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venerdì 26 giugno 2020

Torniamo a navigare. Da Marina di Ragusa a Siracusa.

A metà di maggio abbiamo cominciato a pianificare la nostra partenza, e dato che l'autoclave che distribuisce l'acqua dolce a tutta la barca, ormai vecchissima, dava evidenti segni di cedimento ne abbiamo ordinata una nuova, su un sito di forniture nautiche che dichiarava di averle in magazzino. Dopo 10 giorni di attesa vana abbiamo scoperto che la dicitura "disponibile" non era che un acchiappacitrulli, perché non era per niente disponibile e a loro volta dovevano ordinarla non si sa dove, per cui abbiamo annullato l'ordine. Dopo un'ulteriore ricerca e un contatto telefonico con un altro fornitore ne abbiamo trovata un'altra che ci hanno spedito subito, ma ormai eravamo al 28 maggio, un giovedì, e i primi di giugno dovevamo necessariamente lasciare il nostro ormeggio nel porto di Marina di Ragusa. Speravamo di averla per il lunedì successivo, 1 giugno, ma non avevamo considerato che il giorno dopo, 2 giugno è FESTA! Così all'alba del 3 giugno, giorno in cui avevamo stabilito di partire, l'autoclave non era in nostro possesso.
Alla fine avevamo deciso di aspettare fino all'ora di pranzo e poi, anche senza autoclave saremmo partiti lo stesso, visto che per il giorno dopo era previsto un vento non favorevole alla navigazione che ci aspettava verso la prima tappa, Portopalo, ma ottimo per navigare da Portopalo verso Siracusa, nostra meta finale. Per l'autoclave avremmo trovato una soluzione, magari prenotando un corriere che la ritirasse a Marina di Ragusa e lo recapitasse a Siracusa presso qualche negoziante compiacente.
Abbiamo lavorato con tutta la nostra energia attrattiva possibile, ripetendo all'infinito "arriva... arriva... arriva...", e quando alle 12:45 ci eravamo dati quasi per vinti abbiamo visto spuntare all'orizzonte il furgone tanto atteso! l'autoclave era a bordo!!
Il NormalCapitano l'ha montata e alle 14:40 in punto abbiamo mollato gli ormeggi, circa un'ora dopo di Luna Blu e il suo equipaggio, Laurent, Lucile e Nino, che come noi avevano in programma una prima sosta a Portopalo per poi proseguire verso Siracusa.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Marta, un'amica che lavora con la Protezione Civile, ci ha scattato queste belle foto dalla torretta all'ingresso del porto.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Appena usciti dal porto, nello svolgere la randa ci siamo accorti che qualcosa non andava: il motore dell'avvolgibile non funzionava, niente randa.  Abbiamo messo a riva la mezzana e il genoa e finché c'è stato un po' di vento siamo riusciti a procedere senza dover accendere il motore.  La navigazione fino a Portopalo è proseguita tranquilla, a parte qualche episodio di vomito di Kiba, che era alla sua prima vera uscita e alla quale avevamo lasciato incautamente la ciotola dell'acqua piena: ha bevuto e dunque ha vomitato, ma una volta liberato lo stomaco è stata bene.
Kiba riposa a Portopalo
Kiba riposa a Portopalo
Siamo arrivati a Portopalo intorno alle 19:30 e la prima cosa che abbiamo fatto è stata portarla a terra per una bella sgambata.

Il giorno dopo, durante la passeggiata mattutina di Kiba sulla spiaggia in fondo alla baia, Marco si è imbattuto in una enorme testa di pesce rinsecchita dal sole, probabilmente una grossa cernia, oltre a quintalate di plastica, tra cui tantissimi guanti di lattice e mascherine; non bastavano gli altri rifiuti, ora c'è da fare i conti anche con quelli da "virus"!
Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Verso le 11:00 ci siamo mossi alla volta di Siracusa, con un bel vento alle spalle che ci ha concesso una bellissima navigazione sino alla meta. Poco dopo di noi ha mollato gli ormeggi anche Luna Blu, che ci ha raggiunti in non molto tempo, guardate come è bella con il suo jennaker giallo.
Luna Blu
Luna Blu
Kiba durante questa seconda giornata è stata benissimo, serena e giocosa.
NormalCapitano e Saltydog
NormalCapitano e Saltydog

la faccia salata è bella saporita!
La faccia salata è bella saporita!
Superata l'Isola delle Correnti ed entrati ufficialmente nella acque ioniche abbiamo avuto il più bello dei battesimi del mare: i delfini!! Un enorme banco di stenelle (Stenella coeruleoalba) che ci hanno accompagnati per oltre 45 minuti. Come sempre un'emozione! Kiba era incuriosita, ma più che affacciarsi a guardarli non ha fatto, noi eravamo parecchio più eccitati. 
Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Questa volta oltre a fare le foto abbiamo girato anche dei bellissimi video subacquei con una piccola camera munita di custodia stagna, attaccata al mezzo marinaio immerso sotto la prua. Per poterveli mostrare dovremmo montarli così da eliminare le parti inutili, per ora "accontentatevi" di qualche fotogramma:
Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Magia, vero?
^_^

venerdì 19 giugno 2020

Tesori del mare - le ovature dei molluschi

In questo periodo dell'anno, soprattutto dopo le mareggiate, non è infrequente imbattersi sulle spiagge in "strane cose" che si capisce essere organiche, ma delle quali è difficile individuare la natura.
Per esempio questi nastri di sabbia, li avete mai visti?
ovature di Neverita josephinia ©ValeriaDeRiso
Sono molto fragili e sottili e hanno una caratteristica orlatura su uno dei lati.
Sono le ovature di un Gasteropode Naticide dal poetico nome di Neverita Josephinia.
Più comunemente conosciuta come Natica, o in inglese Moon snail, Chiocciola della Luna, ha una conchiglia leggermente appiattita, globosa e liscia, di un delicato rosa pallido, da cui deriva probabilmente il suo nome. La natica impasta le uova con la sabbia con un muco da lei secreto e le depone sul fondo, in primavera, tra marzo e giugno. A dispetto di tutta la poesia e la delicatezza della sua forma, del suo nome e delle sue ovature, la Natica è una infallibile e vorace predatrice: è lei, infatti, la responsabile dei perfetti forellini delle conchiglie bivalvi che troviamo spiaggiate.
Ovature di Neverita Josephinia ©ValeriaDeRiso
Ovature di Neverita josephinia ed esemplari di Neverita josephinia
La Natica immobilizza il bivalve predato (ma a volte anche altri gasteropodi) con il piede e con delle secrezioni chimiche, e in genere sceglie come punto per la perforazione la parte più vecchia della conchiglia, chiamata umbone, dove si trovano gli organi sessuali o digestivi; inizia a raschiare la conchiglia della sua preda con una struttura cartilaginea estroflessibile ricoperta da svariate file di minuscoli e affilatissimi dentelli, la radula, con un movimento circolare che copre circa 20 °; poi si riposa per un periodo che va dai 120 ai 300 secondi, durante i quali ritrae la proboscide contenente la radula, e copre il punto da perforare con un organo accessorio del piede, la ghiandola perforatrice, le cui secrezioni sciolgono chimicamente il carbonato di calcio della conchiglia predata. Queste due fasi, in cui si alternano l’attività fisica della radula e quella chimica della ghiandola, possono andare avanti anche per più di 60 ore alle fine delle quali, terminato il foro, la Natica inserisce la proboscide e divora la preda. Questo pasto, che richiede un lavoro così duro e lungo, potrà essere sufficiente per i successivi 5-14 giorni (fonte Andrea Bonifazi).
le prede della Neverita Josephinia ©ValeriaDeRiso
Le prede della Neverita Josephinia
Neverita Josephinia con ovature e prede ©ValeriaDeRiso
Neverita Josephinia con ovature e prede
E che mi dite di questo?
ovature di Murice spinoso (Bolinus brandaris) ©ValeriaDeRiso
ovature di Murice spinoso (Bolinus brandaris)
A prima vista sembra una spugna, vero? e invece sono le ovature dei Murici spinosi (Bolinus brandaris).
ovature di Murice spinoso (Bolinus brandaris) ©ValeriaDeRiso
ovature di Murice spinoso (Bolinus brandaris)
Il murice spinoso è un mollusco gasteropode con una conchiglia robusta munita di prolungamenti spinosi e dalla forma rigonfia allungata in una estremità del sifone. La colorazione esterna varia dal giallo al bruno, l’apertura dal giallo all’arancio, e ha dimensioni che variano attorno ai 6-8 cm. È una specie carnivora e si ciba di pesci morti e di altri molluschi, come le Natiche infatti anche i Murici perforano il guscio delle loro prede secernendo una sostanza acida. Vivono su fondali fangosi, in colonie molto numerose; anche la riproduzione avviene, durante il periodo primaverile, in grossi gruppi che depongono collettivamente le uova assemblandole in una queste grosse palle che sembrano spugne, contenenti migliaia di teche, che a loro volta custodiscono migliaia di uova.
Murice spinoso (Bolinus brandaris) ©ValeriaDeRiso
Murice spinoso (Bolinus brandaris) ©ValeriaDeRiso
Il Murice è conosciuto fin dall’antichità: Egizi, Greci e Fenici lo utilizzavano per produrre la porpora reale, secreta da una ghiandola, dal colore violaceo. Da ogni mollusco si poteva estrarre solo una goccia e questo la rendeva estremamente preziosa: nell'Iliade è narrato infatti che solo le principesse potevano indossare i veli di porpora. La pesca dei murici era talmente remunerativa che i Fenici per pescarli si spinsero ben al di là delle "Colonne d'Ercole", arrivando fino alle Canarie.
Spesso la sua conchiglia vuota viene occupata dai paguri, come in questo bellissimo video (anche se non si tratta di conchiglie di murice).

^_^


domenica 22 settembre 2019

27-30 agosto, Lampedusa, traversata con Alalgonga e avventure ragusane.

Martedì 27 agosto 2019
Al nostro risveglio è talmente bella questa baia, l'aria così calda e l'acqua così invitante che ci tuffiamo prima ancora di fare colazione. È una cosa che non facciamo spesso perché siamo freddolosi, ma qui l'acqua sfiora i 26° ed è troppo bella per potervi resistere.
Lampedusa, acqua turchese ©Valeriaderiso
Lampedusa, acqua turchese
Passiamo la mattinata qui a Cala Tabaccara, ma le previsioni danno in arrivo vento da Sud-Est, la baia è esposta proprio a questo vento, dobbiamo spostarci.
Alle 17:00 salpiamo per tornare a Cala Guitgia. C'è una webcam che dall'albergo sulla spiaggia riprende la baia, eccoci! Siamo noi!
Maramea a Cala Guitgia, dalla webcam dell'Hotel Baia Turchese
Maramea a Cala Guitgia, dalla webcam dell'Hotel Baia Turchese
Riguardiamo le previsioni, dicono tutto e il contrario di tutto. Se rinforzerà il vento da Sud Est qui non ci sono ridossi, per cui alla fine decidiamo di partire presto domattina: andremo direttamente a Marina di Ragusa così da arrivare in nottata e la mattina dopo andare in città, a Ragusa, per iscrivere Sara a scuola.


Mercoledì 28 agosto 2019
Salpiamo alle 6:25. Il sole è appena sorto.
Partenza all'alba ©Valeriaderiso
Partenza all'alba
Ci sono 12/13 nodi da Sud-Est, facciamo 7/8 nodi di bolina larga. Navigare senza il rumore del motore è un piacere, soprattutto se la bolina non è strettissima. Alle 13:10 sorpresa! Sentiamo partire il mulinello della canna da traina... e io che quasi non volevo mettere la lenza in acqua, ma Marco mi ha convinta dicendomi "È l'ultima...".
Rallentiamo l'andatura chiudendo il genoa e mentre Marco recupera la lenza io prego che non sia un pesce troppo grosso... ma Pachamama ha deciso diversamente, è un altro Alalonga, e sembra anche più grosso di quello che abbiamo preso venendo a Lampedusa.
Alalonga (Thunnus alalunga) ©Valeriaderiso
Alalonga (Thunnus alalunga) 
Stavolta è un maschio, niente uova e non so se rallegrarmene per le vite risparmiate o dispiacermi per la bottarga che non potremo fare. Quello che è certo è che molto di questo tonno finirà sott'olio, è troppo grande per mangiarlo tutto da soli in pochi giorni.
Alle 15:00 il vento gira a poppa e cala del tutto, accendiamo il motore.
Intorno alle 19:30 attraversiamo un banco enorme di cassiopee, sono centinaia di tutte le dimensioni, peccato che oramai la luce sia poca e le foto che scattiamo non vengono un granché.
Cassiopee (Chotyloriza tubercolata) a centinaia in navigazione
Cassiopee (Chotyloriza tubercolata) a centinaia in navigazione 
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata) ©Valeriaderiso
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Di solito in traversata, sia che andiamo a vela sia che abbiamo il motore acceso, pranziamo e ceniamo in pozzetto seduti sulle panche o sui cuscini del prendisole di poppa. A volte è capitato che di sera, se non c'era grosso traffico di navi e eravamo a motore e non c'erano onde, abbiamo cenato sottocoperta a tavola con il radar a vista, ma finora non è mai capitato che cenassimo in pozzetto con il tavolo montato. Stasera però non c'è vento, l'aria è calda, non si prevedono burrasche, non ci sono CB in lontananza, solo una spessa foschia e il mare è tranquillo, talmente tranquillo che possiamo permetterci di cenare con il tavolo aperto: il menù prevede carpaccio di tonno e guacamole.
cena in pozzetto in traversata
cena in pozzetto in traversata
Finito di cenare, mettiamo via il tavolo e ci prepariamo alla notturna vera e propria.
Man mano che scende il buio e che ci "avviciniamo" a Malta (che non vediamo, sia per la distanza sia perché c'è una foschia fittissima) si intensifica il traffico di navi; ne contiamo molte, qualcuna ci passa vicino, a meno di due miglia.
Verso le 21:20 nel buio totale sentiamo il respiro e i tonfi dei delfini che saltano intono allo scafo, ma non riusciamo a scorgere che per pochi secondi le loro grosse sagome ricoperte di plancton quando schizzano fuori dall'acqua. Non li vediamo, ma li sentiamo molto bene, nonostante il rumore del motore, è molto emozionante anche "alla cieca"!
Sara va a dormire e io e Marco restiamo ad alternarci di guardia alle navi che incrociano la nostra rotta.
Intorno alle 2 del mattino, in vista delle luci della costa siciliana, comincia a piovere e si vedono i lampi dei temporali in terraferma. Nessuna burrasca però, solo pioggia e nemmeno tanta.
Alle 3:00 arriviamo nella rada davanti a Marina di Ragusa, diamo àncora e cerchiamo di riposare un po', domani mattina sul presto dovrò andare a Ragusa con l'autobus, le ore di sonno che abbiamo davanti non sono molte.

Giovedì 29 agosto 2019
Alle 7:45 siamo in piedi, devo prendere l'autobus che da Marina di Ragusa va a Ragusa e passa per la fermata nei pressi del porto alle 9:30. Facciamo colazione e una volta pronti Marco e Sara mi accompagnano a terra, in porto, con il gommone e poi tornano a bordo.
Arrivo alla fermata con un po' di anticipo, tiro fuori il mio Kindle dallo zaino e mi metto a leggere. Quando l'autobus arriva scopro che non va a Ragusa, ma a Scicli, quello per Ragusa passa alle 10:00. Avrei potuto dormire un po' di più! Spero solo di riuscire a fare tutto in tempo incastrando le coincidenze degli autobus cittadini. Alle 10:30 sono a Ragusa, faccio il biglietto per l'autobus che deve portarmi alla scuola e vado alla fermata. Guardo l'orario e mi accorgo che il prossimo passerà tra un'ora! Non ce la farò mai ad andare, fare l'iscrizione e ritornare per le 12:30 qui dove parte l'autobus per Marina, e la corsa successiva è alle 14:30! Questo rischia di diventare un viaggio del meschino...
La città sembra immobile, molti negozi sono chiusi, sulla vetrina di uno c'è un cartello scritto a penna che dice "Il 29 chiuso". Mah! sono perplessa, è vero che siamo ancora in agosto e a ridosso del fine settimana, ma mi pare ci sia troppo poco movimento.
Vado verso la stazione dei treni, vicinissima, sperando di trovare un taxi. Deserto anche qui, però c'è un numero del Radio-taxi. Chiamo, chiedo quanto mi costa la corsa fin dove devo andare, ho solo 20 euro in tasca e certo non mi aspettavo di dover prendere un taxi. La corsa costa 10 euro, ok, ce la posso fare. Mi dicono che il taxi arriverà tra 10 minuti; mi guardo intorno per vedere se c'è uno sportello bancomat e fare un prelievo. Nulla.
Arriva il taxi, dò l'indirizzo e in pochi minuti arriviamo all'Istituto. C'è un gran cortile con un'inferriata che gli corre intorno, i cancelli sono chiusi... io sono sempre più perplessa, e allora mi si accende una lampadina e chiedo al tassista se oggi c'è qualche festività. E sì, c'è... oggi è la ricorrenza del patrono di Ragusa!!!! ecco perché non c'è un'anima in giro ed è tutto chiuso!!!! Accidenti!!
"E ora dove la porto signora?", "...e dove mi porta? mi porta dove mi ha presa!", che gli dovevo rispondere?!
La corsa mi è costata 15 euro, più i 5 per andare e venire da Marina: 20 euro buttati!
Alle 11:30 sono al capolinea dell'autobus per Marina, mi tocca aspettare un'altra ora per tornare perché le corse precedenti partivano alle 10:00 e alle 11:00. Fa un caldo bestiale. Sono in un incubo... e pensare che solo due giorni fa ero in un paradiso marino!
Rido per non piangere e anche perché in fondo c'è di peggio. Tiro fuori il Kindle e mi metto a leggere.
Alle 13:00 finalmente sono di nuovo a Marina. Marco e Sara vengono a prendermi e torniamo a bordo. Dovremo stare qui una notte in modo che io domani possa rifare tutta la trafila degli autobus e vada a fare questa benedetta iscrizione.
Nel pomeriggio andiamo a terra a mangiare un gelato e a comprare pane e verdura.
Prima di cena mettiamo di nuovo l'àncora a poppa, come avevamo fatto a Lampedusa, per tenere la prua alle onde, altrimenti si rolla e non si dorme, e io invece ho un gran bisogno di dormire!!!

Venerdì 30 agosto 2019
Stamattina non mi fregano, prendo l'autobus delle 8:15 per Ragusa, l'autobus cittadino alle 9:45 (un'ora di attesa alla fermata me la sono fatta anche oggi), arrivo alla scuola, faccio l'iscrizione (fìuuu), riesco perfino ad andare al supermercato biologico che è di strada per la fermata del ritorno, alle 11:30 prendo l'autobus che mi riporta al capolinea, mi faccio altri tre quarti d'ora/un'ora di attesa (con il santo Kindle che mi distrae!!!) alle 13:00 sono a Marina. Evviva!!! Missione compiuta!
Il tempo di tornare a bordo e salpiamo. A vela!! A terra c'è un bel temporalone che genera vento non previsto: 10 nodi di bolina secca da SE, ma il vento salta di 30° ogni poco e ci costringe a virare in continuazione, anche se per un po' abbiamo una bella andatura sui 6/7 nodi.
Alle 16:15 i temporali in terra si sono esauriti, il vento cala e dobbiamo accendere il motore anche perché in tutto questo tempo abbiamo fatto solo 4 miglia secondo rotta.
Finalmente, alle 20:30 quando è ormai buio, arriviamo di nuovo a Portopalo di Capo Passero. La baia del porto è tranquillissima e con poche barche alla ruota. Ci aspetta una sana dormita.
^_^

venerdì 20 settembre 2019

26 agosto, Lampedusa, Cala Pulcino

Lunedì 26 agosto 2019
Dopo la domenica passata in totale relax ci svegliamo di buon'ora e salpiamo l'àncora: abbiamo intenzione di andare a terra a fare la spesa ed è necessario tornare a Cala Guitgia per essere vicini al centro abitato. Alle 9:15 siamo nella baia, diamo àncora e prendiamo il gommone.
Sbarchiamo ormeggiando ad un moletto accanto alla spiaggia più a destra, all'interno del porto, in modo da essere più vicini alle botteghe da raggiungere a piedi.
Lampedusa ©Valeriaderiso
Lampedusa
Lampedusa è un paesino con case basse e squadrate e alti marciapiedi su cui si aprono le porte delle abitazioni.
Lampedusa ©Valeriaderiso
Lampedusa
L'aspetto ricorda molto le cittadine del Nord Africa, è tranquilla ma piena di turisti che scorrazzano per le strade in mehari o sugli scooter, tanto che agli angoli strategici ci sono dei fotografi che a gran voce ne richiamano l'attenzione per scattare una foto al volo e, come si faceva nei villaggi vacanze degli anni '80, chi vuole la foto la compra.
Non si percepisce per nulla il fatto che quest'isola faccia da sfondo a tragedie umane come quelle dei nostri tempi, che le acque che la circondano siano diventate l'ultima dimora di tante speranze. L'unico segnale è la presenza di una nave militare spagnola alla fonda davanti al porto, che attende di imbarcare una parte degli uomini donne e bambini sbarcati negli scorsi giorni dalla Open Arms. Ma non ci sono clamori, ne siamo consapevoli solo perché seguiamo la cronaca. Fa comunque un effetto, che a parole è difficile spiegare, sapere che tanta bellezza è lo scenario di un'enorme dramma; noi vediamo solo le acque cristalline, la gente in vacanza, l'abbondanza di pesci, le barche... la morte, la disperazione, l'incertezza del futuro sembrano essere lontanissimi da qui.

Compriamo frutta e verdura, pane e formaggi e salumi... insomma riforniamo la cambusa tristemente vuota dopo l'esperienza maltese.
Una volta di nuovo a bordo ci muoviamo per tornare verso Cala Tabaccara, ma non ci fermiamo lì, andiamo poco più avanti e diamo àncora davanti a Cala Pulcino famosa per le acque così chiare che le barche sembrano sospese nel vuoto.
Lampedusa, Cala Pulcino ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Pulcino
Arriva una telefonata da Ragusa: hanno ricevuto il nulla osta per l'iscrizione di Sara a scuola, appena possibile bisognerà andare in segreteria a formalizzare l'iscrizione.
Dopo pranzo facciamo un lunghissimo bagno tra i pesci, arrivando fino alla Spiaggia dei conigli, senza però mettere piede a terra, c'è troppa gente.
Scorfano nero (Scorpaena porcus) ©Roberto Pillon
Scorfano nero (Scorpaena porcus) ©Roberto Pillon
Oggi osserviamo, oltre gli altri già citati, dei piccoli scorfani neri in una grotta e numerose stelle marine rosse nascoste tra le posidonie.
Stella marina rossa (Echinaster sepositus) © Alberto Biondi
Stella marina rossa (Echinaster sepositus) © Alberto Biondi
Ci imbattiamo in un enorme banco di grosse aguglie che nuotano a pelo d'acqua e che non si lasciano intimorire dalla nostra presenza, anzi sembrano accoglierci tra loro ed osservarci curiose.
Aguglia (Belone belone) © Antonio Colacino
Aguglia (Belone belone) © Antonio Colacino
Fantastico!
Purtroppo durante il bagno Marco si accorge che abbiamo già perso lo zinco posizionato ieri sull'elica, il movimento ha troncato le viti che lo tenevano... siamo punto e accapo, non ne abbiamo un altro di rispetto e togliere quel che resta delle viti sarà un problema; per fortuna ci sono gli zinchi sul timone che fanno il loro lavoro.
Lampedusa, Cala Tabaccara e Isola dei Conigli da Cala Pulcino ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Tabaccara e Isola dei Conigli da Cala Pulcino
Verso sera, intorno alle 19:30 ci spostiamo di nuovo a Cala Tabaccara, che è proprio qui a fianco oltre l'Isola dei Conigli, per passarci la notte.
Lampedusa, Scoglio del Coniglietto ovvero U' Panettuni ©Valeriaderiso
Lampedusa, Scoglio del Coniglietto ovvero U' Panettuni e gli aironi
Da qui all'imbrunire osserviamo degli aironi sullo Scoglio del Coniglietto che i locali chiamano "u' Panettuni" e poi ancora un altro bellissimo tramonto a mare.
Lampedusa, tramonto all'Isola dei Conigli ©Valeriaderiso
Lampedusa, tramonto all'Isola dei Conigli

mercoledì 18 settembre 2019

23-24-25 agosto, Lampedusa, paradiso dei pesci

Venerdì 23 agosto 2019
In prima mattinata scendiamo a terra con il gommone, lasciandolo davanti ad una delle due piccole spiagge che sono nel porto di Lampedusa. Andiamo negli uffici dell'Area Marina Protetta per richiedere un permesso per la zona B dell'area, dove è possibile ormeggiare solo se in possesso di questo permesso che costa 40 € ed è valido una settimana. Nella zona B non è permesso pescare, mentre nella zona A, protetta da un cordolo di boe, non si può nemmeno ormeggiare ed è vietata la balneazione dalle 19:30 alle 8:00 del mattino, in modo da proteggere le testuggini Caretta caretta che nidificano sulla spiaggia dei Conigli.
Alle 11:15 ci muoviamo (sembra fatto apposta, ma in realtà non lo è, ma ho notato che spessissimo salpiamo alle 11:15!!!) e dopo mezz'ora siamo nella baia di Tabaccara, subito prima dell'Isola dei Conigli che la divide dalla omonima spiaggia e che è separata dalla terra solo da una sottile striscia di sabbia.
I puntolini che si vedono nella foto qui sotto sono le teste delle persone che durante il giorno affollano la Spiaggia dei Conigli e fanno il bagno camminando sulla sabbia chiara che unisce l'isola  dei Conigli a Lampedusa. Siamo rimasti abbastanza stupiti per il fatto che questa spiaggia sia così affollata, ma pare che i nidi delle tartarughe siano recintati e protetti, non li abbiamo visti di persona perché c'era troppa gente sulla spiaggia e non avevamo voglia di stare in quella confusione.
Lampedusa, Isola dei Conigli da cala Tabaccara ©Valeriaderiso
Lampedusa, Isola dei Conigli da cala Tabaccara
Il posto è magnifico. C'è un'acqua cristallina che la sabbia chiara del fondale rende turchese nelle zone dove non cresce la posidonia.
Lampedusa, Cala Tabaccara ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Tabaccara
Durante la giornata la baia si riempie di barche e barchettine, ma la sera - come spesso avviene da queste parti - restiamo completamente soli.
Lampedusa, Tramonto a Cala Tabaccara ©Valeriaderiso
Lampedusa, Tramonto a Cala Tabaccara
Il tramonto dà spettacolo, ma nella baia entra ancora l'onda lunga che tanto ci ha infastidito ieri e durante la traversata, così Marco decide di mettere la prua di Maramea verso le onde, che altrimenti ci prendono di traverso e ci fanno rollare parecchio.
Lampedusa, l'àncora a poppa ©Valeriaderiso
Lampedusa, l'àncora a poppa
Con il gommone, insieme a Sara, porta l'àncora di rispetto (che vuol dire di riserva) sulla poppa, legata ad una cima e con un grippiale per segnalarne la presenza sott'acqua e, se necessario, recuperarla più facilmente. In questo modo la barca non va con la prua al vento, resta ferma nella posizione che scegliamo noi e le onde arrivandoci sulla prua non sono più fastidiose.
La nottata passa abbastanza tranquilla e riusciamo a riposare bene.


Sabato 24 e Domenica 25 agosto 2019
La giornata di sabato è dedicata in parte a lavori di bordo in parte a fare il bagno in questo paradiso. Marco si immerge a controllare gli zinchi che sono sull'elica e sul timone, necessari per proteggere le parti metalliche dello scafo dalla corrosione galvanica, e a sostituire quello dell'elica che manca.
Scopriamo così che sotto la pancia di Maramea stazionano, godendo della sua ombra, delle ricciole di taglia media insieme ad alcune più piccole che appena uno di noi entra in acqua gli vanno tutte attorno.
Lampedusa, Cala Tabaccara, le ricciole  (Seriola dumerili) ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Tabaccara, le ricciole (Seriola dumerili)
Lampedusa, Cala Tabaccara, le ricciole ©Valeriaderiso
Lampedusa, Cala Tabaccara, le  ricciole (Seriola dumerili) 
Ma che acqua c'è qui!?!?! eh?... meravigliosa...
Mentre lui è in acqua io preparo il tonno sott'olio... l'alalonga era grosso e non ce la faremmo mai a mangiarlo tutto in una volta da soli, non abbiamo nemmeno Luciano e Gigliola con cui condividerlo, dunque l'alternativa è conservarlo in qualche modo.
Lampedusa, tonno sott'olio ©Valeriaderiso
Lampedusa, tonno sott'olio
Ho lessato i filetti con alloro, ginepro e sale, li ho lasciati raffreddare e scolare bene per 12 ore, li ho messi in dei barattoli sterilizzati e poi, una volta riempiti, pastorizzati per creare il sottovuoto.
Con la sacca delle uova ho fatto la bottarga mettendole sotto sale.
Lampedusa, bottarga di tonno ©Valeriaderiso
Lampedusa, bottarga di tonno
Quando il sale avrà assorbito tutta l'umidità andranno messe al sole per seccarsi ulteriormente.
Dopo pranzo andiamo a fare una nuotata nella zona delimitata dalle boe dove non si può dare àncora. Appena entrati in acqua, sotto la barca vediamo nuotare una pastinaca, poi un'altra più grande!! e da questo momento in poi è tutto un susseguirsi di fantastici incontri.
Dasyatis pastinaca ©Roberto Pillon
Pastinaca (Dasyatis pastinaca) photo credit ©Roberto Pillon
(Non abbiamo potuto scattare foto non avendo una macchina subacquea, ma per rendervi partecipi prendo un po' di foto in rete)
Tra le rocce e la posidonia lungo la scogliera ci sono numerosissimi pesci pappagallo, maschi (dal colore meno vistoso, grigio o marrone) e femmine (rosso acceso con una macchia gialla sulla schiena) alcuni di notevoli dimensioni.
Pesce pappagallo (Sparisoma cretense) © mediateca.educa.madrid.org
Pesce pappagallo (Sparisoma cretense) © mediateca.educa.madrid.org
Lecce stella e ricciole
Leccia Stella (Trachinotus ovatus) ©Roberto Pillon
Leccia Stella (Trachinotus ovatus) ©Roberto Pillon
Ricciola (Seriola dumerili ) © Antonio Colacino
Ricciola (Seriola dumerili) © Antonio Colacino
E poi i pesci che in genere vediamo un po' dappertutto: castagnole, occhiate, triglie, donzelle, donzelle pavonine, sciarrani, apogon, saraghi di tutti i tipi, salpe enormi, cefali dorati, la differenza è che qui non scappano via, sono estremamente confidenti e questo è bellissimo perché ci permette di osservarli molto bene.
Castagnole (Chromis chromis) © http://www.colapisci.it
Castagnole (Chromis chromis) © http://www.colapisci.it
Occhiate (Oblada melanura) © http://www.colapisci.it/
Occhiate (Oblada melanura) © http://www.colapisci.it/


Donzella pavonina (Thalassoma pavo) © http://www.colapisci.it
Donzella pavonina (Thalassoma pavo) © http://www.colapisci.it
Donzella (Coris julis) © http://www.colapisci.it
Donzella (Coris julis) © http://www.colapisci.it
Salpe (Sarpa salpa) © http://www.colapisci.it
Salpe (Sarpa salpa) © http://www.colapisci.it/
Cefalo dorato (Liza aurata) © Roberto Pillon
Cefalo dorato (Liza aurata) © Roberto Pillon
Sarago fasciato (Diplodus vulgaris) © Paolo Scalfo
Sarago fasciato (Diplodus vulgaris) © Paolo Scalfo
Sciarrano (Serranus scriba) © Alberto Biondi
Sciarrano (Serranus scriba) © Alberto Biondi
Triglia di scoglio (Mullus surmuletus) © colapisci.it
Triglia di scoglio (Mullus surmuletus) © colapisci.it
Poi, ad un certo punto, la sorpresa delle sorprese: orate!!! delle magnifiche enormi orate!! Mai mi era capitato di nuotare assieme alle orate, quasi non ci credevo quando le ho viste, ma poi la caratteristica macchia dorata tra gli occhi me ne ha dato la certezza.
Orata (Sparus aurata) © colapisci.it
Orata (Sparus aurata) © colapisci.it
Ma le sorprese non sono finite... poco dopo incontriamo delle corvine!! questo è veramente un incontro eccezionale!!
Corvina (Sciaena umbra) © Stefano Guerrieri
Corvina (Sciaena umbra) © Stefano Guerrieri
Insomma, qui siamo nel paradiso dei pesci e di quelli che amano osservarli con calma nel loro ambiente naturale. Siamo entusiasti!
Trascorriamo la domenica più o meno nello stesso modo, godendo della bellezza di queste acque.