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giovedì 25 luglio 2019

4 luglio, Ischia (NA): Forìo, l'elica di prua e i Giardini della Mortella

giovedì 4 luglio 2019
Alle 9:00 salpiamo l'àncora e ci muoviamo verso Forìo. Ieri abbiamo chiamato il Marina e abbiamo prenotato un posto per poter scendere a terra e visitare con tutta calma i Giardini della Mortella.
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Forio è il comune, tra i sei dell'isola di Ischia, più grande per territorio. Nel corso dei secoli ha subìto diverse invasioni dai Saraceni, di cui conserva marcati segni nell'architettura locale
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
e nella presenza di numerose torri di avvistamento e difesa, tra cui la più famosa è il Torrione.
Ischia - Forìo, il Torrione ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, il Torrione
Ischia - Forìo, il Torrione ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, il Torrione
Ischia - Forìo, Chiesa del Soccorso ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, Chiesa del Soccorso 
Dopo un'ora siamo lì; mentre entriamo in porto contattiamo gli ormeggiatori per capire dove ci è stato riservato il posto, facciamo scendere l'elica di prua che non usiamo da quando eravamo a Livorno e dopo una prima prova sentiamo uno stranissimo rumore: l'elica non funziona!! Avvisiamo immediatamente l'ormeggiatore visto che in retromarcia Maramea governa poco e male, e con l'aiuto del gommone che ci spinge la prua riusciamo ad ormeggiare, ma ci danno male le cime, Maramea è storta e la passerella andrebbe a sbattere sulla colonnina dei servizi, bisogna spostare tutto... insomma ci mettiamo quasi un'ora a sistemarci a modo. Il NormalCapitano avvisa di dover controllare perché l'elica di prua non ha funzionato - gli ormeggiatori chiudono un occhio perché in porto non si può fare il bagno, tanto meno immergersi senza permessi - e con maschera e pinne va in acqua. Il responso: abbiamo perso l'elica di prua!!
Super Maramu - Maramea, elica di prua
Elica di prua di rispetto
Per fortuna ne abbiamo una di rispetto, ma va montata, per cui dovrà tornare in acqua. Se ci becca la Capitaneria ci fa una bella multa... ma noi confidiamo nella buona energia dell'universo... Dopo mezz'ora circa è tutto a posto... è proprio un NormalCapitano!
Ora bisogna ordinarne un'altra da tenere a bordo direttamente all'Amel in Francia. Scriviamo una email, ci rispondono immediatamente: le eliche sono in riassortimento, bisogna aspettare che siano di nuovo disponibili. E aspettiamo... [a oggi, 23 luglio, ancora nessuna notizia!!!]
Nel frattempo si è fatto mezzogiorno e anche se fa caldissimo ed è quasi ora di pranzo di certo non rinunciamo alla nostra visita ai Giardini della Mortella, siamo venuti qui apposta!! Prepariamo dei panini per i "glutenmangianti" e dei semplici pomodori a fette per la "glutenfreescrivente" e andiamo.
Facciamo i biglietti per l'autobus che va verso Ischia Porto, che arriva affollatissimo, e nella calca per commettiamo l'errore di salire dalle porte di dietro cosa che non ci permette di chiedere all'autista qual è la nostra fermata, ma per fortuna c'è un gentilissimo signore che mi vuole cedere il posto (la mia prima volta, a parte quando ero incinta!!! ma è stato sufficiente il pensiero, e ho detto no grazie!) che ci dirà quando è il momento di scendere.
Arrivati nella strada che porta ai Giardini, passiamo dal caos delle automobili alla pace assoluta, che diventa magia appena varcato l'ingresso! Si sentono solo i cinguettii degli uccelli, il frinire delle cicale e il gorgogliare delle piccole fontane sparse ovunque in questo eden in terra. Facciamo subito una prima sosta su delle panchine messe in cerchio attorno ad uno zampillo refrigerante sotto alberi frondosi, e ci sfamiamo, a stomaco pieno tutto viene meglio!
pausa pranzo ai Giardini della Mortella
pausa pranzo ai Giardini della Mortella, abbiamo scambiato il NormalCapitano con Walter Chiari
Poi ci facciamo catturare dal rigoglio delle piante e, da questo momento fino alla fine della visita, è tutto un susseguirsi si esclamazioni di meraviglia.
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Questo giardino-museo è stato creato a partire dal 1956 da Susana Walton, la moglie del compositore inglese Sir William Walton. La coppia si era stabilita a Ischia nel 1949 e aveva acquistato i terreni posti in una gola di origine vulcanica dove decisero di costruire la propria casa. Per disegnare questo grande spazio selvaggio e irto di rocce si avvalsero della creatività dell'architetto dei giardini Russell Page, grande ammiratore della musica di Walton, ma la realizzazione del suo progetto, la supervisione di tutti i lavori, la scelta delle piante, la creazione vera e propria del giardino meraviglioso che è oggi La Mortella, si deve interamente a Lady Walton che per più di 50 anni vi ha dedicato la sua leggendaria energia, il suo infaticabile entusiasmo e la sua passione e competenza botanica. Il giardino è aperto al pubblico dal 1991, è amministrato dalla Fondazione Walton, creata da  Lady Walton alla morte del marito, e oggi custodisce le ceneri di entrambi; è visitabile da aprile a novembre e vi si organizzano stagioni concertistiche. Aver scelto questo orario così caldo per visitarlo ci dà l'enorme privilegio di essere quasi soli e di goderci i suoi spazi pienamente e con calma; man mano che percorriamo i viali e saliamo ai livelli superiori dei diversi terrazzamenti, godiamo dei piccoli dettagli disseminati ovunque con cura
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
e dei panorami magnifici sulla baia di Forìo
Ischia, panorama dai Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, panorama dai Giardini della Mortella
Mentre andiamo via, verso le 16:30, cominciano ad arrivare decine e decine di persone.
Andiamo ad aspettare l'autobus per tornare al porto, la fermata è lungo un muro che dà direttamente sulla strada, quasi in curva: dobbiamo stare uno affianco all'altro schiacciati contro il muro per non rimanere schiacciati a nostra volta dalle auto che sfrecciano... per fortuna siamo all'ombra, la fermata nell'altro senso è in eguali condizioni ma al sole!!!
Arrivati a destinazione ci concediamo un bel gelato, io prendo il gusto arancia e peperoncino, veramente particolare! Avremmo voluto assaggiare il famoso coniglio all'ischitana, ma non riusciamo a trovare un ristorante che possa prepararcelo da asporto... peccato, ci proveremo la prossima volta che passeremo per quest'isola.
Facciamo una breve passeggiata tra i vicoli del borgo, siamo troppo stanchi per visitare altro, sotto al Torrione, purtroppo ancora chiuso, c'è questo pannello, nato da un progetto realizzato dagli alunni della scuola media locale, dove sono raccolti tutti gli antichi soprannomi di queste zone.
Ischia, Forìo, gli antichi soprannomi locali ©Valeriaderiso
Ischia, Forìo, gli antichi soprannomi locali
Torniamo in barca a mettere i costumi, fa caldissimo e ci vuole un bagno che ci rinfreschi, così andiamo sulla spiaggia alle spalle del porto. Cena a bordo e nanna, domani si riparte alla volta della Costiera Amalfitana.

^_^

martedì 23 luglio 2019

3 luglio, verso Ischia (NA) ancora i delfini

mercoledì 3 luglio 2019
Alle 7:30 siamo già in movimento verso Ischia, abbiamo circa 135 miglia da fare, la navigazione prenderà l'intera giornata.
Facciamo colazione navigando, non c'è vento e il mare è piatto come una tavola.
recupero plastica in mare
recupero plastica in mare
Raccogliamo la solita plastica alla deriva e tac! il mare ci ringrazia: verso le 9:00 passando davanti al faro di Punta della Guardia a Ponza abbiamo una bella sorpresa: delfini in vista!!!
tursiopi sulla poppa di Maramea
tursiopi sulla poppa di Maramea
Dei grossi tursiopi (Tursiops truncatus) che per un po', senza mai avvicinarsi troppo vista la loro natura schiva, ci accompagnano tenendoci d'occhio, e stavolta la MiniMozza è sveglia, partecipa anche lei all'incontro magico.
Tursiopi (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
Tursiopi (Tursiops truncatus) 
Tursiopi (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
Tursiopi (Tursiops truncatus)
Tursiopi (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
Tursiopi (Tursiops truncatus)
Verso le 10:20 a circa 7-8 miglia da Ponza, andando verso Ventotene, ci sfila al traverso lo Scoglio La Botte.
Scoglio La Botte ©Valeriaderiso
Scoglio La Botte
Deve il suo nome al fatto che una volta somigliava davvero a una botte, poi le cannonate delle navi della Marina Militare, che lo usavano come bersaglio durante le esercitazioni, gli hanno cambiato i connotati e ora è un pinnacolo di roccia liscia e nera, che sorge dal mare blu cobalto e sprofonda fino a centinaia di metri; è infatti un paradiso per gli amanti delle immersioni subacquee.
Alle 11:30 si alza finalmente un po' di vento al lasco; proviamo a issare il jennaker... facciamo innumerevoli prove per sistemare le scotte, una si strefola e si spacca,  poi un'altra mi scappa di mano e per tenerla manca poco che ci lascio un dito, dopo mezz'ora di tentativi troviamo l'assetto giusto, facciamo 4 kn con 9 kn di vento reale, e riusciamo a navigare a vela per circa 4 ore e mezza.
Super Maramu Maramea - Jennaker ©Valeriaderiso
Jennaker

Vediamo sfilare alla nostra destra Ventotene e Santo Stefano intorno alle 14:00.
Santo Stefano e Ventotene - ©Valeriaderiso
Santo Stefano e Ventotene
Ventotene - ©Valeriaderiso
Ventotene
Santo Stefano il carcere - ©Valeriaderiso
Il carcere di Santo Stefano
Ho letto che il carcere di Santo Stefano, costruito nel 1795 e in disuso dal 1965, è l'unico esempio in Italia dei principi del Panopticon, un piano di carcere ideale teorizzato dal filosofo inglese illuminista Jeremy Bentham, secondo il quale "nei tentativi di recupero dei detenuti [...] era possibile ottenere il dominio di una mente sopra un'altra mente [...] tramite una adeguata struttura architettonica"; tali principi prevedevano che tutti i detenuti, rinchiusi nelle proprie celle disposte a semicerchio, potessero essere individualmente sorvegliati da un unico guardiano posto in un corpo centrale, senza peraltro sapere se fossero in quel momento osservati o no. Secondo Bentham la dissuasione a fare il male derivava dalla consapevolezza di essere costantemente sotto controllo.
Deve essere una struttura interessante da visitare.
Assieme al jennaker apriamo randa e mezzana a farfalla e facciamo 6 kn!
Super Maramu Maramea - jennaker, randa e mezzana a riva ©Valeriaderiso
jennaker, randa e mezzana a riva
Finalmente intorno alle 17:30 siamo in vista di Ischia.
Ischia ©Valeriaderiso
Ischia in vista
Dopo circa un'ora diamo ancora nella rada davanti al porticciolo di Sant'Angelo e facciamo un bagno per poi scoprire che quindici giorni fa l'Arpac ha emanato il divieto di balneazione proprio in queste acque!!
Ischia, Sant'Angelo ©Valeriaderiso
Ischia, Sant'Angelo
Dopo esserci rinfrescati abbiamo una cosa importante da fare: tempo fa avevo comprato le Lung-ta, le bandiere di preghiera al vento tibetane, ma aspettavo il giorno giusto per appenderle perché essendo il loro significato strettamente legato all’astrologia tibetana ci sono dei giorni in cui è possibile farlo ed altri no, il 3 luglio è uno dei giorni favorevoli (su questo sito c'è un calendario dove le date indicate con PF sono quelle propizie per appenderle al vento). Ovviamente il NormalCapitano è la persona giusta per questo delicato incarico: arma il tangone e ci sale su, guadagnandosi una foto con uno stacco di coscia lungo un chilometro!
Prayer Flags - Bandiere tibetane
Prayer Flags - Bandiere tibetane
Vi spiego qualcosa su queste bandiere e il loro uso.
Le preghiere al vento tibetane sono un simbolo delle cerimonie buddhiste, si narra che la forza di queste preghiere possa essere trasportata dal vento in tutta l’area che le circonda, sono sempre disposte a gruppi di cinque colori simboleggianti i cinque elementi, e vanno posizionate da sinistra a destra o dall'alto verso il basso nell’ordine di blu/spazio, bianco/aria, rosso/fuoco, verde/acqua e giallo/terra. Sono fatte in modo che si possano consumare con il tempo: ciò sta a sottolineare il fatto che la vita non è eterna, che nulla è stabile e tutto può cambiare: l'impermanenza buddhista.
Le bandiere hanno un cavallo del vento disegnato al centro, il Lung-ta per l’appunto, che la tradizione vuole esaudisca i desideri. Il cavallo trasporta tre doni: il Buddha, il Dharma (l’insegnamento Buddhista) e il Sanga (la grande comunità Buddhista), inoltre vi sono anche scritti dei mantra o delle preghiere che servono ad evocare amore, saggezza, compassione, forza e aiutano a superare le difficoltà e a proteggere dalle energie negative, oltre che a promuovere la pace e l’armonia tra tutti gli esseri viventi. Quando le bandiere sono troppo consunte per emanare la loro forza devono essere bruciate in modo che ancora una volta il loro potere possa essere trasportato in alto attraverso il loro fumo, in questo modo esse divengono parte permanente dell’universo; rimpiazzarle con delle nuove bandiere, proprio come nel ciclo della vita, serve a rinnovare la speranza per un mondo migliore in armonia tra uomo e natura.
Anche se non si è buddisti si possono usare queste bandiere tibetane, anzi i monaci buddhisti apprezzano tale pratica perché ritengono che anche l’uso grazioso e semplice di appendere le bandiere di preghiera diffonde buoni auspici a tutti gli esseri viventi.
Condividiamo i principi che le regolano e il loro significato, ecco perché abbiamo deciso di metterle su Maramea.
Prayer Flags - Bandiere tibetane
Prayer Flags - Bandiere tibetane
In serata, dopo cena, scendiamo a terra con il gommone per mangiare un gelato aspettandoci di trovare un bel borgo di pescatori dall'aria romantica, e invece ci troviamo in un susseguirsi di boutiques pretenziose, una gelateria dove compriamo tre gelati di gusti diversi solo nel nome perché sostanzialmente sono solo molto dolci e niente di più, e qualche ristorante. Insomma siamo rimasti piuttosto delusi. Peccato, perché dal mare Sant'Angelo è molto grazioso.
Domani abbiamo in programma di spostarci a Forìo, altro comune dell'Isola, da dove potremo raggiungere più facilmente i Giardini della Mortella che da tempo desideriamo visitare.
^_^