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giovedì 20 giugno 2019

15 giugno - Si parte!

sabato 15 giugno 2019
Finalmente! 
dopo aver rimandato di quasi una settimana, per impegni dell'ultimo minuto e per aspettare un po' di vento favorevole, molliamo gli ormeggi dal pontile del Molo Mediceo. Dalla prua del Walrus ci salutano Gigliola, Marco, Francesca e Cristian dopo averci regalato un sacchetto di albicocche e nespole del giardino di Gigliola e Marco e una bottiglia di ottimo bianco de "Le terre di Guidoreste", la cantina di Francesca e Cristian. 
Super Maramu - Faro del porto di Livorno
il faro di Livorno
Sono le 10:45 la giornata è grigia e le emozioni confuse. 
Super Maramu - Maramea uscita dal porto di Livorno
uscendo dal porto di Livorno
Fuori troviamo onda di scaduta del libeccio dei giorni passati e 8 nodi di ponente. Le onde sono molto fastidiose, alcune superano i due metri, e quando la barca entra nel cavo dell'onda le vele sbattono perché il vento è davvero poco. Siamo costretti ad accendere il motore, anche se al minimo.
Subito fuori dal porto l'autopilota fa i capricci, usiamo quello di rispetto, poi con un paio di colpetti alla bussola riprende a funzionare e lo farà per tutta la durata della navigazione. Mistero. Forse l'inattività...
Alle 11.35 avvistiamo dei delfini, sono proprio davanti a Livorno a circa una cinquantina di metri da noi; a giudicare dalle grosse dimensioni (sui 5 metri), il colore nero intenso, la forma della pinna dorsale, l'incedere lento e le lunghe apnee sembrano essere globicefali, pur cercando di osservarli meglio con il binocolo sono troppo lontani escono appena in superficie per respirare e si allontanano, mi resterà il dubbio.
Intorno alle 12:30 il vento gira sempre più a poppa fino a fermarsi al lasco rinforzando un po', inizialmente con il solo genoa facciamo 5 nodi. Il sole ogni tanto fa capolino ma non basta a scaldarci, siamo costretti a stare coperti di vari strati, dalla t-shirt alla giacca a vento. Io e Sara con il rollio continuo e accentuato avvertiamo un po' di malessere: braccialetti antinausea per entrambe, 3 granuli di nux vomica per lei e uno spuntino salato per tutti per rimettere in sesto lo stomaco. Dobbiamo risettare il labirinto e rifare il piede marino!
Verso le 13-13:30 il vento al lasco rinforza e la barca finalmente trova un po' di stabilità sulle onde, e - evviva!! - possiamo spegnere il motore. Facciamo 6 nodi ed esce anche il sole!


Super Maramu - Maramea - spuntino in navigazione
spuntino in navigazione

Fino alle 15:30 stiamo benissimo, ma poi il vento cala di nuovo, ricomincia il rollio insopportabile e siamo costretti a riaccendere il motore (sniff), alle 17:00 ci arrendiamo del tutto e chiudiamo anche le vele che sbattono incessantemente.
Dopo circa due ore arriviamo in rada a Portoferraio, dove diamo fondo a 30 m di catena più o meno nel solito punto di fronte al porto. Ma non è mica finita!!! dobbiamo spostare il tender che è stato sulla sua insellatura a prua per tutta la navigazione e ora va tirato su con le gruette a poppa, sotto al rollbar. Ma non tutto fila liscio, uno dei bozzelli urta nel motore fuori bordo, per cui lo tiriamo su e lo caliamo un'infinità di volte, prima di dedicarci a preparare la meritata cena.
Ieri a Livorno ho preso delle triglie freschissime, che finiscono in padella con aglio, olio, pomodorini e prezzemolo alla "Lassami stari", infallibile ricetta di Martino Ragusa, naturalmente annaffiate con lo splendido vino di Cristian e Francesca, 13° di freschezza profumata!
Passato l'ultimo traghetto da Piombino, finito l'effetto lavatrice delle onde che provocano, sprofondiamo in un tranquillo e profondo sonno ristoratore.

^_^

domenica 16 giugno 2019

Ci stiamo preparando...

lunedì 03 giugno 2019
Dopo l'inverno passato a revisionare gli impianti, le pompe, il motore e a preparare Maramea aggiungendo mensole, librerie, cassetti per sfruttare al massimo tutte le sue potenzialità di stivaggio, dal primo di Giugno ci siamo trasferiti a bordo... 
Ci stiamo preparando per passare i mesi a venire navigando, assecondando il vento senza fretta, verso sud.
Super Maramu - Maramea - Il bucato in porto
Maramea e il suo bucato
Abbiamo vuotato e affittato casa nostra, perché per un po' sarà Maramea "casa nostra". Mancano solo pochi dettagli e saremo pronti. Intanto riceviamo le visite degli amici per i saluti, facciamo bucati, riempiamo la cambusa e aspettiamo il vento favorevole. 
Lo scorso lunedì siamo usciti a testare vele e ancora nuova.
Con 10 kn da Ovest appena fuori dall'avamporto abbiamo aperto randa e genoa e, a seguire, la mezzana, spento il motore e fatto un bordo a 5 kn.
Super Maramu - Maramea - Primi bordi - controllo di manovre e motore
Primi bordi
Per virare con Maramea bisogna riavvolgere il genoa e riaprirlo (come abbiamo scoperto a nostre spese lo scorso anno!). Al primo tentativo ci è venuto a collo, cioè si è gonfiato con la scotta di sopravvento cazzata, e allora abbiamo dovuto riaccendere il motore e ripetere l'operazione; al secondo tentativo tutto è andato liscio. Questa cosa di riavvolgere la vela di prua per virare o strambare è strana, dobbiamo abituarci.

Super Maramu - Maramea - Primi bordi - controllo di manovre e motore
Primi bordi - controllo di manovre e motore
Abbiamo poi fatto un altro bordo lasciando la Meloria e la Gorgona sulla nostra dritta.
Super Maramu - Maramea - la Gorgona e la Meloria
La Gorgona e la Meloria
Uno spettacolo di giornata e solo noi in mare!
Dopo un po' abbiamo aperto anche la trinchetta, per verificare che quando il tender è a prua sulla sua sella non le dia noia, e così è!
Super Marfamu - Maramea - vela di trinchetta
Il capitano controlla la trinchetta
Intanto anche qualcun altro ha cominciato il diario di bordo personale.
scrivendo il diario di bordo
scrivendo il diario di bordo
Verso le 12:30 abbiamo dato fondo all'ancora allo Ship Light, comunemente conosciuto a Livorno con il più semplice appellativo di "Ship", per scoprire poi che non avremmo potuto farlo senza un permesso del Parco di San Rossore.
Ship Light di Livorno
lo "Ship"
Dopo una piacevole e rilassante pausa per il pranzo con il blu sopra, sotto e tutto intorno, verso le 16:00 ci siamo mossi per tornare verso Livorno con vento in poppa - con 8 kn circa facevamo 4 kn con il solo genoa - dove siamo arrivati circa un'ora e mezza dopo.

^_^

martedì 9 ottobre 2018

* 12 e 13 settembre tornando a Livorno ci salutano i delfini

mercoledì 12_09_2018
Alle 7:45 salpiamo l’àncora, lasciando la baia di Marina di Campo dove abbiamo trascorso piacevolmente questi ultimi giorni.
la scia di Maramea e la rada di Marina di Campo ©Valeriaderiso
la scia di Maramea e la rada di Marina di Campo
Abbiamo circa 8 nodi di vento in poppa così apriamo randa e mezzana per dare una mano al motore. Nel frattempo si alza anche Sara e facciamo colazione in navigazione.
Osservo incessantemente il mare, sperando che ci regali un bell'incontro, come saluto.
Dopo un po' il mio desiderio è esaudito!
Quando arriviamo all’incirca al traverso di Pomonte vedo qualcosa muoversi in lontananza tra noi e l’isola di Pianosa, che stamattina si vede chiarissima; prendo il binocolo: TURSIOPI!! Un banco numeroso!!
Tursiopi (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
Tursiopi (Tursiops truncatus)
Purtroppo sono abbastanza lontani. Marco cerca di raggiungerli, ma sono sfuggenti, si allontanano; i tursiopi sono diversi dalle stenelle, sono riservati e schivi non si avvicinano con facilità, ma sono così belli e così grandi!!!
Tursiopi (Tursiops truncatus) e Montecristo ©Valeriaderiso
Tursiopi (Tursiops truncatus) e Montecristo
Pian piano, con le sole vele e il motore spento riusciamo ad accorciare la distanza e facciamo una specie di valzer/acchiapparello noi e loro per buoni venti minuti di pura gioia per occhi e anima! E stavolta anche Sara ha potuto osservarli molto bene, con le loro schiene lucide e scure uscire dall’acqua alcuni in sincrono, alcuni per conto proprio.
Ma appare molto chiaro che non vogliono essere avvicinati più di tanto, ci sono dei momenti in cui una coppia sembra venire verso di noi, forse due esemplari giovani e curiosi che però vengono immediatamente richiamati all’ordine, perché poi scompaiono e riappaiono un po’ distanti.
Decidiamo di lasciarli stare, se avessero voluto un contatto maggiore non avrebbero esitato a cercarlo loro… ho scattato un sacco di foto e fatto un paio di video, sono curiosa di vedere cosa ne è venuto fuori, ero talmente contenta che non ho fatto molta attenzione a come e cosa inquadravo! Più tardi scaricando le foto capisco perché si sono tenuti così a distanza: avevano dei cuccioli!
mamma tursiope con il suo cucciolo (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
mamma tursiope con il suo cucciolo (Tursiops truncatus)
mamma tursiope con il suo cucciolo (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
mamma tursiope con il suo cucciolo (Tursiops truncatus)
Spulciando le foto faccio anche un'altra bella scoperta: grazie alla sua pinna dorsale scolorita riconosco un delfino visto molte volte una decina di anni fa! è come ritrovare un vecchio amico, o meglio una vecchia amica, questo gruppo credo sia composto da femmine con i cuccioli e giovani esemplari, i maschi adulti in genere stanno per conto loro.
Pinna scolorita Tursiope (Tursiops truncatus) ©Valeriaderiso
Pinna scolorita
Alle 9:10 riaccendiamo il motore e ci rimettiamo per rotta. Intanto il vento è calato ed ha girato, ora lo abbiamo a circa 3 nodi dritti sul muso, ma le previsioni dicono che dovrebbe alzarsi un po’ di maestrale… aspettiamo pazienti e intanto ci godiamo la navigazione anche così.
Finalmente verso le 13:00 arriva il maestrale!!! Si va a vela! Yuhuu!!
È abbastanza di bolina, ma chi ha detto che Maramea non stringe il vento? Io??
7.4 nodi!
7.4 nodi!
Invece lo stringe, non a 40°, a 45° ma va benissimo lo stesso!! Fila una meraviglia tra i 6,5 e i 7 nodi… E.T.A. (Estimated Time of Arrival) 16:51... per le 17 dovremmo essere a Livorno.
vele a segno ©Valeriaderiso
vele a segno
E così avviene! Entriamo nell’avamporto da sud e ci sfila sulla sinistra un enorme traghetto della Corsica Ferries; mentre passiamo davanti agli ormeggi dello Yacht Club intravedo una figura familiare in cima ad uno dei pontili, prendo il binocolo per essere sicura, è Barbara, una vecchia amica proprietaria insieme al marito di un bellissimo Halberg Rassy 312,  Thea. Sapeva che saremmo arrivati oggi e finalmente, dopo anni, ci rivedremo!
Ci scatta due foto mentre passiamo e cerchiamo di capire dove ormeggiare, visto che ancora non lo sappiamo!
Maramea arriva a Livorno
Maramea arriva a Livorno ph. credit B. Merani
Maramea arriva a Livorno
Maramea arriva a Livorno ph. credit B. Merani
Vediamo che il posto dove eravamo stati ad agosto è vuoto; chiamiamo il proprietario e gli chiediamo se per stanotte possiamo ormeggiare lì, dal momento che domani andremo in cantiere. Ci dice di sì! Evviva!
Prima di cena Barbara e Fabio, finito di lavorare sulla loro barca, passano a salutarci. Scopro che incredibilmente avevano adocchiato proprio questa barca quando era ancora in vendita, avendo una mezza idea di vendere quella che hanno e comprarne una più grande, e che sorpresa per loro scoprire che l’abbiamo presa noi!

giovedì 13_09_2018
Oggi pomeriggio Maramea andrà in cantiere al Calambrone e noi, ahimè, dovremo sbarcare, quindi mi tocca preparare tutto quello che va portato via.
Approfittando del fatto di essere a Livorno faccio un salto al mercato dai miei spacciatori di pesce preferiti e torno a bordo con un bel bottino di vongole lupini, telline, gamberetti rosa, totanetti freschissimi e triglie: farò una sorta di souté per pranzo e le triglie le mangeremo stasera… nella nostra casa verde, quella che non si muove…
Subito dopo pranzo arriva il nostro amico Luciano che accompagnerà Marco e Sara con la barca al cantiere, bisogna passare un ponte apribile che permette di accedere allo scolmatore dell’Arno su cui affaccia il cantiere e a bordo è meglio essere in due, a me tocca il poco divertente compito di prendere l’auto che è posteggiata qui in porto e andare a prendere tutti lì al cantiere.
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea al Calambrone
Maramea ormeggiata al Calambrone
Per qualche giorno Maramea rimarrà qui in acqua, in attesa di poter essere tirata in secco sull’invaso. È molto strano lasciarla.
Le barche diventano un tutt’uno con chi le vive, quasi come fossero delle persone con emozioni e sentimenti, e guardarla con la consapevolezza che per diversi mesi non saremo a bordo mi dà l’impressione che abbia un’aria triste, ma forse è solo una proiezione, perché in realtà sono io ad essere triste, e non solo io tutti e tre noi ci sentiamo un po’ mogi, anche il meteo è mogio, il cielo è così velato e grigio... va bene, si lo so, è una proiezione...
Il diario di bordo per ora va in pausa; presto cominceremo a lavorare a bordo e racconterò cosa facciamo e come procede il refit, e prima o poi la primavera tornerà, e noi riprenderemo a navigare e a raccontare del mare!
^_^

mercoledì 22 agosto 2018

12-15 agosto 2018 - Livorno

Domenica 12_08_2018
Stamattina sentiamo un altro amico, che in questo momento è fuori e ha un catamarano a questo stesso pontile, ora il suo posto è vuoto e ci permette di occuparlo per i giorni che ci servono.
Ci spostiamo subito.
Questa cosa ci è di grande aiuto perché in questo modo possiamo fare tutto quel che c’è da fare con più calma e lasciare che passi Ferragosto prima di andare verso l’Elba.
Andiamo a casa a fare un bucato e prendere tutto quello che ci serve a bordo e che non abbiamo potuto portare in aereo, tra le tante cose tutte le mie carabattole da cucina e la pasta madre che aspetta di essere rinfrescata ormai da 10 giorni.
Quando torniamo a bordo, nel pomeriggio, troviamo un “simpatico” biglietto infilato nella passerella che dice “This is a private dock, you must leave. Thank you”; o qualcuno ha voluto farci uno scherzo, o un “accogliente” diportista, vista la nostra bandiera francese ha voluto dar prova di solerzia, ma noi abbiamo il benestare del proprietario del posto barca, per cui poco importa. Tuttavia rimane l’amaro in bocca… potevamo benissimo essere dei francesi in difficoltà, no? che ne so, un guasto al motore, un malore... Che simpatia i soci dei circoli di questo pontile, fanno a gara con quelli del pontile accanto dove eravamo noi quando vivevamo sulla Filibusta.

Lunedì 13_08_2018
La giornata scorre tranquilla a pulire, sistemare e fare la spesa della parte secca della cambusa. Subito dopo pranzo avremmo voluto andare a fare un bagno al Sonnino con i “Padellidi” (la famiglia al completo del nostro amico Alessandro di Goccia di Mare) ma arriva un temporale e desistiamo.
Ma quanto piove quest'estate??
Per consolare Sara del mancato bagno, io e lei, andiamo a prendere un gelato in città, ne approfittiamo per fare diverse commissioni, e ci scappa anche l’acquisto di qualche libro, peccato non aver trovato "Sinfonie Mediterranee" e "Denecia, autobiografia di una barca" il secondo e terzo libro del nostro amico Roberto Soldatini (del primo, "La musica del mare", ho già parlato in questo blog), avrei voluto approfittare del tempo che avrò per leggere.
Le copertine di questi due libri sono talmente belle che ve le mostro, gli originali sono due acquerelli realizzati da Michele Gallucci con acqua di mare.


Alla sera sono così stanca che propongo di mangiare una pizza, così esco di nuovo per andare a prenderle, ma stavolta in macchina altrimenti le mangeremmo gelate; ci metto più a trovare parcheggio che a farmele fare e tornare in barca!
Verso le 4:30 del mattino un temporale molto forte ci sveglia, ma tempo mezz’ora ed è tutto finito, e poi dopo la tempesta beccata alle Porquerolles prendere un temporale quando si è ben ormeggiati non fa nessuna impressione.

Martedì 14_08_2018
Oggi è d’obbligo una puntata al mercato per prendere un po’ di pesce; purtroppo la scelta non è molta visto il cattivo tempo dei giorni scorsi, anche perché Andrea e Mauro, i miei pescivendoli di fiducia, preferiscono prendere pesce locale e freschissimo, anziché avere il banco stracolmo, ed è questo il motivo per cui mi piacciono. Per chi volesse approfittare se dovesse trovarsi a Livorno, sono al Mercato Centrale al primo banco entrando dall’ingresso centrale lato interno, la pescheria si chiama Alice, dite pure che vi mando io!!
Dopo il mercato una tappa da Decathlon per comprare una muta a Sara: domenica prossima sarà il suo compleanno e questo è il suo regalo, così potremo fare snorkeling tutti insieme senza timore di avere freddo.
Altre commissioni in giro ci portano a pranzare tardissimo, così alle 15:30 quando arriva la famiglia Padella per un saluto ci trova ancora a tavola con i residui di un bel nasello lesso e un’insalata con i pomodorini del nostro orto.
In serata invece abbiamo una cena improvvisata con amici, i primi del gruppo “terricolo”, Miriam, Giovanni e Giacomo. Le triglie alla livornese che avevo previsto per noi vengono condivise una a testa, loro contribuiscono con un ottimo bulgur e un bel gelato per un prefesteggiamento del compleanno di Sara.

Mercoledì 15_08_2018
Gli omini che vengono tutte le mattine sul pontile a pescare orate e saraghi di passo ci hanno svegliati alle 5:30 con il loro vociare, non sono abituati al fatto che possa esserci gente che dorme a bordo. Eravamo già semi-svegli perché l’aria che entrava dagli oblò aperti era bella freschina, il solo lenzuolo al mattino presto non basta più per cui ci siamo resi conto che abbiamo bisogno di qualche copertina, ma oggi è Ferragosto e domani abbiamo programmato di partire… come si fa? Chi sarà aperto il giorno di Ferragosto? Ma l’Ikea, naturalmente! Quindi, mentre io e Sara facciamo un salto nel grande magazzino svedese a prendere dei pile, Marco taglia l’erba del prato di casa, poi prese le ultime cose torniamo in barca per pranzare.
Al ritorno in barca troviamo Dario e Vanessa, con suo figlio Niccolò e una coppia di amici sulla Principessa Selkie, la barca di Dario. Anche loro stanno per pranzare, poi subito dopo usciranno per un giro in mare alla Meloria.
Oggi battiamo il record dei pranzi in ritardo, per fortuna ci metto poco a preparare perché ho preso un barattolo di pesto che avevo fatto e avevo nel congelatore di casa, ma alle 16:00 siamo sempre seduti a tavola, e pochi minuti dopo arriva la famiglia di Marco al completo per una visita.
Mi porto in anticipo per la cena (abbiamo un ospite anche stasera, Luciano, grande amico di vecchia data, che ha il suo Walrus, un Dufour 28, ormeggiato qui) e preparo l’acqua aromatizzata con buccia di limone, aglio e radice di zenzero, per lessare il pollo senza fuoco che mi servirà per l’insalata di pollo di stasera. È una procedura molto comoda, soprattutto d’estate quando rincresce di accendere i fornelli: si riempie una pentola d’acqua in quantità sufficiente a coprire il petto di pollo e si mette a scaldare con la buccia di un limone, un pezzetto di radice di zenzero fresca e un paio di spicchi d’aglio, senza sale; quando l’acqua bolle si spegne il fuoco, ci si immerge il petto di pollo, si copre con un coperchio e lo si lascia lì per 2 o 3 ore. Il pollo risulterà morbido e profumato, pronto per essere tagliato a striscioline e messo nell’insalata.
Lascio i fornelli e termino il pomeriggio di chiacchierando con i suoceri e la cognata, e poi mi metto di nuovo al lavoro per la terminare la preparazione della cena.
Dario e Vanessa rientrano dalla Meloria, ci salutiamo visto che domani noi partiremo per l’Elba.

Oggi niente foto... ma domani si va all'Elba, nei prossimi post non mancheranno.

^_^

lunedì 20 agosto 2018

10 e 11 agosto 2018 - Porquerolles (Francia)-Capraia-Livorno

venerdì 10_08_2018
Verso le 6:40 mi alzo, e faccio un roiboos caldo ai due turnisti, Dario va a dormire, io gli do il cambio. C’è il sole, e comincia ad alzarsi un leggero vento da sud ovest che ci permette di mettere a riva prima il genoa e la mezzana, poi anche la randa e di spegnere finalmente il motore che lavora, egregiamente, da 12 ore.
Ah bene… silenzio, a parte il suono del mare e del vento, e il sole del mattino, e io ne approfitto!
quiete dopo la tempesta notturna
Quiete dopo la tempesta notturna
C’è un po’ d’onda, circa un metro e mezzo/due, ma Maramea scivola dolcemente a 7-7.5 nodi al lasco, con punte di 9 quando surfa sulle onde, che belle le andature portanti!
Alle 10:30, a circa 25 miglia dal “dito” della Corsica il mare ci fa il primo regalo! delle stenelle (Stenella coeruleoalba) incrociano la nostra rotta e giocano brevemente sotto la prua, è la prima volta che Sara vede i delfini! Peccato che si siano trattenute così poco, troppo poco per poter scattare delle foto.
Alle 12:00 il secondo regalo, pesci volanti!!! anche loro troppo rapidi... peccato non aver potuto immortalarli, ma bellissimo averli incontrati. Durante tutta la navigazione ci fanno compagnia anche le elegantissime berte, che sfiorano il pelo dell'acqua con il loro volo armonico.
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Dopo un'oretta, verso le 13:00 circa, siamo al traverso del "dito" della Corsica e decidiamo di arrivare in Capraia visto che dista ancora poche miglia e la navigazione oggi è proprio piacevole.
Alle 16:00 siamo in vista della magica isola di Capraia.
avvicinandosi alla Capraia
avvicinandosi alla Capraia
Capraia
Capraia
Ormeggiamo fuori dal porto dopo circa mezz'ora. Passeremo la notte qui, in questa isola profumata di macchia, che è per Dario è casa.
Immediatamente facciamo un bagno, l’acqua è incredibilmente tiepida - a Gruissan era ghiacciata - e sotto la barca ci sono enormi banchi di occhiate (Oblada melanura)che Sara si diverte a foraggiare con pezzi di pane vecchio mentre le osserva con la maschera.
Capraia - la rada antistante il Porto
Capraia - la rada antistante il Porto

Capraia - il Porto
Capraia - il Porto
Naturalmente anche qui ci sono numerose barche all’ancora e continuano ad arrivarne altre, e quando ci sono tante barche ed è agosto c’è sempre quello che valuta male quanti metri di catena dare: verso le 23:00 si alza un inaspettato vento da ovest che raggiunge velocemente i 20 nodi con raffiche da 25 e una barca di ferro ormeggiata poco dietro di noi ara, recupera l’ancora e comincia a girare nello stretto specchio d’acqua, tentando più volte di ridarla… dà ancora e la salpa più volte, dopo circa 3/4 d’ora pare aver trovato pace, e allora andiamo a dormire. Non passa nemmeno un’ora che Marco e Dario sono di nuovo in piedi, un Bavaria sulla nostra poppa ha la luce motore accesa perché quella di fonda non funziona (o non ce l’aveva proprio, non si è capito), il problema è che fa molto caldo, dormiamo con il tambucio aperto, la luce entra sotto coperta da noi dritto in faccia a Dario, è la prima notte che non si naviga e il poveretto vorrebbe, giustamente, dormire!!
Poi altri balletti "salpa l'ancora/cambia posto" di un altro paio di barche da tenere d'occhio, finché il vento cala e tutti finalmente, verso l'1:00, possiamo dormire.

sabato 11_08_2018
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Sveglia, colazione e bagno nelle bellissime e tiepide acque di Capraia.
Sullo sfondo di questa foto si vede la bella Pieve di Santa Maria Assunta o Madonna del Porto, che costruita dai pisani nell'XI secolo, è quel che resta del vecchio abitato del porto. È edificata sulle le fondazioni di un'antica villa romana, che è stato primo insediamento umano sull'isola.

Verso le 10:00 mettiamo la prua in direzione di Livorno, da cui arrivano notizie di onde formate da Nord-Ovest. È quello che troviamo, il peggio è che non c’è vento, quindi niente vele che possano aiutare a stabilizzare la barca, non resta che rassegnarsi alle montagne russe su onde di 3-4 metri che durano fino al traverso con la Gorgona, dove finalmente apriamo genoa e mezzana e navighiamo un po’ meglio.
onde sulla poppa di Maramea
onde sulla poppa di Maramea
Finalmente arriviamo a Livorno intorno alle 16:30 dove troviamo Monica, che stamattina ci aveva dato il bollettino meteo dagli scogli del Romito, ad accoglierci e a farci una foto prima che la passerella tocchi il pontile.
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Oggi ormeggiamo al posto del nostro amico Alessandro, di Goccia di Mare, che è all’Elba e rientra domani pomeriggio. Dobbiamo recuperare un po’ di cose a casa e fare alcune commissioni prima di ripartire per l’Elba, dunque per domani bisognerà trovare un altro posto, possibilmente non troppo oneroso.
Non passa molto, pochi minuti, e arrivano i genitori di Marco a darci il "bentornati".
Poco dopo salutiamo Vanessa e Dario che sbarcano; siamo stati tanto bene con loro, Dario, con il suo grande cuore, è sempre una compagnia divertente e un validissimo supporto in tutto, Vanessa alla sua prima esperienza in barca a vela è stata eccezionale nell’affrontare in assoluta serenità tutte le condizioni meteomarine che abbiamo incontrato.
In serata rimaniamo solo noi tre a bordo, a pochi metri dal nostro vecchio posto dove, per 6 anni, abbiamo vissuto con la Filibusta ed abbiamo constatato che è come fare un tuffo indietro di 10 anni: stessi rumori, stessi odori, stesse facce, tutto è così familiare e bello che anche quelle facce che faremmo a meno di vedere sono tollerabili, e mi riferisco a chi nell’ultimo anno a bordo della Filibusta ci rese la vita difficile, che è ancora qui, con la stessa ghigna all'ingiù... poveracci.
^_^