giovedì 30 agosto 2018

* Cronache di Maramea - domenica 19 agosto 2018 - Compleanno della MiniMozza

domenica 19_08_2018 - Lacona
Sveglia con calma, colazione e poi Marco e Sara vanno a terra con il DE TOPI
una puntatina a terra con lo pseudo-tender
una puntatina a terra con il DE TOPI
Io resto a bordo perché oggi è il compleanno della MiniMozza e voglio fare una torta. La richiesta è una torta al cioccolato.
Quando eravamo sulla Filibusta avevamo una cucina ENO basculante a due fornelli con un piccolo, ma magnifico, forno a gas che arrivava a raggiungere anche 250° e con cui sfornavo dolci, pizze, pane, parmigiane... Qui su Maramea c'era una cucina ad induzione, Alain diceva che in navigazione non cucinavano e quindi aveva preferito sostituire la classica cucina basculante, che aveva però conservato e che ci ha dato prima di consegnarci la barca. È una Electrolux, vediamo il suo forno a gas come si comporta. 
ingredienti per sbrisolona al cioccolato
ingredienti per Sbrisolona al cioccolato
Mentre assemblo gli ingredienti per fare una Sbrisolona al cioccolato, scaldo il forno. Ho con me un termometro fatto apposta per misurare la temperatura nei forni dove non c’è un indicatore, e per fortuna ce l’ho! perché dopo 3/4 d’ora con la manopola sul massimo la temperatura non si muove dai 135°… gas e tempo sprecato. Alain, aveva installato anche un forno elettrico combinato microonde/grill/ventilato, credevo che non lo avrei mai usato, sia perché non mi piace usare le microonde sia perché, anche volendo usare solo le funzioni grill e/o ventilato, consuma moltissimo, ma oggi non ho scelta la torta è pronta e si DEVE cuocere assolutamente, Sara ci rimarrebbe troppo male. Dunque accendo il generatore e usando la funzione ventilata porto la temperatura a 180°.
Dopo 40 minuti la sbrisolona è pronta, forse un po’ troppo cotta, ma a breve la assaggeremo e vi saprò dire, perché nel frattempo si sono fatte le 12:30.
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
La festeggiata richiede Spaghetti con sgombro, limone e capperi, e viene accontentata, ci mancherebbe! è il suo compleanno! Tra l’altro è un piatto molto semplice da preparare. 
Da parecchio tempo non compriamo, e quindi non mangiamo, più tonno perché questi pesci così grandi accumulano grandi quantità di metalli pesanti, e lo abbiamo sostituito egregiamente con lo sgombro. 
Questi spaghetti, per chi fosse curioso, si preparano nel seguente modo: in una zuppiera che conterrà la pasta metto i filetti di sgombro (sott’olio o al naturale, secondo come li trovo, di solito il barattolo da 200 gr per noi tre) scolati dal liquido di conservazione e li rompo con una forchetta; poi aggiungo la scorza grattugiata e il succo di un limone medio/piccolo, un cucchiaio di capperi sotto sale messi a bagno per 7/10 minuti nell’acqua, uno spicchio d’aglio grosso tagliato a pezzetti, del prezzemolo tritato, un paio di cucchiai d’olio buono e lascio marinare. Nel frattempo cuocio gli spaghetti e prendo un mezzo bicchiere d’acqua di cottura che aggiungo al condimento in modo da ammorbidirlo. Scolo la pasta al dente e condisco. Voilà! Freschi, saporiti e profumati. 
La tortina per Sara è venuta bene, forse un po’ troppo cotta, ma per essere il primo esperimento di cottura in forno a bordo direi che va bene, la ricetta è senz’altro migliorabile. Per questa Sbrisolona al cioccolato ho usato 110 gr di burro, 110 gr di zucchero, 270 gr di farina, 1 uovo intero, mezza bustina di lievito per dolci e ho preparato una frolla dalla consistenza sbriciolosa. Ho foderato una teglia a cerniera da 22 cm con la carta forno e ho creato la base premendo la pasta sul fondo, poi l’ho riempita con 200 gr di cioccolato fondente spezzettato e infine ho ricoperto tutto con la frolla lasciandola sbriciolata. Ho cotto la torta in forno a 180° per 40 minuti. 
Le migliorie da apportare, secondo me, sono: sostituire una parte della farina con una percentuale di farina di mandorle, per darle un profumo, e usare del cioccolato alla nocciola per il ripieno, perché quello fondente è troppo prevalente su tutto come sapore. 
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato

9 anni!
9 anni!
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
Comunque era buona, Sara è stata contenta e il rituale delle candeline è stato rispettato!

Finito il pranzo un cormorano si avvicina alla barca sbirciando sotto l'acqua in cerca di prede, infatti poco dopo si immerge ed esce con una bella soglioletta nel becco!
Cormorano con sogliola nel becco
Cormorano con sogliola nel becco
Intorno alle 16:00 ricevo un messaggio di Miriam che mi dice che stanno rientrando da Campiglia Marittima a Cevoli sotto un bel temporale, e circa un’ora dopo il vento rinforza un pochino, il cielo si copre, togliamo i tendalini e stiamo a vedere se la coda del temporale ci coglie. Nel frattempo Marco ha fatto un tuffo per controllare l’ancora e sembra essere tutto a posto. Alle 17:30 comincia a piovigginare, ma nel giro di venti minuti smette di piovere e cala anche il vento.

^_^

martedì 28 agosto 2018

* Cronache di Maramea - sabato 18 agosto 2018 - Lacona, il giorno delle Stelle

sabato 18_08_2018 - Lacona
Nottata più che tranquilla, e risveglio idilliaco in questa bella baia, da cui si vede l’isola di Montecristo che in omaggio alla sua origine, un'eruzione vulcanica sottomarina, stamattina ha uno sbuffo sulla cima. 
Isola di Montecristo da Lacona
Isola di Montecristo da Lacona
La baia di Lacona deve il suo nome probabilmente al latino “lacuna” per la presenza in passato di acquitrini fatti bonificare da Napoleone durante il suo esilio sull’isola.
baia di Lacona
baia di Lacona
Un’altra nota peculiare è la presenza a ridosso della spiaggia di un gigantesco pino di 250 anni, con una chioma larga 30 metri.
il pino bicenenario di Lacona
il pino bicenenario di Lacona
Aspettiamo che qualche barca vada via per spostarci un po’ più verso riva. 
Quando Marco si tuffa per andare a controllare l’ancora calata su 6 metri si rende conto che in realtà è solo appoggiata sul fondo e non infilata nella sabbia. Allora, maschera e pinne, vado in acqua io: proviamo a venire un po’ indietro a motore per cercare di farla mettere in una posizione migliore, ma niente da fare. Allora la salpa e la cala di nuovo mentre io, sempre in acqua, controllo cosa fa, inizialmente si sdraia su un fianco, la punta non entra nella sabbia e ara… dopo due o tre tentativi si riesce a farla prendere, e comunque non è che siamo proprio tranquilli. 
Questa è la conferma definitiva che va cambiata. L’ancora che c’è ora è una simil C.Q.R., le C.Q.R. originali non ci sono mai piaciute, figuriamoci le imitazioni; il precedente proprietario l’ha commentata dicendo “quando prende, tiene…” ma va?!! Ma il problema è proprio questo, quando prende?? L’intenzione è sostituirla con una Rockna… ora dobbiamo vedere se riusciamo farcela spedire qui, dal momento che vorremmo rimanere all’Elba ancora per un po’.
Verso le 11:30 facciamo una capatina sulla spiaggia con lo pseudo-tender, un barchino in vetroresina  con attorno una specie di ciambellone gonfiabile, fatto per andare a vela, dotato di un motorino elettrico da due cavalli alimentato da una batteria da auto (a fili scoperti!!) che va a giro perché non si sa dove metterla. Non sappiamo quanta autonomia abbia questo motorino con la batteria, il barchino pesa circa 80 kg ed è faticosissimo tirarlo a bordo, per ora è a poppa tirato su con le gruette, ma va tolto nel caso si dovesse fare un ormeggio in porto di poppa. Inoltre è piuttosto instabile e con un motore così poco potente in caso di vento sarebbe ingovernabile. Insomma è inutile, almeno per le nostre esigenze. Noi abbiamo bisogno di un gommone leggero, con un motore da 15 cavalli che ci servirà per andare a terra a fare la spesa, buttare la spazzatura o prendere le persone che vengono a trascorrere qualche giorno con noi. Conclusione altra cosa da cambiare, e al momento siamo a tre spese importanti da affrontare: il radar, l’ancora, e il tender. D'ora in poi quando vi parlerò di questo aggeggio lo chiamerò "DE TOPI", perché Dario ha staccato alcuni degli adesivi che componevano la scritta "TENDER TO PILGRIM" (il nome che aveva prima Maramea) ed è venuto fuori TEN DE R TO PI LGRIM.
DE TOPI lo pseudo tender
DE TOPI lo pseudo tender
In ogni modo arriviamo alla spiaggia, andata a remi e ritorno a motore; è affollatissima, qui a Lacona ci sono 4 campeggi, il barchino non si può spiaggiare perché non c’è spazio, ma per accontentare Sara ci restiamo circa 20 minuti e poi andiamo a trovare Roberto e Michele ancorati poco distanti da Maramea.
Ben presto arrivano le 14:00 e lo stomaco del Capitano brontola, anche quello della piccola mozza per la verità, per cui torniamo a bordo per pranzare. Alle 15:50 Roberto e Michele vanno via.
Nel pomeriggio durante un bagno con Sara individuo una stella marina sul fondo sabbioso sotto di noi; ci sono circa 6 metri, io sono un del tutto fuori allenamento con le immersioni in apnea, ma riesco ad arrivare quasi a toccarla per fargliela vedere dato che mimetizzandosi sulla sabbia non era facilissimo scorgerla. E allora ci provo, arrivo fin giù a prenderla e la porto a pelo d’acqua per fargliela osservare bene, non la tiro MAI fuori (non fatelo, gli fa malissimo), e dopo pochi minuti la lascio andare, lentamente si posa di nuovo sul fondo e pian piano si sposta con i suoi pedicelli.
la stella marina di Lacona
la stella marina di Lacona

la stella marina di Lacona
la stella marina di Lacona
Poco dopo Sara riesce a scorgerne altre due, una più grande e una più piccola, sta imparando a “vedere” davvero!!
Dopo cena vediamo nel cielo una dopo l'altra due enormi stelle cadenti, ma proprio enormi, che a contatto con l'atmosfera rapidamente cambiano colore e svaniscono. Che bei regali che fa Pachamama!

^_^

domenica 26 agosto 2018

* Cronache di Maramea - venerdì 17 agosto 2018 - Roberto e Michele

 venerdì 17_08_2018 - Fetovaia, Seccheto, Lacona
Alle 9:40 ci muoviamo per raggiungere Fetovaia e incontrare Roberto e Michele su Denecia, con Ale ci si troverà stasera a Lacona. 
Non c’è vento, quindi ci facciamo una “bella” smotorata con la sola randa per arrivare a Fetovaia verso le 12:30. 
L'ingresso della baia di Fetovaia super affollata
L'ingresso della baia di Fetovaia super affollata
Nella piccola baia c’è il mondo, come dice Roberto sembra “un parcheggio dell’Ikea”; lui e Michele sono ormeggiati più o meno al centro, attorniati da barche a vela e a motore, per noi c’è troppo casino, e poi siamo troppo grossi, non abbiamo voglia di passare la giornata a fare attenzione a chi ci viene addosso o mette l’ancora sulla nostra, per cui li chiamiamo al telefono, ci hanno visti e noi vediamo loro, ma gli comunichiamo che andremo più avanti a cercare un posto più tranquillo.
all'ancora a Seccheto
all'ancora a Seccheto
Dopo un quarto d'ora siamo davanti a Seccheto, molto più aperto ed esposto, ma c’è molto spazio e ci sono solo altre 4 barche a vela ben distanziate tra loro e qualche piccola imbarcazione a motore ormeggiata più sotto costa verso la spiaggia. Oggi non c’è vento si starà bene.
Diamo àncora su 10 metri di fondo di sabbia misto a posidonia cercando di farla cadere dove c’è solo sabbia, facciamo un video che mandiamo a Roberto per fargli vedere com’è la situazione e ci tuffiamo nel blu!
un tuffo davanti a Seccheto
un tuffo davanti a Seccheto
Indossata la maschera vediamo delle belle mormore che pascolano sul fondo sabbioso, un pesce pettine, qualche triglietta di sabbia e un piccolo ctenoforo!! Che bello incontrarli qui! Gli ctenofori fanno parte del macroplancton e sono di forma variamente sferica; questo incontrato oggi in particolare, un beroide senza tentacoli, ha la forma di una campana ed è lungo non più di 7/8 cm; questa specie, tipica del Mediterraneo, può raggiungere i 20 cm di lunghezza, dimensione nella quale sono molto ben visibili le ciglia vibratili che corrono lungo il loro corpo su delle fasce meridiane e che gli permettono di spostarsi creando un bellissimo effetto cromatico grazie alla loro bioluminescenza. Se vi capiterà di incontrarli state tranquilli, possono sembrare una medusa ma non lo sono e non sono urticanti.
l'arrivo di Roberto e Michele su Denecia
l'arrivo di Roberto e Michele su Denecia
Verso le 13:00, quando ci accingiamo a metterci a tavola, arrivano anche Roberto e Michele fuggiti dalla confusione di Fetovaia, e ormeggiano poco più avanti di noi verso terra, visto che Denecia pesca solo 1,5 m.
Verso le 17:00 dopo qualche bagno vengono a trovarci a bordo, si chiacchiera un po’ e poi alle 18:00 decidiamo di muoverci tutti verso Lacona dove abbiamo intenzione di passare la notte.
Lo spostamento avviene ancora una volta a motore, oggi il vento proprio non c’è.
Poco prima di entrare nella baia di Lacona passiamo davanti al Capo di Fonza consigliato come punto di immersione.
Capo di Fonza
Capo di Fonza
Alle 19:30 diamo ancora nel golfo di Lacona su 9 metri di fondo sabbioso, poco distanti da Ale con Goccia di Mare, che è qui già da un po’.
Ale su Goccia di Mare
Ale su Goccia di Mare
A ruota arrivano anche Michele e Roberto che abbiamo invitato a cena. Passiamo una bellissima serata a chiacchierare, la notte è stellata e la luna fa un magnifico riflesso sull’acqua piatta, ci si muove appena, quasi non sembra di essere in barca, e l’atmosfera raggiunge la perfezione quando cessa la musica che arriva dal campeggio sulla spiaggia.
Verso mezzanotte Roberto e Michele con la loro canoa gonfiabile tornano verso la poppa illuminata a lampade fotovoltaiche di Denecia, e si va tutti a nanna.
^_^

venerdì 24 agosto 2018

* Cronache di Maramea - giovedì 16 agosto 2018 - Livorno-Elba

Giovedì 16_08_2018 
Stamattina sveglia di buon’ora. 
Faccio una corsa, con la bici pieghevole che ci ha regalato Luciano, per andare a buttare la spazzatura e comprare del lievito per dolci in modo da poter fare una torta per il compleanno di Sara domenica prossima. 
Avremmo voluto fare la traversata verso l’Elba insieme ad Ale su Goccia di Mare, ma lui imbarca il suo equipaggio alle 10:00 e dovranno fare cambusa prima di partire, quindi ci avviamo da soli. 
Alle 10:00 partiamo. 
in navigazione verso l'Elba
in navigazione verso l'Elba
Ci sono 10 nodi di vento da NE, noi andiamo verso l’Elba rotta per 180°, abbiamo il vento al lasco e facciamo 4.5 nodi con genoa e randa. Dopo dieci minuti mettiamo a riva anche la mezzana, ma purtroppo il vento è proprio poco e c’è una fastidiosa onda lunga da sud ovest che fa sbattere le vele, alle 10:50 siamo costretti a chiudere randa e genoa, per ora lasciamo la mezzana e stiamo a vedere che succede. 
Alle 11:00 si cala la traina in acqua, chissà che non ci scappi un pesciolino per cena! Alle 11:30 riapriamo il genoa per dare una mano al motore, ora si viaggia a 7 nodi. 
Verso le 13:00 facciamo uno spuntino con il mio pane, un bel pomodoro del nostro orto, un residuo dei formaggi di Gruissan (Brie e Pavé de Chevre) e del buonissimo bulgur di Miriam avanzato due sere fa; più che spuntino è stato un vero pranzo! 
Dopo circa un’oretta si alza un bel maestralino che ci permette di riaprire il genoa, che insieme alla mezzana e un pezzettino di randa ci fa viaggiare a 5.6 nodi, finché il vento aumenta fino 20 nodi al punto di poter spegnere il motore. Dopo un’oretta il vento gira ancora un po’ al traverso e apriamo tutta la randa, così Maramea fila a 7 nodi con punte di 7.8!!! 
A circa mezz’ora dall’arrivo sentiamo Ale al VHF, andrà a passare la notte a Marina di Campo, noi ormai siamo a Portoferraio e per arrivare lì ci vorrebbero ancora due ore di navigazione, per cui ci si mette d’accordo per trovarci domani verso Lacona o il Golfo Stella. 
Arriviamo all’Elba alle 17:30, ritiriamo la traina… niente pesciolino… 
la bandiera dell'Isola d'Elba
la bandiera dell'Isola d'Elba
Una volta data ancora nella rada di Portoferraio issiamo la bandiera di cortesia dell'Isola d'Elba, con le tre api su una banda rossa donata da Napoleone al suo arrivo sull'isola.
Dopo un po' scopriamo che anche il nostro amico Roberto, violoncellista e scrittore in giro per i porti italiani a promuovere “Denecia, autobiografia di una barca”, il suo terzo libro, si trova all’Elba! 
È a Lacona, speriamo di poter vedere anche lui domani!

^_^

mercoledì 22 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 12-15 agosto 2018 - Livorno

Domenica 12_08_2018
Stamattina sentiamo un altro amico, che in questo momento è fuori e ha un catamarano a questo stesso pontile, ora il suo posto è vuoto e ci permette di occuparlo per i giorni che ci servono. 
Ci spostiamo subito. 
Questa cosa ci è di grande aiuto perché in questo modo possiamo fare tutto quel che c’è da fare con più calma e lasciare che passi Ferragosto prima di andare verso l’Elba. 
Andiamo a casa a fare un bucato e prendere tutto quello che ci serve a bordo e che non abbiamo potuto portare in aereo, tra le tante cose tutte le mie carabattole da cucina e la pasta madre che aspetta di essere rinfrescata ormai da 10 giorni. 
Quando torniamo a bordo, nel pomeriggio, troviamo un “simpatico” biglietto infilato nella passerella che dice “This is a private dock, you must leave. Thank you”; o qualcuno ha voluto farci uno scherzo, o un “accogliente” diportista, vista la nostra bandiera francese ha voluto dar prova di solerzia, ma noi abbiamo il benestare del proprietario del posto barca, per cui poco importa. Tuttavia rimane l’amaro in bocca… potevamo benissimo essere dei francesi in difficoltà, no? che ne so, un guasto al motore, un malore...  Che simpatia i soci dei circoli di questo pontile, fanno a gara con quelli del pontile accanto dove eravamo noi quando vivevamo sulla Filibusta.

Lunedì 13_08_2018
La giornata scorre tranquilla a pulire, sistemare e fare la spesa della parte secca della cambusa. Subito dopo pranzo avremmo voluto andare a fare un bagno al Sonnino con i “Padellidi” (la famiglia al completo del nostro amico Alessandro di Goccia di Mare) ma arriva un temporale e desistiamo.
Ma quanto piove quest'estate??
Per consolare Sara del mancato bagno, io e lei, andiamo a prendere un gelato in città, ne approfittiamo per fare diverse commissioni, e ci scappa anche l’acquisto di qualche libro, peccato non aver trovato "Sinfonie Mediterranee" e "Denecia, autobiografia di una barca" il secondo e terzo libro del nostro amico Roberto Soldatini (del primo, "La musica del mare", ho già parlato in questo blog), avrei voluto approfittare del tempo che avrò per leggere.
Le copertine di questi due libri sono talmente belle che ve le mostro, gli originali sono due acquerelli realizzati da Michele Gallucci con acqua di mare.


Alla sera sono così stanca che propongo di mangiare una pizza, così esco di nuovo per andare a prenderle, ma stavolta in macchina altrimenti le mangeremmo gelate; ci metto più a trovare parcheggio che a farmele fare e tornare in barca!
Verso le 4:30 del mattino un temporale molto forte ci sveglia, ma tempo mezz’ora ed è tutto finito, e poi dopo la tempesta beccata alle Porquerolles prendere un temporale quando si è ben ormeggiati non fa nessuna impressione.

Martedì 14_08_2018
Oggi è d’obbligo una puntata al mercato per prendere un po’ di pesce; purtroppo la scelta non è molta visto il cattivo tempo dei giorni scorsi, anche perché Andrea e Mauro, i miei pescivendoli di fiducia, preferiscono prendere pesce locale e freschissimo, anziché avere il banco stracolmo, ed è questo il motivo per cui mi piacciono. Per chi volesse approfittare se dovesse trovarsi a Livorno, sono al Mercato Centrale al primo banco entrando dall’ingresso centrale lato interno, la pescheria si chiama Alice, dite pure che vi mando io!! 
Dopo il mercato una tappa da Decathlon per comprare una muta a Sara: domenica prossima sarà il suo compleanno e questo è il suo regalo, così potremo fare snorkeling tutti insieme senza timore di avere freddo. 
Altre commissioni in giro ci portano a pranzare tardissimo, così alle 15:30 quando arriva la famiglia Padella per un saluto ci trova ancora a tavola con i residui di un bel nasello lesso e un’insalata con i pomodorini del nostro orto.
In serata invece abbiamo una cena improvvisata con amici, i primi del gruppo “terricolo”, Miriam, Giovanni e Giacomo. Le triglie alla livornese che avevo previsto per noi vengono condivise una a testa, loro contribuiscono con un ottimo bulgur e un bel gelato per un prefesteggiamento del compleanno di Sara. 

Mercoledì 15_08_2018
Gli omini che vengono tutte le mattine sul pontile a pescare orate e saraghi di passo ci hanno svegliati alle 5:30 con il loro vociare, non sono abituati al fatto che possa esserci gente che dorme a bordo. Eravamo già semi-svegli perché l’aria che entrava dagli oblò aperti era bella freschina, il solo lenzuolo al mattino presto non basta più per cui ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di qualche copertina, ma oggi è Ferragosto e domani abbiamo programmato di partire… come si fa? Chi sarà aperto il giorno di Ferragosto? Ma l’Ikea, naturalmente! Quindi, mentre io e Sara facciamo un salto nel grande magazzino svedese a prendere dei pile, Marco taglia l’erba del prato di casa, poi prese le ultime cose torniamo in barca per pranzare.
Al ritorno in barca troviamo Dario e Vanessa, con suo figlio Niccolò e una coppia di amici sulla Principessa Selkie, la barca di Dario. Anche loro stanno per pranzare, poi subito dopo usciranno per un giro in mare alla Meloria. 
Oggi battiamo il record dei pranzi in ritardo, per fortuna ci metto poco a preparare perché ho preso un barattolo di pesto che avevo fatto e avevo nel congelatore di casa, ma alle 16:00 siamo sempre seduti a tavola, e pochi minuti dopo arriva la famiglia di Marco al completo per una visita. 
Mi porto in anticipo per la cena (abbiamo un ospite anche stasera, Luciano, grande amico di vecchia data, che ha il suo Walrus, un Dufour 28, ormeggiato qui) e preparo l’acqua aromatizzata con buccia di limone, aglio e radice di zenzero, per lessare il pollo senza fuoco che mi servirà per l’insalata di pollo di stasera. È una procedura molto comoda, soprattutto d’estate quando rincresce di accendere i fornelli: si riempie una pentola d’acqua in quantità sufficiente a coprire il petto di pollo e si mette a scaldare con la buccia di un limone, un pezzetto di radice di zenzero fresca e un paio di spicchi d’aglio, senza sale; quando l’acqua bolle si spegne il fuoco, ci si immerge il petto di pollo, si copre con un coperchio e lo si lascia lì per 2 o 3 ore. Il pollo risulterà morbido e profumato, pronto per essere tagliato a striscioline e messo nell’insalata.
Lascio i fornelli e termino il pomeriggio di chiacchierando con i suoceri e la cognata, e poi mi metto di nuovo al lavoro per la terminare la preparazione della cena. 
Dario e Vanessa rientrano dalla Meloria, ci salutiamo visto che domani noi partiremo per l’Elba.

Oggi niente foto... ma domani si va all'Elba, nei prossimi post non mancheranno.

^_^

lunedì 20 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 10 e 11 agosto 2018 - Porquerolles-Capraia-Livorno

venerdì 10_08_2018
Verso le 6:40 mi alzo, e faccio un roiboos caldo ai due turnisti, Dario va a dormire, io gli do il cambio. C’è il sole, e comincia ad alzarsi un leggero vento da sud ovest che ci permette di mettere a riva prima il genoa e la mezzana, poi anche la randa e di spegnere finalmente il motore che lavora, egregiamente, da 12 ore.
Ah bene… silenzio, a parte il suono del mare e del vento, e il sole del mattino, e io ne approfitto!
quiete dopo la tempesta notturna
Quiete dopo la tempesta notturna
C’è un po’ d’onda, circa un metro e mezzo/due, ma Maramea scivola dolcemente a 7-7.5 nodi al lasco, con punte di 9 quando surfa sulle onde, che belle le andature portanti!
Alle 10:30, a circa 25 miglia dal “dito” della Corsica il mare ci fa il primo regalo! delle stenelle incrociano la nostra rotta e giocano brevemente sotto la prua, è la prima volta che Sara vede i delfini! Peccato che si siano trattenute così poco, troppo poco per poter scattare delle foto. Alle 12:00 il secondo regalo, pesci volanti!!! anche loro troppo rapidi... peccato non aver potuto immortalarli, ma bellissimo averli incontrati. Durante tutta la navigazione ci fanno compagnia anche le elegantissime berte, che sfiorano il pelo dell'acqua con il loro volo armonico.
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Dopo un'oretta, verso le 13:00 circa, siamo al traverso del “dito” e decidiamo di arrivare in Capraia visto che dista ancora poche miglia e la navigazione oggi è proprio piacevole.
Alle 16:00 siamo in vista della magica isola di Capraia.
avvicinandosi alla Capraia
avvicinandosi alla Capraia
Capraia
Capraia
Ormeggiamo fuori dal porto dopo circa mezz'ora. Passeremo la notte qui.
Immediatamente facciamo un bagno, l’acqua è incredibilmente tiepida - a Gruissan era ghiacciata - e sotto la barca ci sono enormi banchi di occhiate che Sara si diverte a foraggiare con pezzi di pane vecchio mentre le osserva con la maschera.
Capraia - la rada antistante il Porto
Capraia - la rada antistante il Porto

Capraia - il Porto
Capraia - il Porto
Naturalmente anche qui ci sono numerose barche all’ancora e continuano ad arrivarne altre, e quando ci sono tante barche ed è agosto c’è sempre quello che valuta male quanti metri di catena dare: verso le 23:00 si alza un inaspettato vento da ovest che raggiunge velocemente i 20 nodi con raffiche da 25 e una barca di ferro ormeggiata poco dietro di noi ara, recupera l’ancora e comincia a girare nello stretto specchio d’acqua, tentando più volte di ridarla… dà ancora e la salpa più volte, dopo circa 3/4 d’ora pare aver trovato pace, e allora andiamo a dormire. Non passa nemmeno un’ora che Marco e Dario sono di nuovo in piedi, un Bavaria sulla nostra poppa ha la luce motore accesa perché quella di fonda non funziona (o non ce l’aveva proprio, non si è capito), il problema è che fa molto caldo, dormiamo con il tambucio aperto, la luce entra sotto coperta da noi dritto in faccia a Dario, è la prima notte che non si naviga e il poveretto vorrebbe, giustamente, dormire!!
Poi altri balletti "salpa l'ancora/cambia posto" di un altro paio di barche da tenere d'occhio finché il vento cala e tutti finalmente, verso l'1:00, possiamo dormire.

sabato 11_08_2018
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Sveglia, colazione e bagno nelle bellissime e tiepide acque di Capraia.
Sullo sfondo di questa foto si vede la bella Pieve di Santa Maria Assunta o Madonna del Porto, che costruita dai pisani nell'XI secolo, è quel che resta del vecchio abitato del porto. È edificata sulle le fondazioni di un'antica villa romana, che è stato primo insediamento umano sull'isola.

Verso le 10:00 mettiamo la prua in direzione di Livorno, da cui arrivano notizie di onde formate da Nord-Ovest. È quello che troviamo, il peggio è che non c’è vento, quindi niente vele che possano aiutare a stabilizzare la barca, non resta che rassegnarsi alle montagne russe su onde di 3-4 metri che durano fino al traverso con la Gorgona, dove finalmente apriamo genoa e mezzana e navighiamo un po’ meglio.
onde sulla poppa di Maramea
onde sulla poppa di Maramea
Finalmente arriviamo a Livorno intorno alle 16:30 dove troviamo Monica, che stamattina ci aveva dato il bollettino meteo dagli scogli del Romito, ad accoglierci e a farci una foto prima che la passerella tocchi il pontile.
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Oggi ormeggiamo al posto del nostro amico Alessandro, di Goccia di Mare, che è all’Elba e rientra domani pomeriggio. Dobbiamo recuperare un po’ di cose a casa e fare alcune commissioni prima di ripartire per l’Elba, dunque per domani bisognerà trovare un altro posto, possibilmente non troppo oneroso.
Non passa molto, pochi minuti, e arrivano i genitori di Marco a darci il "bentornati".
Poco dopo salutiamo Vanessa e Dario che sbarcano; siamo stati tanto bene con loro, Dario, con il suo grande cuore, è sempre una compagnia divertente e un validissimo supporto in tutto, Vanessa alla sua prima esperienza in barca a vela è stata eccezionale nell’affrontare in assoluta serenità tutte le condizioni meteomarine che abbiamo incontrato. 
In serata rimaniamo solo noi tre a bordo, a pochi metri dal nostro vecchio posto dove, per 6 anni, abbiamo vissuto con la Filibusta ed abbiamo constatato che è come fare un tuffo indietro di 10 anni: stessi rumori, stessi odori, stesse facce, tutto è così familiare e bello che anche quelle facce che faremmo a meno di vedere sono tollerabili, e mi riferisco a chi nell’ultimo anno a bordo della Filibusta ci rese la vita difficile, che è ancora qui, con la stessa ghigna all'ingiù... poveracci.
^_^

venerdì 17 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 8 e 9 agosto 2018 - Gruissan-Porquerolles

mercoledì 08_08_2018
Ore 9:55, pagato l’ormeggio e avvisata la capitaneria che si va via, ci riproviamo! 
Oggi niente vento e mare piatto… si smotora. Verso le 10:30 comincia ad alzarsi un po’ di vento, all’inizio si va a vela e motore, poi il vento arriva a circa 15 nodi e riusciamo a spegnere, gira di bolina un po’ più larga e con genoa, randa e mezzana verso le 17:00 Maramea fila tra i 7.5 e i 7.9 nodi! 
in navigazione verso Porquerolles
Scende la notte e quando siamo più o meno al traverso de La Ciotat il vento rinforza ancora un pochino, rolliamo il genoa e apriamo la trinchetta. La notte è stellata e si vede benissimo la via lattea. Verso le 23:00 Sara va a letto, io e Vanessa la seguiamo dopo l’1:00 e Marco e Dario restano ai comandi per tutta la notte alternandosi per riposare a turno. 

giovedì 09_08_2018
Verso le 4:00 il vento cala del tutto e bisogna riaccendere il motore.
Alba in navigazione verso Porquerolles
Alba in navigazione verso Porquerolles
Purtroppo dobbiamo smotorare fino a Porquerolles, dove diamo ancora nella Baia d’Alicastre alle 10:00. Dopo colazione i due "turnisti della notte" vanno a riposare.
Baia d’Alicastre isola Porquerolles
Baia d’Alicastre isola Porquerolles
Il cielo è coperto, la giornata non è delle più belle, ci sono molte barche alla ruota nella baia, ma da terra arriva il profumo della pineta e il frinire delle cicale.
Faro di Cap Meridional île du Grand Ribaud - Porquerolles
Faro di Cap Meridional île du Grand Ribaud - Porquerolles
Le attività vanno a rilento, tanto che pranziamo, in pieno stile napoletano, alle 15:00.
Nel frattempo il cielo intorno si fa sempre più grigio, le prime barche lasciano la baia. Temporali in arrivo da ogni dove e piccole trombe d'aria dietro il promontorio. Alle 17:00 decidiamo che non è il caso di restare, meglio allontanarsi ed andare in mare aperto, e contemporaneamente cambiamo il nostro programma originale che prevedeva di passare la notte qui: ci allontaniamo mettendo la prua verso il "dito" della Corsica, cercando di sfuggire alle buriane in arrivo.
Vento pochissimo, circa 10 nodi da Est, proprio la direzione verso cui dobbiamo andare, dunque nel naso schiantato, si viaggia a motore con la sola mezzana prima, poi togliamo anche quella perché rifiuta e sbatte.
Ci lasciamo alle spalle un cielo plumbeo con rombi di tuono e pioggia visibile in lontananza, davanti a noi sembra essere un po’ più chiaro, ma sempre brutto. Abbiamo guardato il meteo e praticamente piove solo qui, quanto alle previsioni, è quasi superfluo dirlo, erano l’esatto contrario di quello che sono in realtà, davano vento da sud ovest e sole… se seee.
Per passare il tempo Marco insegna a Sara, a fare la gassa d’amante, come tutti i bambini lei rivela capacità di apprendimento eccezionali, ai tempi io ci ho messo un po' ad imparare, Sara dopo quattro o cinque tentativi padroneggiava i movimenti per fare il nodo.
Vista la situazione più o meno stabile Marco e Dario, in previsione di una nuova notturna, ne approfittano per fare un pisolino, Sara li segue poco dopo. Restiamo io e Vanessa ai comandi e all’osservazione dell’orizzonte. Comincia a piovere e la cappottina fa acqua dalle cerniere, ma abbiamo indossato le cerate; avvistiamo dei segnali da pesca che lasciamo sfilare a destra, e poco dopo due traghetti che invece si allontano alla nostra sinistra e sotto la pioggia riusciamo a scorgere la bella pinna di un gran pesce luna.
La pioggia battente fa uscire Marco e Dario dalle rispettive cuccette: cambio della guardia, noi sotto coperta loro fuori.
ore 17:42... via da Porquerolles
ore 17:42 inseguiti dal fronte temporalesco... via da Porquerolles
Intanto alle nostre spalle il grigio diventa nero, si sente tuonare e lampi fortissimi e frequenti illuminano il cielo, i temporali ci inseguono e poi ci raggiungono quando siamo a circa 10 miglia da Porrquerolles, mare poco, vento zero - a parte un groppone di 30 nodi durante il temporale - e pioggia a scroscio. Per fortuna Maramea ha il pozzetto centrale e una cappottina che permette di chiuderlo interamente, è vecchia, un po' d'acqua passa, ma non ci si inzuppa come succederebbe con un'altra barca, quello che è inquietante è il buio totale intono a noi che viene squarciato di tanto in tanto da lampi di luce potente che in questo momento sono l’unico pericolo: se uno ci cogliesse salterebbero tutti gli strumenti, ma per fortuna non accade.
Alle 22:00 anche il mare si fa sentire, io vado a dormire e lascio Marco e Dario che passano una brutta mezz'ora, perché dopo aver visto in lontananza la prua di un traghetto che sembra venirci incontro nel buio pesto arriva uno scroscio di pioggia a fare muro, ma la nave di sicuro ci vede sui suoi strumenti: abbiamo l'AIS che segnala la nostra posizione, infatti sono qui a scrivere (ahahahaha, battutatccia). Una delle prime cose da sostituire sarà il radar che non funziona e in occasioni come questa è molto utile.
Il temporale passa e il cielo diventa un tappeto di stelle, la via lattea si riflette sull’acqua. Il resto della notte scorre molto più tranquillo tra un turno e l'altro di Dario e Marco già stanchi per la notturna della notte precedente.

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martedì 14 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 5, 6 e 7 agosto 2018 - Arrivo degli amici e tentativo di partenza

domenica 05_08_2018
Passiamo la giornata a pulire ed esplorare la barca e i suoi mille interruttori e spazi intelligenti per stivare, sempre sotto un solleone da 43° e niente vento, ma resistiamo volentieri.
Questa barca è uno spettacolo e Mr. Amel un genio dalle mille semplici ed efficaci soluzioni.
Una chicca: a bordo c'è una lavatrice da 3 kg di carico! così non sarò costretta a servirmi di quelle odiose e puzzolenti lavanderie a gettoni con i loro saponi ultrachimici e profumati!

lunedì 06_08_2018
Altro giro al mercato, ma oggi è girato il vento da sud, il vento di mare porta con sé una temperatura più umana, solo 34° quindi meno fatica. Trovo un negozietto bio (La Cigale) e al mercato faccio un altro po’ di scorta di frutta, verdura, formaggi, olive compresa una varietà tipica di qui le Lucques, allungate, dolci e dal lieve retrogusto di mandorla molto buone, e di nuovo pesce, stavolta delle belle triglie che preparerò con il pomodoro visto l’arrivo degli ospiti.
Alle 14:30 Dario e Venssa sono a Gruissan. Dopo averli sfamati andiamo a fare gasolio e ne approfittiamo per uscire a fare finalmente un bagno. L'acqua è fredda, ma è solo il primo impatto, poi diventa veramente gradevole, e ci sono moltissimi giganteschi polmoni di mare che ci evitano abilmente. La sera dopo cena facciamo una passeggiata, la gente qui è triplicata rispetto al giorno in cui siamo arrivati, si vede che si avvicina la metà di agosto. Domani è prevista la nostra partenza.

martedì 07_08_2018
Partiamo alle 10:30, meta prevista le isole Porquerolles.
All’uscita dal porto troviamo un po’ di mare formato di onde incrociate. Abbiamo randa e genoa a riva con 10 nodi di vento da Est/Sud-est, e si fanno circa 6 nodi, ma il vento è proprio sul nostro muso, così ci si allontana da terra verso il largo, in cerca di condizioni migliori. Verso mezzogiorno, quando siamo ancora al largo di Griussan, mentre ci si prepara a virare si spezza la drizza del genoa e  la vela viene giù, io mi metto al timone cercando di tenere la prua in modo che il vento e onde non arrivino sulla prua mentre Marco e Dario recuperano la vela: conta dei danni, due ferri che impediscono alla drizza di seguire la vela sul tamburo del rollafiocco piegati e la drizza recisa! Dobbiamo ritornare verso Gruissan.

i danni

12:40 Chiamo la Capitaneria, comunico che abbiamo un problema e abbiamo bisogno di una notte o due di nuovo all’ormeggio. Il posto appena lasciato è stato già assegnato così mi dicono di ormeggiare all’accoglienza poi ci trovano un posto sul Quai de Ponant, lungo la passeggiata. Alle 13:00 siamo all’ormeggio di nuovo, Marco vorrebbe subito andare in testa d’albero a controllare e cercare di capire cosa è successo, ma Dario propone prima una pastasciutta, così mi metto ai fornelli: spaghetti con le zucchine. 
Dopo pranzo Marco va in testa d’albero per tentare di capire cosa sia successo, pare che il problema sia stato il genoa infierito troppo basso. 

Maramea all'ormeggio al Quai du Ponant, Gruissan

Il Capitano in testa d'albero

Bisogna però riparare i due pezzi. Proviamo ad andare a cercare dei ricambi alla Zona Tecnica, dove sono i cantieri, ma nulla da fare; ci indirizzano verso un capannone dove allestiscono le barche nuove, lì spiegato il problema ci mettono una morsa e l’officina a disposizione. Appurato che i due ferri di acciaio non sono riparabili, Marco si inventa una soluzione usando una barra filettata d’acciaio, infilata dentro un tubo d’acciaio, con due rondelle e quattro dadi sulle estremità… 20 € per il disturbo. Si torna a bordo e in testa d’albero, la riparazione è fatta. Domani, forse, si parte. Pomeriggio tranquillo, in serata ci rendiamo conto che è previsto un concerto nella piazza vicina, purtroppo li cantanti che stanno provando non promettono bene, ma Pachamama ci viene in soccorso e arriva un fronte nuvoloso pazzesco che scongiura la tortura delle orecchie.

Temporale

Temporale

Sotto la pioggia Dario, che vorrebbe prendere del pollo da asporto senza successo, dà spettacolo per gli astanti del bar difronte alla nostra barca, io propongo di mettere un cappello per le monetine, c’è una signora che si sbellica dalle risate, chissà che non si tiri su qualcosa per pagare l’ormeggio imprevisto di questa notte.

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domenica 12 agosto 2018

* Cronache di Maramea - sabato 4 agosto 2018 - Gruissan, il villaggio

Vado in giro a fare la spesa, sotto un sole cocente, ci sono ancora 42-43°.
Arrivo al villaggio, dove c’è un bel mercato e una pescheria, compro frutta, verdura, formaggi, olive, e anche dei pesci, merlani, che scopro essere una specie di naselli, ma senza sapore, nonostante la buonissima acquapazza in cui li ho cotti.
Il villaggio di Gruissan è proprio grazioso, le imposte di legno delle vecchie case sono verniciate in tutte le gradazioni del verde e del blu, come potrebbero non piacermi!

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Al mio rientro, trovo Marco e Alain che stanno sostituendo la cucina elettrica messa da Alain con la vecchia cucina Electrolux a gas, che lui per fortuna aveva conservato; non è nuovissima ma andrà bene. Quella elettrica ha la superficie liscia, non è basculante e non ha fermi per le pentole, in una parola non si può usare in navigazione. Alain ci ha raccontato che in navigazione non cucinavano mai, a noi invece capita e in ogni caso anche quando si è in rada è bene avere una cucina basculante, arriva sempre qualche onda improvvisa e una pentola sul fuoco che scivola via può essere molto pericolosa. Alain aveva conservato anche due bomboline Camping Gas, di quelle che si rendono vuote e te le ridanno piene praticamente ovunque, molto comode, una è piena e l'altra lo è per metà, questo ci darà l'agio di usare la cucina almeno per un po', potremo poi cambiarle quando terminerà una delle due e per allora saremo in Italia.
Al termine del lavoro usciamo poco fuori dal porto. Ci sono 25 nodi di vento e l’angolo massimo di sbandamento è 15°!! Facciamo un po' di prove con le diverse vele, diamo ancora e preparo un pranzo veloce e fresco con pomodorini del nostro orto portati da casa. Al rientro in porto Alain ritorna a casa sua. È stato veramente gentile e generoso, ci ha aiutato tantissimo e ci ha lasciato moltissimi pezzi di ricambio e altre cose a bordo, andando via ha detto che era felice di lasciare la barca in mani capaci ed entusiaste, che bel complimento! Prima di andare a dormire Marco vorrebbe fare una doccia (qui continuano ad imperversare i 43°), ma l’acqua non arriva e si rende conto che l’autoclave fa uno strano rumore: il pressostato ha i contatti consumati. Dunque inforca la luce a led da mettere in fronte appena comprata e si mette al lavoro. Per fortuna tra i moltissimi pezzi di ricambio lasciatici da Alain c'è anche un pressostato, che non va bene per questo autoclave, ma che “presta” volentieri i suoi contatti al vecchio, così da due se ne fa uno, e possiamo di nuovo usare l’acqua. Ora non ci resta che aspettare Dario, che arriverà il 6, insieme a Vanessa, per fare insieme la traversata verso l’Italia.

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venerdì 10 agosto 2018

* Cronache di Maramea - venerdì 3 agosto 2018 - Gruissan

Si va a fare colazione al bar, a bordo ancora non è possibile, 18 euro in tre, per una colazione sintetica! io ormai sono condannata: mangiare in questo modo è proprio pesante per me. 
Alle 11:30 arriva Alain, l’ex proprietario, e con Marco si mettono al lavoro all’elica, bisogna cambiare l’angolo delle pale. 
All’ora di pranzo hanno finito, Alain ci invia al suo ristorante preferito “La rive droite” sempre sul Quai du Ponant, poco prima della “Table d’Oli”, anche qui si mangia discretamente e non è caro, quando siamo stati qui per la perizia della barca e l’atto di vendita abbiamo avuto ospiti i due periti, Alain e Jean, l’agente che ha curato la vendita, più noi tre, e ce la siamo cavata con 100 euro vino compreso. 

Restaurant La Rive Droite - Gruissan

Alle 16:00 Maramea finalmente va in acqua, e andiamo all’ormeggio che ci è stato assegnato, dove rimarremo nei prossimi giorni.  Qui è veramente il paradiso delle barche a vela: servizi ottimi e prezzi notevolmente più bassi che in Italia; per un 53 piedi come Maramea solo 50 euro al giorno, compresi acqua, corrente e uso delle docce del marina, inoltre i pontili hanno i finger così ci si può ormeggiare di prua e mantenere un minimo di privacy quando si sta in pozzetto, oltre alla comodità di scendere dalla murata senza dover mettere la passerella.

Pontile ormeggio Gruissan

Maramea all' ormeggio - Gruissan

Maramea all' ormeggio - Gruissan

Alain, gentilissimo, ci accompagna con la sua auto a Narbonne a fare un po’ di spesa tra un supermercato Bio e un brico center, tutto abbastanza di corsa, perché qui alle 19:30 chiudono, tassativi. 
Si cena a bordo, prendendo del cibo da asporto in un posto conosciuto da Alain, pesce e insalate varie. Stanotte lui resterà a bordo con noi, chissà come si sente, deve essere strano stare a bordo di una barca che per 10 anni è stata tua in veste di "ospite" dei nuovi proprietari.

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