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giovedì 9 luglio 2020

Brucoli: risveglio col botto e partenza di Luna Blu (25-29 giugno 2020)

A parte l'affollamento del fine settimana, nella baia di Brucoli nei giorni restanti regnava la pace assoluta, c'eravamo all'ancora solo noi, Luna Blu e un paio di altre barche ormeggiate parecchio distanti. La pace assoluta dicevo, ma... la mattina del 25 giugno, dormivamo placidamente nelle nostre cuccette quando intorno alle 5:45 un botto pazzesco sullo scafo ci ha fatti svegliare di soprassalto! Il NormalCapitano è schizzato fuori io l'ho raggiunto uscendo dal passauomo di poppa: una barca c'era venuta addosso!!! nella baia praticamente vuota!!
Una coppia di inglesi, con una barca di circa 10 metri. Avevano inserito l'autopilota ed erano tutti e due sottocoperta, erano usciti giusto in tempo per non prenderci in pieno, ma invertire la rotta e prenderci di striscio sulla murata sinistra a prua. La MezzaMarinaia che dorme proprio a prua sul lato sinistro, stava in quel momento sognando di chiudere una porta: che usciata!!! 
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra
la barca del "botto" ormeggiata alla nostra murata sinistra 
Mortificatissimo il comandante inglese si è ormeggiato accanto a noi e una volta verificato che il danno era un coccio nel gelcoat
il danno sull'opera morta di Maramea
il danno sull'opera morta di Maramea
ha preso tutto il necessario per la riparazione ed è stato circa un'ora a lavorare sotto l'occhio vigile del NormalCapitano, che - chi lo conosce lo sa - è molto preciso ed esigente in faccende del genere, dunque era pronto ad interromperlo e a dirgli "Lasciamo fare all'assicurazione". 
Ma l'omino ha lavorato bene. La sua barca invece ha subito un bel danno: il pulpito di prua e il musone dove ha sede l'ancora erano piegati e qualche bullone saltato. Sicuramente la sua barca avrà bisogno di un intervento in cantiere.
il danno al pulpito di prua della barca inglese
il danno al pulpito di prua della barca inglese
Il giorno dopo, domenica mattina, Lucile, Laurent e Nino su Luna Blu hanno lasciato la baia diretti verso le Eolie. Ci siamo salutati con un po' di magone sperando di incontrarci di nuovo a Marina di Ragusa, a settembre.
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Lucile
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
partenza di Luna Blu - Nino e Laurent
Noi siamo rimasti ancora qualche giorno.
Maramea a Brucoli ©ValeriaDeRiso
Maramea a Brucoli
Nel fine settimana la baia si è animata, riempendosi di gommoni, motoscafi di varie dimensioni e moto d'acqua.
Sulla lingua di terra che si allunga sul mare a chiudere il golfetto a est, dove di solito al tramonto pascolano le mucche, venerdì sera sono arrivati dei campeggiatori. 
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli ©ValeriaDeRiso
le mucche al pascolo sulla spiaggia di Brucoli
Due gruppi differenti, con tre auto il primo, e con due auto il secondo, che si sono sistemati poco distanti uno dall'altro. Organizzati con gazebi, tende, tavolini, ombrelloni, cibarie e suppellettili varie. Hanno trascorso lì l'intero fine settimana, divertendosi e godendo di un paesaggio incontaminato e bellissimo. Domenica sera sono andati via tutti. Marco aveva portato Kiba a sgambare sulla spiaggia: avevano lasciato un sacco enorme, pieno di spazzatura non differenziata (bottiglie, plastica, organico, anche dei pannolini) abbandonato lì, in mezzo alla spiaggia.
Non sappiamo quale dei due gruppi sia stato a lasciare i rifiuti; ammettiamo che li abbiano raccolti tutti per portarli via e poi alla fine se ne siano dimenticati, ma mi viene difficile pensare che su 8 persone adulte tutti siano stati così distratti, è più plausibile che nessuno si sia minimamente preoccupato di rimuoverli. Forse avrebbero meritato di ritrovarli lì il prossimo fine settimana. Loro. Ma il mare e suoi abitanti no. La natura no. Noi no, non ce lo meritiamo. E così lo abbiamo preso e smaltito noi.
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
la spazzatura abbandonata sulla spiaggia
Siamo rimasti a Brucoli ancora qualche giorno, fino al 29 giugno, quando verso le 9:00 ci siamo mossi di nuovo verso Siracusa dove siamo arrivati in quattro ore, purtroppo senza un alito di vento.
^_^

venerdì 12 febbraio 2016

* Nessuno basta a se stesso

Nessuno basta a se stesso...
ma l'uomo, nella sua arroganza, pensa di poter predare la terra all'infinito senza conseguenze.
In una frenesia di crescita incessante non vede più la bellezza della vita che abita i gli oceani, le foreste, la natura tutta, ma solo ciò che possono portare alla nostra specie, solo ciò che ci permette di produrre. 
L'uomo pensa, appunto, di bastare a se stesso, dimenticando di fare parte di un ecosistema che si regge su un equilibrio millenario, un equilibrio che il genere umano sta incoscientemente alterando in maniera irreversibile, innescando una trappola che gli si ritorcerà contro.

Planet Ocean - film di Yann Arthus-Bertrand

In soli 200 anni abbiamo stravolto 4 miliardi di anni di storia naturale.

Un esempio tra tanti: negli oceani vagano 46.000 kmq di plastica; ogni anno disperdiamo in mare 6 miliardi di kg di rifiuti di plastica, plastica che non si degrada, ma si microframmenta, viene mangiata dai pesci e poi? indovinate in quali altri stomaci arriva? Avvelenare il mondo fino a questo punto significa avvelenare anche noi.

Queste sono solo alcune delle riflessioni che spinge a fare Yann Arthus-Bertrand, il fotografo, giornalista, ambientalista e anche regista di magnifici progetti (l'ultimo in ordine di uscita "Human") in due film da non perdere Home (2010) e Planet Ocean (2012).

Home - film di Yann Arthus-Bertrand

Vi invito a guardarli, magari insieme ai vostri figli, a farli circolare. 
Vi renderete conto, in modo ancora più chiaro e drammatico, del disastro verso cui stiamo andando. 
A me, mentre li guardavo, veniva da piangere. 
Tuttavia entrambi i film si concludono con un pensiero che lascia aperta la porta alla speranza:  tutti noi, anche con i piccoli gesti quotidiani, possiamo fare  qualcosa per cambiare rotta. 
Continuare a essere su questo pianeta dipende da ognuno di noi.
Come dice Arthus-Bertrand "non c'è tempo per essere pessimisti, né per rassegnarsi, le soluzioni esistono [e nei suoi film ce le mostra] ...bisogna applicarle".
La strada della consapevolezza è faticosa, ma è necessario intraprenderla, una volta fatto il primo passo non si torna indietro, non si può far finta di "non sapere".
...in premio: il futuro.

mercoledì 27 febbraio 2013

* Il vero è un momento del falso - ovvero l'iperrealtà creata dai media

Ho appena finito di leggere il libro di Lucìa Etxebarrìa - "Il vero è un momento del falso" **, nel quale, dietro la metafora della storia di tre ragazzi di un gruppo rock e della morte del loro leader, mi ha molto colpito una riflessione dell'autrice, quanto mai attuale, sulla manipolazione dell'informazione messa in atto dai media e sulla realtà nascosta dietro le immagini.


 Cito uno stralcio della conclusione che riassume questo pensiero.

"[...] Al sistema fa comodo se ti preoccupi per le vittime dell'incidente aereo, non per quelle della Palestina, o per i bambini soldato della Nigeria, o per le piccole prostitute cambogiane, o per la tratta delle bianche nella tua stessa città. Era questo che intendeva Baudrillard quando parlava di iperrealtà: i media costruiscono una realtà che diventa più reale della realtà stessa.
L'immagine dei media dev'essere di consumo, rapida, usa e getta, e perciò rassicurante. Insomma l'incidente era triste, ma rassicurante, non ti faceva pensare. Il problema sorge quando l'immagine smette di essere rassicurante e accomodante. Perché in quell'istante il pubblico reagisce, prende coscienza, e la presa di coscienza passa attraverso gli occhi. Per questo nessuno ha visto alla tele i bambini iracheni straziati dalle bombe o i feretri dei soldati che venivano rimpatriati nei loro paesi. No, ci mancherebbe. [...] Diceva Steiner, credo, che ciò di cui non si parla non esiste. Ma ora è cambiato. Adesso è: ciò che non si vede alla televisione non esiste. E' stato Baudrillard ad affermarlo: "La guerre du Golfe n'aura pas lieu". E ha dimostrato che sono i media a creare l'opinione pubblica sulle basi dell'iperrealtà,  che  è solo un fottutissimo simulacro, il simulacro infinito di una realtà che svanisce nelle immagini digitali. Se ci pensa, nell'iperrealtà l'11 settembre è stato molto più drammatico e spettacolare dell'invasione dell'Iraq, che invece nella realtà è stata una cosa molto più grossa. [...] In altre parole, crediamo a quello che ci raccontano, e non a quello che vediamo. [...] Per loro (dei bambini di 4 anni citati prima nel testo) quello che c'era alla tele era reale. [...] Oggigiorno la pensano tutti come quei bambini di quattro anni, non capiscono che la tele non è reale. Perché la tele rincretinisce, ipnotizza. [...] l'immagine coincide con la verità, non c'è il tempo di pensare, di astrarre, di riflettere sul contenuto. 
Mi spiego meglio: non penso che l'alienazione e il rimbambimento siano prerogative della televisione. La semplicità dei messaggi, la selezione premeditata degli argomenti, la sudditanza all'ordine costituito, la piaggeria più assoluta... sono caratteristiche comuni a tutti i mezzi di comunicazione. Ma la televisione ha certe qualità che la rendono perfetta come sistema di controllo. La capacità ipnotica, per esempio: accenda una tele in una sala, un bar o uno spazio qualsiasi, e si ritroverà a guardarla, come stregato. [...] Quel che voglio dire è che i media, in genere, distruggono la capacità di pensare in modo astratto e così il sistema ottiene quello che vuole: la partecipazione irriflessiva. Ci trasforma in tanti pecoroni che belano quando bela il resto del maledettissimo gregge. Per questo è impossibile una vera democrazia, perché le decisioni politiche non le può prendere una massa di bambini di quattro anni."

Credo che grazie alla rete, al web, si stiano facendo dei passi avanti. E' possibile spulciare, scavare, approfondire, confrontare quando si vuole verificare l'attendibilità di una notizia qualsiasi... forse abbiamo una speranza. Spegniamo la TV e approfondiamo le cose, riflettiamo, scegliamo, prendiamo posizione. 
Il nostro futuro è nelle nostre mani o, per meglio dire, nelle nostre teste: facciamole funzionare.
:o)
** citazione di Guy Debord che sosteneva che i mezzi di comunicazione, partendo da una base di verità, costruiscono menzogne.

domenica 2 dicembre 2012

* a chi importa della nostra salute?

Parliamo di salute, di controllo e tutela della salute, e di informazione sulla salute.

In che modo? Parlando di erbicidi, per la precisione del GLIFOSATO il diserbante più usato oggi al mondo.

Forse non tutti hanno a che fare direttamente con i diserbanti, ma questi prodotti chimici entrano in contatto con il nostro organismo molto più di quanto si possa immaginare, vediamo come. 

Fin dal 1980 le autorità competenti sapevano che il glifosato provoca aborti e malformazioni negli animali da laboratorio, e sempre a partire dal 1980 studi accademici sul glifosato, di cui uno commissionato dalla Monsanto (che produce il glifosato con il nome commerciale "Roundup"), avevano già  reso noti gran parte di questi effetti.

Intanto, il silenzio.

Il 15 marzo 1999 la rivista "Cancer" pubblicava uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosato e linfoma non-Hodgkin.

Ma ancora silenzio stampa.

Nel 2001 anche l’ente tedesco per la sicurezza alimentare, incaricato di valutare questa sostanza per conto della Commissione Europea, aveva negato l’evidenza degli studi su difetti alla nascita ed esposizione al glifosato.
Risultato, il glifosato ha continuato la sua ascesa inarrestabile.
Arriviamo al 2011.
Mentre fioccano articoli e studi come questo http://www.scribd.com/doc/57277946/RoundupandBirthDefectsv5 del giugno 2011, dove si denuncia sia la pericolosità del glifosato, sia il fatto che di questa informazione l'opinione pubblica viene sistematicamente tenuta all’oscuro, i funzionari governativi dei 27 Paesi membri dell'UE si sono riuniti a metà luglio 2011 a Bruxelles, per il consueto aggiornamento sulla legislazione in tema di prodotti a protezione delle colture.
A questo incontro dello Standing Committee for the Food Chain and Animal Health, la Commissione Europea ha parlato di un rapporto (inviato ai governi di tutti gli Stati membri) della cui stesura è stata incaricata l'autorità tedesca, nell'ambito delle procedure CE, di valutazione della sicurezza del glifosato ai fini della (revisione) dell'autorizzazione all'uso in Europa.
Gli Stati membri per tutta risposta, “considerata l’ampiezza e l’importanza degli argomenti”, hanno deciso di rinviare la discussione alle successive riunioni, senza però fissare un calendario per la trattazione della vicenda. In quell'occasione si sono limitati a considerare “non appropriata” l’adozione di misure restrittive sull’utilizzo di glifosato e di prodotti che lo contengono.
Cito: “Given the broadness and importance of the issues at stake, a careful and indepth follow-up has been agreed. Therefore, this issue will be further discussed in future meetings. For the time being, it is not considered appropriate to take restrictive action as regards the current uses of glyphosate or glyphosate-containing products.” (qui il rapporto completo http://ec.europa.eu/food/committees/regulatory/scfcah/phytopharmaceuticals/sum_1415072011_en.pdf).
Nall'agosto 2012 un gruppo di ricercatori francesi (insieme ad una ricercatrice italiana) ha pubblicato un ennesimo studio dove si ribadisce in maniera incisiva la pericolosità dell’uso di OGM ed in particolar modo l’uso di diserbanti contenenti glifosato sulla salute umana ed ambientale.
Questo è solo l’Abstract: “The health effects of a Roundup-tolerant genetically modified maize (from 11% in the diet), cultivated with or without Roundup, and Roundup alone (from 0.1 ppb in water), were studied 2 years in rats. In females, all treated groups died 2–3 times more than controls, and more rapidly. This difference was visible in 3 male groups fed GMOs. All results were hormone and sex dependent, and the pathological profiles were comparable. Females developed large mammary tumors almost always more often than and before controls, the pituitary was the second most disabled organ; the sex hormonal balance was modified by GMO and Roundup treatments. In treated males, liver congestions and necrosis were 2.5–5.5 times higher. This pathology was confirmed by optic and transmission electron microscopy. Marked and severe kidney nephropathies were also generally 1.3–2.3 greater. Males presented 4 times more large palpable tumors than controls which occurred up to 600 days earlier. Biochemistry data confirmed very significant kidney chronic deficiencies; for all treatments and both sexes, 76% of the altered parameters were kidney related. These results can be explained by the non linear endocrine-disrupting effects of Roundup, but also by the overexpression of the transgene in the GMO and its metabolic consequences.
Ma merita leggerlo tutto http://research.sustainablefoodtrust.org/wp-content/uploads/2012/09/Final-Paper.pdf
Risultato? …silenzio di tomba!
 Il glifosato continua ad essere il più venduto erbicida al mondo, presente in tutti gli scaffali dei reparti di giuardinaggio dei supermercati ed è pubblicizzato come manna dal cielo, utilizzato non solo nelle colture ma anche come diserbante nei parchi, lungo le strade, nelle scuole e addirittura nel giardino di un asilo (http://coltivarcondividendo.blogspot.it/2011/10/all-asilo-di-tomo-si-uso-glifosate.html) senza che sia adottata la minima misura precauzionale; questo per capire come sia stata ingannevole e potente la veste che i responsabili di tutto ciò sono riusciti a cucire addosso a questo tipo prodotto.



Ma cosa è il glifosato? (da wikipedia) "Il glifosato o glifosate, in inglese, glyphosate (N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P), è un analogo aminofosforico della glicina, inibitore dell'enzima 3-fosfoshikimato 1-carbossiviniltransferasi (EPSP sintasi), noto come erbicida totale (non selettivo), di cui Monsanto possedeva il brevetto di produzione, scaduto nel 2001. 
Il glifosato è spesso erroneamente associato alla categoria dei cosiddetti prodotti "seccatutto", cioè a quei principi attivi non selettivi (risultano tossici per tutte le piante) come i dipiridilici, assorbiti per via fogliare. In realtà il glifosato, a differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare (prodotto sistemico), ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica di fondamentale importanza di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti, come rizomi, fittoni carnosi ecc., che in nessun altro modo potrebbero essere devitalizzati. L'assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni."

L' Environmental Protection Agency (EPA) ha stimato negli Usa un impiego di ben 750.000.000 kilogrammi di glifosato nell'annata 2006/2007.
In Italia è difficile reperire dei dati ma dall' ARPAV, ad esempio, sappiamo che nel 2007 nella sola provincia di Treviso sono stati impiegati 55.000 kilogrammi di “Glifosato” ed 8.000 kilogrammi di “Ammonio-Glufosinato ”.

La produzione industriale mondiale stimata nel 2017 è di 1,35 milioni di tonnellate
con un incremento annuo del 25%, per un giro di affari aggiornato al 2008 di 22,5 miliardi di dollari, con queste fette di mercato:
MONSANTO 4,1 billion USD pari al 18.2% (Roundup)
SYNGENTA 3,7 billion USD pari al 16.6% (Touchdown)
BAYER 2,7 billion USD pari al 12.1% (Rasikal)
DOW con il 11.8% (Hopper Blu)
DUPON con il 6,4% (Klinamon)
CHEMINOVA con il 3% (Glyfos)

Che fare? evitare tutti i diserbanti a base di glifosato mi sembra la prima cosa, mettere in discussione, per non dire denunciare, gli organi di controllo sia italiani che europei che invece di tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente e dei prodotti che mangiamo, continuano ad assecondare le lobby industriali attraverso la non-informazione e l’inganno, pubblicizzando questi prodotti come eco sostenibili ed a basso impatto ambientale.
Questo quanto è riportato nei depliant della svedese Cheminova [potete anche non leggerlo se non avete voglia, non si capisce niente, il linguaggio è tecnico e astruso, certamente non comunica niente di utile ad un comune mortale come posso essere io, e sopratutto non parla delle cose importanti, vale a dire dlel'estrema tossicità del prodotto] :
Glyfos Dakar è stato sviluppato secondo l’esclusiva tecnologia Accelerator technology ® Accelerator Technology è una tecnologia sviluppata da Cheminova in collaborazione con la Royal Agricultural and Veterinary University di Copenhagen, che sfrutta specifici surfattanti in grado di ottimizzare l’assorbimento e la traslocazione del principio attivo. Grazie alla tecnica di misurazione della fuorescenza, che studia la risposta fisiologica delle piante a vari fattori di stress, inclusi gli erbicidi, è stato possibile ottimizzare assorbimento e traslocazione della molecola, studiando il giusto mix di coadiuvanti. La tecnologia formulativa ovviamente ha dei risvolti positivi sull’attività biologica: infatti, grazie alla tecnologia Accelerator si ottiene una più rapida traslocazione del prodotto verso i giovani germogli e le radici delle infestanti, garanzia di elevata efficacia e controllo a lungo termine delle perennanti, senza necessità di aggiungere coadiuvanti specifici come il solfato ammonico. Per gli utilizzatori più esigenti ciò si traduce in una maggiore flessibilità di impiego, risparmio di tempo, possibilità di trattare in ogni momento della giornata, anche in previsione di una pioggia entro poche ore. Da non dimenticare poi, nel diserbo dei letti di semina, la possibilità di lavorare il terreno nei giorni immediatamente successivi al trattamento: l’ottimale traslocazione della sostanza attiva consente infatti di programmare le lavorazioni in modo molto flessibile. Accelerator Technology significa anche rispetto per l’ambiente: infatti Glyfos Dakar è formulato con coadiuvanti di ultima generazione, “enviromental friendly”, che gli permettono una più favorevole classificazione ambientale, rispetto ad altri formulati di analoga composizione.
Però poi in fondo dice:  Fitotossicità: evitare che il prodotto giunga a contatto con l’apparato fogliare di tutte le colture agricole.

E questa è la pubblicità della tedesca Bayer; come il concorrente, non dà nessuna informazione sulla reale tossicità del prodotto:
Rasikal Ultra erbicida sistemico totale, a base di glifosate acido, ideale per il diserbo totale di post-emergenza delle infestanti annuali e perenni. Il principio attivo contenuto nel Rasikal Ultra viene assorbito dalle foglie e traslocato per via sistemica nelle radici e negli organismi sotterranei, devitalizzando così la pianta infestati. Rasikal Ultra esplica un’azione diserbante ottimale contro le infestanti presenti in viali, giardini, aree rurali e civili incolte. 
Avvertenze: manipolare con prudenza 


Con prudenza?!!!!
Leggete la Scheda di sicurezza (che per legge deve essere data insieme al prodotto, ma nessuno lo sa perché viene data solo se viene richiesta …furbissimi!!!) e poi ditemi se è sufficiente solo la prudenza http://www.agricolapiave.it/Sds/Bayer%20Garden/RASIKAL%20ULTRA%20%28Reg.%20n.%2010998%20del%2030-07-2001%29.pdf

Ma non è tutto… dulcis in fundo, le stesse multinazionali come Bayer e Monsanto hanno, da anni ormai, messo a punto piante geneticamente modificate (mais, soia, barbabietola, colza, cotone ecc.) [alcune tra queste, vedi il mais, l'UE vuole pure costringerci a comprarle] destinate all’alimentazione umana ed animale, resistenti a quantitativi di glifosato fino a 4 volte maggiori rispetto alle piante non geneticamente modificate, ovviamente queste piante sono autorizzate e iscritte nei registri CEE (vedi http://www.fondazionedirittigenetici.org/agrobiotech/notifiche_autorizzateALI.php).
In ultimo vi riporto l’intervento, datato 13 maggio 2003, fatto da un parlamentare europeo durante la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e ripartizione del danno ambientale a Strasburgo [COM(2002) 17 – C5-0088/2002 – 2002/0021(COD)].
Andersen (EDD). – (DA) "Signor Presidente, lo scorso fine settimana in Danimarca (la Cheminova è Danese ndr) è emerso che le falde acquifere superiori sono contaminate dal glifosato. Si tratta di un fatto grave in un paese, come la Danimarca, nel quale è diffusa l’abitudine di bere acqua del rubinetto. Il prodotto con cui vengono trattate le coltivazioni si chiama Roundup e viene prodotto dalla Monsanto. Si tratta di una specialità autorizzata e comunemente in uso nel resto dell’Unione. Non mi sorprende che questo veleno, se utilizzato sistematicamente, finisca nelle nostre preziosissime acque di falda. In un simile caso deve esservi la possibilità di chiedere alla Monsanto di rispondere del danno causato alla falde acquifere danesi. La Monsanto si fa inoltre promotrice della modifica genetica delle coltivazioni su vasta scala. Le varietà vegetali vengono modificate geneticamente allo scopo di renderle resistenti, per esempio, al Roundup, in modo da poter trattare le erbacce con dosi ancora maggiori senza che le coltivazioni ne risentano. Pertanto, deve esistere ugualmente la possibilità di chiedere alla Monsanto di rispondere delle malattie e dei danni permanenti che verranno causati dall’uso di vegetali geneticamente modificati. In Danimarca, gran parte dei pesticidi commercializzati nel resto dell’Unione sono stati vietati. Ora l’UE vorrebbe costringere la Danimarca a revocare il divieto di una serie di pesticidi e ha obbligato il paese all’uso di materiale vegetale geneticamente modificato senza che a nessuno venga chiesto di rispondere dell’inquinamento delle campagne che ciò comporta. Un fatto totalmente inammissibile."
(vedi la discussione completa http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20030513+ITEM-002+DOC+XML+V0//IT )
Sono passati poco meno di dieci anni da questa denuncia e cosa è successo?… ad ognuno di noi la risposta.
Beh, almeno ora non potremo più dire "se l’avessi saputo".
Vatti a fidare dell’Unione Europea.
Noi ne abbiamo circa mezzo litro in garage di questo famigerato diserbante, e avendo scoperto queste cose solo oggi purtroppo mezzo l'abbiamo già usato. Per ora resterà lì, in attesa di capire come smaltirlo nella giusta maniera. Se usate diserbanti a base di glifosato, o conoscete qualcuno che ne fa uso... avvistaelo!

Ah! un'ultima cosa... le foto le ho scattate nel mio giardino, vi ho voluto risparmiare quelle che ho visto io con i ratti da laboratorio orribilmente deformati dal glisofato...

:o(

giovedì 26 luglio 2012

* rispettiamolo e rispettiamoci

immagine tratta dalla "Settimana enigmistica", ne ignoro l'autore, se dovesse riconoscere la sua opera sarò felice di segnalarlo
La brava Ilaria ha pubblicato tempo fa un bel post con i consigli di Legambiente per preservare il mare.
Quelli suggeriti da Legambiente, nel suo decalogo, sono comportamenti che si dovrebbero tenere sempre; mi auguro che sempre più persone riflettano su quanto i loro piccoli e grandi gesti quotidiani siano importanti per preservare non solo il mare, ma l'ambiente in generale e di conseguenza tutti noi.

D'estate le spiagge e i litorali vengono presi d'assalto e sfido chiunque a dire di non aver mai assistito ad un gesto incurante, come spegnere la cicca della sigaretta sulla sabbia e lasciarvela o buttarla in acqua, quando va bene... a me è capitato di trovare in un angolo un po' nascosto di una minuscola spiaggia libera della Costiera Amalfitana, un pannolino da bambino [insieme ad altri rifiuti vari], con il bidone della spazzatura a pochissimi metri!
Quando vivevamo in barca e navigavamo spesso, ci è capitato di raccogliere di tutto in mare, e proprio in proposito avevo scritto un post, pubblicando questa foto
opera di Klas Herbert Ernflo, designer e illustratore svedese che lavora come libero professionista a Barcellona, in Spagna
Una delle più belle campagne di sensibilizzazione in materia di preservazione dell'ambiente che mi sia capitato di vedere.

Per cui manteniamo le spiagge pulite e sottolineiamo i comportamenti sbagliati quando ci capita di esserne testimoni, anche se qualche volta potrà capitare di trovarci difronte ad un ignorante muro di gomma, come è successo a me, che facendo notare ad un signore che la cacca che aveva fatto il suo cane andava rimossa, mi sono sentita rispondere "...e che la devo togliere io?" 

e,  per dirla in "reggae style"...

img via A Voodoo City
 :o)

martedì 3 aprile 2012

* una perla di Pennac

Ieri ho finito di leggere "Diario di scuola", splendido libro, pubblicato nel 2007, del (per me) grandissimo Daniel Pennac. Non ha niente a che vedere con la serie dedicata alla famiglia Malaussène. 
Sono i suoi ricordi di quando era uno studente, somaro apperentemente senza speranza, e le sue riflessioni, un po' amare, sulla convinzione che la scuola sia fatta prima di tutto dagli insegnanti. Molto bello. Da leggere senza dubbio.
Un pezzo mi è particolarmente piaciuto, sul consumo, l'immagine, il mercato.
Lo riporto, con qualche omissis, per mia memoria e per condividerlo con chi vorrà:

<<[...] in una società che considera i propri giovani innanzitutto come consumatori, un mercato, un target.
Bambini clienti, dunque, con o senza disponibilità economica, nelle grandi città come nelle banlieues, uniti nella stessa aspirazione al consumo, nello stesso universale aspiratore di desideri, poveri e ricchi, grandi e piccoli, maschi e femmine, risucchiati alla rinfusa dall'unica e vorticosa sollecitazione: consumare! Cioè cambiare prodotto, desiderare il nuovo, il più che nuovo, l'ultimo grido! La marca! E farlo sapere in giro! Se le loro marche fossero medaglie, i ragazzini delle nostre città tintinnerebbero come generali da operetta. Serissimi programmi televisivi o radiofonici vi spiegano ad ogni piè sospinto che è in gioco la loro identità. Quest'anno, il primo giorno di scuola, un importante sacerdotessa del marketing dichiarava alla radio, con il tono convinto di un'antenata piena di saggezza, che la Scuola doveva aprirsi alla pubblicità, la quale sarebbe una categoria dell'informazione, a sua volta alimento primo dell'istruzione. Cosa Tutta Da Dimostrare. Ho drizzato le orecchie. Che diavolo sta dicendo, mia cara Madame Marketing, con la sua voce pacata da nonna, dal timbro così perfetto? La pubblicità insieme alle scienze, alle arti, alle lettere! Nonnina, ma dice sul serio? Diceva sul serio, la furbacchiona. Terribilmente sul serio. Perché non parlava a nome proprio, ma della vita quale è! E di colpo mi sono raffigurato la vita secondo Nonna Marketing: un gigantesco centro commerciale, senza pareti, senza limiti, senza frontiere e senza altro scopo all'infuori del consumo! E la scuola ideale secondo la Nonna: un serbatoio di potenziali consumatori sempre più avidi! E la missione degli insegnanti: preparare gli studenti a spingere eternamente il carrello dell'ipermercato della vita! Finiamola di tenerli lontani dalla società dei consumi! scandiva la Nonna, devono uscire "informati" dal ghetto scolastico! il ghetto scolastico, così la Nonna chiamava la Scuola! E l'istruzione si riduceva all'informazione! Hai sentito zio Jules? i bambini che salvavi dal'idiotismo famigliare, che strappavi alla fitta boscaglia dei pregiudizi e dell'ignoranza, era per rinchiuderli nel ghetto scolastico, hai capito! E lei, mia violoncellista di Le Blanc-Mesnil, lo sapeva che facendo nascere nei suoi studenti la passione della letteratura anziché quella della pubblicità si comportava solo come l'ottusa carceriera del ghetto scolastico? Ah! Insegnanti, quando vi deciderete a dar retta alla Nonnina? Quando vi metterete in testa che l'universo non è da capire ma da consumare?  [...] Famiglie intere che prendono i loro minimi desideri per bisogni vitali [...] Ridotti tutti, grandi e piccoli, alla stessa condizione di infanzia perennemente desiderante. Ancora! Ancora! grida [...] il popolo dei consumatori consumati, figli e genitori insieme. Ancora! Ancora! [...]>>



:o) 
per Pennac
:o( 
per le sue riflessioni che condivido pienamente

venerdì 16 marzo 2012

* Uso consapevole dei cellulari? ...il lancio nella spazzatura!

Sono diversi mesi che seguiamo questa faccenda. E' venuto il momento di parlarne.
Vi avvertiamo, ci sono un po' di link in questo post, ma vale la pena di andare a leggere tutte le cose che segnaliamo, per farsi un quadro completo della situazione.
Lo scorso anno a fine maggio la IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro), agenzia dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha lanciato un allarme su i cellulari e i sistemi Wi-Fi. 
Il Corriere.it il 31 maggio 2011 ne ha parlato in un articolo, in cui specificava che erano necessari altri approfondimenti.
Proprio oggi, nella home page della IARC è presente tra le news la pubblicazione della relazione finale della ricerca.
Tre giorni fa su Repubblica.it è comparso un articolo di Riccardo Stagliano, intitolato "Cellulari, precauzioni e consigli per usarli in modo sicuro", ma in realtà leggendolo ci si rende conto che l'unico modo sicuro di usare i cellulari è NON usarli: la IARC ha classificato le radiazioni dei cellulari nella categoria 2B (sospetti cancerogeni per l’uomo, sulla base di evidenza limitata nell’uomo e evidenza non del tutto sufficiente negli animali da esperimento oppure di evidenza sufficiente negli animali ed evidenza inadeguata nell’uomo) in una scala di 5 categorie dove il 2A è "probabile cancerogeno" e 1 è "cancerogeno certo".
Le radiazioni emesse dai cellulari sono di tipo non ionizzante (cioè non spezzano direttamente i legami del DNA come i raggi X), vengono assorbite dal corpo modificando il metabolismo del glucosio nel cervello, alterando il funzonamento delle cellule e provocando un effetto biologico.
Vi siete mai chiesti come mai molti manuali di istruzioni dei cellulari consigliano di tenerli a una certa distanza dal corpo?
E sapete che già dal 1999 i Lloyd's non rimborsano eventuali danni alla salute provocati dai cellulari?

La prima cosa che Stagliano fa notare all'inizio del suo articolo, e che ci ha colpito tantissimo, è che il dibattito sulla questione della pericolosità dei cellulari è molto controverso e confuso, e che questa confusione non è casuale, visto che i conflitti di interesse sono enormi. Basti solo pensare che se le ricerche sulla materia sono pagate dall'industria, la probabilità di trovare un effetto nocivo è del 28%, la percentuale sale vertigionsamente al 67% quando i fondi sono indipendenti!!!

Le emissioni aumentano considerevolmente quando si è in auto, perché la carrozzeria fa da schermo e il cellulare deve, per così dire, "pompare" di più per trasmettere il segnale, dunque anche quelli dichiarati come "a basse emissioni" diventano molto pericolosi; l'auricolare fa da antenna portando le emissioni dall'apparecchio al nostro corpo, per non parlare del fatto che se teniamo il cellulare appeso al collo (come faccio spesso io, ahimé, che pure uso sempre l'auricolare da tempo) il danno, inversamente proporzionale alla distanza, va diretto al cuore e agli altri organi...

Nel’93 l’industria delle telecomunicazioni (Ericsson e Motorola) ha investito 25 milioni di dollari in una serie di ricerche, per dimostrare che i cellulari non sono dannosi.
Non ne sentirete mai parlare, perché dimostrarono proprio il contrario: i risultati della ricerca furono acquistati dai due colossi della telefonia e furono divulgati solo i dati positivi (viene da chiedersi quali fossero!!!)

Nel 1991 in Italia c'erano 4 milioni di cellulari oggi sono più di 40 milioni.... trovate un po' di tempo per guardare la puntata di Report del 27 novembre 2011 dove si è parlato di questa cosa, giusto per aprire un po' gli occhi. Una chicca: durante la puntata venne intervistata un'alta funzionaria dell’Istituto Superiore della Sanità, Susanna Lagorio, che sosteneva di non sapere nulla dell'allarme emanato dal Consiglio superiore della Sanità, guardate la sua faccia durante l'intervista e poi arrivate in fondo alla relazione finale della IARC (datata 3 ottobre 2011) e guardate nella lista dei principali "Investigators" chi compare per l'Italia? indovinato! Susanna Lagorio...

Insomma cosa fare?
Dal momento che oramai siamo schiavi di questa teconologia (anche tra gli uomini comuni si tende a far finta di nulla, quasi a difendere i cellulari, come per le sigarette, solo perché sono diventati una necessità), la prima cosa da fare è limitarne l'uso allo stretto necessario, cercare di avere conversazioni brevi, e ASSOLUTAMENTE NON FARLI USARE AI BAMBINI, se non in caso di effettivo bisogno!
Ah! che ve lo dico a fare: il Ministero della Salute, ad oggi, non ha raccolto l'invito del Consiglio superiore di sanità a promuovere l'uso degli auricolari e la raccomandazione per i bambini di limitare l'uso alle situazioni di necessità e intanto... all'ultima asta per le frequenze della banda larga mobile (settembre 2011), la 4 g, il governo italiano ha incassato circa 3,9 miliardi di euro...

:o(

giovedì 2 febbraio 2012

* 1° febbraio

Ieri mattina ci siamo svegliati così

Ha cominciato a nevicare la sera prima e verso la mezzanotte è andata via la corrente, che non è ritornata fino a 12 ore dopo. Freezer pieno e riscaldamento che non andava. Per fortuna la casa ha una superba coibentazione, e la temperatura interna si è mantenuta sui 18°.
Appena tornata la corrente ci siamo accorti che la pompa di calore del geotermico che fa funzionare il riscaldamento non andava. Abbiamo chiamato il tecnico, che (santo!!!) è venuto dopo pranzo ed ha riparato il guasto, e ce la siamo cavata con poca spesa anche se poteva essere una mazzata, ma vi risparmio i particolari (il tecnico è doppiamente santo!).
Poi è andata via l'acqua, che non è tornata prima delle 23:30...
Insomma la neve ha creato un sacco di guasti e disagi, ma tutto si è risolto per il meglio, tra l'altro mancando del tutto l'acqua l'abbiamo sciolta e usata per preparare la cena e lavarci.
Inutile dire quanto si è divertita la gnoma 
e che spettacolo è la natura quando si copre di bianco
il limone
il rosmarino
la camelia
il povero piccolo ulivo piegato in due
il cactus

:o)

E ora un "off topic": approfitto dell'argomento "neve" per segnalarvi che c'è bisogno di una mano per impedire che lo stadio del ghiaccio di Casate chiuda. Viviana spiega benissimo tutta la triste vicenda nel suo blog; qui c'è un articolo di un quotidiano on line che ne ha parlato e invece qui è possibile votare a un sondaggio per aiutare chi si sta battendo perché ciò non avvenga. Io l'ho già fatto. 
:o(

giovedì 19 gennaio 2012

* giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!

Il 12 e 13 giugno 2011 ho fatto parte dei 26 milioni di donne e uomini che hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione senza logiche di profitto.
Oggi ho ricevuto una mail da un'amica che mi segnalava qualcosa di cui non ero a conoscenza: a distanza di soli 7 mesi da quella data, il governo Monti si appresta ad approvare una bozza di decreto sulle liberalizzazioni delle norme sui servizi pubblici locali che stravolgendo la volontà popolare riaprirebbero la strada alla privatizzazione dell’acqua.
Il Comitato promotore del referendum ha rivolto a tutti i cittadini un appello per la difesa del voto referendario.


QUI è possibile sottoscrivere l'appello. Io ho già firmato.
Tutti gli approfondimenti sono reperibili direttamente nel sito del comitato promotore: Acquabenecomune.org.
Su Il Fatto Quotidiano anche un articolo di Oliviero Diliberto.
:o(

mercoledì 11 gennaio 2012

* rifiuti tossici a largo delle coste livornesi - aggiornamento #2

La redazione del quotidiano on line Qui Livorno, continua a tenerci aggiornati sul carico di bidoni di cobalto e molibdeno dispersi al largo della costa livornese.
Leggendo l'articolo in cui si parla della conferenza stampa tenuta in Regione mi sono saltate agli occhi due dichiarazioni, degli assessori all'ambiente e alla sanità Anna Rita Bramerini e Daniela Scaramuccia, riporto il testo così come citato nell'articolo:
"[...] I fusti dispersi contengono due tipi di catalizzatori a base di nichel e molibdeno uno e cobalto e molibdeno l'altro, sotto forma di granuli che non sono solubili in acqua e questo è importante [...]
e poi [...] Secondo gli assessori Bramerini e Scaramuccia i problemi che possono derivare dall'incidente sono legati ai rischi immediati di autocombustione, una volta che questo materiale venga esposto all'aria nel caso in cui arrivasse sugli arenili. Per quanto riguarda gli eventuali effetti sul pesce e dunque sulla catena alimentare, una contaminazione può avvenire solo da quei contenitori che eventualmente si fossero aperti durante la caduta in mare o al momento di un loro spiaggiamento su una scogliera. Ma, viste le condizioni del mare, è verosimile che il materiale eventualmente fuoriuscito sia stato fortemente diluito, il che rende minimo il rischio di una contaminazione significativa dei pesci e quindi la contaminazione della catena alimentare appare remota. [...]

Ma allora, 'sti granuli sono o non sono diluibili? si infiammano o no a contatto con l'aria? e poi come si fa a stare tranquilli se non si sa se i bidoni si sono danneggiati nella caduta o no?

A me sembra che ci sia poca chiarezza e tante chiacchiere, e comunque la cosa che mi fa incavolare di tutta questa storia non sono né le chiacchiere né la poca chiarezza, perché le istituzioni mi sa che ne sanno poco e niente pure loro, quello che mi indigna di più è il SILENZIO e ritengo gravissimo che non se ne parli sui giornali e che la notizia non venga diffusa da organi di stampa più popolari.

Per finire si legge, sempre nello stesso articolo, che "[...] In ogni caso Arpat e Servizi veterinari della Regione hanno attivato un monitoraggio indiretto dell'ambiente [...]"
Non mi sembra per niente rassicurante e comunque, fino ad oggi, nel sito dell'Arpat non c'è nulla che parli dell'incidente.
:o(

edit delle ore 18:55
Aggiornamento di oggi pomeriggio un nuovo articolo su Qui Livorno. Qualcosa si muove.

lunedì 9 gennaio 2012

* rifiuti tossici a largo delle coste livornesi - aggiornamento

La manifestazione c'è stata, e la voce comincia, lentamente, a spargersi.

Oggi ci sono due nuovi articoli che parlano di questa faccenda: uno su Panorama.it, assieme ad un'intervista a un pescatore livornese che parla dei frequenti ritrovamenti di bidoni contenenti sostanze irritanti.
L'altro sul Il Fatto Quotidiano,  proprio sulla manifestazione che si è tenuta ieri al Porto di Livorno  insieme a questo video.

sabato 7 gennaio 2012

* nessuno ne parla e noi ci avveleniamo...

Il 17 dicembre scorso l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, alcuni semirimorchi carichi di merce pericolosa: 224 bidoni contenenti ognuno 200 chili di monossido di cobalto e molibdeno.
Fino al 30 dicembre nemmeno una parola, quando è uscito un articolo sul quotidiano gratuito on line Qui Livorno.
Naturale, si era nel periodo delle festività natalizie e di fine anno: una notizia del genere avrebbe provocato un danno enorme alla rivendita del pescato! che importa se il materiale contenuto nei bidoni dispersi diventa pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature e producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici, che importa se esperimenti su animali hanno indicato che troppo molibdeno causa deformità fetali!
Eppure le ricerche del carico disperso sono iniziate subito, la Capitaneria di Porto si è messa al lavoro immediatamente. Le autorità sapevano, ma di allertare la popolazione locale nessuno si è preoccupato. E' vero che non si sa se i bidoni nella caduta si sono danneggiati, se hanno perso parte del contenuto, ma appunto NON SI SA, e nel dubbio... voi lo mangereste del pesce di cui avete il DUBBIO che sia contaminato?
Io l'ho sentito per caso, alla radio, due giorni fa. Ho ascoltato i TG, nazionali e regionali, negli ultimi giorni. NULLA. SILENZIO.
Sono molto affezionata al mio pescivendolo di Livorno, ma il pesce, almeno per ora, non andrò più a comprarlo. Peccato che il giorno prima di sapere avessi comprato delle cicale, una sogliola per la Gnoma, e delle triglie... ormai le abbiamo mangiate. Ma che rabbia! oh, che rabbia! 
Domani, 8 gennaio, è prevista una manifestazione di protesta al Porto Mediceo di Livorno.
Ma anche di questo, fino ad oggi, non ho sentito parlare...
:o(

edit dell'8 gennaio 2012
Oggi siamo stati al Porto fino alle 11:30 e non c'era ancora nessuno... Mi chiedo chi possa averla notata a quell'ora (le 12:00), in un posto totalmente defilato dal centro cittadino.

sabato 17 dicembre 2011

* la natura è una spugna da strizzare: l'assassinio del mare

Dice bene Mauro Corona (cito liberamente) "il problema del pianeta è che la gente crede che per vivere bene ci vogliano tanti soldi, per riempire i vuoti e le insoddisfazioni nati dal distacco dalla natura che viene usata solo come una spugna da strizzare".
E' l'introduzione ad un servizio del giornalista Roberto Pozzan, andato in onda quest'estate e riproposto qualche sera fa nella trasmissione Tracce, [ecco che qualche volta avere la TV servirebbe, ma si sopperisce bene con la rete] sullo sfruttamento indiscriminato e selvaggio delle risorse marine, sul cemento che avanza e mangia le coste, sull'Assassinio del mare.
Indignazione e profonda tristezza, e anche vergogna di appartenere alla specie che sta distruggendo il pianeta che gli ha dato la vita.
Ne ha parlato meglio di me Marco Affronte nel suo blog, e per chi si fosse perso questo servizio  è possibile vederlo QUI.
Non avrei mai voluto ricominciare a parlare del mare raccontando una cosa simile, ma tant'è...
:o(