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sabato 10 agosto 2019

22-23 luglio, Palermo: i Ficus Columnaris e Claudia

Lunedì 22 luglio 2019
Alle 8:00 salpiamo alla volta di Palermo, mentre Luciano e Gigliola resteranno un'altra notte a Cefalù.
Il vento è pochissimo e incostante, alterniamo vela e motore. Poco dopo le dodici e mezza ci lasciamo alle spalle Capo Zafferano e arriviamo a Palermo alle 14:40.
Capo Zafferano @Valeriaderiso
Capo Zafferano
Passeremo due giorni al Marina Adorno & Giacalone per visitare la città.
La prima tappa è alla Libreria del Mare per cercare il Portolano cartografico numero 4 del Frangente che ci manca, e la cui edizione 2019 è uscita a metà di questo mese. La libreria è un piccolo gioiello dove gli amanti della lettura e del mare comprerebbero qualsiasi cosa, immaginatevi me in questo paradiso della carta stampata! Mi sono dovuta trattenere però... bisogna fare economia.
Visitiamo anche un bella mostra al piano di sopra, #queenofcala un progetto fotografico di Eleonora Amato. Il Portolano è stato ordinato, ma ancora non è arrivato, è probabile che arrivi prima della nostra partenza, quindi ne prenotiamo una copia.
Andiamo poi a fare una passeggiata cominciando dal Corso Vittorio Emanuele e facendo una deviazione in una strada laterale, Via Alessandro Paternostro dove, ho visto su internet, dovrebbe esserci un negozio di alimentari biologici.
Palermo - Street art in via Paternostro @Valeriaderiso
Palermo - via Paternostro
Palermo - Street art in via Paternostro @Valeriaderiso
Palermo - via Paternostro
La strada lastricata in pietra lucidissima con i muri arricchiti da graffiti è un susseguirsi di interessanti botteghe artigiane e piccoli locali dove bere qualcosa, tra questi inaspettatamente ci imbattiamo nella storica Focacceria San Francesco, aperta nel 1834 da Salvatore Alaimo, che dopo 25 anni passati come maestro di cucina al servizio dei Principi di Cattolica, riceve in dono la cappella sconsacrata di un antico palazzo nel cuore di Palermo. Sulla porta d’ingresso appende una tavola di legno con un’incisione che recita "Focacceria" e decide di cucinare per il popolo. Nel 1901 l’architetto Ernesto Basile, mentre siede insieme al noto industriale palermitano dei vini Vincenzo Florio a un tavolo della Focacceria, disegna su una tovaglia l’attuale logo, il prospetto del locale, i tavoli in ghisa e le sedie in ferro battuto, conservati ancora oggi.
Palermo - Antica Focacceria S.Francesco @Valeriaderiso
Palermo - Antica Focacceria S.Francesco
Poco più avanti troviamo anche il negozio che cercavo, l'Azienda Agricola Orlando, dove comincio a fare un po' di spesa, non troppa perché non abbiamo pensato a portare con noi il fido carrellino che ci allevia la fatica.
Proseguendo arriviamo in Piazza Pretoria che ospita la magnifica omonima Fontana.
Palermo - Fontana Pretoria @Valeriaderiso
Palermo - Fontana Pretoria
Venne realizzata a Firenze, nel 1554 da Francesco Camilliani, su commissione di Don Pedro Álvarez de Toledo y Zúñiga (suocero di Cosimo I de' Medici) per abbellire il giardino della sua villa di Firenze. Alla sua morte il figlio, Don Luigi Álvarez de Toledo y Osorio, la mise in vendita e ad aggiudicarsela fu il Senato palermitano. L’opera così venne smontata in 644 pezzi, caricata sulle navi, portata fino a Palermo nel 1574 – dove per farle posto vennero addirittura demolite alcune case – e poi rimontata.
Palermo - Fontana Pretoria @Valeriaderiso
Palermo - Fontana Pretoria
L’opera monumentale ruota attorno ad un bacino centrale circondato da quattro ponti di scalinate e da un recinto di balaustre; è costituita da tre vasche concentriche dalle quali inizia il gioco d’acqua che viene versata dalla sommità da un Bacco, mentre tutto attorno ci sono statue che rappresentano varie figure mitologiche.
La base rappresenta l’arca di Noè dove si trovavano tutte le specie animali.
I siciliani la chiamano Fontana della Vergogna, qualcuno sostiene a causa della nudità delle statue che la compongono, ma invece pare che debba questo nome all’ingente somma di denaro che il Senato palermitano dovette sborsare, ventimila scudi (ottomila onze), per il suo acquisto. Dato il momento storico di miseria, epidemie e carestia di quegli anni, sembra che i palermitani gridassero "Vergogna! Vergogna!" quando i componenti del Senato uscivano dal palazzo.
Una leggenda narra che le suore del vicino convento di clausura danneggiarono nottetempo le statue perché offese dalla loro nudità.
Palermo - Fontana Pretoria @Valeriaderiso
Palermo - Fontana Pretoria
Infine arriviamo alla cattedrale, che però non possiamo visitare perché troppo tardi, sono infatti già le 19:20.
Palermo - Cattedrale @Valeriaderiso
Palermo - Cattedrale
Peccato, perché è un vero gioiello di originalità grazie alla commistione di forme e stili in un unico corpo architettonico, dovuta alle differenti e molteplici popolazioni che, nel corso dei secoli, si sono alternate sul suolo siciliano.
Palermo - Cattedrale @Valeriaderiso
Palermo - Cattedrale
Fu costruita nel 1184 per volontà dell’arcivescovo Gualtiero Offamilio, su un luogo che fino a quel momento aveva ospitato una moschea durante il periodo di reggenza araba. Tuttavia, la maggior parte delle modifiche e delle aggiunte risalgono al XVIII secolo; non erano inizialmente programmate visto che si pensava soltanto a rinsaldare la struttura e a mantenere l’impianto originario, successivamente, si decise però di cambiare l’identità della chiesa attraverso la modifica più significativa ed evidente: la creazione della cupola, progettata da Ferdinando Fuga fra la fine del '700 e gli inizi dell’800 e divergente dallo stile precedente della chiesa.
L'esterno della cattedrale è abbellito da quattro torri di tipo normanno, con bifore e colonnine; nella parte a sud è collegata, tramite due arcate ogivali, con il palazzo Arcivescovile, caratteristiche, queste, che rendono la chiesa simile a un castello e simbolo del potere temporale più che spirituale.
Palermo - Cattedrale @Valeriaderiso
Palermo - Cattedrale
Ormai stanchissimi, torniamo al Marina.
In serata riceviamo una visita gradita: un giovane recente amico che viene "al volo" a prendere due pezzi di verDi&bLu da regalare. Roberto ha un bel profilo su Instagram con il quale promuove la Sicilia, diffondendone la cultura, anche gastronomica, attraverso le sue foto, ed è su questa piattaforma che ci siamo conosciuti. Venendo a Palermo mi è sembrato naturale chiedergli qualche suggerimento su cosa visitare, e lui ne ha approfittato per fare due regali. Qualche chiacchiera davanti ad un bicchierino di limoncello "homeboatmade" mentre facevo i pacchetti e via. Belle connessioni inaspettate!
Durante la notte Sara si sveglia ancora una volta con il mal di pancia...

Martedì 23 luglio 2019
Dopo esserci preparati per uscire, non facciamo a tempo ad arrivare alla strada principale che il mal di pancia impedisce a Sara di camminare, per cui torniamo indietro. Non si capisce bene cosa abbia, perché non ha altri sintomi oltre questa dolenzìa alla parte bassa del pancino, che aumenta camminando. Probabilmente qualcosa le ha infiammato l'intestino e il caldo di certo non aiuta, quando sta ferma sta meglio, per cui optiamo per il riposo a bordo e una dieta leggera.
Nel frattempo io ho sentito un'amica specialissima, conosciuta ormai oltre dieci anni fa, grazie al suo blog di cucina Scorza d'arancia. Ci "seguiamo" - per usare il neologismo nato dall'uso della rete - da talmente tanto tempo, abbiamo scambiato talmente tante chiacchiere più o meno serie, abbiamo visto talmente tante foto l'una dell'altra che vedersi di persona è quasi un dettaglio, ma un importantissimo dettaglio!! Messinese di nascita, ma a Palermo da oltre 25 anni, è la mia musa ispiratrice in cucina (assieme a Martino Ragusa), leggere - e poi mangiare - le sue ricette è un'esperienza quasi camilleriana visto che mescola italiano e siciliano nei suoi testi in modo adorabile. Del resto il siciliano è stata la prima lingua romanza (dopo il provenzale), anticipando di un secolo l'uso dell'idioma toscano come lingua d'élite letteraria d'Italia, come non amare la sua musicalità!  Una donna dalle mille abilità: archittetto e paesaggista, è anche autrice di un libro nato dal suo blog, "Bellezza d’estate a tavola. 40 ricette di ispirazione siciliana" (Edizioni People & Humanities), corredato dalle sue bellissime foto.  Apprezza i miei gioielli, che indossa dimostrandosi una fantastica testimonial, dal momento che oltre ad essere simpaticissima è anche una gran bella donna. Insomma... Claudia Magistro è venuta a trovarci e finalmente ci siamo potute abbracciare!!!
Claudia ed io @PaoloCastiglione
Claudia ed io
È arrivata insieme ad un simpatico amico/collega, architetto come lei, e ci siamo intrattenuti in pozzetto per un po'... peccato non aver avuto più tempo, ma chissà, magari prima o poi avremo una nuova occasione.
Questo è il lato bello della socialità virtuale che, se usata con buon senso, crea legami che altrimenti non avrebbero mai potuto nascere. Nella mia personale esperienza Claudia è solo una delle non molte, ma bellissime, persone che la rete mi ha permesso di conoscere e di sentire affini e vicinissime.
Nel pomeriggio dopo pranzo arrivano anche Luciano e Gigliola, che ormeggiano proprio accanto a noi! Sara si sente meglio, così decidiamo di provare ad uscire prendendo un taxi per non farla camminare troppo. Tosca in nostra assenza prende possesso della barca e si gode l'ombra sotto il tendalino.
Tosca accomodata sui cuscini di poppa @GigliolaPantera
Tosca accomodata sui cuscini di poppa
Andiamo a visitare l'Orto Botanico. Enorme! molto più grande di quelli di Pisa e Firenze, ma, ahimé, tenuto molto più disordinatamente, tuttavia con delle piante magnifiche che valgono sicuramente la visita.
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
I re di questo giardino sono senz'altro i mastodontici esemplari di Ficus Columnaris, con le gigantesche radici serpeggianti, e quelle aeree che pian piano arrivano a terra fino a diventare tronchi supplementari che fanno da sostegno ai rami possenti.
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Palermo, Orto Botanico Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Uno spettacolo! Delle vere e proprie cattedrali vegetali.
Un'altra pianta presente con molti esemplari è la Chorisia speciosa che ha il tronco cosparso di grossi aculei per evitare agli animali di arrampicarsi e banchettare con le sue foglie.
Palermo, Orto Botanico Chorisia speciosa @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico Chorisia speciosa
Il fusto di questo albero può trattenere grandi riserve di acqua: per la sua forma di otre, o di botte, è chiamato in Argentina "palo-borracho" che significa "albero ubriaco".
Palermo, Orto Botanico Chorisia speciosa @Valeriaderiso
Palermo, Orto Botanico, Chorisia speciosa
Uscendo ci dirigiamo verso il vicino Museo delle Marionette, passando per il quartiere della Kalsa, e ci troviamo ad assistere ad uno "sfarzoso" matrimonio con lancio di colombe!! Al momento fatidico tutti sono pronti con i cellulari per immortalare gli sposi!
Su i cellulari!! @Valeriaderiso
Su i cellulari!!
Arriviamo al piccolo museo giusto in tempo prima che chiuda, e sbirciando dietro una tenda Sara assiste alla fine di uno spettacolo dei Pupi durante il quale il prode Cavaliere Rolando passa a fil di spada i nemici, che si accatastano, qualcuno decollato, sul fondo del teatrino.
Palermo, Museo delle Marionette Antonio Pasqualino @Valeriaderiso
Palermo, Museo delle Marionette Antonio Pasqualino
Il tassista che ci ha accompagnato all'Orto Botanico ci ha parlato di un ficus centenario che si trova in una piazza non lontana da qui, piazza Marina, ci arriviamo e facciamo una sosta ristoratrice sotto le sue fronde che hanno visto scorrere tanta storia.
Palermo, L'albero più grande d'Europa, Ficus Macrophylla f. Columnaris @Valeriaderiso
Palermo, L'albero più grande d'Europa, Ficus Macrophylla f. Columnaris
Quest'albero è il più grande d'Europa con un'altezza di più di trenta metri ed una circonferenza che supera i venticinque metri, per 10.000 metri cubi di chioma fogliare. Proveniente dalla moltiplicazione di un esemplare arrivato nel 1845 nell’Orto Botanico dalle isole Howe nel Pacifico, attraverso un vivaio francese con il nome di Ficus nervosa, fu impiantato in questo giardino cittadino di Piazza Marina nel 1864.
Dopo esserci riposati un po' riprendiamo la strada verso il Marina dove stasera c'è una specie di serata pub: musicaccia per gran parte della notte...  ahimé!
^_^


giovedì 25 luglio 2019

4 luglio, Ischia (NA): Forìo, l'elica di prua e i Giardini della Mortella

giovedì 4 luglio 2019
Alle 9:00 salpiamo l'àncora e ci muoviamo verso Forìo. Ieri abbiamo chiamato il Marina e abbiamo prenotato un posto per poter scendere a terra e visitare con tutta calma i Giardini della Mortella.
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Forio è il comune, tra i sei dell'isola di Ischia, più grande per territorio. Nel corso dei secoli ha subìto diverse invasioni dai Saraceni, di cui conserva marcati segni nell'architettura locale
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
Ischia - Forìo ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo
e nella presenza di numerose torri di avvistamento e difesa, tra cui la più famosa è il Torrione.
Ischia - Forìo, il Torrione ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, il Torrione
Ischia - Forìo, il Torrione ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, il Torrione
Ischia - Forìo, Chiesa del Soccorso ©Valeriaderiso
Ischia - Forìo, Chiesa del Soccorso 
Dopo un'ora siamo lì; mentre entriamo in porto contattiamo gli ormeggiatori per capire dove ci è stato riservato il posto, facciamo scendere l'elica di prua che non usiamo da quando eravamo a Livorno e dopo una prima prova sentiamo uno stranissimo rumore: l'elica non funziona!! Avvisiamo immediatamente l'ormeggiatore visto che in retromarcia Maramea governa poco e male, e con l'aiuto del gommone che ci spinge la prua riusciamo ad ormeggiare, ma ci danno male le cime, Maramea è storta e la passerella andrebbe a sbattere sulla colonnina dei servizi, bisogna spostare tutto... insomma ci mettiamo quasi un'ora a sistemarci a modo. Il NormalCapitano avvisa di dover controllare perché l'elica di prua non ha funzionato - gli ormeggiatori chiudono un occhio perché in porto non si può fare il bagno, tanto meno immergersi senza permessi - e con maschera e pinne va in acqua. Il responso: abbiamo perso l'elica di prua!!
Super Maramu - Maramea, elica di prua
Elica di prua di rispetto
Per fortuna ne abbiamo una di rispetto, ma va montata, per cui dovrà tornare in acqua. Se ci becca la Capitaneria ci fa una bella multa... ma noi confidiamo nella buona energia dell'universo... Dopo mezz'ora circa è tutto a posto... è proprio un NormalCapitano!
Ora bisogna ordinarne un'altra da tenere a bordo direttamente all'Amel in Francia. Scriviamo una email, ci rispondono immediatamente: le eliche sono in riassortimento, bisogna aspettare che siano di nuovo disponibili. E aspettiamo... [a oggi, 23 luglio, ancora nessuna notizia!!!]
Nel frattempo si è fatto mezzogiorno e anche se fa caldissimo ed è quasi ora di pranzo di certo non rinunciamo alla nostra visita ai Giardini della Mortella, siamo venuti qui apposta!! Prepariamo dei panini per i "glutenmangianti" e dei semplici pomodori a fette per la "glutenfreescrivente" e andiamo.
Facciamo i biglietti per l'autobus che va verso Ischia Porto, che arriva affollatissimo, e nella calca per commettiamo l'errore di salire dalle porte di dietro cosa che non ci permette di chiedere all'autista qual è la nostra fermata, ma per fortuna c'è un gentilissimo signore che mi vuole cedere il posto (la mia prima volta, a parte quando ero incinta!!! ma è stato sufficiente il pensiero, e ho detto no grazie!) che ci dirà quando è il momento di scendere.
Arrivati nella strada che porta ai Giardini, passiamo dal caos delle automobili alla pace assoluta, che diventa magia appena varcato l'ingresso! Si sentono solo i cinguettii degli uccelli, il frinire delle cicale e il gorgogliare delle piccole fontane sparse ovunque in questo eden in terra. Facciamo subito una prima sosta su delle panchine messe in cerchio attorno ad uno zampillo refrigerante sotto alberi frondosi, e ci sfamiamo, a stomaco pieno tutto viene meglio!
pausa pranzo ai Giardini della Mortella
pausa pranzo ai Giardini della Mortella, abbiamo scambiato il NormalCapitano con Walter Chiari
Poi ci facciamo catturare dal rigoglio delle piante e, da questo momento fino alla fine della visita, è tutto un susseguirsi si esclamazioni di meraviglia.
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Questo giardino-museo è stato creato a partire dal 1956 da Susana Walton, la moglie del compositore inglese Sir William Walton. La coppia si era stabilita a Ischia nel 1949 e aveva acquistato i terreni posti in una gola di origine vulcanica dove decisero di costruire la propria casa. Per disegnare questo grande spazio selvaggio e irto di rocce si avvalsero della creatività dell'architetto dei giardini Russell Page, grande ammiratore della musica di Walton, ma la realizzazione del suo progetto, la supervisione di tutti i lavori, la scelta delle piante, la creazione vera e propria del giardino meraviglioso che è oggi La Mortella, si deve interamente a Lady Walton che per più di 50 anni vi ha dedicato la sua leggendaria energia, il suo infaticabile entusiasmo e la sua passione e competenza botanica. Il giardino è aperto al pubblico dal 1991, è amministrato dalla Fondazione Walton, creata da  Lady Walton alla morte del marito, e oggi custodisce le ceneri di entrambi; è visitabile da aprile a novembre e vi si organizzano stagioni concertistiche. Aver scelto questo orario così caldo per visitarlo ci dà l'enorme privilegio di essere quasi soli e di goderci i suoi spazi pienamente e con calma; man mano che percorriamo i viali e saliamo ai livelli superiori dei diversi terrazzamenti, godiamo dei piccoli dettagli disseminati ovunque con cura
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
Ischia, Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, Giardini della Mortella
e dei panorami magnifici sulla baia di Forìo
Ischia, panorama dai Giardini della Mortella ©Valeriaderiso
Ischia, panorama dai Giardini della Mortella
Mentre andiamo via, verso le 16:30, cominciano ad arrivare decine e decine di persone.
Andiamo ad aspettare l'autobus per tornare al porto, la fermata è lungo un muro che dà direttamente sulla strada, quasi in curva: dobbiamo stare uno affianco all'altro schiacciati contro il muro per non rimanere schiacciati a nostra volta dalle auto che sfrecciano... per fortuna siamo all'ombra, la fermata nell'altro senso è in eguali condizioni ma al sole!!!
Arrivati a destinazione ci concediamo un bel gelato, io prendo il gusto arancia e peperoncino, veramente particolare! Avremmo voluto assaggiare il famoso coniglio all'ischitana, ma non riusciamo a trovare un ristorante che possa prepararcelo da asporto... peccato, ci proveremo la prossima volta che passeremo per quest'isola.
Facciamo una breve passeggiata tra i vicoli del borgo, siamo troppo stanchi per visitare altro, sotto al Torrione, purtroppo ancora chiuso, c'è questo pannello, nato da un progetto realizzato dagli alunni della scuola media locale, dove sono raccolti tutti gli antichi soprannomi di queste zone.
Ischia, Forìo, gli antichi soprannomi locali ©Valeriaderiso
Ischia, Forìo, gli antichi soprannomi locali
Torniamo in barca a mettere i costumi, fa caldissimo e ci vuole un bagno che ci rinfreschi, così andiamo sulla spiaggia alle spalle del porto. Cena a bordo e nanna, domani si riparte alla volta della Costiera Amalfitana.

^_^

domenica 18 ottobre 2015

* oggi in giardino # 8 - [18 ottobre 2015]

I primi di ottobre, le olive erano pronte!!! così le abbiamo raccolte e, come avevo predetto, il raccolto è stato abbondante: quasi 3 kg da un solo giovane alberello, e quello che è più importante all'apparenza la maggior parte sono sane!

olive
Olive, frantoio o leccino? non si sa!
Abbiamo deciso che ne faremo metà condite e poi sott'olio, e metà al forno... per ora sono sotto sale a spurgare, e qualche bachino è venuto fuori...

Questa estate il Capitano ha ripulito un'aiuola invasa da rovi e alcune piante di lauro ceraso ormai troppo invadenti accanto all'angolo delle ortensie. Si è creato così un bello spazio utile per mettere in terra una Cycas  e una pianta di Yucca aloifolia che hanno atteso pazientemente di trovare una collocazione per tutti i 5 anni che abbiamo passato fin ora qui.
Erano entrambe in due vasi, quello della Yucca particolarmente striminzito, ma questa "scomoda collocazione" non ha impedito loro di crescere.
La Yucca però non appena ha "sentito" la terra ci ha ringraziati fiorendo per la prima volta
Yucca aloifolia
Yucca aloifolia fiorita
Yucca aloifolia
fioritura di Yucca aloifolia
Impossibile per me non entusiasmarmi difronte a queste manifestazioni!

:o)

domenica 4 ottobre 2015

* oggi in giardino # 7 - [4 ottobre 2015]

Estate finita... ma il giardino regala ancora tanto.
Un'esplosione di Zephiranthes, delle bellissime bulbose che danno grande soddisfazione, riproducendosi a più non posso!

Zephyranthes candida
Zephyranthes candida
Zephyranthes candida
Zephyranthes candida
Zephyranthes candida
Zephyranthes candida
La Fanciullaccia o Damigella scapigliata (Nigella damascena) è ormai secca, ma anche i calici pieni di semi sono molto belli.

Fanciullaccia Nigella Damascena
Fanciullaccia o Damigella scapigliata - Nigella Damascena

Le olive sono pronte per essere raccolte, e quest'anno niente mosca!! Alè! il raccolto sarà abbondante!

Olive
Olivo
Olive
Olivo
I melograni sono quasi pronti... 

Melograno
Melograno
Melograno
Melograno
Ed ecco le lanternine dell'alchechengi (Physalis alkekengi) che hanno cambiato colore...

Alchechengi Physalis alkekengi
Alchechengi - Physalis alkekengi
e il loro frutto, ricchissimo di vitamina C.

Alchechengi Physalis alkekengi
Alchechengi, frutto - Physalis alkekengi 

:o)