cabrilla), sciarrani (Serranus scriba), saraghetti fasciati (Diplodus vulgaris) e pizzuti (Diplodus puntazzo), pinne di re (Lampris guttatus), qualche triglia di scoglio (Mullus surmuletus), un paio di attinie conosciute anche come anemoni di mare (Heteractis crispa), due pomodori di mare (Actinia equina) e un bel banco di piccole e velocissime ricciole!(Seriola dumerili)!!
Dopo un po’ la piccola spiaggetta solitaria si riempie, arriva un gommoncino con cinque adolescenti urlanti, e poi un gruppo di giovani canoisti meno urlanti degli altri, ma ormai siamo in troppi per cui decidiamo di tornare a bordo.
Abbiamo finito il pane, ancora non mi sono cimentata a farlo con la pasta madre che ho portato con me, e dopo l’esperienza di ieri con il forno a gas ho capito che devo programmare bene la cosa perché dovrò per forza usare il forno elettrico, e quindi il generatore, e chissà che verrà visto che la massima temperatura che raggiunge è 230°.
Ma torniamo a noi, dicevo che abbiamo finito il pane, e mica si può mangiare l’insalata di pomodori senza pane!! E allora chapati! Il pane indiano senza lievito, buonissimo appena fatto, ma non conservabile… ma non è un problema, in genere non avanza!!
È facile e veloce, basta impastare la farina con circa una metà del peso di acqua, formare delle palline di 30/40 gr lasciarle riposare una mezz'ora.
Chapati
Chapati
Le palline poi vanno stese sottili con il matterello e cotte rapidamente in una padella calda; quando il chapati comincia a fare le prime bolle va girato, si gonfierà come un palloncino; potrebbe capitare che non si gonfi del tutto, ma non è un problema, sarà buono lo stesso.
Chapati
Chapati
Nel pomeriggio il tempo, come ieri, si imbroglia un po’, ma le cose si risolvono rapidamente con qualche goccia di pioggia passeggera. Chiude infatti la giornata un bellissimo tramonto infuocato.
Tramonto a Lacona
Tramonto a Lacona
Sentiamo Ale e Luciano, sono entrambi all’Enfola e lì sono ormeggiati anche Alino, Costanza e Diego con Wa Wa Too, un bellissimo Nautor Swan 43’ Sparkman & Stephens.
Domani ci sposteremo, speriamo di incontrarli tutti.
Per cena preparo un ottimo pollo al curry con del riso thai in accompagnamento.
Soffriggo una cipolla tagliata sottile in olio d'oliva (quando ce l'ho uso l'olio di cocco) con un pizzico di sale perché esudi la sua acqua di vegetazione e non bruci, quando è trasparente aggiungo i petti di pollo tagliati a tocchetti e infarinati (circa 300 gr per noi tre). Una volta dorato il pollo aggiungo il sale, 400 ml di latte di cocco e un cucchiaino di curry madras. Lascio asciugare il sughino ancora per 6/8 minuti e poi servo con il riso thai che avrò lessato nel frattempo. (Il riso thai va sciacquato in acqua una volta, poi va messo in una pentola con acqua pari al doppio del suo volume e un pizzico di sale, portato ad ebollizione e lasciato semi coperto su fuoco bassissimo finché non assorbe tutta l'acqua).
Avanza un po’ di riso, lo tengo da parte e domani ne lesserò dell’altro per farne un’insalata di riso.
Stasera rinfresco anche la pasta madre, è ora che io provi a fare il pane anche qui, solo che la bilancia elettronica è sensibilissima ai, seppur minimi, movimenti della barca ed è difficile essere precisi nel peso. Chissà che verrà fuori! Tra questo e il forno che non si sa come cuocerà… incognita panesca… ma voi continuate a seguire il diario e scoprirete, insieme a me, cosa succederà domani!!

^_^

mercoledì 22 agosto 2018

12-15 agosto 2018 - Livorno

Domenica 12_08_2018
Stamattina sentiamo un altro amico, che in questo momento è fuori e ha un catamarano a questo stesso pontile, ora il suo posto è vuoto e ci permette di occuparlo per i giorni che ci servono.
Ci spostiamo subito.
Questa cosa ci è di grande aiuto perché in questo modo possiamo fare tutto quel che c’è da fare con più calma e lasciare che passi Ferragosto prima di andare verso l’Elba.
Andiamo a casa a fare un bucato e prendere tutto quello che ci serve a bordo e che non abbiamo potuto portare in aereo, tra le tante cose tutte le mie carabattole da cucina e la pasta madre che aspetta di essere rinfrescata ormai da 10 giorni.
Quando torniamo a bordo, nel pomeriggio, troviamo un “simpatico” biglietto infilato nella passerella che dice “This is a private dock, you must leave. Thank you”; o qualcuno ha voluto farci uno scherzo, o un “accogliente” diportista, vista la nostra bandiera francese ha voluto dar prova di solerzia, ma noi abbiamo il benestare del proprietario del posto barca, per cui poco importa. Tuttavia rimane l’amaro in bocca… potevamo benissimo essere dei francesi in difficoltà, no? che ne so, un guasto al motore, un malore... Che simpatia i soci dei circoli di questo pontile, fanno a gara con quelli del pontile accanto dove eravamo noi quando vivevamo sulla Filibusta.

Lunedì 13_08_2018
La giornata scorre tranquilla a pulire, sistemare e fare la spesa della parte secca della cambusa. Subito dopo pranzo avremmo voluto andare a fare un bagno al Sonnino con i “Padellidi” (la famiglia al completo del nostro amico Alessandro di Goccia di Mare) ma arriva un temporale e desistiamo.
Ma quanto piove quest'estate??
Per consolare Sara del mancato bagno, io e lei, andiamo a prendere un gelato in città, ne approfittiamo per fare diverse commissioni, e ci scappa anche l’acquisto di qualche libro, peccato non aver trovato "Sinfonie Mediterranee" e "Denecia, autobiografia di una barca" il secondo e terzo libro del nostro amico Roberto Soldatini (del primo, "La musica del mare", ho già parlato in questo blog), avrei voluto approfittare del tempo che avrò per leggere.
Le copertine di questi due libri sono talmente belle che ve le mostro, gli originali sono due acquerelli realizzati da Michele Gallucci con acqua di mare.


Alla sera sono così stanca che propongo di mangiare una pizza, così esco di nuovo per andare a prenderle, ma stavolta in macchina altrimenti le mangeremmo gelate; ci metto più a trovare parcheggio che a farmele fare e tornare in barca!
Verso le 4:30 del mattino un temporale molto forte ci sveglia, ma tempo mezz’ora ed è tutto finito, e poi dopo la tempesta beccata alle Porquerolles prendere un temporale quando si è ben ormeggiati non fa nessuna impressione.

Martedì 14_08_2018
Oggi è d’obbligo una puntata al mercato per prendere un po’ di pesce; purtroppo la scelta non è molta visto il cattivo tempo dei giorni scorsi, anche perché Andrea e Mauro, i miei pescivendoli di fiducia, preferiscono prendere pesce locale e freschissimo, anziché avere il banco stracolmo, ed è questo il motivo per cui mi piacciono. Per chi volesse approfittare se dovesse trovarsi a Livorno, sono al Mercato Centrale al primo banco entrando dall’ingresso centrale lato interno, la pescheria si chiama Alice, dite pure che vi mando io!!
Dopo il mercato una tappa da Decathlon per comprare una muta a Sara: domenica prossima sarà il suo compleanno e questo è il suo regalo, così potremo fare snorkeling tutti insieme senza timore di avere freddo.
Altre commissioni in giro ci portano a pranzare tardissimo, così alle 15:30 quando arriva la famiglia Padella per un saluto ci trova ancora a tavola con i residui di un bel nasello lesso e un’insalata con i pomodorini del nostro orto.
In serata invece abbiamo una cena improvvisata con amici, i primi del gruppo “terricolo”, Miriam, Giovanni e Giacomo. Le triglie alla livornese che avevo previsto per noi vengono condivise una a testa, loro contribuiscono con un ottimo bulgur e un bel gelato per un prefesteggiamento del compleanno di Sara.

Mercoledì 15_08_2018
Gli omini che vengono tutte le mattine sul pontile a pescare orate e saraghi di passo ci hanno svegliati alle 5:30 con il loro vociare, non sono abituati al fatto che possa esserci gente che dorme a bordo. Eravamo già semi-svegli perché l’aria che entrava dagli oblò aperti era bella freschina, il solo lenzuolo al mattino presto non basta più per cui ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di qualche copertina, ma oggi è Ferragosto e domani abbiamo programmato di partire… come si fa? Chi sarà aperto il giorno di Ferragosto? Ma l’Ikea, naturalmente! Quindi, mentre io e Sara facciamo un salto nel grande magazzino svedese a prendere dei pile, Marco taglia l’erba del prato di casa, poi prese le ultime cose torniamo in barca per pranzare.
Al ritorno in barca troviamo Dario e Vanessa, con suo figlio Niccolò e una coppia di amici sulla Principessa Selkie, la barca di Dario. Anche loro stanno per pranzare, poi subito dopo usciranno per un giro in mare alla Meloria.
Oggi battiamo il record dei pranzi in ritardo, per fortuna ci metto poco a preparare perché ho preso un barattolo di pesto che avevo fatto e avevo nel congelatore di casa, ma alle 16:00 siamo sempre seduti a tavola, e pochi minuti dopo arriva la famiglia di Marco al completo per una visita.
Mi porto in anticipo per la cena (abbiamo un ospite anche stasera, Luciano, grande amico di vecchia data, che ha il suo Walrus, un Dufour 28, ormeggiato qui) e preparo l’acqua aromatizzata con buccia di limone, aglio e radice di zenzero, per lessare il pollo senza fuoco che mi servirà per l’insalata di pollo di stasera. È una procedura molto comoda, soprattutto d’estate quando rincresce di accendere i fornelli: si riempie una pentola d’acqua in quantità sufficiente a coprire il petto di pollo e si mette a scaldare con la buccia di un limone, un pezzetto di radice di zenzero fresca e un paio di spicchi d’aglio, senza sale; quando l’acqua bolle si spegne il fuoco, ci si immerge il petto di pollo, si copre con un coperchio e lo si lascia lì per 2 o 3 ore. Il pollo risulterà morbido e profumato, pronto per essere tagliato a striscioline e messo nell’insalata.
Lascio i fornelli e termino il pomeriggio di chiacchierando con i suoceri e la cognata, e poi mi metto di nuovo al lavoro per la terminare la preparazione della cena.
Dario e Vanessa rientrano dalla Meloria, ci salutiamo visto che domani noi partiremo per l’Elba.

Oggi niente foto... ma domani si va all'Elba, nei prossimi post non mancheranno.

^_^

giovedì 26 dicembre 2013

* nella nostra cucina - la Royale in brodo del pranzo di Natale

Per il pranzo del 25 dicembre, tradizionalmente, nella mia famiglia si prepara la Royale da una ricetta del Talismano della Felicità di Ada Boni, che pare che a Bologna venga chiamata "la minestra alla Stecchetti". 
E' una preparazione estremamente semplice, ma gustosissima e che stupisce sempre gli ospiti per la sua originalità, inoltre può essere preparata in anticipo e messa nel congelatore, cosa di non poco conto quando si ha tanto da cucinare.


Occorre un brodo di carne, che può essere anche di gallina o di cappone, così come è stato nel mio caso. Mia nonna disossava il cappone e lo imbottiva, io mi sono limitata a tagliarlo in pezzi e a lessarlo.

La ricetta originale indica una dose per 6 persone, io ho raddoppiato tutto e ho fatto bene, perché eravamo in 6 ed è risultata la giusta quantità, visto che questa minestra era il primo piatto. Vi riporto le mie dosi.

Per il BRODO:

1 cappone di 2 kg
odori (carota, sedano, cipolla), 2 foglie di alloro e un mazzetto di salvia per il brodo
6 litri d'acqua + 7 gr di sale per ogni litro d'acqua

Per l'IMPASTO della ROYALE:

180 gr di farina
4 uova intere
12 cucchiai colmi di parmigiano
120 gr di burro
noce moscata

Preparazione dell'IMPASTO:

In una ciotola ho mescolato la farina con le uova intere, il parmigiano, una bella grattata di noce moscata e il burro ammorbidito a pezzetti.


Poi ho preso una salvietta, l'ho bagnata e ben strizzata, l'ho appoggiata su una ciotolina che mi aiutasse a dare all'involto una forma a palla e ci ho trasferito l'impasto.


Ho chiuso la pezzuola con dello spago da cucina e l'ho tenuta da parte aspettando di poterla mettere a cuocere nel brodo insieme al cappone.

Preparazione del BRODO:
In una pentola capiente ho messo l'acqua fredda con il sale e il cappone tagliato in 4 pezzi su fuoco moderato in modo da far salire lentamente la temperatura. Dopo mezz'ora di ebollizione ho aggiunto gli odori con le foglie di alloro e salvia e l'involto dell'impasto e ho lasciato cuocere per due ore a fuoco lento (sufficiente a far sobollire l'acqua).


Trascorso il tempo necessario ho tolto l'involto dal brodo e l'ho lasciato raffreddare.

Anche il brodo va lasciato raffreddare per essere sgrassato dopo aver tolto gli odori e, volendo, chiarificato [*].
Una volta raffreddati per bene impasto e brodo io ho congelato tutto, ma nel caso si volesse preparare e servire si procederà nel seguente modo:
si terrà  da parte il cappone e una volta raffreddato il brodo si eliminerà il grasso affiorato e rappreso in superficie e se lo si vuole [*] chiarificare - cioè renderlo più limpido - bisognerà passarlo con un colino, rimetterlo sul fuoco e quando sta per bollire aggiungerci due albumi d'uovo [ecco un altro ottimo modo per recuperare gli albumi] per ogni litro mescolando continuamente con una frusta; raggiunto il bollore l'abume di rapprenderà. Bisognerà poi lasciarlo riposare e filtrarlo con una pezzuola bagnata e strizzata su un colino, così da eliminare l'albume.

Quando la "palla" dell'impasto si sarà raffreddata si toglierà la pezzuola e si taglierà a cubetti.


Si riporterà il brodo a bollore e si lasceranno cuocere i cubetti per 10 minuti.
Io ho servito i cubetti di Royale in brodo come primo piatto, e il cappone lesso come secondo accompagnato dalla salsa all'aceto per il lesso di cui ho già postato la ricetta circa un anno fa.
Il menù prevedeva inoltre carciofi fritti e una crostata di ricotta bicolore di cui a brevissimo vi darò la ricetta.

:o)

lunedì 11 febbraio 2013

* nella nostra cucina - la salsa all'aceto per il lesso

Questa salsetta, che una volta assaggiata diventa una droga, si accompagna benissimo a qualsiasi tipo di carne (bianca o rossa) o pesce lessi, o alla brace.



Io l'ho fatta di recente per accompagnare il pollo, ispirata da una ricetta di Tatiana, di Cucina in controluce.
Nella sua ricetta Tatiana, poco amante delle verdure lesse, ha soffritto il pollo e poi lo ha sfumato nel vino prima di ricoprirlo d'acqua per farlo lessare, io invece ho seguito il metodo classico: pollo e verdure (porri, carote, patate, sedano, una foglia di alloro fresco e qualche foglia di salvia), direttamente a lessare nell'acqua bollente, salata al momento del bollore.
Ma veniamo alla salsa.


Ingredienti: [la lista dei mezzi!!!]

1/2 carota
1 costa di sedano
1/2 spicchio d'aglio
1/2 cipolla piccola 
1/2 limone spremuto
2 acciughe sott'olio
30 gr di capperi sotto sale
mollica di pane raffermo grande quanto un uovo
aceto di vino
olio extravergine d'oliva
sale

Metto a bagno nell'aceto la mollica di pane, e sciacquo i capperi dal sale lasciandoli nell'acqua. 
Taglio carota, sedano e cipolla a pezzettini piccolissimi e li lascio cuocere in un dito d'olio più un dito d'acqua in un piccolo pentolino, su fuoco basso, finché non sento sfrigolare l'olio, segno che l'acqua è evaporata tutta.
Frullo queste verdure insieme alla mollica di pane ben strizzata dall'aceto, il succo del mezzo limone, i capperi ben scolati e strizzati, l'aglio e le acciughe, aggiungendo olio finché non diventano una crema. Aggiusto di sale. Se avanza la conservo per qualche giorno in frigo in un barattolo di vetro chiuso.


:o)

lunedì 4 febbraio 2013

* nella nostra cucina - pollo al curry

Le spezie mi piacciono molto, come mi piace cimentarmi nella preparazione di piatti che non fanno parte della nostra tradizione gastronomica. Così, ogni tanto, preparo il pollo al curry.
Il curry, che è una miscela di spezie diverse, può essere più o meno piccante; io ne ho tre tipi diversi: uno comprato negli Emirati Arabi, uno comprato banalmente al supermercato [ma non malvagio, almeno per il nostro gusto occidentale, magari ad un Indiano farebbe orrore, come a me farebbe orrore una mozzarella prodotta in India!], e un curry Madras, cercato e trovato ultimamente, non piccante, senza zenzero, in modo che anche la Gnoma possa assaporare questa delizia.

Lo accompagno con il riso basmati cotto alla maniera Thai, che si presta benissimo ad accogliere il favoloso sughetto del pollo. Ora vi racconto... ah! prima cosa: perdonatemi, ma questa ricetta è piena di parentesi; seconda cosa: questa è la MIA versione del pollo al curry, non so quanto sia più o meno fedele all'originale, ma mi piace e ve la propongo.



Per 4 persone:
500/600 gr di petto di pollo [a volte io uso anche le fettine perché, per un motivo che non capisco, è difficile trovare il petto di pollo intero bio, e se proprio voglio mangiare carne almeno la mangio biologica]
1 cipolla
250 ml di latte di cocco
3 cucchiai da té di curry [quantità del tutto indicativa, varia a seconda dei gusti]
poca farina
sale
olio extravergine d'oliva
150 gr di riso basmati

Taglio il pollo a pezzettoni e lo infarino. Faccio imbiondire la cipolla tritata in due cucchiai da minestra d'olio di oliva e, a fiamma vivace, soffriggo i bocconcini di pollo in modo da farli ben dorare su tutti i lati.


Nel frattempo misuro il volume del riso con un bicchiere e metto a bollire una quantità pari al doppio di acqua [esempio: se i 150 gr di riso entrano tutti in un bicchiere, dovrete mettere a bollire una quantità d'acqua pari a due bicchieri]. 
Quando l'acqua bolle la salo [occhio che quando l'acqua è così poca è facile esagerare], butto il riso e NON giro... assolutamente non vi azzardate a girare, altrimenti si attacca! Abbasso il fuoco al minimo, copro con un coperchio e lo lascio lì. Quando il riso avrà assorbito tutta l'acqua [circa 10 minuti, ma varia a seconda della quantità di riso che metterete a cuocere] sarà pronto, perfettamente al dente... squisito, ma, ripeto, NON GIRATELO! e non preoccupatevi che non si attaccherà [cosa che invece avverrà puntualmente se lo girerete].

Torno al pollastro, che nel frattempo si è ben dorato, e lo salo. Lo irroro con il latte di cocco e aggiungo il curry mescolando tutto.


 Assaggio e aggiusto di sale.


Lascio insaporire per circa 5 minuti, il tempo che si amalgami bene tutto, e poi servo insieme al riso, che nel frattempo sicuramente sarà pronto.


Scusate la qualità non eccelsa delle foto, ma scattare senza flash mentre si cucina e i commensali scalpitano non è facile!

:o)