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mercoledì 2 gennaio 2013

* nella nostra cucina - brioches con la pasta madre

Vi avviso in anticipo, non sono le brioches più buone del mondo, sarebbero potute venire più morbide, ma considerando che la pasta madre era al suo 11° rinfresco, quindi ancora non abbastanza forte, e che la lievitazione e la cottura hanno subito una serie di ritardi perché nel frattempo aveva nevicato ed era andata via la corrente, la ricetta mi ha soddisfatto e credo proprio che le rifarò, magari seguendo la ricetta del Pasto Nudo molto più precisa della mia che, inventata di sana pianta,  è di sicuro imperfetta.
L'avessi letta prima... però mi consola il fatto di non essere andata anni luce lontano dalla strada giusta.
Come premessa non è molto incoraggiante, lo so, ma ecco cosa ho usato:
250 gr di pasta madre
310 gr di farina 0 (zero)
2 tuorli d'uovo
60 gr di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino da caffé di sale
50 gr di burro
250 ml circa di latte

In una ciotola capiente ho messo  la pasta madre con la farina setacciata, insieme al burro ammorbidito a temperatura ambiente, i due tuorli, lo zucchero, il sale e ho amalgamato tutto aggiungendo il latte intiepidito poco a poco, fino ad ottenere un impasto un po' appiccicoso. Ho formato una palla, gli ho fatto il classico taglio a croce e l'ho messa a lievitare coperta da un panno bagnato e ben strizzato per circa 8/12 ore, forse anche di più. A causa della mancanza di corrente ho perso un po' il conto delle ore, di sicuro l'ho impastato la sera e le ho cotte dopo pranzo.
Dunque, dopo questo imprecisato tempo di lievitazione, sicuramente lungo, ho formato circa 8/9 palline, senza aggiungere altra farina, le ho posizionate leggermente distanziate una dall'altra su una placca da forno, le ho messe nel forno spento per circa una mezz'oretta, poi ho acceso a 160°, con la ventilazione, e le ho cotte per circa 30/40 minuti, tenendole comunque d'occhio, finché non le ho viste belle dorate.

Eccole qua
Una volta fredde, le ho conservate in un contenitore ermetico, e il giorno dopo erano ancora non troppo gommose e mangiabili.
Vanno perfezionate nella consistenza, però erano buone e profumate.
Ah! una nota per chi ama le cose molto dolci: a noi sono piaciute così, ma se volete un gusto dolce più deciso è meglio aumentare la dose di zucchero.
:o)

lunedì 26 novembre 2012

* nella nostra cucina - i biscottoni da inzuppo di Miciapallina [con piccole modifiche]

Abbiamo incignato [anche il campano ha i suoi verbi tipicamente regionali, ma a tutti gli effetti italiani, mica solo il toscano!!!] il nuovo robot degnamente: i biscotti che, ormai da agosto, mangiamo a colazione grazie alla favolosa ricetta di Miciapallina, che trovate QUI.
Nel tempo ho apportato delle piccole modifiche dovute alla cadenza quasi bisettimanale con cui li faccio: la ricetta originale prevede la buccia di due o tre limoni per 500 gr di farina, io ne faccio sempre una dose doppia, e di quattro, o sei limoni, senza buccia nel frigo ogni quindici giorni proprio non sapevo che farne, per cui ho variato gli aromi, come vedrete.
[Edit del 25 aprile 2016 (versione al cacao) e del 01 luglio 2020 (versione SENZA GLUTINE) in fondo alla pagina]
biscotti da inzuppo zenzero e cannella

L'esecuzione è molto semplice, e vi assicuro che se siete amanti dell'inzuppo nel latte o nel tè al mattino questi biscotti non vi deluderanno, sono perfetti e non si spappolano.

Come ho già detto, io ne faccio una dose doppia, con 1 kg di farina... qui trascrivo la MIA versione, quella della MICIA la trovate nel suo blog, La Gatteria.

Ecco cosa vi servirà [gli ingredienti segnati con l'asterisco sono stati modificati rispetto alla ricetta originale]:
1 kg farina zero *
400 gr zucchero di canna *
4 uova
100 gr di latte tiepido
140 gr di olio di semi *
2 cucchiaini da tè di zenzero in polvere *
1 cucchiaino da tè di cannella in polvere *
i semini di una bacca di vaniglia
20 gr di ammoniaca per dolci

NOTA sull'AMMONIACA per DOLCI
(per quanti potrebbero spaventarsi di fronte alla parola "ammoniaca")
L'ammoniaca per dolci non è l'ammoniaca solvente più conosciuta e molto tossica e irritante; quella conosciuta come "ammoniaca per dolci" è il carbonato d'ammonio, un sale di ammonio dell'acido carbonico [questa la sua formula (H4)2CO3], quella che tutti noi conosciamo è presente in natura sotto forma di gas molto solubile nell'acqua [questa la sua formula NH3]. Non l'ho mai sottolineato, dal momento che per me è scontato che gli ingredienti debbano essere "felici" - come dice Sonia de Il pasto nudo - ma prima di usarla l'ammoniaca (e di appestare la casa) ho indagato! Ho un bellissimo librino di Matteo Giannattasio - Gli additivi alimentari ed. l'Aratro - nel quale alla voce Carbonato di ammonio (E503), alias ammoniaca per dolci, la faccina è verde e sorridente. Per cui niente paura nell'usarla. Mi scuso in anticipo con tutti per la lezioncina da maestrina saccente, ma mi è sembrato necessario fugare timori, che potrebbero far desistere dal preparare questi fantastici biscotti.

E ora veniamo a noi e a come ho fare i biscottoni.
Ho passato lo zucchero di canna nel minipimer per farlo più sottile e far sì che si sciogliesse meglio e più velocemente nel montarlo con le uova intere.
Poi ho aggiunto lo zenzero,  la cannella e l’olio. 
Successivamente ho aggiunto piano piano la farina. Qui l'impasto ha cominciato ad indurirsi e, vista la mole, l'ho tolto dall'impastatrice che è sì fantasmagorica, ma ha una portata massima di 500 gr di farina.
Ho messo il latte in un pentolino grosso e ci ho fatto cadere dentro i semini della vaniglia, raschiando con un coltellino il baccello che poi ho lasciato dentro il latte giusto il tempo di intiepidirlo, in modo da recuperare in pieno l'aroma, poi ho aggiunto l’ammoniaca che, OCCHIO, gonfia! 
Ho finito di mescolare ben bene l'impasto con le mani e qui è entrata in gioco un'altra validissima aiutante: la Gnoma!!
biscotti da inzuppo zenzero e cannella
Insieme, sul piano di marmo che, nonostante l'impasto sia piuttosto appiccicoso, non necessita di farina, abbiamo formato dei serpentelli e tagliato dei bastoncini di circa una decina di cm [la Micia passa la parte che starà sopra nello zucchero, noi non lo facciamo più perché, per il nostro gusto vengono troppo dolci]. 
biscotti da inzuppo zenzero e cannellaPoi li abbiamo messi sulla teglia rivestita con la carta forno, ben distanziati perché crescono. 
biscotti da inzuppo zenzero e cannella
Abbiamo infornato a 180° [ventilato] per 12-13 minuti, et voilà!!! 
NOTA: attenzione a quando aprite il forno, tenete la faccia ben distante perché la “zaffata” di ammoniaca che uscirà è molto forte e piuttosto irritante.

E ora non mi resta che augurarvi BUON INZUPPO e dire GRAZIE MILLEMILA volte alla MICIA che ha segnato una svolta epocale nella nostra prima colazione!
Ah! la MICIA, è anche una bravissima fotografa, cliccate sul banner lì su sulla destra e andate a dare un'occhiata ai suoi scatti.

***[Edit del 25 aprile 2016]***
Ultimamente sto facendo questi biscotti sostituendo la farina zero, con la farina T1 (dunque integrale), parte della farina - circa 80 gr - con il cacao amaro, e il latte vaccino con il latte vegetale (di cocco e riso, avena, solo riso... quello che ho aperto al momento). Zenzero e cannella possono essere omessi o meno a seconda dei gusti e della disponibilità degli ingredienti.
Ecco il risultato, goloso, ma leggero.
Altra variante, buonissima, si ottiene aggiungendo a questa versione al cacao, la scorza di un'arancia grattugiata e sostituendo il latte vegetale con la stessa quantità di succo d'arancia. Dopo aver scritto questo post, inoltre, ho cominciato a fare i biscotti a pallina, leggermente schiacciati, trovo che quest'ultima forma sia più comoda e permetta di ottenere dei biscotti di dimensioni più ragionevoli.
biscotti da inzuppo al cacao senza latte

biscotti da inzuppo al cacao senza latte

***[Edit del 01 luglio 2020]***
Da circa due anni ho scoperto di essere intollerante al glutine, così pian piano sto convertendo tutte (o quasi) le ricette più amate in casa nostra.
Per la versione senza glutine di questi favolosi biscotti (che negli ultimi anni ho cominciato a fare tondi, modellando delle palline grandi quanto una grossa noce leggermente schiacciate, perché in cottura lievitano molto) ho sostituito la farina T1 con 460 gr di farina di riso integrale e 460 gr di farina di mais fioretto a cui aggiungo gli 80 gr di cacao amaro. Volendo, per un sapore più rustico si può usare anche la farina di grano saraceno dimezzando la farina di mais. A me piace molto anche questa versione, ma non al NormaCapitano che non ama  e non digerisce bene il grano saraceno.

:o)

lunedì 9 luglio 2012

* nella nostra cucina - gelato di albicocca

Preparatevi ad una serie di ricette a base di albicocche.
Il nostro vicino ne ha gli alberi pieni e molto carinamente ci omaggia di chili e chili di questi meravigliosi frutti. Noi ringraziamo e produciamo, o meglio la Gnoma e il Capitano ringraziano, e io produco... vabbé, va, ringrazio anche io!

La prima cosa che ho fatto è stata la confettura, che è venuta favolosa, ma non ho scattato foto. Niente paura però, ho talmente tante albicocche che ne farò ancora e così vi beccherete anche la ricetta della confettura.
Oggi invece GELATO!!
Ho seguito una delle tante ricette presenti in rete, questa qui.
Ve la riporto con le dosi raddoppiate, vale a dire con le quantità che ho usato io.

  • 1 kg di albicocche
  • 140 gr di latte freddo
  • 140 gr di zucchero di canna grezzo
  • 2 albumi

Ho lavato e asciugato le albicocche, le ho private del nocciolo e le ho tagliate a pezzettini, poi le ho distribuite in un vassoio (circa 30 x 20 cm) dove non stessero troppo ammassate e abbastanza piccolo da entrare nel freezer, dove le ho lasciate per circa 18 h (dal pomeriggio alla mattina dopo).


La mattina dopo ho tenuto il boccale del frullatore in freezer per un'oretta poi, per seguire le istruzioni della ricetta originale, ci ho frullato per pochi secondi lo zucchero, che non ha cambiato per niente aspetto essendo le lame del mio frullatore delle ciofeche di lame (la prossima volta uso il tritatutto del minipimer).
A questo punto ho aggiunto e frullato le albicocche congelate tolte dal freezer circa 10 minuti prima.
Ho dovuto fare questa operazione in due puntate aggiungendo subito il latte freddo perché il frullatore non ce la faceva a frullare.
Poi ho aggiunto i due albumi e ho frullato tutto per circa 5 minuti, cioè il tempo necessario perché  assumesse un aspetto cremoso.
Ho versato il composto in un contenitore di plastica e l'ho messo in freezer.
[Mami, sono comodissimi questi contenitori che abbiamo comprato a Palinuro, proprio quello che ci vuole per fare i gelati!].


Circa ogni due ore l'ho frullato con il pimer a immersione o l'ho rimescolato a mano, per quattro o cinque volte.
Più leggero di quello alla fragola che era fatto con la panna, ma profumato e gustoso.
Volendo, dopo una o due rimescolature si possono aggiungere dei pezzettini di albicocca freschi al composto, io non ce li ho messi perché la parte acquosa del frutto tende a ghiacciarsi e a perdere sapore quando si mangia insieme al gelato, meglio tagliare qualche spicchietto di albicocca fresca al momento di servirlo, magari insieme a una fogliolina di menta.
:o)