Visualizzazione post con etichetta limoni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta limoni. Mostra tutti i post

giovedì 30 agosto 2018

19 agosto 2018 - Compleanno della MezzaMarinaia

domenica 19_08_2018 - Lacona
Sveglia con calma, colazione e poi Marco e Sara vanno a terra con il DE TOPI.
una puntatina a terra con lo pseudo-tender
una puntatina a terra con il DE TOPI
Io resto a bordo perché oggi è il compleanno della MezzaMarnaia e voglio fare una torta. La richiesta è una torta al cioccolato.
Quando eravamo sulla Filibusta avevamo una cucina ENO basculante a due fornelli con un piccolo, ma magnifico, forno a gas che arrivava a raggiungere anche 250° e con cui sfornavo dolci, pizze, pane, parmigiane... Qui su Maramea c'era una cucina ad induzione, Alain diceva che in navigazione non cucinavano e quindi aveva preferito sostituire la classica cucina basculante, che aveva però conservato e che ci ha dato prima di consegnarci la barca. È una Electrolux, vediamo il suo forno a gas come si comporta.
ingredienti per sbrisolona al cioccolato
ingredienti per Sbrisolona al cioccolato
Mentre assemblo gli ingredienti per fare una Sbrisolona al cioccolato, scaldo il forno. Ho con me un termometro fatto apposta per misurare la temperatura nei forni dove non c’è un indicatore, e per fortuna ce l’ho! perché dopo 3/4 d’ora con la manopola sul massimo la temperatura non si muove dai 135°… gas e tempo sprecato. Alain, aveva installato anche un forno elettrico combinato microonde/grill/ventilato, credevo che non lo avrei mai usato, sia perché non mi piace usare le microonde sia perché, anche volendo usare solo le funzioni grill e/o ventilato, consuma moltissimo, ma oggi non ho scelta la torta è pronta e si DEVE cuocere assolutamente, Sara ci rimarrebbe troppo male. Dunque accendo il generatore e usando la funzione ventilata porto la temperatura a 180°.
Dopo 40 minuti la sbrisolona è pronta, forse un po’ troppo cotta, ma a breve la assaggeremo e vi saprò dire, perché nel frattempo si sono fatte le 12:30.
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
La festeggiata richiede Spaghetti con sgombro, limone e capperi, e viene accontentata, ci mancherebbe! è il suo compleanno! Tra l’altro è un piatto molto semplice da preparare.
Da parecchio tempo non compriamo, e quindi non mangiamo, più tonno perché questi pesci così grandi accumulano grandi quantità di metalli pesanti, e lo abbiamo sostituito egregiamente con lo sgombro.
Questi spaghetti, per chi fosse curioso, si preparano nel seguente modo: in una zuppiera che conterrà la pasta metto i filetti di sgombro (sott’olio o al naturale, secondo come li trovo, di solito il barattolo da 200 gr per noi tre) scolati dal liquido di conservazione e li rompo con una forchetta; poi aggiungo la scorza grattugiata e il succo di un limone medio/piccolo, un cucchiaio di capperi sotto sale messi a bagno per 7/10 minuti nell’acqua, uno spicchio d’aglio grosso tagliato a pezzetti, del prezzemolo tritato, un paio di cucchiai d’olio buono e lascio marinare. Nel frattempo cuocio gli spaghetti e prendo un mezzo bicchiere d’acqua di cottura che aggiungo al condimento in modo da ammorbidirlo. Scolo la pasta al dente e condisco. Voilà! Freschi, saporiti e profumati.
[Edit del 20 giugno 2020: si possono preparare anche con gli sgombri freschi, basta sfilettarrli e lessarli per 10 minuti con un pezzetto di carota, uno di sedano e mezza cipolla in acqua salata]
La tortina per Sara è venuta bene, forse un po’ troppo cotta, ma per essere il primo esperimento di cottura in forno a bordo direi che va bene, la ricetta è senz’altro migliorabile. Per questa Sbrisolona al cioccolato ho usato 110 gr di burro, 110 gr di zucchero, 270 gr di farina, 1 uovo intero, mezza bustina di lievito per dolci e ho preparato una frolla dalla consistenza sbriciolosa. Ho foderato una teglia a cerniera da 22 cm con la carta forno e ho creato la base premendo la pasta sul fondo, poi l’ho riempita con 200 gr di cioccolato fondente spezzettato e infine ho ricoperto tutto con la frolla lasciandola sbriciolata. Ho cotto la torta in forno a 180° per 40 minuti.
Le migliorie da apportare, secondo me, sono: sostituire una parte della farina con una percentuale di farina di mandorle, per darle un profumo, e usare del cioccolato alla nocciola per il ripieno, perché quello fondente è troppo prevalente su tutto come sapore.
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato

9 anni!
9 anni!
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
Comunque era buona, Sara è stata contenta e il rituale delle candeline è stato rispettato!

Finito il pranzo un cormorano si avvicina alla barca sbirciando sotto l'acqua in cerca di prede, infatti poco dopo si immerge ed esce con una bella soglioletta nel becco!
Cormorano con sogliola nel becco
Cormorano con sogliola nel becco
Intorno alle 16:00 ricevo un messaggio di Miriam che mi dice che stanno rientrando da Campiglia Marittima a Cevoli sotto un bel temporale, e circa un’ora dopo il vento rinforza un pochino, il cielo si copre, togliamo i tendalini e stiamo a vedere se la coda del temporale ci coglie. Nel frattempo Marco ha fatto un tuffo per controllare l’ancora e sembra essere tutto a posto. Alle 17:30 comincia a piovigginare, ma nel giro di venti minuti smette di piovere e cala anche il vento.

^_^

sabato 19 dicembre 2015

* nella nostra cucina - bracioline (simil) messinesi

Questo piatto faceva furore tra i nostri ospiti in barca ai tempi della Filibusta. Dopo moltissimo tempo che le facevo ignorando la provenienza della ricetta, quando le portai in tavola un signore siciliano esclamò felice:- "Le Bracioline messinesi!!!" - 
Io non le avevo mai sentite nominare prima, e così mi documentai e scovai la ricetta originale di Claudia - alias Scorza d'arancia - siciliana doc, qui.
Confrontando le due versioni noterete che le mie sono abbastanza diverse e il perché ora le chiamo "simil-messinesi", ma sono buonissime ugualmente!
bracioline simil-messinesi
BRACIOLINE SIMIL-MESSINESI

Ingredienti per 4 persone

500/600 gr di fettine di vitello da carpaccio
100 gr di pangrattato
50 gr di pecorino grattugiato
un ciuffo abbondante di prezzemolo
la buccia grattugiata di un limone non trattato
peperoncino (facoltativo)
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
spiedini di legno

Preparazione
Preparo la panatura mescolando il pangrattato con il pecorino, il prezzemolo tritato con la mezzaluna, la buccia di limone grattugiata. 
Impano le fettine da entrambi i lati, premendo bene così che la panatura si attacchi, poi le arrotolo formando dei cannoncini che taglio in modo da averli  tutti più o meno della stessa misura e grandi quanto un boccone, e li infilo lungo degli spiedini di legno (se dovessero essere troppo lunghi per la vostra padella, potrete tagliarli con un paio di trinciapollo o di forbici da cucina). 
bracioline simil-messinesi
In una padella molto ampia (quella della foto è 32 cm) faccio soffriggere, in tre o quattro cucchiai di olio, due spicchi d'aglio e un pezzo di peperoncino (facoltativo: io non lo uso, per ora, per via della Gnoma che ancora non lo apprezza; prima lo tritavo e lo mescolavo alla panatura, per un gusto ancora più piccante); quando l'aglio è diventato biondo lo elimino e cuocio le bracioline, rigirandole di tanto in tanto finché non si è formata una bella crosticina dorata. 
bracioline simil-messinesi
:o)

mercoledì 23 settembre 2015

* nella nostra cucina - spaghetti tonno, capperi e limone

Primo giorno d'autunno.
La luce intensa e tersa delle giornate settembrine è unica e inebriante, tuttavia le giornate che si accorciano e le temperature che scendono già mi fanno sentire la nostalgia dell'estate che si è appena conclusa. Che posso farci: per me l'estate è sempre troppo breve!
Così mi consolo con una ricettina - carpita tempo fa a mia cugina Monica e mai più mollata - velocissima e fresca, che dell'estate ha tutto il profumo.

SPAGHETTI TONNO (o SGOMBRO), CAPPERI E LIMONE

Per 4 persone

350 gr di spaghetti
200 gr di filetti di tonno (o sgombro) sott'olio extravergine d'oliva
1 cucchiaio da minestra di capperi sotto sale
1 limone (il succo e la buccia)
1 ciuffetto di prezzemolo
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva

Per prima cosa sciacquo i capperi e li lascio per una decina di minuti in un bicchiere d'acqua per perdere il sale in eccesso. 
Nel frattempo, in una ciotola capiente (dove poi poter rimescolare gli spaghetti) metto a marinare i filetti di tonno, ben sgocciolati dall'olio di conservazione e spezzettati grossolanamente con la forchetta, con quattro cucchiai d'olio, la buccia grattugiata del limone, l'aglio sbucciato e tagliato in quattro grossi pezzi (in modo che chi non lo ama possa scansarlo mentre mangia), il prezzemolo tritato, i capperi sciacquati e sgocciolati e il succo del limone.
Lascio riposare per almeno 15 minuti; naturalmente più il condimento riposerà più i sapori si amalgameranno tra di loro arricchendo il gusto finale.

spaghetti tonno capperi e limone
Il passo successivo potete ben immaginarlo da soli: cuocio gli spaghetti ben al dente (come piace a me!) e una volta pronti non li scolo, ma li prendo con un forchettone sgocciolanti e li mescolo al condimento, in questo modo l'acqua di cottura contribuirà ad ammorbidire e amalgamare bene il tutto.
spaghetti tonno capperi e limone

Sentirete che gusto, e che profumo!!!

p.s. ehm... lo so, sto glissando sul fatto che manco da tre mesi qui: secondo voi quando in questi tre mesi ho dovuto scegliere tra portare la Gnoma al mare il più possibile e lo stare a casa davanti al computer a scrivere che cosa ho fatto?
... e che ve lo dico a fa'??

:o)

venerdì 26 settembre 2014

* Orto settembrino

L'estate capovolta, l'estate con i tasselli spostati, come il gioco delle caselle numerate da 1 a 15 che andavano messe in ordine (chi se lo ricorda?)... in questi giorni di settembre fa caldo più che ad agosto, e le nostre piante continuano a produrre.

Raccogliamo ancora melanzane, pomodori san marzano e cuori di bue.


I cuori di bue in particolare quest'anno ci hanno dato grandissima soddisfazione. Enormi, carnosi, saporitissimi e abbondanti. Man mano che li consumiamo cerchiamo di far seccare i pochi semi che contengono... vanno assolutamente riprodotti.


Le nuove piante di zucchine per ora danno dei bei fiori (ottimi per farci il risotto). Speriamo che non arrivi il freddo forte all'improvviso e che riescano a crescere anche i frutti.


I fagioli piattelle ancora fioriscono e fanno maturare nuovi baccelli, che raccogliamo man mano che seccano. Al momento la raccolta ammonta a più di 3 kg di fagioli secchi. Molti li mangeremo, alcuni li conserveremo per la semina del prossimo anno e magari per fare qualche scambio.


L'insalata carfciofina l'abbiamo colta,  mangiata tutta e ripiantata, ma la gentilina ancora ci delizia.


Siamo in attesa dei cavolfiori... che coraggiosissimi lottano contro chiocciole, limacciole, cimici e cavolaie.


Le olive maturano, e speriamo che le mosche ne abbiano lasciata qualcuna intatta, perché nonostante la bottiglia con l'aceto abbia fatto il suo lavoro catturandone parecchie, abbiamo già notato le ben note macchioline...


Anche i limoni, dopo essere stati dati per morti in seguito alla gelata del 2012 e aver solo fiorito l'anno scorso, quest'anno hanno ripreso a fruttare.


Intanto cipolle di tropea, cipolle rosse, finocchi tardivi e insalata foglia di quercia sono pronti per essere trapiantati.


E chiudiamo in bellezza con le tipiche fioriture settembrine. 
Zephyranthes candida e alisso viola [quest'ultimo, per la verità, ci ha fatto compagnia quasi tutta l'estate]...


...e i ciclamini, segno inequivocabile, insieme alle rondini che sono andate via, che l'estate sta dicendo "arrivederci!".


:o)

domenica 12 gennaio 2014

* nella nostra cucina - bigné arancia e cioccolato

Il primo dell'anno ci mancava un dolce per il pranzo. Parlandone con il Capitano lui ha espresso un desiderio: i bigné.
Io non li avevo mai fatti prima, ma lo amo!! e mi sono cimentata. Il risultato è stato eccellente!


Dosi per circa 40/44 bigné

Per i BIGNÉ - PASTA CHOUX
250 ml d'acqua
100 gr di burro
150 gr di farina
4 uova intere
un pizzico di sale
un cucchiaino da the di zucchero
la buccia grattata di un limone

Per il RIPIENO
500 ml d'acqua
200 gr di zucchero di canna
60 gr di maizena
2 tuorli
50 gr di burro
2 arance spremute
la buccia grattugiata di 4 arance

Per la COPERTURA
100 gr di cioccolato fondente

i BIGNÉ
Ho messo l'acqua sul fuoco in una pentola con il burro, lo zucchero e il sale. Appena raggiunto il bollore ho spento il fuoco e ci ho buttato la farina tutta in una volta mescolando velocemente. Ben presto si è formata una palla che si è staccata dalle pareti della pentola, ho riacceso il fuoco continuando a mescolare con energia finché non ho sentito uno sfrigolio, segno che la pasta era pronta. L'ho versata su un piatto, l'ho schiacciata formando un disco e l'ho lasciata raffreddare bene.
Una volta raffreddata l'ho messa nell'impastatrice e alla velocità minima ho aggiunto un uovo alla volta, aspettando che il precedente fosse ben inglobato all'impasto prima di aggiungere il successivo, poi ho aggiunto la scorza di limone grattugiata e ho lasciato l'impasto riposare al fresco per un'ora circa.
Trascorso il tempo di riposo necessario ho scaldato il forno a 180° e, aiutandomi con due cucchiaini, ho formato dei mucchietti della grandezza di una noce che ho fatto cadere su una placca rivestita di carta forno. Li ho cotti per circa 30 minuti, li ho sfornati e lasciati raffreddare.

il RIPIENO
Conviene preparare questa crema durante il riposo della pasta choux, in modo che si raffreddi prima di essere usata. 
Ho sbattuto velocemente i tuorli con lo zucchero in un pentolino, poi ho aggiunto la maizena setacciata e la buccia delle 4 arance. Poi ho versato a filo l'acqua a temperatura ambiente, mescolando continuamente, in modo da evitare che si formassero grumi. Ho messo il pentolino su fuoco bassissimo, ho aggiunto il burro tagliato a tocchetti e mescolato finché non si è rappresa (ci vorranno circa 10/15 minuti). L'ho lasciata raffreddare e una volta fredda ho incorporato il succo di 2 arance. [Questa crema può essere preparata anche il giorno prima e conservata in frigo].

ASSEMBLAMENTO
Ho riempito i bigné con la crema usando una siringa da pasticcere con il beccuccio stretto e lungo con il quale ho fatto un piccolo buco sul fondo di ogni pasticcino, poi ho fatto fondere il cioccolato a bagnomaria e ci ho bagnato la parte superiore dei bigné...
Et voilà, il gioco, anzi il bigné, è fatto!!
Non li abbiamo finiti (incredibile ma vero, anche se erano buonissimi) e si sono mantenuti in frigo molto bene per i due giorni successivi.

:o)

martedì 7 gennaio 2014

* nella nostra cucina - Crostata di ricotta bicolore

Ecco, come promesso, la ricetta della crostata preparata per il pranzo di Natale.
E' una ricetta trovata molti anni fa su un numero della "Cucina Italiana".


Le dosi sono per una crostata di circa 26 cm di diametro.

Per la PASTAFROLLA:
250 gr di farina
130 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
1 tuorlo
2 cucchiai di succo di limone
la scorza grattata di 1 limone
1 pizzico di sale

Per il RIPIENO:
500 gr di ricotta fresca (io uso quella di pecora)
150 gr di cioccolato fondente al 70%
120 gr di panna fresca
50 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di rum (io non lo usato per via della Gnoma)

PASTAFROLLA
In una ciotola capiente ho lavorato lo zucchero, il sale, la scorza grattugiata del limone e il burro appena tolto dal frigorifero e tagliato a pezzettini schiacciandolo con una forchetta, poi ho aggiunto il tuorlo e dopo averlo amalgamato un po' con il resto ho aggiunto il succo di limone e la farina setacciata, continuando ad usare la forchetta per mescolare gli ingredienti; solo alla fine ho usato le mani per compattare la pasta, ho formato un disco l'ho avvolto nella pellicola trasparente e l'ho messa in frigo su un piatto per circa mezz'ora.
Non lavoratela troppo, teme il caldo delle mani.

RIPIENO
Ho diviso la ricotta in due parti non eguali, vale a dire 220 gr e 280 gr. Ai 280 gr ho mescolato lo zucchero di canna ridotto in polvere con il minipimer, e 60 gr di panna. Ho fatto fondere a bagnomaria il cioccolato e l'ho aggiunto ai 220 gr di ricotta e agli altri 60 gr di panna (chi lo desiderasse può aggiungere a questa crema il cucchiaino di rum). In conclusione la ricotta per la crema bianca deve essere un po' di più di quella per la crema nera.

ASSEMBLAMENTO
Ho tolto la pastafrolla dal frigo una decina di minuti prima di stenderla, in modo che si ammorbidisse. Ne ho tenuto da parte una piccola porzione per fare le decorazioni e su un foglio carta forno, che ho usato per rivestire la teglia (26 cm di diametro), ho adagiato il resto, ci ho steso su la pellicola trasparente che avevo usato per avvolgerla prima e l'ho stesa con il mattarello. In questo modo si evita che la pastafrolla si attacchi sul piano di lavoro o al mattarello, e si evita anche di aggiungere farina perché, appunto, non si attacchi, cosa che pregiudica la friabilità della pastafrolla una volta cotta. Ho steso la pastafrolla dell'altezza di circa mezzo centimetro e con tutta la carta forno l'ho trasferita nella teglia facendo in modo da formare un po' di bordo, che poi ho rifinito con una rotella.


Ho distribuito la crema di ricotta e cioccolato sul fondo di pastafrolla in modo uniforme.


Poi su questo strato ho distribuito la crema di ricotta e panna.


Sullo strato di crema bianca ho distribuito delle stelle di diverse dimensioni ritagliate nella pastafrolla tenuta da parte [i fini osservatori noteranno che tra le stelle c'è anche un altro paio di "cose" ehehe]; naturalmente in questa fase ognuno può sbizzarrirsi come preferisce, anche facendo la classica griglia.
L'ho messa in forno a 190° per 40/45 minuti circa, comunque finché la pastafrolla è risultata dorata, l'ho lasciata raffreddare bene prima di servirla.

:o)

martedì 9 aprile 2013

* nella nostra cucina - frollini con la marmellata: recupero delle uova sode

Durante il pranzo di Pasqua sono avanzate quattro uova sode... che fare? mica le vorrai buttare via? e allora vai con la ricerca in rete per trovare una ricettuzza adatta all'uopo!


Cerca che ti cerca, ho trovato una specie di frolla. Nell'originale (ho fatto la ricerca su un altro computer e mi sono persa il link, mi dispiace non poterlo mettere, se riuscirò a recuperarlo aggiornerò il post), l'autrice fa delle palline, le schiaccia, forma un incavo con il dito e ci fa cadere la marmellata, ma io (come lei stessa suggerisce) ho fatto dei simil-occhi-di-bue, a cuoricino, validamente aiutata dalla Gnoma, che se tenuta a bada non si mangia tutto l'impasto e la marmellata, ma taglia bene i biscotti con le formine.
Non sono per niente dietetici - 150 gr di burro per 225 gr di farine!! - però sono buoni, adattissimi ad una merenda insieme ad una tazza di té.

Ingredienti:
150 gr di farina bianca
75 gr di fecola di patate
150 gr di burro
75 gr di zucchero di canna (ridotto a velo con il pimer)
4 tuorli sodi
la buccia di un limone non trattato
1 stecca di vaniglia
marmellata (io ho usato quella di susine fatta quest'estate, lievemente asprigna ci stava benissimo, voi usate quella che preferite)

Utensili: 
taglierino doppio per l'occhio di bue, o una formina circolare più una più piccola per fare il buco; teglie, carta forno, pellicola trasparente, mattarello.

Ho montato il burro ammorbidito con lo zucchero e ho lasciato riposare. Ho schiacciato i tuorli con una forchetta e poi li ho setacciati usando un colino, in modo da eliminare il rischio di avere dei grumi. 
Ho aggiunto i tuorli setacciati al burro, insieme ai semini della bacca di vaniglia (si incide per l'intera lunghezza, si apre e si raschiano i semini con un coltellino), la scorza grattugiata del limone, la farina e la fecola setacciate e ho impastato fino ad ottenere una palla liscia e omogenea. L'ho schiacciata formando un disco, l'ho avvolta nella pellicola trasparente e l'ho messa, su un piatto, a riposare per un'ora in frigo, da dove l'ho tolta dieci minuti prima di stenderla.
Ho preparato due teglie rivestite di carta forno e scaldato il forno a 180° senza ventilazione.
Su un altro foglio di carta forno infarinato ho steso la pasta mettendo tra quest'ultima e il mattarello un foglio di pellicola trasparente, poi ho tagliato i cuoricini delle basi e li ho allineati sulle teglie.
Ho messo un cucchiaino da caffè (scarso) di marmellata al centro di ogni cuoricino, e poi ho sovrapposto la parte con il buco, in modo che da quest'ultimo uscisse la marmellata. Ho infornato per 15 minuti circa, finché non si sono dorati e, una volta freddi, li ho conservati in una scatola ermetica.



:o)

lunedì 11 febbraio 2013

* nella nostra cucina - la salsa all'aceto per il lesso

Questa salsetta, che una volta assaggiata diventa una droga, si accompagna benissimo a qualsiasi tipo di carne (bianca o rossa) o pesce lessi, o alla brace.



Io l'ho fatta di recente per accompagnare il pollo, ispirata da una ricetta di Tatiana, di Cucina in controluce.
Nella sua ricetta Tatiana, poco amante delle verdure lesse, ha soffritto il pollo e poi lo ha sfumato nel vino prima di ricoprirlo d'acqua per farlo lessare, io invece ho seguito il metodo classico: pollo e verdure (porri, carote, patate, sedano, una foglia di alloro fresco e qualche foglia di salvia), direttamente a lessare nell'acqua bollente, salata al momento del bollore.
Ma veniamo alla salsa.


Ingredienti: [la lista dei mezzi!!!]

1/2 carota
1 costa di sedano
1/2 spicchio d'aglio
1/2 cipolla piccola 
1/2 limone spremuto
2 acciughe sott'olio
30 gr di capperi sotto sale
mollica di pane raffermo grande quanto un uovo
aceto di vino
olio extravergine d'oliva
sale

Metto a bagno nell'aceto la mollica di pane, e sciacquo i capperi dal sale lasciandoli nell'acqua. 
Taglio carota, sedano e cipolla a pezzettini piccolissimi e li lascio cuocere in un dito d'olio più un dito d'acqua in un piccolo pentolino, su fuoco basso, finché non sento sfrigolare l'olio, segno che l'acqua è evaporata tutta.
Frullo queste verdure insieme alla mollica di pane ben strizzata dall'aceto, il succo del mezzo limone, i capperi ben scolati e strizzati, l'aglio e le acciughe, aggiungendo olio finché non diventano una crema. Aggiusto di sale. Se avanza la conservo per qualche giorno in frigo in un barattolo di vetro chiuso.


:o)

lunedì 12 novembre 2012

* nella nostra cucina - crostata ripiena di albicocche al naturale

Quando ho postato la ricetta della confettura di albicocche, ho accennato anche al fatto che una parte di questi squisiti frutti era finita in conserva al naturale. La preparazione è stata molto semplice: le albicocche divise a metà, private del nocciolo, messe con il dorso verso l'alto a strati alternati a cucchiaiate di zucchero, ben pressate [perché poi si riducono di volume] in un barattolo di vetro sterilizzato, chiuso il barattolo e fatto bollire in un pentolone pieno d'acqua, avvolto in uno strofinaccio per evitare che si rompa sbattendo contro le pareti della pentola, per mezz'ora.  Lo sciroppo che le conserva si forma con lo zucchero e la parte acquosa dei frutti, mantenendone intatto il sapore.
In una giornata grigia e umida come quella di ieri, mi ci voleva un po' profumo d'estate, quale momento migliore per usarle? e così ho cercato una ricetta. Tra le varie mi è parsa molto semplice questa, che vi riporto con qualche mia variazioncina.

Vi serviranno:
100 gr. di zucchero di canna [versione originale: zucchero bianco]
100 gr. di burro
3 tuorli d’uovo
la scorza grattugiata di un limone
150 gr. di farina 0
150 gr di semola rimacinata di grano duro [versione originale: 300 gr di farina zero zero; io avevo quasi finito la zero, per cui ho usato l'unica altra farina che avevo, la prossima volta userò solo farina zero]
800 gr di albicocche sciroppate al naturale [versione originale: 2 barattoli di albicocche sciroppate]
la versione originale prevedeva anche: mezza bustina di lievito per dolci e zucchero vanigliato q.b., io li ho omessi.

Ho sbattuto con una forchetta i tuorli delle uova con lo zucchero di canna passato al minipimer per ridurne la grana, poi ho aggiunto il burro schiacciandolo con la forchetta insieme alla scorza di limone grattugiata, in seguito ho aggiunto le due farine, sempre usando la forchetta; solo alla fine ho lavorato l'impasto con le mani, dal momento che essendo una pasta frolla era meglio evitare di scaldarla troppo.
Ho formato un disco, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho lasciato riposare in frigo per una mezz'ora.
Trascorso questo tempo ho tolto il disco di frolla dal frigo circa 10 minuti prima di dividerlo in due parti e stenderle su due fogli di carta forno formando due dischi piuttosto sottili.
Ho tagliato a pezzetti le albicocche scolate dallo sciroppo.

Ho messo il primo disco in una tortiera di circa 26 cm di diametro insieme alla carta forno, ho distribuito le albicocche in maniera uniforme e ho coperto tutto con l'altro disco, facendo aderire i bordi [ATTENZIONE! la frolla tende a rompersi, la mia ancora di più perché ho usato la semola di grano duro rimacinata, per niente adatta a queste preparazioni].
L'ho infornata per 30 minuti a 180° in forno ventilato.


C'è bisogno di dire che è venuta buonissima????

:o)

lunedì 8 ottobre 2012

* nellla nostra cucina - torta pangrattato e uva



Questa torta nasce con le ciliege, ed è una torta che in primavera faccio spesso, ma in autunno mi capita di farla anche con l'uva.
E' un'altra delle ricette della mia nonna materna, infatti mi ricorda lei [la versione originale con le ciliege] e, chissà perché, mi fa pensare soprattutto a mio nonno.


Per una tortiera di 24 cm di diametro (8 porzioni circa) ecco cosa vi servirà:

500 gr di uva bianca e/o rossa, da tavola [ciliege se volete farla in primavera]
2 uova
80 gr di pangrattato
100 gr di zucchero
mezzo cucchiaino di cannella
scorza di 1 limone grattugiata
1 pizzico di sale
un piccolo pezzo di burro
poca farina per la teglia

Con molta molta pazienza taglio in due gli acini d'uva, cercando di non dividerli del tutto, e elimino i nocciolini.
In una piccola padella antiaderente rosolo 40 gr di pangrattato con poco burro, in modo che imbiondisca.
Monto i rossi delle uova con lo zucchero fino a farli diventare bianchi e spumosi, poi aggiungo i 40 gr di pangrattato rosolati nel burro, i restanti 40 gr di pangrattato, la scorza del limone grattugiata, la cannella, il pizzico di sale e mescolo bene. A parte monto a neve i bianchi delle uova e li unisco al resto del composto piano piano, cercando di non farli smontare.
Verso questo impasto cremoso in una tortiera imburrata e infarinata e lo livello con una spatolina, poi formando dei cerchi concentrici sistemo gli acini d'uva precedentemente snocciolati. Usando uva bianca e rossa l'effetto cromatico è più bello.


Nel frattempo riscaldo il forno a 170°/180° e la cuocio per circa 30 minuti [nel forno ventilato anche meno, circa 20 minuti].
La lascio raffreddare e poi la servo nella stessa tortiera che uso per cuocerla, perché essendo abbastanza umida non si stacca facilmente;  naturalmente si può tentare di ovviare a questo inconveniente usando la carta forno, ma non vi garantisco che si staccherà nemmeno da quella!

E se vi capiterà di ricordarvene, la prossima primavera provate a farla con le ciliege [snocciolate, ovvio!], perché con l'uva è buona, ma con le ciliege è squisita!

lunedì 17 settembre 2012

* nella nostra cucina - confettura di more

Erano 4 anni che ripetevamo di voler tornare nella pineta dove nell'agosto del 2008 avevamo raccolto ben 7 kg di more... come dimenticare un tale ben di dio!!!
Due settimane fa è stata la volta buona, ci siamo detti -"Ora o mai più!!!"
Stavolta il "bottino" è stato più contenuto, ma senz'altro notevole, considerato che io e la Gnoma non abbiamo contribuito un granché, ma è stato tutto merito del Capitano: 3 bei chiletti!!



Che profumo ragazzi!!! peccato non si possa fotografare.
In compenso ci siamo equamente riempiti di graffi tutti e tre... si sa, i rovi non perdonano!
Appena tornati a casa via con la confettura.
Il medoto, oramai sperimentato, è lo stesso seguito per la confettura di albicocche [e per quella di fragole, quella di susine e quella di fichi, tutte favolose, grazie sempre Micia per avermi fatto scoprire la Ferber!!!].

Ingredienti per 3 kg di more:
900 gr di zucchero
2 limoni

Stavolta NON ho lavato le more, bagnarle troppo gli fa perdere il sapore, e poi aveva piovuto il giorno prima ed erano pulitissime, mi sono limitatata a controllare che nessuna avesse ancora il picciòlo spinoso attaccato.
In una pentola molto capiente le ho mescolate con lo zucchero e il succo dei limoni e le ho messe sul fuoco. Ho aspettato che il composto cominciasse a sobollire e ho spento, lasciando riposare per tutta la notte.
Il giorno dopo ho separato le more dallo sciroppo che si era formato. Che colori!!



Poi ho rimesso lo sciroppo su fuoco basso, mescolandolo di tanto in tanto e lasciandolo addensarsi, schiumando quando necessario.
Quando la prova piattino (un pochino di sciroppo su un piattino, lasciatelo raffreddare, inclinate il piattino e osservate la goccia come scivola, se scivola piano piano vuol dire che è al giusto punto di densità) ha decretato che era pronto, ho aggiunto le more e ho lasciato cuocere ancora una mezz'ora.


Poi ho versato nei vasetti, precedentemente sterilizzati in forno a 100° per 30 minuti, e li ho capovolti perché si creasse il sottovuoto [nel caso il sottovuoto non si creasse bisognerà far bollire i vasetti coperti d'acqua in una pentola dove si sarà messo sul fondo un canovaccio, così da attutire le botte sul fondo].


:o)

martedì 11 settembre 2012

* nella nostra cucina - confettura di albicocche

[Postato in origine il 03.07.2012 e rieditato OGGI, dopo uno smarrimento e un ritrovamento nell'etere]

Aridaglie con le albicocche!!



Le albicocche sciroppate al naturale ve le risparmio, ma la confettura merita. E' venuta buonissima!!!

Ho usato il "metodo Christine Ferber" [scoperto grazie alla Micia], estrememente semplice ma dai risultati sorprendenti: la frutta cuoce pochissimo, così che colore, sapore e consistenza restano inalterati e niente pectina (io non l'ho mai usata, ma con questo metodo davvero non ce n'è bisogno).

Ingredienti per 2,5 kg di albicocche:
  • 1 kg di zucchero
  • 1 limone 

Ho lavato e asciugato bene le albicocche, ho tolto il nocciolo e le ho tagliate a pezzetti, le ho mescolate con lo zucchero e il succo del limone e le ho lasciate riposare al fresco per una notte. Il giorno dopo le ho messe sul fuoco in una pentola capiente. Ho aspettato che il composto cominciasse a sobollire e ho spento, lasciando riposare per tutta un'altra notte.



Il giorno dopo ho separato i pezzetti di albicocca dallo sciroppo che si era formato e ho rimesso lo sciroppo sul fuoco basso, mescolandolo di tanto in tanto e lasciandolo addensarsi.



Quando la prova piattino (un pochino di sciroppo su un piattino, lasciatelo raffreddare, inclinate il piattino e ossevate la goccia come scivola, se scivola piano piano vuol dire che è al giusto punto di densità) ha decretato che era pronto ho aggiunto i pezzetti di albicocca e ho lasciato cuocere ancora una decina di minuti, schiumando se necessario.
Poi ho versato nei vasetti,  precedentemente sterilizzati in forno a 100° per 20 minuti, e li ho capovolti perché si creasse il sottovuoto.


Nello stesso identico modo ho fatto la confettura di susine, l'unica differenza tra i due tipi di frutta è  che con le susine la confettura che va schiumata parecchio durante la cottura.

 :o)

* nella nostra cucina - marmellata di arance

[Postato in origine il 21.05.2012 e rieditato OGGI, dopo uno smarrimento e un ritrovamento nell'etere]

Un mesetto fa la scorta di marmellate era finita, le fragole ancora non c'erano, dunque cosa fare?
Comprare gli ultimissimi tarocchi siciliani tardivi e rinnovare la scorta con una bella marmellata di arance.
Quelle agli agrumi sono le mie preferite, anche se qui si "marmellata" con qualsiasi frutto disponibile!




Io ho trasformato 3 kg di arance, ma vi dò le proporzioni per 1 kg.

Ecco cosa vi servirà:

  • 1 kg di arance
  • 2 limoni
  • 1 kg di zucchero grezzo

Come procedo:
metto le arance a bagno in una bacinella piena d'acqua per 24 ore, cambiando l'acqua almeno due o tre volte, poi le sciacquo bene e prelevo la buccia con lo sbuccia limoni (chi non ne possiede uno dovrà sbucciarle con un coltellino facendo attenzione a prelevare la buccia senza la parte bianca interna) e poi le trituro con la mezzaluna.



Poi le faccio bollire in pochissima acqua per 15 minuti.
Nel frattempo pelo bene la polpa delle arance eliminando la parte bianca, la privo dei semi e la taglio a pezzetti facendo attenzione a conservare il succo.
 


Verso in una pentola la polpa con la buccia grattugiata e il succo dei due limoni, di cui tengo da parte i semi, aggiungo lo zucchero e mescolo bene.
Metto i semi dei limoni in un filtro da the e lo immergo nella preparazione per tutta la durata della cottura, i semi rilasceranno la pectina che farà da addensante naturale.
Lascio bollire a fuoco lento per circa 1 ora mescolando spesso. Per verificare il giusto punto di cottura verso qualche goccia della marmellata su un piattino, la lascio raffreddare bene e poi inclino il piattino facendola scivolare: se forma una goccia a perla piuttosto densa, la marmellata è pronta. Attenzione a non cuocerla troppo, altrimenti si caramella lo zucchero e ricordare che quando è calda è comunque abbastanza liquida anche se è pronta.



(NOTA: maggiore sarà la quantità di arance, più lungo il tempo di cottura). Infine verso nei vasetti (che ho passato in forno a 100° per 10 minuti) e li chiudo quando la marmellata è ancora bollente, poi li capovolgo e li lascio raffreddare in questa posizione, in modo che si crei il sottovuoto.
 Voilà...

p.s. non so se nella foto si nota, ma stavolta ho aggiunto una stecca di cannella durante la cottura, per darle un profumo diverso dal solito. Ottima!

:o)