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mercoledì 26 giugno 2019

18 giugno, Cavo (LI) e Porto Azzurro (LI)

martedì 18 giugno 2019
Stamattina avremmo voluto muoverci presto verso Porto Azzurro, ma siamo costretti a rimandare la partenza perché va risolta la questione della multa di ieri.
Io e Sara accompagniamo Marco a terra con il tender e lui va al Comando dei Carabinieri a cercare di spiegare che in realtà non siamo in difetto. Purtroppo non riesce nel suo intento: non avendo esibito un documento comprovante che l'assicurazione copre QUEL fuoribordo la multa resta, e anche l'obbligo di presentarlo questo fatidico documento. Quindi l'assicurazione dovrà mandarci una dichiarazione e il nostro certificato assicurativo "corretto", che dovremo inviare via posta elettronica al comando, insieme alla ricevuta dell'F23 con cui potremo pagare la sanzione.
Quando andiamo a prendere Marco a terra Sara fa le prime prove di guida del fuoribordo!!
Intorno alle 11:20 riusciamo a muoverci verso Porto Azzurro e ci fermiamo davanti al bel paesino di Cavo verso le 13:00.
Isola d'Elba - Cavo ©Valeriaderiso
Cavo
Naturalmente, prima di pranzo, è d'obbligo un bagnetto. Marco e Sara si preparano.
Super Maramu - Maramea
pronti per il bagno
Super Maramu - Maramea
mini sub
Marco ne approfitta per pulire l'elica e parte dello scafo di Maramea che, in acqua da gennaio, un po' di alghette le ha coltivate.
Super Maramu - Maramea - pulizia carena
Pulizia carena
A Cavo si possono ammirare dal mare due belle ville fatte costruire dalla famiglia Tonietti, la prima è Villa Bellariva, un castelletto in stile neogotico di cui si intravede tra le chiome degli alberi una delle torri;
Isola d'Elba, Cavo - Villa Bellariva @Valeriaderiso
Cavo - Villa Bellariva
la seconda, che porta il nome della famiglia, è invece sul piccolo promontorio a ridosso di Capo Castello.
Isola d'Elba, Cavo - Villa Tonietti @Valeriaderiso
Cavo - Villa Tonietti
I Tonietti erano gli affittuari e amministratori delle miniere elbane nonché i committenti del Mausoleo progettato e costruito dall'architetto Adolfo Coppedé (di cui ho parlato qui).
Dopo aver pranzato ci dirigiamo verso Porto Azzurro, il grazioso borgo che lo scorso anno abbiamo visitato prima via terra e poi via mare.
Isola d'Elba - Porto Azzurro ©Valeriaderiso
Porto Azzurro
Arriviamo in rada intorno alle 17:30, messo il tender in acqua andiamo a fare un bagno in una piccola spiaggia che si trova subito all'esterno del porto. Tornati a bordo, una rapida doccia e via, di nuovo a terra a festeggiare... perché oggi è anche il mio compleanno!! La mia amica Vesna stamattina mi ha inviato questo aforisma, che sembra proprio adatto al momento!! (Grazie amica mia!!)


Il Capitano e la MiniMozza hanno pensato di festeggiare portandomi a cena fuori all'Osteria la Botte Gaia, un ristorante un po' defilato, non proprio al centro del borghetto, specializzato in frutti di mare crudi e attento anche a chi è intollerante al glutine (come me!) dove mangiamo stupendamente e beviamo un ottimo vino! Se penso che esattamente un anno fa ero a casa, con la faccia impiastrata di argilla verde, la febbre e un prurito pazzesco ovunque a causa della varicella, direi che i 51 sono stati festeggiati molto meglio dei 50!
Evviva!
^_^

giovedì 20 giugno 2019

15 giugno - Si parte!

sabato 15 giugno 2019
Finalmente! 
dopo aver rimandato di quasi una settimana, per impegni dell'ultimo minuto e per aspettare un po' di vento favorevole, molliamo gli ormeggi dal pontile del Molo Mediceo. Dalla prua del Walrus ci salutano Gigliola, Marco, Francesca e Cristian dopo averci regalato un sacchetto di albicocche e nespole del giardino di Gigliola e Marco e una bottiglia di ottimo bianco de "Le terre di Guidoreste", la cantina di Francesca e Cristian. 
Super Maramu - Faro del porto di Livorno
il faro di Livorno
Sono le 10:45 la giornata è grigia e le emozioni confuse. 
Super Maramu - Maramea uscita dal porto di Livorno
uscendo dal porto di Livorno
Fuori troviamo onda di scaduta del libeccio dei giorni passati e 8 nodi di ponente. Le onde sono molto fastidiose, alcune superano i due metri, e quando la barca entra nel cavo dell'onda le vele sbattono perché il vento è davvero poco. Siamo costretti ad accendere il motore, anche se al minimo.
Subito fuori dal porto l'autopilota fa i capricci, usiamo quello di rispetto, poi con un paio di colpetti alla bussola riprende a funzionare e lo farà per tutta la durata della navigazione. Mistero. Forse l'inattività...
Alle 11.35 avvistiamo dei delfini, sono proprio davanti a Livorno a circa una cinquantina di metri da noi; a giudicare dalle grosse dimensioni (sui 5 metri), il colore nero intenso, la forma della pinna dorsale, l'incedere lento e le lunghe apnee sembrano essere globicefali, pur cercando di osservarli meglio con il binocolo sono troppo lontani escono appena in superficie per respirare e si allontanano, mi resterà il dubbio.
Intorno alle 12:30 il vento gira sempre più a poppa fino a fermarsi al lasco rinforzando un po', inizialmente con il solo genoa facciamo 5 nodi. Il sole ogni tanto fa capolino ma non basta a scaldarci, siamo costretti a stare coperti di vari strati, dalla t-shirt alla giacca a vento. Io e Sara con il rollio continuo e accentuato avvertiamo un po' di malessere: braccialetti antinausea per entrambe, 3 granuli di nux vomica per lei e uno spuntino salato per tutti per rimettere in sesto lo stomaco. Dobbiamo risettare il labirinto e rifare il piede marino!
Verso le 13-13:30 il vento al lasco rinforza e la barca finalmente trova un po' di stabilità sulle onde, e - evviva!! - possiamo spegnere il motore. Facciamo 6 nodi ed esce anche il sole!


Super Maramu - Maramea - spuntino in navigazione
spuntino in navigazione

Fino alle 15:30 stiamo benissimo, ma poi il vento cala di nuovo, ricomincia il rollio insopportabile e siamo costretti a riaccendere il motore (sniff), alle 17:00 ci arrendiamo del tutto e chiudiamo anche le vele che sbattono incessantemente.
Dopo circa due ore arriviamo in rada a Portoferraio, dove diamo fondo a 30 m di catena più o meno nel solito punto di fronte al porto. Ma non è mica finita!!! dobbiamo spostare il tender che è stato sulla sua insellatura a prua per tutta la navigazione e ora va tirato su con le gruette a poppa, sotto al rollbar. Ma non tutto fila liscio, uno dei bozzelli urta nel motore fuori bordo, per cui lo tiriamo su e lo caliamo un'infinità di volte, prima di dedicarci a preparare la meritata cena.
Ieri a Livorno ho preso delle triglie freschissime, che finiscono in padella con aglio, olio, pomodorini e prezzemolo alla "Lassami stari", infallibile ricetta di Martino Ragusa, naturalmente annaffiate con lo splendido vino di Cristian e Francesca, 13° di freschezza profumata!
Passato l'ultimo traghetto da Piombino, finito l'effetto lavatrice delle onde che provocano, sprofondiamo in un tranquillo e profondo sonno ristoratore.

^_^

giovedì 27 settembre 2018

* 4 settembre 2018 - Viticcio e "fuga" nella notte

martedì 04_09_2018

Dopo colazione decidiamo di andare a Viticcio
Il tempo è sempre un po’ "imbrogliato", ma non sembra debba piovere o arrivare vento sfavorevole. 
Alle 10:00 ci muoviamo e con 3 nodi di vento al traverso andiamo - finalmente - un po’ a vela, facciamo 2,5 nodi scarsi, ma è così bello spegnere il motore!
Scoglio la Nave - Viticcio - Isola d'Elba
Scoglio la Nave - Viticcio
Arrivati in vista dello scoglio La Nave, il cielo è sgombro e il vento gira un po’ di bolina, se vogliamo fermarci a Viticcio dobbiamo per forza chiudere le vele, altrimenti si arriva a Marciana Marina, non che non sia bella, ma per fare un bel bagno è meglio la baia di Viticcio!!!
Alle 11:31 diamo àncora su circa 10 m di fondo sabbioso, entrano onde da ovest, rolliamo un po’… vediamo come si sta e poi decideremo se restare o no.
Facciamo un tuffo in compagnia di numerose e grosse occhiate. La giornata passa bene, tranquilla, a parte un episodio un po’ alla Peter Sellers/Ispettore Clouseau: nel tardo pomeriggio, mentre Marco rigoverna esplode (sì, è proprio esploso!) un bicchiere nel lavandino, raccogliamo i pezzi nella palettina che usiamo con la scopa e poi io vado a poppa a sciacquarla per togliere facilmente i microscopici residui di vetro evitando che vadano in sentina (tutti gli scarichi di Maramea, a parte quelli dei wc, confluiscono in sentina), solo che - ovviamente - mentre sciacquo la paletta il laccetto che ho in mano si scioglie, e la paletta comincia a navigare come una barchetta rossa, portata via dalla corrente e dal venticello… e io sono vestita!
Dunque rapidissimamente tolgo i vestiti, metto il costume, mi tuffo a rincorrere la paletta sperando che non affondi sui 10 metri di fondo dove siamo, e dopo una nuotata forsennata la recupero.
Non è che proprio volessi fare un altro bagno, il sole era tiepidino perché un po’ velato, ma è stato gradevole ugualmente, ed anche divertente tutta la sequenza perdi-la-paletta-svestiti-metti-costume-tuffati-nuota-forsennatamente!
Non so se qualcuno di voi ha mai visto il film "Hollywood Party", ma chi l'ha visto capirà perché mi sono sentita un po' come Peter Sellers quando perde il mocassino nel ruscello all'interno della casa dove c'è la festa. (Per chi non lo ha mai visto è da non perdere, esilarante!)
tramonto da Viticcio
tramonto da Viticcio
I tramonti a mare da qui sono sempre spettacolari, soprattutto se all’orizzonte il cielo non è del tutto sgombro, oggi è un quadro formato dal profilo della costa corsa, il globo infuocato e le nuvole, da farci una foto per ogni secondo che passa!
tramonto da Viticcio, la Corsica all'orizzonte
tramonto da Viticcio, la Corsica all'orizzonte
Per cena si esibisce il Capitano con la sua leggendaria Amatriciana.
Il vento gira e, purtroppo, diamo il fianco al nemico: le onde da nord ovest! Si rolla, a tratti di più a tratti di meno, quando stiamo per metterci a dormire io chiedo a Marco "Ma tu sei proprio sicuro di voler dormire qui?" Lui mi risponde che spera che le onde vadano diminuendo o che l’angolo da cui viene il vento cambi in modo da non prenderle proprio lateralmente… il tempo di passare 10 minuti a poppa steso sul letto e, mentre io do la buona notte a Sara, riemerge dicendo "Si va via!"
Così salpiamo l’àncora e nel buio più totale (la luna sorgerà a mezzanotte e ora sono le 22:15), mettiamo la prua a nord ovest, verso Portoferraio.
Pian piano ci abituiamo all’oscurità, e anche se non c’è la luna si riesce a scorgere bene lo spazio davanti a noi, la notte è stellata e si vede benissimo la via lattea, ad un certo punto assisto allo spettacolo di una stella cadente bellissima, enorme e con una stupenda scia!
Procedendo vediamo bene la luce del Faro di Portoferraio e quella intermittente della meda che c’è subito prima, ma non vediamo la luce del Fanale che c’è sullo Scoglietto, e per fortuna sappiamo bene che c’è ed è anche grosso… man mano che ci avviciniamo lo vediamo sul cartografico ma niente luce, infatti quando ci sfila al traverso ci rendiamo conto che la luce non la vedevamo semplicemente perché non c’è! È spenta!!! Pazzesco! Magari era tra gli avvisi ai naviganti e noi non li abbiamo ascoltati… chissà.
Contemporaneamente a noi entra nella baia un’altra barca, noi avremmo la precedenza, ma che vuoi che siano le regole per mare oggigiorno!!! Pure la precedenza venendo da destra vogliamo!! Insomma la lasciamo passare visto che chiaramente non intende darcela, e poi scegliamo dove metterci.
Alle 23:13, dopo cioè a 3/4 d’ora di navigazione, diamo àncora nella rada di Portoferraio, non molto affollata visto il periodo… e dormiamo come dei bebè!
^_^

martedì 25 settembre 2018

* 2 e 3 settembre 2018 - Portoferraio, Villa Ottone, Fortezza del Volterraio

domenica 02_09_2018 rada di Portoferraio

Veniamo svegliati intorno alle 6:00 da una pioggia scrosciante. 
Anche oggi sono previsti temporali e schiarite, ma noi lasciamo l’ormeggio per spostarci nella rada antistante il porto. Marco non si è ancora rimesso in sesto con la schiena, ma sta meglio, e non sono previsti fortunali, in rada staremo bene.
Dopo il temporale... il sole fa capolino
Dopo il temporale... il sole fa capolino 
Dopo il temporale... il sole fa capolino
Dopo il temporale... il sole fa capolino
Verso 9:30, dopo aver fatto rifornimento di acqua nel serbatoio di bordo e di acqua da bere, ci muoviamo prima che arrivi di nuovo la pioggia così da evitare di dare àncora con le cerate addosso! Verso le 11:15 ci chiama Ale, che ha passato la notte a Baratti e si sta muovendo per tornare a Livorno, oggi sbarca i suoi ospiti e domattina ha un nuovo gruppo in arrivo. Sia noi che lui saremmo voluti andare in Corsica la settimana prossima, ma se il tempo non si stabilizza ci sembra difficile. Aspettiamo, teniamo sotto controllo il meteo, poi decideremo.
Intorno a noi le nuvole si addensano e ogni tanto cade qualche goccia, ma la situazione è tranquilla, non ci sono grossi groppi di vento, né tante barche nelle vicinanze.
Nuvole in rada a Portoferraio
Nuvole in rada a Portoferraio
Nuvole in rada a Portoferraio
Nuvole in rada a Portoferraio
Passo il pomeriggio a sistemare le foto ed ad aggiornare il diario di bordo, finché un rumore di catena calata in acqua mi incuriosisce e mi affaccio in pozzetto e, SORPRESA!, è Laura (Zolo) con Victoria, il suo Grand Soleil 39’, che fin ora ancora non avevamo incontrato! Finalmente ci si vede, anche se per ora da lontano, ha appena terminato un week end di lavoro ed è anche influenzata, ha bisogno di riposo. Ci vedremo sicuramente nei prossimi giorni.

lunedì 03_09_2018 Villa Ottone, Fortezza del Volterraio

Oggi il tempo comincia a migliorare, restiamo comunque fermi qui in rada a Portoferraio, anche per permettere alla schiena del Capitano di riprendersi bene. Nel pomeriggio ci spostiamo davanti a Villa Ottone, sul lato est della baia di Portoferraio, per far fare un bagno nell’acqua pulita alla MiniMozza. 
Villa Ottone - Portoferraio, Isola d'Elba
Villa Ottone
Questa sontuosa villa, che oggi è un albergo a 5 stelle, fu fatta costruire intorno al 1875 da una nobildonna fiorentina, la marchesa Vittoria Altoviti Avila Toscanelli per curare dalla tubercolosi il figlio Giovan Battista, detto Bistino; nel rispetto dell’antica tradizione e per buon auspicio, volle seppellire nel lato sinistro della facciata una pergamena con la data di fondazione e alcune monete. La vicinanza della villa a quella di Giorgio Roster, medico, professore ed igienista, fece nascere una grande amicizia e la passione naturalistica della nobildonna che negli anni tra il 1879 e il 1889 si appassionò allo studio della flora marina dell’Elba.
Intraprese un fitto rapporto epistolare con Francesco Castracane degli Antelminelli, il maggiore studioso di diatomee dell’epoca, il quale a sua volta la mise in contatto con l’algologo Francesco Ardissone. Dal pontile davanti a Villa Ottone con il cutter Corinna e la goletta Olga, la marchesa con il figlio Bistino, il prof. Roster e il prof Enrico Hyllier Giglioli, zoologo e antropologo, prendevano il mare per raccogliere le alghe che lei puliva e conservava o essiccate su cartoni, come in un erbario secco, oppure dentro vasi di vetro con una soluzione costituita dall’80% di acqua di mare, 10% di alcool e il 10% di glicerina. Tutto il materiale che non riusciva a classificare veniva spedito all’algologo Adrissone. Nello scambio epistolare con i suoi amici studiosi la marchesa si rammaricava di non poter entrare in acqua “in maniche di camicia” come facevano i suoi compagni maschi. Anche se non le si è mai attribuito il valore di ricercatrice scientifica a lei si devono le scoperte di alcune nuove entità o le conferme di specie molto rare per la flora marina mediterranea. Purtroppo la morte del figlio nel 1882 pian piano spense il suo interesse. (fonte Gloria Peria, Lo Scoglio).

Dalla baia davanti alla villa si vede bene la Fortezza del Volterraio, la più antica fortificazione di tutta l'Isola d'Elba!
Fortezza del Volterraio - Isola d'Elba
Fortezza del Volterraio
L'impianto originario di questo castello è di origini etrusche, fu successivamente ampliato nel 1281 dai Pisani che l'utilizzarono con finalità difensive.
Nelle vicinanze del sito è stata rinvenuta una moneta bronzea di Volterra coniata tra il IV e il III secolo a.C. insieme a proiettili di piombo per fionda, frammenti di bronzetti figurati e resti di vasellame in bucchero, un tipo di ceramica nera e lucida, spesso fine e leggerissima, prodotta dagli etruschi per realizzare vasi.
Il Castello è stato acquistato dal Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano nel 1999 in forte stato di decadenza, nel 2017 sono stati completati il lavori di ripristino e ora è visitabile in gruppi. Sicuramente merita una visita, anche perché immagino che dal monte omonimo su cui si trova a 394 metri sul mare si godrà una vista spettacolare. È segnato tra le cose da fare la prossima volta che verremo!
Passiamo il pomeriggio nelle acque cristalline davanti alla Villa, poi torniamo ad ormeggiarci nella parte della rada davanti al porto, dove staremo sicuramente più riparati.
^_^

domenica 23 settembre 2018

* 1° settembre 2018 - Portoferraio, Villa di San Martino

sabato 01_09-2018
Sveglia presto per la solita tappa terrestre in pescheria, oggi naselli e vongole lupini. 
Resto sempre allibita dalla poca scelta, ma qui non dovrebbe esserci abbondanza? Forse i pescatori forniscono i ristoranti e in pescheria arriva solo quel che resta… 
Poi mi tocca la spesa del fresco: una bella passeggiata lunga fino al negozio del biologico (Il Corbezzolo), mentre torno vedo addensarsi a sud dell’Isola dei nuvoloni grigio piombo che avanzano pian piano, infatti appena arrivata a a bordo, mentre ancora sto sistemando le cose che ho comprato, viene giù un temporale abbondante.  Sono tornata giusto in tempo per evitare una bella doccia gelata!
Ben presto però spunta di nuovo il sole, così possiamo gustare un ottimo spaghetto con le vongole e la bottarga in pozzetto.
Nel pomeriggio io e Sara decidiamo di andare a visitare la seconda residenza di Napoleone sull’Isola, quella estiva che si trova a San Martino, a circa 5 km di distanza dal centro di Portoferraio. Marco rimane in barca, per via del mal di schiena preferisce stare a riposo.
Ingresso Villa di San Martino - la Galleria Demidoff
Ingresso Villa di San Martino - la Galleria Demidoff
Napoleone durante le sue cavalcate nei dintorni di Portoferraio si era imbattuto in una rustica casa di campagna con vista sulla rada; l’acquistò e la ristrutturò secondo le sue esigenze, con l’intento di accogliervi la moglie Maria Luisa, che però non lo raggiunse mai.
Villa di San Martino - la Galleria Demidoff
Villa di San Martino - la Galleria Demidoff
Al nostro arrivo ci troviamo di fronte a una maestosa costruzione neoclassica fatta costruire da Anatolio Demidoff - marito della nipote ed erede di Napoleone Matilde di Monfort - che nel 1851 volle costruire un ambiente degno dei fasti imperiali che potesse ospitare la sua collezione di cimeli napoleonici.
le api simbolo di Napoleone ed oggi dell'Isola d'Elba
le api simbolo di Napoleone ed oggi dell'Isola d'Elba
La residenza napoleonica originaria si trova invece al di sopra di questa Galleria e affaccia su un'ampia terrazza da cui si scorge la rada di Portoferraio.
vista dalla Villa di San Martino - la rada di Portoferraio
vista dalla Villa di San Martino - la rada di Portoferraio
Ha uno stile molto sobrio all’esterno mentre i due piani interni sono impreziositi da affreschi e arredi dell'epoca, alcuni dei quali originali.

Al piano inferiore abbiamo ammirato la cucina
Villa di San Martino - la cucina
Villa di San Martino - la cucina
e un bagno con le pareti affrescate e una bella vasca in marmo
Villa di San Martino - bagno
Villa di San Martino - bagno
Al piano superiore si trova una sala con una vasca ottagonale al centro e dei trompe l’oeil con geroglifici e scene raffiguranti la campagna d’Egitto.
Villa di San Martino - la sala egizia con la vasca ottagonale
Villa di San Martino - la sala egizia con la vasca ottagonale
Nel giardino c'è l'unico testimone ancora vivente della presenza di Napoleone in questi luoghi, un olivo secolare e bellissimo.
L'olivo secolare
L'olivo secolare
Ricca di fascino è anche una serra per le piante tropicali, che non ha nulla a che vedere con Napoleone, perché è stata realizzata agli inizi del ‘900 da Adolfo Coppedé (lo stesso del Mausoleo Tonietti di Cavo); al suo interno è visibile ancora il sistema di riscaldamento, con le sue tubature, alimentato da una caldaia a legna inserita nel terrapieno alle spalle della struttura che serviva per mantenere temperature elevate, oltre che un giusto livello di umidità.
Villa di San Martino - la serra
Villa di San Martino - la serra

Villa di San Martino - la serra
Villa di San Martino - la serra
Anche questa visita è stata istruttiva, soprattutto per Sara che affascinata dalla figura di Napoleone ha voluto comprare un libretto che illustra la storia del suo soggiorno sull’Isola d’Elba, ricco di foto e notizie poco conosciute di questa parte della sua vita. Dopo cena arriva un secondo temporale, breve per fortuna, che non ci impedisce di fare una passeggiata in gelateria!
^_^

venerdì 21 settembre 2018

* 31 agosto 2018 - di nuovo a Portoferraio

venerdì 31_08_2018
Svegliarsi in rada quando ci sono condizioni tranquille come quelle di stanotte è veramente bellissimo. 
Le temperature purtroppo si stanno abbassando, non è gradevole fare colazione in pozzetto, il vento è troppo fresco, così restiamo sottocoperta. Prima però bisogna cambiare la bomobola del gas e speriamo che quella di rispetto funzioni e che non sia troppo vuota; andiamo a poppa nel mega gavone, Marco mi fa vedere dove sono posizionate così la prossima volta posso cambiarla anche da sola, si fa la prova: funziona! 
Guardando a sud si comincia a vedere il fronte nuvoloso previsto per oggi, il Capitano è ancora tormentato dal mal di schiena per cui alle 8:45 proviamo a sentire se in in darsena al Cosimo de’ Medici di Portoferraio hanno posto per stasera e domani, ci dicono che ci faranno sapere più tardi. Nel frattempo anche Ale si muove, andranno a fare un tuffo nella vicina baia di Procchio per poi dirigersi verso Porto Azzurro dove hanno prenotato il posto in porto.
Noi ci avviamo verso Portoferraio con una decina di nodi di bolina piuttosto stretta, Maramea stringe male il vento, quindi si va di sola randa aiutata con un po’ di motore passando vicinissimi allo Scoglietto.
Lo Scoglietto di Portoferraio
Lo Scoglietto di Portoferraio
Alle 11:20 siamo in rada; dal marina non ci hanno ancora richiamati, così prima di dare àncora inutilmente li richiamiamo chiedendo se possiamo entrare, e alla risposta affermativa prepariamo parabordi e cime e chiamiamo l’assistenza sul canale 9.
In poco tempo siamo ormeggiati tra due motoscafi, un Riva 50 e un Baglietto di 18 metri, il cui armatore si profonde in mille complimenti ai Super Maramu, anche il suo Baglietto non dimostra affatto i 50 anni che ha! 
Ho da rinfrescare la pasta madre, ma non posso fare il pane, quindi ne prendo un terzo che rinfrescherò, il resto lo recupero facendo un pane che è una via di mezzo tra il chapati e le piadine aggiungendo un po’ di sale e di olio e tanta farina quanta ne serve per ottenere un impasto liscio e omogeneo; ci metto più a fare il pane che il resto: una frittata di porri e un’insalata con gli ultimi pomodorini rimasti dalla raccolta fatta nel nostro orto prima di partire da Livorno. 
Nel pomeriggio passo nell'ufficio del marina a saldare la sosta, mi faccio dare la password per usare il wifi (che scoprirò che non va per niente!) e chiedo dove è possibile cambiare la bombola Camping Gaz nelle vicinanze, perché guardando su internet l’unico rivenditore che ho trovato è nella zona industriale di Portoferraio, troppo lontano da raggiungere a piedi e anche in bici.
Torno in barca e trovo Marco addormentato, la schiena non gli dà tregua. Sara invece scalpita, così la porto a mangiare un gelato e arriviamo ad un vicino supermercato per chiedere se hanno le bombole Camping Gaz: le hanno! evviva! Non dovrò fare i temuti chilometri per il cambio. 
Torniamo a bordo e Marco dorme ancora. Lascio Sara, prendo la bombola e un carrellino per trasportarla e vado a fare il cambio; dall’ultima volta che ne ho cambiata una - cioè ben 10 anni fa! - sono aumentate tantissimo, ora una bombola da 3 kg costa 26 euro!! E meno male che c’è il reso del vuoto, altrimenti sarebbe una spesa pazzesca! 
Per la serata esaudiamo un desiderio di Sara, al cinema danno “Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa” andremo a vederlo e prima andremo a mangiare una pizza.
Dietro consiglio di Costanza scegliamo una pizzeria lontana dalla strada principale e dalla confusione, si chiama La Cisterna e si trova su una delle numerose e belle scale in calcare rosa disseminate per Portoferraio, in via delle Conserve. La pizza non è una pizza come la intendiamo noi, ma non si può pretendere di trovare qui una pizza napoletana doc, in ogni modo è buona e siamo stati lontani dalla confusione, due punti a favore. 
Dopo cena seguendo le scale scopriamo nuovi angoli e scorci che meritano una visita diurna e qualche foto. Arriviamo al cinema che è ospitato in un bel fabbricato costruito nel 1562 da Cosimo I e che ha ospitato il Convento di San Salvatore prima, poi l’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, poi di nuovo i monaci francescani e poi è stato trasformato in una caserma. Oggi è un Centro Culturale e Congressuale - intitolato all'ufficiale napoleonico di origine elbana Cesare De Laugier - al cui interno si trovano la Biblioteca e la Pinacoteca Foresiana. 
Il film in sé era abbastanza carino, ma il volume era altissimo, chissà se perché i bambini sono sordi o c’è l’intenzione di farceli diventare! 
Tornando verso la barca scopriamo che nel bar di fronte al nostro posto c’è musica dal vivo, per fortuna molto gradevole da ascoltare e non a lungo, visto che a mezzanotte tutto tace… tranne la gente che passeggia lungo il molo, ma questo è lo scotto da pagare e accettare per stare all’ormeggio in un porto così “dentro” una cittadina.
^_^

giovedì 13 settembre 2018

* 26 agosto - Portoferraio, Torre Martello e Linguella

domenica 26/08/2018
Pescheria del Porto - Portoferraio
Pescheria del Porto - Portoferraio
Appena sveglia faccio, come mi ero ripromessa, un salto in pescheria. Non c’è granché, a parte un bellissimo nasello che però è troppo grande per le mie pentole, dunque vado sul semplice e prendo acciughe e vongole lupini. 
acciughe
Acciughe

vongole lupini
vongole lupini
Mentre sono via passa il ragazzo che ritira la spazzatura, Marco lo aspetta, perché - per fortuna - la spazzatura non si può lasciare in banchina; le nostre buste dell’organico, della plastica e dell’indifferenziata sono pronte, ma al momento della consegna scopre con amarezza e disappunto che nel mese di agosto mettono tutto insieme perché nessuno differenzia, nemmeno le barche più grandi che non hanno certo problemi di stivaggio! Che vergogna! proprio non ce la si fa a capirlo che è nell’interesse di tutti differenziare? Che stiamo affogando nei rifiuti? Per molti la differenziazione dei rifiuti è ancora una cosa che non li riguarda o che si fa perché si è costretti. Perché mi chiedo? Ignoranza? Pigrizia? Io spero nelle generazioni che ci succederanno, ma se non gli diamo l’esempio noi ORA, la vedo durissima! 
Tra l'altro ho scoperto che anche se qui a Portoferraio hanno istituito il "porta a porta", a pochissimi metri dalla darsena c'è un piccolo mercato coperto e accanto all'ingresso ci sono i bidoni per conferire le diverse tipologie di rifiuti (e girando un po' per la cittadina ho visto che non sono gli unici); a me sono bastati 5 minuti per buttare vetro, organico, plastica e carta nei cassonetti appositi... troppo tempo sprecato e troppa fatica per i "signori" che ormeggiano qui??? 
Ora taccio, che è meglio... divento pesante su argomenti come questo, ma mi indignano questi comportamenti, non posso farci nulla.
Intanto spunta il sole e del cattivo tempo previsto, al momento, nemmeno l’ombra. Ci viene da pensare che avremmo potuto risparmiare la spesa di questi due giorni in porto, ma forse vale la pena di fare nostro un motto caro a RobertoOgni impedimento è un giovamento”, questa sosta ci dà l’occasione di visitare Portoferraio.
A pranzo spaghetti con le vongole, naturalmente! 
Spaghetti con le vongole
Spaghetti con le vongole
Poi pulisco le acciughe tra le quali trovo anche due piccoli sgombri. 
Nel pomeriggio, dopo una nuova tappa in gelateria, facciamo un altro giretto turistico, oggi visitiamo la Torre della Linguella (la fine della stretta lingua di terra della città), chiamata anche Torre del Martello (per la sua forma) e l’area archeologica attigua, che si trovano alla fine della darsena Medicea. 
Torre Martello e area archeologica della Linguella
Torre Martello e area archeologica della Linguella
La Torre del Martello fa parte delle fortificazioni fatte erigere da Cosimo I de’ Medici a difesa della città; fino alla seconda metà del settecento è stata utilizzata come magazzino del sale e per la tonnara, poi è diventata un carcere. 
Oggi le due sale del complesso ospitano un museo archeologico dove sono esposti reperti provenienti dalle navi romane naufragate nei pressi dell’isola d’Elba e nell’Arcipelago, dove si incrociavano le rotte commerciali: numerosissime anfore alcune con il loro contenuto, spesso vino, ancora intatto, suppellettili, àncore, e altri manufatti databili dalla fine dell’VIII inizi VII sec. a.C. fino al V sec. d.C. Ci è piaciuto moltissimo! 
scala a chiocciola della Torre Martello
scala a chiocciola della Torre Martello
All’interno della Torre è possibile accedere ai tre piani attraverso una bella scala a chiocciola in pietra, e fare una passeggiata lungo il camminamento che porta alla garitta posta a guardia del porto, da cui si vedeva benissimo Maramea ormeggiata al molo della darsena. 
una finestra della torre
una finestra della torre
il camminamento dalla Torre alla garitta
il camminamento dalla Torre alla garitta
Capitano, MiniMozza e Maramea ormeggiata sullo sfondo
Capitano, MiniMozza e Maramea ormeggiata sullo sfondo
Darsena di Portoferraio dalla Torre Martello
Darsena di Portoferraio dalla Torre Martello
Accanto alla Torre, affacciati sul mare, abbiamo potuto visitare i resti delle fondamenta e della pavimentazione di una villa romana databile nelle sue varie fasi dalla metà del I sec. a.C. alla fine del III sec. d.C.; qui sulle rovine un cormorano si asciugava al sole. 
Cormorano
Cormorano
Insomma Portoferraio, pur essendo piccola, ha moltissima storia e numerosi siti da visitare, non siamo riusciti ad andare dappertutto, ma non mancherà occasione, e abbiamo ancora tanto da vedere in tutta l’isola!
Verso l’ora di cena arrivano a terra con il tender Alino, Costanza, Diego e i loro ospiti per andare a cena fuori, ci intratteniamo un po’ con loro e poi io preparo la cena: le acciughe pulite oggi pomeriggio “a lassami stari”, una ricetta siciliana del carissimo e bravo Martino Ragusa. La ricetta di Martino nasce per le sarde, ma qui in Toscana è difficile trovarle, così io la uso per preparare le acciughe o lo sgombro sfilettato, che a volte diventano anche un ottimo condimento per la pasta. La ricetta originale la trovate nel suo bel libro “Cucina siciliana di popolo e signori”, io la seguo più o meno alla lettera e procedo in questo modo: pulisco e delisco le acciughe, metto un filo d’olio nel fondo di una padella e faccio un primo strato di acciughe con il dorso verso il basso, poi cospargo con pomodorini tagliati grossolanamente (se non li ho uso i pelati ben sgocciolati e tagliati a dadini), qualche fettina di spicchio d’aglio, prezzemolo e/o poco origano e sale, poi ricomincio con le acciughe e procedo fino a terminarle facendo in modo che l’ultimo strato sia composto dai pomodorini e il condimento, passo un altro filo d’olio su tutto, copro con un coperchio e metto la padella su fuoco dolce per 10 minuti. Provate e mi saprete dire che bontà è questo piatto!
La giornata è stata soleggiata e il famoso vento che doveva arrivare ieri è arrivato stasera; in darsena si sente la sua presenza e c’è un po’ di risacca, ma la situazione è abbastanza tranquilla. Alla fine dei conti è valsa la pena stare in porto questi due giorni: abbiamo visto molte belle cose, imparato un po’ di storia dell’Elba, osservandola con occhi più attenti e apprezzandola ancora di più, e ci siamo anche riposati dopo le ultime notti un po’ ballerine.
^_^

martedì 11 settembre 2018

* 25 agosto - Portoferraio, Forte Falcone e Napoleone

sabato 25_08_2018
Alle 9:00 ci chiamano dal Marina Cosimo de’ Medici, il posto c’è, possiamo andare verso mezzogiorno.
Nell'attesa che si faccia l'ora ne approfitto per fare un restyling della dinette, voglio sostituire i pratici, ma anonimi e tristi, tappeti marroncini con dei tappeti che ho preso in saldo a Livorno nei giorni in cui siamo stati lì all’ormeggio.
Devo tagliare l’antiscivolo da metterci sotto, e fissarlo con qualche punto.
restyling interno: i tappeti
restyling interno: i tappeti
tappeti prima
tappeti prima
tappeti prima
tappeti prima
tappeti dopo
tappeti dopo
tappeti prima
tappeti prima

tappeti dopo
tappeti dopo
È un lavoro semplice che non richiede molto tempo, infatti nel giro di 3/4 d’ora ho finito. Che ve ne pare?
Alle 11:30 ci muoviamo per andare in darsena. L’ormeggio in questo periodo non è economico, tra l’altro ci fa un po' rabbia che lunedì scatterà la bassa stagione e le tariffe si dimezzeranno, però staremo più tranquilli e ne approfitteremo per fare un po’ di spesa, per fare acqua e pulire la barca.
Super Maramu Maramea in darsena a Portoferraio
Maramea in darsena a Portoferraio
Appena attraccati a Portoferraio faccio un rapido passaggio ad un negozietto bio che ho trovato grazie a internet (Il Corbezzolo), dove hanno anche un po’ di verdure fresche, poi passo all’ufficio del Marina per la registrazione e il pagamento delle due notti che passeremo in porto.
Noto con sorpresa e soddisfazione che, visto il regime “porta a porta” per la gestione dei rifiuti e la mancanza di cassonetti pubblici, si sono organizzati: due volte al giorno - dalle 8:30 alle 10:00 e dalle 18.30 alle 21:30 - passa sul molo un ragazzo che raccoglie la spazzatura, che naturalmente va consegnata differenziata. Ottimo!
Inoltre mi regalano un biglietto omaggio che permette l’ingresso alle Fortezze Medicee e Forte Falcone, al Teatro dei Vigilanti e all’area archeologica della Linguella. Avevamo già intenzione di sfruttare questa sosta terrestre per fare un po’ i turisti, questo omaggio cade a fagiolo.
Prima di tornare in barca arrivo quasi alla fine della darsena, dove si trova la Pescheria del Porto, per controllare gli orari: vogliamo mangiare un po’ di pesce, ché se aspettiamo la nostra traina non c’è speranza.
pescheria del porto - portoferraio
Pescheria del porto - Portoferraio
Arrivo che ha appena chiuso, nel pomeriggio non apre, ma domattina - benché sia domenica - sarà aperta dalle 8:00 alle 12:30. Benissimo, a domani dunque!

Pranziamo, facciamo un po’ di pulizie e molte docce in coperta, perché il caldo si fa sentire, poi verso le 16:30 scendiamo a mangiare una granita e ci avviamo verso la Palazzina dei Mulini, una delle due residenze di Napoleone Bonaparte a Portoferraio durante i 300 giorni del suo esilio all'isola d'Elba (4 maggio 1814 - 26 febbraio 1815). Era una residenza destinata soprattutto alla vita pubblica e di rappresentanza dell'imperatore in esilio, mentre la sua vita privata si svolgeva nella Villa di San Martino, una località a circa 5 km dal centro storico di Portoferraio.
Quando venivamo qui con la Filibusta e c’era l’Associazione velica con cui facevamo charter, non abbiamo mai avuto occasione di visitare questi luoghi, perché quando attaccavamo in porto era sempre e solo per sbarcare gli ospiti che terminavano la loro settimana di vacanza, rapidamente pulire la barca e fare la spesa, e imbarcare i nuovi arrivi. Semplicemente non c’era tempo di fare turismo per conto nostro. Ora è bello tornare e scoprire angoli mai visti eppure fruibilissimi, come le levigate scale in calcare rosa che portano alla parte alta della cittadella.
le scale rosa di Portoferraio
le scale rosa di Portoferraio 
le scale rosa di Portoferraio - Salita Napoleone
le scale rosa di Portoferraio - Salita Napoleone
le scale rosa di Portoferraio - Salita Napoleone dall'alto in basso
le scale rosa di Portoferraio - Salita Napoleone dall'alto in basso
Arriviamo alla Villa dei Mulini, dove possiamo ammirare stanze e arredi che hanno fatto parte della vita di Napoleone, insieme al bel giardino che affaccia sul Faro e sullo Scoglietto di Portoferraio.
la Villa dei Mulini - residenza napoleonica
la Villa dei Mulini con il giardino e la sua vista
vista sul giardino dalle stanze di Napoleone
vista sul giardino dalle stanze di Napoleone
Lo Scoglietto di Portoferraio
Lo Scoglietto di Portoferraio visto dal giardino di Villa dei Mulini
il Faro di Portoferraio visto dalla villa dei Mulini
il Faro di Portoferraio visto dalla villa dei Mulini
Continuando a salire incontriamo lungo la strada delle bellissime piante di cactus in fiore e di fichi d'india stracolme di frutti.
cactus in fiore
cactus in fiore
fichi d'india
fichi d'india
Arriviamo al Forte Falcone, eretto nel 1548 da Cosimo I de’ Medici e uno dei capisaldi del sistema di difesa di Ferraja (questo il nome  di Portoferraio nel Medioevo), che Cosimo chiamò Cosmopoli. Qui visitiamo i cunicoli che ospitavano una stazione radio della Dicat, durante il periodo della seconda guerra mondiale, che raccoglieva le informazioni provenienti da tutti gli altri punti di osservazione situati sulla costa dell’Elba.
I panorami sono mozzafiato, dalla finestra di una delle diverse postazioni di guardia si vede lo Scoglietto, sembra un quadro...
Lo Scoglietto dal Forte Falcone
Lo Scoglietto dal Forte Falcone
Ai piani superiori del Forte invece possiamo ammirare una raccolta di stampe, quadri e incisioni che descrivono la cittadella di Cosmopoli e le sue fortificazioni, che la resero inespugnabile. Tra i vari reperti ci ha colpito molto il librone manoscritto dei "Consolati del Mare", una raccolta di atti autentici che va dal 1559 al 1802 nei quali sono riportate le deposizioni giurate, dette appunto “consolati”, che i capitani di navi mercantili dovevano fornire, in caso di incidenti, al Cancelliere comunitativo nel primo porto toccato; questi atti riportavano tutto quello che era avvenuto durante la navigazione: infortuni, incendi, tempeste, collisioni, naufragi, assalti di pirati e corsari e così via. Per chi volesse approfondire qui c'è un documento .pdf che illustra più dettagliatamente cosa sono i Consolati del mare.
fiore di cappero
fiore di cappero
Uscendo dal Forte poi abbiamo potuto ripercorrere tutti i bastioni e le fortificazioni scendendo fino alla Porta di Mare che sbuca sulla darsena. Un percorso ricco di fascino e di bellissimi scorci, lungo il quale abbiamo anche incontrato moltissime piante di capperi e diversi alberi di fico dall’aria vetusta che ci hanno generosamente offerto un “aperifico” dolcissimo!
Dopo cena la nostra serata è stata allietata da un cantante di strada, che ha suonato e cantato cover di De Andrè, Bennato, e artisti soul e blues….talmente gradevole che abbiamo comprato un CD con brani scritti da lui, per chi fosse curioso si chiama Gabriele Uccelli.
Il ventone previsto per stasera non è arrivato… solo qualche goccia di pioggia. Vedremo domani.
^_^