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lunedì 6 luglio 2020

Brucoli: la poesia dell'Etna, i capperi e una torta (23-24 giugno 2020)

La scorsa settimana abbiamo fatto acqua ai pontili del Marina di Siracusa, ma l'acqua era assai sporca (abbiamo un filtro a monte del serbatoio) e pur avendo l'impianto ad osmosi bevendola aveva un saporaccio, così abbiamo deciso di spostarci in una baia con l'acqua pulita per rifornire il serbatoio con il dissalatore. Siamo andati a Nord-Nord Ovest di Siracusa, nella baia di Brucoli, che si trova proprio di fronte a Catania. Anche gli amici di Luna Blu si sono spostati con noi e abbiamo veleggiato insieme per le 5 ore che abbiamo impiegato ad arrivare.
Luna Blu ©ValeriaDeRiso
Luna Blu
Un bel traverso ha permesso ad entrambi di mettere a riva il jennaker, e di fotografarci a vicenda.
Maramea ©LucileCovello
Maramea ©LucileCovello
Al tramonto lo spettacolo dell'Etna con il suo pennacchio di fumo, e la città di Catania che pian piano si illumina.
Brucoli - Maramea e L'Etna ©LucileCovello
Brucoli - Maramea e L'Etna ©LucileCovello
Siamo rimasti in questa baia per sei giorni, durante i quali abbiamo visitato Brucoli che nel XV secolo pur essendo un piccolissimo borgo marinaro di pescatori, era considerato un"caricatore" fra i più importanti della Sicilia orientale.
Brucoli - Castello Aragonese ©ValeriaDeRiso
Brucoli - Castello Aragonese
In Sicilia erano chiamati caricatori le aree con un porto, dov’era depositato, per scopi commerciali, il grano proveniente dai luoghi interni dell’Isola. Ecco il motivo per cui nel 1466 venne edificato il Castello Aragonese che si trova alle spalle del faro e all'imbocco del porto-canale. Questa fortificazione non aveva solo scopi difensivi contro i turchi, ma anche per controllare i commerci marittimi e custodire le riserve di grano che vi confluivano. 
Brucoli - Castello Aragonese ©ValeriaDeRiso
Brucoli - Castello Aragonese
Bello percorrere con il gommone il porto-canale, una profonda gola scavata nel corso dei secoli dal torrente Porcaria, caratterizzata da grotte utilizzate come magazzini e rifugi per barche e merci.
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
Brucoli - le grotte del porto-canale ©ValeriaDeRiso
Brucoli - le grotte del porto-canale
La strada principale di Brucoli è disseminata di mosaici di un ignoto artista locale. L'abitato mi ha ricordato un po' Lampedusa.
Brucoli ©ValeriaDeRiso
Brucoli 
La MezzaMarinaia in questi sei giorni ha fatto innumerevoli bagni con il suo amico Nino
MezzaMarinaia e Nino
la MezzaMarinaia e Nino
raccolto capperi e cucunci insieme al NormalCapitano, che abbiamo messo sotto sale. I capperi e i cucunci, non il NormalCapitano.
raccolta capperi ©SaraBassi
capperi e cucunci ©ValeriaDeRiso
capperi e cucunci
capperi e cucunci ©ValeriaDeRiso
capperi e cucunci
Preso lezioni di apnea
dopo la lezione di apnea
dopo la lezione di apnea
e fatto la sua prima torta al cacao tutta da sola!
La prima torta della MezzaMarinaia
La prima torta della MezzaMarinaia
Una tortina semplice, velocissima da preparare e buona, giusta da inzuppare a colazione, senza glutine e senza molte altre cose, visto che è una torta "all'acqua". Però per la colazione è proprio l'ideale. Alla fine del post vi lascio la ricetta.
Kiba, saltydog, fa la guardia
Kiba, saltydog, fa la guardia
Kiba intanto ha continuato ad apprezzare la vita di bordo, e abbiamo anche scoperto che non ama le moto d'acqua: lei che non abbaia mai, quando nel fine settimana hanno cominciato a scorazzarci intorno, se si avvicinavano troppo partiva a difendere se stessa e il suo branco dai bolidi fastidiosi.
Prima di chiudere il post vi lascio la ricetta della
Torta al cacao all'acqua (senza glutine, senza uova, senza burro)
per uno stampo da plum cake o da 22 cm di diametro
207 gr di farina di riso integrale
57 gr di fecola di patate
36 gr di amido di tapioca (o di mais)
45 gr di cacao amaro
180 gr di zucchero
1 bustina di lievito 
300 gr d'acqua
40 gr di liquore di mirto (facoltativo)
Preriscaldare il forno a 160°, ungere e infarinare (con la farina di riso o la fecola) lo stampo. Mescolare tutti gli ingredienti secchi setacciandoli, unire il mirto all'acqua e aggiungere pian piano alle farine mescolando con una frusta in modo che non si formino grumi. Una volta ottenuto un impasto omogeneo versare nello stampo e cuocere per 45'-50'. Prova stecchino sempre d'obbligo.
Sfornare, togliere delicatamente dalla teglia e lasciare raffreddare avvolta in un panno.

^_^

venerdì 3 luglio 2020

Compleanno Siracusano e Archimede (18-19 giugno 2020)

Durante questa nostra lunga sosta a Siracusa è capitato anche il mio compleanno. Come sempre accade a chi cucina, la torta me la sono preparata da me: una crostata, naturalmente senza glutine, con una deliziosa frolla alla carruba, confettura di mirtilli e mele. In fondo al post, per chi la vorrà assaggiare, lascio la ricetta.
52 candeline!
Ma sono stata ultra festeggiata dagli amori miei, che mi hanno fatto ben tre regali a sorpresa!!  
Per una famiglia dove gli adulti non si scambiano regali (chi ci conosce bene lo sa), sono tantissssssssimi, e il fatto che fossero inaspettati li ha resi ancora più graditi.
I miei regali sono stati: delle batterie nuove per la macchina fotografica, un bellissimo tonno in gres - di Rossella Capuano, (un'artigiana che mi piace molto, ma il NormalCapitano e la MezzaMarinaia non lo sapevano!) comprato nello stupendo negozio Fish House Art (di cui ho parlato qui) che va ad aggiungersi alla mia collezione - e due enormi, buonissimi, golosissimi arancini con melanzane e pistacchi SENZA GLUTINE, della pasticceria Artale! Insomma, super coccolata!
Gli arancini di Artale e il Tonno di Rossella Capuano
Gli arancini di Artale e il Tonno di Rossella Capuano
Alla fine della giornata sopra Maramea sono anche passati dei fenicotteri in formazione. Che spettacolo! peccato averli visti all'ultimo istante e non essere riusciti a fare una foto migliore.
Fenicotteri ©ValeriaDeRiso
Fenicotteri
Il giorno dopo il NormalCapitano e la MezzaMarinaia hanno preso le bici e sono andati in città a visitare il il Tecnoparco Archimede di Siracusa.
Come molti di voi sapranno, Siracusa è la città natale di un grande matematico e fisico dell'antichità, Archimede (287 a.C. - 212 a.C.) appunto. Nel parco, di 1.700 mq, è possibile ammirare repliche e modelli in scala di strumenti e e macchine del 3° secolo a. C., che fanno di Archimede una delle più grandi personalità della storia umana, tanto che dopo ventitré secoli la sua memoria è ancora vivissima. 
Tecnoparco Archimede di Siracusa - la vite di Archimede
Tecnoparco Archimede di Siracusa - la vite di Archimede
Io sono rimasta a bordo con Kiba che, come accade spesso nelle aeree museali, purtroppo non ha diritto all'accesso. La MezzaMarinaia è tornata entusiasta dopo aver ammirato leve, paranchi e argani, catapulte, specchi ustori, la vite senza fine e le macchine da guerra a grandezza naturale inventate o potenziate da Archimede per difendere la città di Siracusa durante l’assedio Romano nel III sec. a. C..
Tecnoparco Archimede di Siracusa - specchio ustore
Tecnoparco Archimede di Siracusa - specchio ustore
Siracusa - il π
Siracusa - il π
Ed ora, come promesso, vi lascio la ricetta della CROSTATA di MELE e MIRTILLI con FROLLA alla FARINA di CARRUBE.
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube ©ValeriaDeRiso
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube
Dosi per uno stampo da 26 cm:
150 gr di farina di riso integrale
60 gr di farina di teff (o di sorgo per un sapore ancora più delicato, o di grano saraceno per un sapore più rustico)
(il totale di queste due farine, cioè 210 gr, può essere sostituito con una normale farina tipo 2 se non si è intolleranti al glutine)
40 gr di farina di carruba (attenzione, farina di carruba, non di semi di carruba che è invece un addensante)
125 gr di burro
125 gr di zucchero di canna (anche un po' meno, visto che la farina di carrube è dolce, ma non esagerate a diminuire perché la frolla perde la sua friabilità)
scorza di 1 limone grattugiata
1 uovo intero
150 gr di composta di mirtilli
3 mele golden

(Io lavoro a mano, ma naturalmente potete usare un'impastatrice)
In una terrina lavoro con una forchetta lo zucchero e il burro freddo (se è un burro di buona qualità conterrà poca acqua e sarà abbastanza morbido anche se molto freddo), poi aggiungo l'uovo intero e la scorza di limone, e successivamente le tre farine. Solo durante gli ultimi minuti uso le mani per compattare l'impasto che poi avvolgo in un foglio di cotone imbevuto di cera d'api (io uso quelli di Beeopak, sono comodissimi e ultra ecologici, così ho eliminato definitivamente l'uso della pellicola di plastica) e metto in frigo per mezz'ora.
Passata la mezz'ora, scaldo il forno a 180°, stendo la frolla su un foglio di carta forno e la passo direttamente con la carta forno in una teglia con la cerniera apribile da 26 cm di diametro. La bucherello con i rebbi di una forchetta, la spolvero con poca farina di mais bramata da polenta (o altra senza glutine; io uso quella da polenta perché ha una granulometria spessa e un alto potere assorbente dell'umidità, così impedisce alla carta forno di attaccarsi) ci stendo un altro foglio di carta forno e sopra distribuisco uniformemente dei fagioli che uso e riuso da anni solo per fare la cottura "nuda" delle frolle. Metto in forno per 15 minuti. Nel frattempo sbuccio le mele, tolgo i torsoli e le taglio a fettine spruzzandoci su poco limone, in modo che non si anneriscano. Passati i 15 minuti, tolgo la base di frolla dal forno, tolgo la carta forno con i fagioli, stendo la composta di mirtilli in maniera uniforme (se è molto densa la allungo con pochissima acqua tiepida) e distribuisco le fettine di mele leggermente sovrapposte a formare una spirale dal bordo fino al centro (nelle foto noterete che stavolta mi sono sbagliata e ho fatto al contrario, ma viene meglio se si parte dai bordi). Spolvero con un po' di zucchero di canna e rimetto in forno per altri 25 minuti. 
Lascio raffreddare, e poi aperta la cerniera della teglia cerco di far scivolare delicatamente la crostata su un piatto, ma a volte, come questa, non mi formalizzo e la lascio con la carta forno (la verità è che avevo paura che si rompesse! le farine senza glutine sono poco elastiche).
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube ©ValeriaDeRiso
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube

^_^

martedì 10 settembre 2019

15-18 agosto, Malta e un Pan di Spagna al cacao senza glutine

Giovedì 15 agosto 2019
Dopo la nottata insonne, alle 6:00, esauriti, salpiamo e andiamo via da St. Thomas.
Procedendo poco più avanti c'è un'altra baia - divisa in due da un sottile istmo - dove l'onda dovrebbe entrare meno, infatti man mano che ci avviciniamo vediamo un gran numero di alberi sbucare da dietro al promontorio che la protegge: ecco dove erano tutti! così capiamo anche come mai a St.Thomas eravamo soli: chi conosce queste acque sa bene che lì non si è riparati dalle onde!
La baia si chiama Hofra L-Kbira e l'istmo, che la divide in due con un suggestivo arco naturale che permette di guardare dall'altra parte, si chiama Ras il-Fniek.
Malta, Ras il-Fniek ©Valeriaderiso
Malta, Ras il-Fniek
Ci fermiamo dal lato sud della baia, dove c'è un minor numero di barche. Qui si sta decisamente meglio che a St. Thomas, e anche il paesaggio è molto bello, senza case e con queste rocce bianche che fanno da sfondo ad un'acqua cristallina. Sul lato nord si intravede la Cappella di San Paolo dei Naufragi.
Malta, Hofra L-Kbira nord e Cappella di S. Paolo dei Naufragi ©Valeriaderiso
Malta, Hofra L-Kbira nord e Cappella di S. Paolo dei Naufragi
Durante la giornata arrivano numerose imbarcazioni. Molti motoscafi vanno sul fondo della baia e si ormeggiano all'inglese uno a fianco all'altro, tenendo la musica - orrenda - a palla con le rocce ad anfiteatro che fanno da amplificatore. Gommoni, barchini, ma anche barche a vela e motoscafi, praticamente tutte le barche dei locali sfrecciano tra le altre alla fonda a 4-5 nodi, incuranti dei bagnanti, sfiorando le altre imbarcazioni e dando àncora vicinissimi gli uni agli altri... noi ci salviamo abbastanza perché siamo piuttosto fuori, ma siamo sconcertati dal fatto che non vengano rispettate le regole della navigazione, ma nemmeno quelle del buon senso. Diciamo che qui, ognuno fa un po' come gli pare.
Per fortuna in serata la maggior parte delle barche va via, rimaniamo in pochi e gli amanti della musica a palla hanno la buona creanza di spegnere l'impianto Hi-Fi ad un'ora non troppo tarda.

Venerdì 16 agosto 2019
Passiamo la giornata raggiungendo con il gommone una piattaforma naturale formata dalle rocce della baia, dove arrivano anche persone via terra, sempre super organizzate con ombrelloni, sedie, borse, borsette e barbecue. Facciamo volentieri il bagno da questi scogli perché sono protetti dalle boe che impediscono il passaggio delle barche. Sara impara a fare i tuffi di testa, e un signore le regala una ciprea, una Naria spurca, piccola ed uguale ad un'altra che avevamo trovato qualche giorno fa.
Naria spurca
Durante la giornata la baia si riempie di barche, con la solita musica a palla, ma la sera si sta tranquilli, il cielo è pieno di stelle e si sta bene.

Sabato 17 agosto 2019
Dovrebbe venire vento da Sud, quindi decidiamo di spostarci a Nord e alle 10:00 salpiamo. Alle 11:00 arrivano 8-9 nodi da Nord Ovest, facciamo un bordo andando un po' fuori, di bolina e spegniamo il motore. Man mano che procediamo troviamo onde sempre più formate e il vento, non previsto, aumenta e gira sulla prua. Con queste condizioni non si arriva da nessuna parte, e così viriamo e torniamo indietro. Ora abbiamo 15-16 nodi di poppa, con genoa e mezzana l'andatura è sui 5 nodi. Alle 13:30 arriviamo di nuovo nella baia di Hofra L-Kbira, ma stavolta diamo àncora dal lato Nord dell'istmo.
Malta, baia di Hofra L-Kbira nord e sud e l'istmo Ras il-Fniek che la divide ©Valeriaderiso
Malta, baia di Hofra L-Kbira nord e sud e l'istmo Ras il-Fniek che la divide
Dopo pranzo mettiamo il gommone in acqua e torniamo a fare il bagno agli scogli dove siamo stati nei giorni scorsi.
Il previsto vento da Sud arriva, ma è talmente flebile che quasi non si avverte, e così decidiamo di restare qui. Come nei giorni scorsi la baia in serata si svuota, rimaniamo in due o tre a passare la notte nella calma più assoluta.

Domenica 18 agosto 2019
Anche la giornata di oggi va avanti simile a quella di ieri: di mattina la baia si riempie di barche di tutti i tipi, a vela e a motore più o meno grandi, e barche che portano i turisti a fare un'uscita giornaliera.
Malta, Luzzo ©Valeriaderiso
Malta, Luzzo
Tra queste ci sono anche i luzzi, le coloratissime barche maltesi con le prue alte e gli occhi dipinti; questa decorazione, che risale ai tempi dei fenici, rappresenta l’Occhio di Osiride o Occhio di Horus, simbolo antico di prosperità, apposto sulle imbarcazioni per allontanare il malocchio e favorire una buona battuta di pesca.
Malta, Luzzo da pesca ©Valeriaderiso
Malta, Luzzo da pesca
Domani è il compleanno di Sara, che ha fatto richieste precise per il menù: spaghetti con lo sgombro, capperi e limone e una torta al cioccolato con la crema, e allora nel tardo pomeriggio, insieme, prepariamo la torta e la crema pasticcera che servirà a farcirla.
Per la torta ho seguito una ricetta molto semplice, una specie di Pan di Spagna al cacao, ed è venuta bella morbida e leggera, naturalmente senza glutine.
Ecco gli ingredienti e il procedimento per uno stampo da 24 cm di diametro:
- 4 uova intere a temperatura ambiente (importantissimo, altrimenti non montano)
- 100 gr di zucchero di canna
- 75 gr di fecola di patate
- 1 cucchiaino raso di lievito
- 25 gr di cacao in polvere
Ho sbattuto le uova (intere) con lo zucchero fino a quando non sono diventate chiare e spumose. Ho setacciato insieme fecola, lievito e cacao e poi li ho incorporati delicatamente alle uova. Ho versato l'impasto nella tortiera rivestita con la carta forno (qui c'è un tutorial per farlo in modo preciso) e l'ho cotto in forno già caldo a 180° (statico) per circa 40 minuti (meglio sempre fare la prova stecchino). L'ho tolta dal forno e l'ho lasciata raffreddare bene prima di sformarla.
Per la crema pasticcera senza glutine questi sono gli ingredienti e le dosi che uso (anche se stavolta ho dimezzato le dosi):
- 500 ml di latte vegetale (con quello di mandorla senza zucchero aggiunto viene buonissima, io in genere uso quello di sorgo e viene ugualmente buona)
- 80 gr di zucchero di canna
- 40 gr di amido di riso (30 gr se la si vuole più lenta) (anche di mais va bene, ma ha un sapore più evidente e la fecola di patate ha una resa più collosa)
- 4 tuorli
- per profumarla una bacca di vaniglia o la buccia di limone, a seconda delle preferenze
Il procedimento è il solito: si scalda il latte con la buccia di limone o con la bacca di vaniglia, mentre si mescolano i tuorli con lo zucchero e poi con l'amido. Successivamente, dopo aver eliminato la buccia di limone o la bacca di vaniglia, si aggiunge il latte caldo a filo mescolando bene in modo da non formare grumi, poi si mette tutto sul fuoco moderato e si mescola continuamente finché si raddensa.
Il risultato ve lo mostrerò nel post successivo, quando vi racconterò dei prossimi giorni.
Malta, l'istmo Ras il-Fniek da Nord, all'imbrunire ©Valeriaderiso
Malta, l'istmo Ras il-Fniek da Nord, all'imbrunire
Stasera rimaniamo proprio soli soli, forse perché oggi è l'ultimo giorno del week end di Ferragosto, tutti vanno via, la baia è buia buia e quando sorge la luna sembra un faro potente, è ancora abbastanza grossa, visto che è stata piena tre giorni fa. Lo spettacolo è servito!
^_^

mercoledì 31 luglio 2019

12-14 luglio, Marina di Camerota (SA): Baia degli Infreschi e amaretti al cioccolato

venerdì 12 luglio 2019
Le boe sono gratuite, così decidiamo di stare qui per qualche giorno, anche perché vogliamo evitare di arrivare alle Eolie, nostra prossima tappa, nel fine settimana; inoltre sappiamo che per martedì è prevista una piccola perturbazione e non è il caso di trovarci in un posto con pochi ridossi come sono quelle Isole, dunque lasceremo che la perturbazione passi e poi ci muoveremo.
Il video che segue l'ho girato ieri, appena arrivati, la baia era nella pace assoluta.
Stamattina, invece, verso le 10:00, comincia il traffico delle barche che portano i turisti a visitare la baia. Noi siamo alla boa proprio sotto Punta Magazzeni, dove si trova la vecchia Tonnara di Linfreschi un privilegio dei feudatari Marchesi di Camerota, che avevano l’esclusiva della pesca. Fu attiva grazie all’opera prima dei fratelli Intartaglia e poi della ditta De Luca di Napoli, si pescavano oltre i tonni, anche pesci spada di 40-50 kg, fino al 1937 quando una tempesta portò via tutto (fonti Mareatavola e Archivio di Stato di Salerno - Cibo memoria storica).
resti della Tonnara Linfreschi e Torre di avvistamento ©Valeriaderiso
resti della Tonnara Linfreschi e Torre di avvistamento
L'X-Yachts che è alla boa accanto a Luciano, sulla parte destra della baia, va via, e allora ci spostiamo e prendiamo il suo posto, eviteremo così di stare sul tragitto scelto come preferenziale dai barchini dei turisti che vanno in su e in giù.
Questa baia, area marina protetta, è famosa per la sua bellezza e per le acque dolci surgive che versandosi in mare creano lo strano fenomeno dell'acqua superficiale più fredda rispetto a quella più vicino al fondale. In epoca romana il suo nome era Anphorisca perché qui era cavata l’argilla per la fabbricazione dei manufatti di terracotta. Divenne Anfresca, nel XVII secolo, sulle carte nautiche, Infreschi, oggi.
Nel '600 poi, divenne proprietà del Marchese di Camerota che fece costruire un frantoio con magazzino e taverna annessi.
Baia Infreschi - Cappella S. Lazzaro ©Valeriaderiso
Baia Infreschi - Cappella S. Lazzaro
Decidiamo di fare una passeggiata a terra: seguendo il sentiero che parte dalla piccola spiaggia in fondo alla baia arriviamo alla piccola cappella di S.Lazzaro, dove una gentilissima signora ci scatta una foto tutti insieme (manca Luciano, rimasto in barca)
tutti insieme
tutti insieme meno uno
Lungo il sentiero che porta ai resti della Tonnara già si gode di un magnifico panorama e si vede molto bene tutta la baia, con Maramea e Walrus ormeggiate ai corpi morti una accanto all'altra.
Marame e Walrus agli Infreschi ©Valeriaderiso
Marame e Walrus agli Infreschi
Della Tonnara non resta granché, ma è possibile ancora apprezzarne la costruzione e i bellissimi archi.
i resti della Tonnara Linfreschi ©Valeriaderiso
i resti della Tonnara Linfreschi
i resti della Tonnara Linfreschi ©Valeriaderiso
i resti della Tonnara Linfreschi
I tre Maramei - ©GigliolaPantera
I tre Maramei
©GigliolaPantera
Poi  continuiamo a salire ammirando dall'alto il bellissimo colore dell'acqua della baia, che la rende così attraente
Baia Infreschi - Marina di Camerota (SA) ©Valeriaderiso
Baia Infreschi - Marina di Camerota (SA)
e poi ancora su... su... attraverso vigne abbandonate al sole, fino ad arrivare all'Azienda Agricola Oasi Infreschi, dove facciamo una piccola sosta, ma nessuno di noi ha pensato di portare dei soldi e non possiamo approfittare delle cose buone che preparano.
Menù dell'Azienda Agricola Oasi Infreschi
Menù dell'Azienda Agricola Oasi Infreschi
Al ritorno è tutto meno faticoso
©GigliolaPantera
ma ci concediamo una pausa all'ombra
Man mano che scende la sera tutte le barche ed i gommoni vanno via, rimaniamo solo noi, Walrus e lo Swan 65 a goderci questo incanto di baia.

sabato 13 luglio 2019
È sabato e si vede! Oggi oltre alle barche dei turisti c'è il caos del fine settimana, motobagonghi di tutte le dimensioni e in gran numero, gommoni e barche a vela affollano la baia ormeggiandosi anche in quattro alla stessa boa. Scopriremo che c'è un'ordinanza della Capitaneria che permette l'ormeggio di quattro imbarcazioni allo stesso corpo morto, senza specificarne la stazza... una cosa assurda, perché un conto sono 4 barche sui 10 metri o 4 gommoni, un conto quattro barche grosse come la nostra o lo Swan 65 nostro vicino!!! Per fortuna nessuno ha la balzana idea di volersi ormeggiare al nostro corpo morto, noi siamo già molto pesanti, però verso l'ora di pranzo e per parte del pomeriggio ospiteremo un piccolo gommone a noleggio con quattro persone a bordo che si legherà sulla nostra poppa.
Io, Marco e Gigliola prendiamo il gommone per andare a Marina di Camerota distante 2-3 miglia: abbiamo da fare un po' di spesa e da buttare la spazzatura; Luciano Sara e Tosca restano a bordo di Walrus.
A terra ci sono dei cassonetti differenziati per carta, metallo e plastica, umido e indifferenziato, di quelli per i quali serve la tessera, ma non funzionano! Probabilmente non avremmo potuto usarli in ogni caso, in genere questo tipo di cassonetti sono per i residenti, ma ci dicono che entreranno in funzione ad agosto e che possiamo lasciare la spazzatura accanto ad un cestino di quelli urbani, alle 14:00 passerà il camion della nettezza urbana e li ritirerà. Peccato! Avevamo tanta plastica raccolta in mare oltre alla nostra spazzatura accuratamente differenziata...
Anche stasera si cena insieme, e io preparo - oltre al resto - degli amaretti al cioccolato per recuperare degli albumi che avevo in frigo da qualche giorno. Solo bianco d'uovo, zucchero, cioccolato fondente e farina di mandorle, così posso mangiarli anche io. Buonissimi! La ricetta l'ho trovata qui, anche se ho utilizzato meno zucchero.
Ecco le dosi e il procedimento:
160 gr di farina di mandorle - 100 gr di albumi (pari a 3 albumi) - 30 gr di cioccolato fondente - 180 gr di zucchero di canna.
Ho sciolto il cioccolato fondente a bagnomaria e l'ho lasciato raffreddare. Ho ridotto in farina le mandorle insieme a metà dello zucchero (che serve ad assorbirne l'olio) con il minipimer. Ho montato a neve ferma gli albumi con il resto delle zucchero e poi l'ho aggiunti delicatamente alla farina di mandorle, e infine ho aggiunto il cioccolato fuso e freddo. Ho scaldato il forno a 145 ° in modalità statica, con un cucchiaio ho distribuito il composto formando dei mucchietti ben distanziati tra loro, e li ho cotti per 20 minuti, poi ho spento il forno e li ho lasciati asciugare ancora altri 20 minuti.
amaretti al cioccolato ©Valeriaderiso
amaretti al cioccolato
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In serata rimaniamo di nuovo solo in tre: noi, Walrus e lo Swan 65.
Walrus, Maramea e lo Swan 65 agli Infreschi ©Valeriaderiso
Walrus, Maramea e lo Swan 65 agli Infreschi
La luna è crescente e luminosissima, silenzio assoluto oltre il frinire dei grilli che arriva da terra, né caldo né freddo temperatura perfetta, prima di andare a dormire ci godiamo il cielo stellato e la magia di questo posto, amplificata dalla differenza tra il caos della mattinata e la pace di questa serata, stesi sui cuscini di poppa.
domenica 14 luglio 2019
Stamattina ci siamo alzati di buon ora: vogliamo andare con il gommone nella Grotta degli Infreschi, impossibile da visitare dopo le 10:00 a causa dell'andirivieni continuo delle barche dei turisti che spesso entrano di poppa riempiendola di gas di scarico... ci chiediamo come facciano a sopravvivere le rondini che vediamo sfrecciare dentro e fuori l'anfratto tutto il giorno... a mio parere dovrebbero vietare l'ingresso a motore acceso.
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
La grotta è piccola, ma molto suggestiva. Lascio la parola alle foto che possono dire molto più di quanto potrei fare io descrivendovela.
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi, Stalattiti ©Valeriaderiso
Marina di Camerota (SA) - Grotta degli Infreschi, Stalattiti
Volevamo muoverci oggi verso le Eolie, ma le previsioni danno cattivo tempo in arrivo per cui ci fermeremo ancora un giorno qui e domani andremo verso Sapri dove aspetteremo che la perturbazione passi.
Luciano e Gigliola ci propongono di andare a pranzare all'Oasi Infreschi, ma io non mi sento un granché stamattina, quindi Sara andrà con loro e io e Marco resteremo in barca dando un'occhiata anche alla loro, non dimentichiamo che è domenica per cui si prevede una replica del caos di ieri.
Tosca, Sara e Luciano ©GigliolaPantera
Tosca, Sara e Luciano verso L'Oasi Infreschi
In realtà oggi è peggio di ieri: meno barche a vela, e molte più barche a motore, per lo più di grandi dimensioni.
Dopo aver avuto uno "scambio di idee" con l'armatore di un grosso motoscafo che voleva a tutti i costi ormeggiare sul nostro corpo morto (pur essendocene altri disponibili con barche molto più piccole della nostra), e dopo averlo convinto che insieme avremmo superato ampiamente la soglia della sicurezza a causa del peso di entrambe le barche, ed esserci sentiti dire che "...allora non dovete venire qui se siete così grossi (!!!!! e che dire allora dello Swan 65???)...", si avvicina un gommone il cui peso non è eccessivo pur essendo molto grosso, le persone a bordo si pongono in modo assai più garbato, saranno i nostri vicini durante la giornata; scambiando due chiacchiere con l'armatore scopriremo che si chiama Carlo e che vengono da Maratea (Carlo, se ti capiterà mai di imbatterti in questo blog sappi che è stato un piacere avervi come vicini).
Nel pomeriggio rientrano i gitanti e portano a Marco una porzione di un piatto tipico del posto, la Maracucciata, a base di maracuoccio, un particolare legume che si trova solo da queste parti, nella zona di Lentiscosa; ricorda la polenta, perché questo legume, sottospecie della cicerchia, viene abbinato con grano e olio, e mantecato con aglio, cipolla e crostini, dando vita ad un piatto saporito. Poi Sara e Gigliola portano Tosca a terra in canoa e Sara apprende le sue prime lezioni di pagaia!
Lezioni di pagaia ©Valeriaderiso
Lezioni di pagaia
Anche stasera, andate via tutte le barche, rimaniamo solo in tre, i soliti tre!
Walrus, Maramea e lo Swan 65 visti dalla Grotta degli Infreschi ©Valeriaderiso
Walrus, Maramea e lo Swan 65 visti dalla Grotta degli Infreschi

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