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mercoledì 31 luglio 2019

12-14 luglio, Marina di Camerota (SA): Baia degli Infreschi e amaretti al cioccolato

venerdì 12 luglio 2019
Le boe sono gratuite, così decidiamo di stare qui per qualche giorno, anche perché vogliamo evitare di arrivare alle Eolie, nostra prossima tappa, nel fine settimana; inoltre sappiamo che per martedì è prevista una piccola perturbazione e non è il caso di trovarci in un posto con pochi ridossi come sono quelle Isole, dunque lasceremo che la perturbazione passi e poi ci muoveremo.
Il video che segue l'ho girato ieri, appena arrivati, la baia era nella pace assoluta.
Stamattina, invece, verso le 10:00, comincia il traffico delle barche che portano i turisti a visitare la baia. Noi siamo alla boa proprio sotto Punta Magazzeni, dove si trova la vecchia Tonnara di Linfreschi un privilegio dei feudatari Marchesi di Camerota, che avevano l’esclusiva della pesca. Fu attiva grazie all’opera prima dei fratelli Intartaglia e poi della ditta De Luca di Napoli, si pescavano oltre i tonni, anche pesci spada di 40-50 kg, fino al 1937 quando una tempesta portò via tutto (fonti Mareatavola e Archivio di Stato di Salerno - Cibo memoria storica).
resti della Tonnara Linfreschi e Torre di avvistamento ©Valeriaderiso
resti della Tonnara Linfreschi e Torre di avvistamento
L'X-Yachts che è alla boa accanto a Luciano, sulla parte destra della baia, va via, e allora ci spostiamo e prendiamo il suo posto, eviteremo così di stare sul tragitto scelto come preferenziale dai barchini dei turisti che vanno in su e in giù.
Questa baia, area marina protetta, è famosa per la sua bellezza e per le acque dolci surgive che versandosi in mare creano lo strano fenomeno dell'acqua superficiale più fredda rispetto a quella più vicino al fondale. In epoca romana il suo nome era Anphorisca perché qui era cavata l’argilla per la fabbricazione dei manufatti di terracotta. Divenne Anfresca, nel XVII secolo, sulle carte nautiche, Infreschi, oggi.
Nel '600 poi, divenne proprietà del Marchese di Camerota che fece costruire un frantoio con magazzino e taverna annessi.
Baia Infreschi - Cappella S. Lazzaro ©Valeriaderiso
Baia Infreschi - Cappella S. Lazzaro
Decidiamo di fare una passeggiata a terra: seguendo il sentiero che parte dalla piccola spiaggia in fondo alla baia arriviamo alla piccola cappella di S.Lazzaro, dove una gentilissima signora ci scatta una foto tutti insieme (manca Luciano, rimasto in barca)
tutti insieme
tutti insieme meno uno
Lungo il sentiero che porta ai resti della Tonnara già si gode di un magnifico panorama e si vede molto bene tutta la baia, con Maramea e Walrus ormeggiate ai corpi morti una accanto all'altra.
Marame e Walrus agli Infreschi ©Valeriaderiso
Marame e Walrus agli Infreschi
Della Tonnara non resta granché, ma è possibile ancora apprezzarne la costruzione e i bellissimi archi.
i resti della Tonnara Linfreschi ©Valeriaderiso
i resti della Tonnara Linfreschi
i resti della Tonnara Linfreschi ©Valeriaderiso
i resti della Tonnara Linfreschi
I tre Maramei - ©GigliolaPantera
I tre Maramei
©GigliolaPantera
Poi  continuiamo a salire ammirando dall'alto il bellissimo colore dell'acqua della baia, che la rende così attraente
Baia Infreschi - Marina di Camerota (SA) ©Valeriaderiso
Baia Infreschi - Marina di Camerota (SA)
e poi ancora su... su... attraverso vigne abbandonate al sole, fino ad arrivare all'Azienda Agricola Oasi Infreschi, dove facciamo una piccola sosta, ma nessuno di noi ha pensato di portare dei soldi e non possiamo approfittare delle cose buone che preparano.
Menù dell'Azienda Agricola Oasi Infreschi
Menù dell'Azienda Agricola Oasi Infreschi
Al ritorno è tutto meno faticoso
©GigliolaPantera
ma ci concediamo una pausa all'ombra
Man mano che scende la sera tutte le barche ed i gommoni vanno via, rimaniamo solo noi, Walrus e lo Swan 65 a goderci questo incanto di baia.

sabato 13 luglio 2019
È sabato e si vede! Oggi oltre alle barche dei turisti c'è il caos del fine settimana, motobagonghi di tutte le dimensioni e in gran numero, gommoni e barche a vela affollano la baia ormeggiandosi anche in quattro alla stessa boa. Scopriremo che c'è un'ordinanza della Capitaneria che permette l'ormeggio di quattro imbarcazioni allo stesso corpo morto, senza specificarne la stazza... una cosa assurda, perché un conto sono 4 barche sui 10 metri o 4 gommoni, un conto quattro barche grosse come la nostra o lo Swan 65 nostro vicino!!! Per fortuna nessuno ha la balzana idea di volersi ormeggiare al nostro corpo morto, noi siamo già molto pesanti, però verso l'ora di pranzo e per parte del pomeriggio ospiteremo un piccolo gommone a noleggio con quattro persone a bordo che si legherà sulla nostra poppa.
Io, Marco e Gigliola prendiamo il gommone per andare a Marina di Camerota distante 2-3 miglia: abbiamo da fare un po' di spesa e da buttare la spazzatura; Luciano Sara e Tosca restano a bordo di Walrus.
A terra ci sono dei cassonetti differenziati per carta, metallo e plastica, umido e indifferenziato, di quelli per i quali serve la tessera, ma non funzionano! Probabilmente non avremmo potuto usarli in ogni caso, in genere questo tipo di cassonetti sono per i residenti, ma ci dicono che entreranno in funzione ad agosto e che possiamo lasciare la spazzatura accanto ad un cestino di quelli urbani, alle 14:00 passerà il camion della nettezza urbana e li ritirerà. Peccato! Avevamo tanta plastica raccolta in mare oltre alla nostra spazzatura accuratamente differenziata...
Anche stasera si cena insieme, e io preparo - oltre al resto - degli amaretti al cioccolato per recuperare degli albumi che avevo in frigo da qualche giorno. Solo bianco d'uovo, zucchero, cioccolato fondente e farina di mandorle, così posso mangiarli anche io. Buonissimi! La ricetta l'ho trovata qui, anche se ho utilizzato meno zucchero.
Ecco le dosi e il procedimento:
160 gr di farina di mandorle - 100 gr di albumi (pari a 3 albumi) - 30 gr di cioccolato fondente - 180 gr di zucchero di canna.
Ho sciolto il cioccolato fondente a bagnomaria e l'ho lasciato raffreddare. Ho ridotto in farina le mandorle insieme a metà dello zucchero (che serve ad assorbirne l'olio) con il minipimer. Ho montato a neve ferma gli albumi con il resto delle zucchero e poi l'ho aggiunti delicatamente alla farina di mandorle, e infine ho aggiunto il cioccolato fuso e freddo. Ho scaldato il forno a 145 ° in modalità statica, con un cucchiaio ho distribuito il composto formando dei mucchietti ben distanziati tra loro, e li ho cotti per 20 minuti, poi ho spento il forno e li ho lasciati asciugare ancora altri 20 minuti.
amaretti al cioccolato ©Valeriaderiso
amaretti al cioccolato
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In serata rimaniamo di nuovo solo in tre: noi, Walrus e lo Swan 65.
Walrus, Maramea e lo Swan 65 agli Infreschi ©Valeriaderiso
Walrus, Maramea e lo Swan 65 agli Infreschi
La luna è crescente e luminosissima, silenzio assoluto oltre il frinire dei grilli che arriva da terra, né caldo né freddo temperatura perfetta, prima di andare a dormire ci godiamo il cielo stellato e la magia di questo posto, amplificata dalla differenza tra il caos della mattinata e la pace di questa serata, stesi sui cuscini di poppa.
domenica 14 luglio 2019
Stamattina ci siamo alzati di buon ora: vogliamo andare con il gommone nella Grotta degli Infreschi, impossibile da visitare dopo le 10:00 a causa dell'andirivieni continuo delle barche dei turisti che spesso entrano di poppa riempiendola di gas di scarico... ci chiediamo come facciano a sopravvivere le rondini che vediamo sfrecciare dentro e fuori l'anfratto tutto il giorno... a mio parere dovrebbero vietare l'ingresso a motore acceso.
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
La grotta è piccola, ma molto suggestiva. Lascio la parola alle foto che possono dire molto più di quanto potrei fare io descrivendovela.
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi, Stalattiti ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi, Stalattiti
Volevamo muoverci oggi verso le Eolie, ma le previsioni danno cattivo tempo in arrivo per cui ci fermeremo ancora un giorno qui e domani andremo verso Sapri dove aspetteremo che la perturbazione passi.
Luciano e Gigliola ci propongono di andare a pranzare all'Oasi Infreschi, ma io non mi sento un granché stamattina, quindi Sara andrà con loro e io e Marco resteremo in barca dando un'occhiata anche alla loro, non dimentichiamo che è domenica per cui si prevede una replica del caos di ieri.
Tosca, Sara e Luciano ©GigliolaPantera
Tosca, Sara e Luciano verso L'Oasi Infreschi
In realtà oggi è peggio di ieri: meno barche a vela, e molte più barche a motore, per lo più di grandi dimensioni.
Dopo aver avuto uno "scambio di idee" con l'armatore di un grosso motoscafo che voleva a tutti i costi ormeggiare sul nostro corpo morto (pur essendocene altri disponibili con barche molto più piccole della nostra), e dopo averlo convinto che insieme avremmo superato ampiamente la soglia della sicurezza a causa del peso di entrambe le barche, ed esserci sentiti dire che "...allora non dovete venire qui se siete così grossi (!!!!! e che dire allora dello Swan 65???)...", si avvicina un gommone il cui peso non è eccessivo pur essendo molto grosso, le persone a bordo si pongono in modo assai più garbato, saranno i nostri vicini durante la giornata; scambiando due chiacchiere con l'armatore scopriremo che si chiama Carlo e che vengono da Maratea (Carlo, se ti capiterà mai di imbatterti in questo blog sappi che è stato un piacere avervi come vicini).
Nel pomeriggio rientrano i gitanti e portano a Marco una porzione di un piatto tipico del posto, la Maracucciata, a base di maracuoccio, un particolare legume che si trova solo da queste parti, nella zona di Lentiscosa; ricorda la polenta, perché questo legume, sottospecie della cicerchia, viene abbinato con grano e olio, e mantecato con aglio, cipolla e crostini, dando vita ad un piatto saporito. Poi Sara e Gigliola portano Tosca a terra in canoa e Sara apprende le sue prime lezioni di pagaia!
Lezioni di pagaia ©Valeriaderiso
Lezioni di pagaia
Anche stasera, andate via tutte le barche, rimaniamo solo in tre, i soliti tre!
Walrus, Maramea e lo Swan 65 visti dalla Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Walrus, Maramea e lo Swan 65 visti dalla Grotta degli Infreschi

^_^


giovedì 26 dicembre 2013

* nella nostra cucina - la Royale in brodo del pranzo di Natale

Per il pranzo del 25 dicembre, tradizionalmente, nella mia famiglia si prepara la Royale da una ricetta del Talismano della Felicità di Ada Boni, che pare che a Bologna venga chiamata "la minestra alla Stecchetti". 
E' una preparazione estremamente semplice, ma gustosissima e che stupisce sempre gli ospiti per la sua originalità, inoltre può essere preparata in anticipo e messa nel congelatore, cosa di non poco conto quando si ha tanto da cucinare.


Occorre un brodo di carne, che può essere anche di gallina o di cappone, così come è stato nel mio caso. Mia nonna disossava il cappone e lo imbottiva, io mi sono limitata a tagliarlo in pezzi e a lessarlo.

La ricetta originale indica una dose per 6 persone, io ho raddoppiato tutto e ho fatto bene, perché eravamo in 6 ed è risultata la giusta quantità, visto che questa minestra era il primo piatto. Vi riporto le mie dosi.

Per il BRODO:

1 cappone di 2 kg
odori (carota, sedano, cipolla), 2 foglie di alloro e un mazzetto di salvia per il brodo
6 litri d'acqua + 7 gr di sale per ogni litro d'acqua

Per l'IMPASTO della ROYALE:

180 gr di farina
4 uova intere
12 cucchiai colmi di parmigiano
120 gr di burro
noce moscata

Preparazione dell'IMPASTO:

In una ciotola ho mescolato la farina con le uova intere, il parmigiano, una bella grattata di noce moscata e il burro ammorbidito a pezzetti.


Poi ho preso una salvietta, l'ho bagnata e ben strizzata, l'ho appoggiata su una ciotolina che mi aiutasse a dare all'involto una forma a palla e ci ho trasferito l'impasto.


Ho chiuso la pezzuola con dello spago da cucina e l'ho tenuta da parte aspettando di poterla mettere a cuocere nel brodo insieme al cappone.

Preparazione del BRODO:
In una pentola capiente ho messo l'acqua fredda con il sale e il cappone tagliato in 4 pezzi su fuoco moderato in modo da far salire lentamente la temperatura. Dopo mezz'ora di ebollizione ho aggiunto gli odori con le foglie di alloro e salvia e l'involto dell'impasto e ho lasciato cuocere per due ore a fuoco lento (sufficiente a far sobollire l'acqua).


Trascorso il tempo necessario ho tolto l'involto dal brodo e l'ho lasciato raffreddare.

Anche il brodo va lasciato raffreddare per essere sgrassato dopo aver tolto gli odori e, volendo, chiarificato [*].
Una volta raffreddati per bene impasto e brodo io ho congelato tutto, ma nel caso si volesse preparare e servire si procederà nel seguente modo:
si terrà  da parte il cappone e una volta raffreddato il brodo si eliminerà il grasso affiorato e rappreso in superficie e se lo si vuole [*] chiarificare - cioè renderlo più limpido - bisognerà passarlo con un colino, rimetterlo sul fuoco e quando sta per bollire aggiungerci due albumi d'uovo [ecco un altro ottimo modo per recuperare gli albumi] per ogni litro mescolando continuamente con una frusta; raggiunto il bollore l'abume di rapprenderà. Bisognerà poi lasciarlo riposare e filtrarlo con una pezzuola bagnata e strizzata su un colino, così da eliminare l'albume.

Quando la "palla" dell'impasto si sarà raffreddata si toglierà la pezzuola e si taglierà a cubetti.


Si riporterà il brodo a bollore e si lasceranno cuocere i cubetti per 10 minuti.
Io ho servito i cubetti di Royale in brodo come primo piatto, e il cappone lesso come secondo accompagnato dalla salsa all'aceto per il lesso di cui ho già postato la ricetta circa un anno fa.
Il menù prevedeva inoltre carciofi fritti e una crostata di ricotta bicolore di cui a brevissimo vi darò la ricetta.

:o)

lunedì 9 luglio 2012

* nella nostra cucina - gelato di albicocca

Preparatevi ad una serie di ricette a base di albicocche.
Il nostro vicino ne ha gli alberi pieni e molto carinamente ci omaggia di chili e chili di questi meravigliosi frutti. Noi ringraziamo e produciamo, o meglio la Gnoma e il Capitano ringraziano, e io produco... vabbé, va, ringrazio anche io!

La prima cosa che ho fatto è stata la confettura, che è venuta favolosa, ma non ho scattato foto. Niente paura però, ho talmente tante albicocche che ne farò ancora e così vi beccherete anche la ricetta della confettura.
Oggi invece GELATO!!
Ho seguito una delle tante ricette presenti in rete, questa qui.
Ve la riporto con le dosi raddoppiate, vale a dire con le quantità che ho usato io.

  • 1 kg di albicocche
  • 140 gr di latte freddo
  • 140 gr di zucchero di canna grezzo
  • 2 albumi

Ho lavato e asciugato le albicocche, le ho private del nocciolo e le ho tagliate a pezzettini, poi le ho distribuite in un vassoio (circa 30 x 20 cm) dove non stessero troppo ammassate e abbastanza piccolo da entrare nel freezer, dove le ho lasciate per circa 18 h (dal pomeriggio alla mattina dopo).


La mattina dopo ho tenuto il boccale del frullatore in freezer per un'oretta poi, per seguire le istruzioni della ricetta originale, ci ho frullato per pochi secondi lo zucchero, che non ha cambiato per niente aspetto essendo le lame del mio frullatore delle ciofeche di lame (la prossima volta uso il tritatutto del minipimer).
A questo punto ho aggiunto e frullato le albicocche congelate tolte dal freezer circa 10 minuti prima.
Ho dovuto fare questa operazione in due puntate aggiungendo subito il latte freddo perché il frullatore non ce la faceva a frullare.
Poi ho aggiunto i due albumi e ho frullato tutto per circa 5 minuti, cioè il tempo necessario perché  assumesse un aspetto cremoso.
Ho versato il composto in un contenitore di plastica e l'ho messo in freezer.
[Mami, sono comodissimi questi contenitori che abbiamo comprato a Palinuro, proprio quello che ci vuole per fare i gelati!].


Circa ogni due ore l'ho frullato con il pimer a immersione o l'ho rimescolato a mano, per quattro o cinque volte.
Più leggero di quello alla fragola che era fatto con la panna, ma profumato e gustoso.
Volendo, dopo una o due rimescolature si possono aggiungere dei pezzettini di albicocca freschi al composto, io non ce li ho messi perché la parte acquosa del frutto tende a ghiacciarsi e a perdere sapore quando si mangia insieme al gelato, meglio tagliare qualche spicchietto di albicocca fresca al momento di servirlo, magari insieme a una fogliolina di menta.
:o)

lunedì 7 maggio 2012

* nella nostra cucina - biscotti alle nocciole

Questo è un vero attentato a chi ha deciso di mettersi a regime in questo periodo pre estivo... 
Li ho fatti qualche domenica fa, in occasione di un pranzo con amici, per sostituire il dolce, illudendomi che in questo modo ci si poteva togliere uno sfizio di gola auto regolandosi nella quantità. 
Come si dice a casa mia: -"Ma chiiiiiiiii!!!"-  Pia illusione...
Uno tira l'altro e alla fine perdi il controllo e pure il conto. La Gnoma poi, non ne parliamo di quanti ne ha mangiati, una cosa è sicura: non è intollerante alle nocciole.
Una consolazione? si fanno con i soli albumi, quindi anche questo è un buon modo per recuperare quelli che avanzano da altre preparazioni.


Ecco cosa vi serve se volete fare del male alla vostra linea, ma togliervi una bella soddisfazione in fatto di gusto!

125 gr di farina (zero zero o zero, fa lo stesso)
125 gr di nocciole
100 gr di zucchero a velo
150 gr di burro
3 albumi

 
Tolgo il burro dal frigo un'ora prima di cominciare.
Riduco le nocciole in farina con un tritatutto insieme allo zucchero, che assorbirà il loro olio essenziale evitando che diventino una poltiglia.
Lavoro, a mano, il burro ammorbidito assieme alla farina di nocciole e allo zucchero fino ad ottenere una crema consistente, poi aggiungo la farina avendo cura di amalgamare bene tutto. 
Monto gli albumi a neve ferma.


Poi li aggiungo al composto di nocciole.


Riempio con il composto una siringa da pasticcere con il beccuccio da 1 cm circa e formo dei bastoncini su una teglia rivestita di carta forno o una teglia di silicone (vi consiglio di preparare più teglie da utilizzare, perché la cottura è molto veloce ed essendo l'impasto a base di burro e albumi non si può mettere sulla teglia calda appena usata).

Inforno a 200° per pochi minuti (tra 5 e 7, dipende dal forno), e sforno appena cominciano a colorirsi i bordi. Li stacco delicatamente dalla teglia dopo qualche minuto, lascio raffreddare bene su una griglia, e cerco disperatamente di resistere e non mangiarli subito.
:o)

domenica 5 febbraio 2012

* nella nostra cucina - recuperare gli albumi: torta cioccolato e mandorle

Spesso, preparando i dolci,  mi capita di dover usare solo i tuorli delle uova, e mi dispiace tantissimo dover buttare gli albumi, per cui li congelo in dei vasetti di vetro con su scritto il numero di albumi che contengono.
In estate con gli albumi si possono preparare dei buonissimi semifreddi, ma d'inverno si accumulano nel freezer.
Lo scorso fine settimana ho deciso di utilizzarne una parte, con una ricetta della mia mamma, leggermente modificata a modo mio nella dose e nella qualità dello zucchero, tra parentesi indicherò dose e tipo usato dalla mami.

TORTA DI CIOCCOLATO E MANDORLE CON I SOLI ALBUMI
Ingredienti:
  • 8 albumi
  • 250 gr di zucchero grezzo di canna (300 gr di zucchero a velo)
  • 300 gr di farina di mandorle
  • 200 gr di cioccolato fondente al 70%
  • 60 gr di burro
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • poca farina di riso per infarinare lo stampo
Preparazione
Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro, e poi mescolarlo con la farina di mandorle e lo zucchero di canna (io ho usato mandorle intere tritate insieme allo zucchero di canna in modo da renderlo più impalpabile), poi aggiungere il lievito. Imburrare e infarinare una teglia di 26/28 cm di diametro e preriscaldare il forno a 170°. Montare a neve ben ferma gli albumi e incorporarli delicatamente al composto con un movimento dal basso verso l'alto. Versare tutto nella teglia e cuocere per 30/40 minuti.
Lasciar rafreddare prima di sformare.
Vedrete che la torta rimarrà un po' umida al suo interno, è normale deve essere proprio così.
:o)