Visualizzazione post con etichetta cavolfiori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cavolfiori. Mostra tutti i post

venerdì 26 settembre 2014

* Orto settembrino

L'estate capovolta, l'estate con i tasselli spostati, come il gioco delle caselle numerate da 1 a 15 che andavano messe in ordine (chi se lo ricorda?)... in questi giorni di settembre fa caldo più che ad agosto, e le nostre piante continuano a produrre.

Raccogliamo ancora melanzane, pomodori san marzano e cuori di bue.


I cuori di bue in particolare quest'anno ci hanno dato grandissima soddisfazione. Enormi, carnosi, saporitissimi e abbondanti. Man mano che li consumiamo cerchiamo di far seccare i pochi semi che contengono... vanno assolutamente riprodotti.


Le nuove piante di zucchine per ora danno dei bei fiori (ottimi per farci il risotto). Speriamo che non arrivi il freddo forte all'improvviso e che riescano a crescere anche i frutti.


I fagioli piattelle ancora fioriscono e fanno maturare nuovi baccelli, che raccogliamo man mano che seccano. Al momento la raccolta ammonta a più di 3 kg di fagioli secchi. Molti li mangeremo, alcuni li conserveremo per la semina del prossimo anno e magari per fare qualche scambio.


L'insalata carfciofina l'abbiamo colta,  mangiata tutta e ripiantata, ma la gentilina ancora ci delizia.


Siamo in attesa dei cavolfiori... che coraggiosissimi lottano contro chiocciole, limacciole, cimici e cavolaie.


Le olive maturano, e speriamo che le mosche ne abbiano lasciata qualcuna intatta, perché nonostante la bottiglia con l'aceto abbia fatto il suo lavoro catturandone parecchie, abbiamo già notato le ben note macchioline...


Anche i limoni, dopo essere stati dati per morti in seguito alla gelata del 2012 e aver solo fiorito l'anno scorso, quest'anno hanno ripreso a fruttare.


Intanto cipolle di tropea, cipolle rosse, finocchi tardivi e insalata foglia di quercia sono pronti per essere trapiantati.


E chiudiamo in bellezza con le tipiche fioriture settembrine. 
Zephyranthes candida e alisso viola [quest'ultimo, per la verità, ci ha fatto compagnia quasi tutta l'estate]...


...e i ciclamini, segno inequivocabile, insieme alle rondini che sono andate via, che l'estate sta dicendo "arrivederci!".


:o)

lunedì 28 maggio 2012

* nella nostra cucina - polpette di cavolfiore

Ci risiamo col cavolfiore, ve l'ho detto che ci piace, no?
L'ultimo della stagione meritava però un piatto goloso, e anche stavolta mi è venuto in soccorso Martino Ragusa con le sue ricette pubblicate sul Giornale del Cibo.

Uno strappo al regime di semi dieta che mi sono imposta. Ogni tanto una coccola alimentare ci vuole, per essere più ligi negli altri giorni.

Ecco cosa serve per 4 persone:

300 gr di cavolfiore già pulito 
1 uovo per l'impasto 
1 uovo per impanare 
50 g di parmigiano 
50 g di pangrattato per l'impasto,  più un altro po' per impanare
un ciuffetto di prezzemolo (mia aggiunta alla ricetta originale)
1 spicchio di aglio 
Olio di oliva 
Pepe 
Sale

Io ho omesso il pepe, e l'aglio, che Martino dice di tritare finemente, l'ho lasciato a pezzi grossi nell'impasto per tutto il tempo del riposo, poi l'ho tolto, in modo che rilasciasse il suo aroma senza rendere difficili da digerire queste polpettine.

Ho cotto al vapore il cavolfiore e poi l'ho schiacciato con una forchetta, riducendolo ad una pappetta. L'ho messo in una ciotola e ho aggiunto l'uovo, il parmigiano, il pangrattato, il prezzemolo tritato, l'aglio a grossi pezzi e il sale. Dopo aver amalgamato tutto ho lasciato riposare l'impasto per  un'ora.
Poi ho formato delle palline grandi quando una grossa noce e le ho un po' schiacciate, le ho passate nell'uovo sbattuto e poi nel pangrattato, facendo attenzione perché l'impasto risulta delicato e un po' appiccicoso: di solito uso un piatto piano con un foglio di carta da cucina su cui faccio cadere il pangrattato, sollevando i lembi della carta riesco a far scivolare il pangrattato sulle polpettine senza romperle e soprattutto senza lasciare nulla attaccato sul piatto.



Le ho lasciate riposare ancora una mezz'ora e poi le ho fritte in olio di oliva bollente.
Le ho scolate e le ho servite calde, buonissime e molto gradite anche dalla gnometta.

Martino suggerisce anche delle varianti: le polpette possono essere fritte senza impanatura o possono essere infarinate.

:o)

lunedì 20 febbraio 2012

* nella nostra cucina - pasta cavolfiore, olive e finocchietto

Il Cavolfiore è un ortaggio bisfrattato, spesso non viene consumato perché il suo odore risulta sgradito, io invece lo amo moltissimo, piace anche alla Gnoma e al Capitano, ed essendo l'inverno la sua stagione a casa nostra si consuma almeno una volta alla settimana.
Questa ricetta è di Martino Ragusa, una vera sicurezza dunque; l'originale è sul Giornale del Cibo, il sito di cui Martino Ragusa è il curatore.
Quando si tratta delle sue ricette le seguo alla lettera: sono sempre di sicura riuscita, per cui qui la riporto identica a come l'ha pubblicata lui, che suggerisce di usare il cavolfiore bianco, verde o rosso, o anche il bel cavolo romano.
Ingredienti per 4 persone:
350 g di penne
800 g di cavolfiore
100 g di olive verdi snocciolate
3 filetti di acciuga sott’olio sgocciolati
2 cucchiai di pinoli
2 cucchiai di uvetta rinvenuta in acqua tiepida
2 cucchiai di pecorino grattugiato
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 spicchio di aglio
Una cima di finocchietto selvatico
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
pepe nero di mulinello o pestato nel mortaio (il pepe io non lo uso, per via della Gnoma)
sale

Pulire il cavolfiore dalle foglie esterne e dividerlo in cimette, poi lessarlo in abbondante acqua salata considerando che nella stessa acqua si dovrà poi anche lessare la pasta.
Cuocere per 10 minuti (io avrei fatto meglio a ridurre questo tempo di 2/3 minuti, come si vede dalle foto) dal momento in cui l'acqua riprende a bollire.
Raccogliere le cime con un mestolo forato e metteterle a scolare in uno scolapasta,  tenendo da parte l'acqua di cottura.
In un'ampia padella dai bordi alti scaldare l'olio e soffriggere le cimette una volta asciutte. Quando cominciano a dorarsi, aggiungere i filetti di acciuga spezzettati, l'uvetta, i pinoli, le olive, un ciuffetto di finocchio selvatico tritato e lo spicchio di aglio pelato e schiacciato.
Quando l'aglio diventa trasparente sfumare con un cucchiaio di acqua di cottura del cavolfiore e cuocere a fuoco vivace per 5 minuti, aggiungendo altra acqua di cottura se dovessero asciugarsi troppo.
Lessare le penne nell'acqua di cottura del cavolfiore e scolarle al dente tenendo da parte un po' di acqua di cottura. Versare la pasta nella padella insieme al cavolfiore e fare insaporire a fuoco vivace per un paio di minuti mescolando continuamente.
A fuoco spento eliminare l'aglio, pepare e aggiungere il pecorino e il parmigiano.
Mescolare bene e usare qualche goccio dell'acqua di cottura tenuta da parte per aggiustare la morbidezza.
:o)