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domenica 21 luglio 2019

2 luglio, Palmarola (LT): amici e il canto notturno delle berte

martedì 2 luglio 2019
Alle 8:00 squilla il cellulare di Marco: Gigiliola, Luciano e Tosca con il Walrus sono in arrivo a Palmarola!
Facciamo una rapidissima scappata a terra a prendere un altro chilo di acciughe alla solita pescheria, così stasera le mangeremo tutti insieme, e poi salpiamo per tornare anche noi a Palmarola. Stavolta lo facciamo passando da sud.
Sfiliamo davanti all'Isola di Gavi, un isolotto privo di spiagge dalla costa rocciosa e frastagliata separato da Ponza da un canale largo circa 120 metri. È l'isola più piccola dell'Arcipelago Pontino: la sua lunghezza è di circa 700 m, mentre la larghezza non supera i 350 m, il punto più alto raggiunge i 100 m di altezza circa. Un tempo era adibita a pascolo e c'era una cava di caolino e bianchetto (bentonite), mentre ora è abitata, soprattutto nel periodo estivo, solo dai proprietari dell'unica casa esistente che vivono immersi nella natura ed a contatto con gli animali.
la casa solitaria sull'Isola di Gavi ©Valeriaderiso
la casa solitaria sull'Isola di Gavi
La costa nord dell'isola di Ponza è meno stupefacente, ma non meno bella né priva di scorci suggestivi.
Ponza - Cala Fonte ©Valeriaderiso
Ponza - Cala Fonte
Alle 13:00 siamo di nuovo a Cala Brigantina felici di incontrare i nostri amici Livornesi, che sembrano essere felici quanto noi!
Walrus - Dufour 35
Luciano, Gigliola e Tosca sul Walrus (Dufour 35)
Walrus - Dufour 35
Luciano, Gigliola e Tosca sul Walrus (Dufour 35)
Passiamo il pomeriggio a chiacchierare e dopo un aperitivo a bordo del Walrus ci trasferiamo tutti su Maramea, dove ceniamo insieme con le buonissime acciughe comprate stamattina. Stavolta le preparo in tortiera con fiordilatte e capperi; qui trovate la ricetta che oggi ho modificato leggermente perché non avevo la provola e ho usato della polenta bramata leggermente tostata in padella al posto del pangrattato per rendere il piatto gluten free. Strepitose, anche cucinate in questo modo.
Cala la sera, tutto intorno si fa buio, Luciano, Gigliola e Tosca tornano a bordo del Walrus e noi ci rilassiamo in pozzetto in attesa di andare a dormire. Nel dolce sottofondo del frinire dei grilli che arriva da terra cominciamo a sentire dei versi stranissimi, ci chiediamo cosa siano, pensiamo a degli uccelli, ma non non abbiamo mai udito nulla di simile, sono quasi sguaiati somigliano ai versi che fanno le scimmie, ma dubitiamo che ci siano delle scimmie su Palmarola!!!
Allora mi metto alla ricerca su internet per capire che tipo di fauna ospita l'isola e dopo poco... bingo!!! ho individuato l'animale misterioso! Si tratta delle berte maggiori che nidificano sulla scogliera; sono i versi che si scambiano i piccoli e gli adulti che di notte tornano ai nidi per nutrirli.
Berta Maggiore (Calonectris diomedea) @Valeriaderiso
Berta Maggiore (Calonectris diomedea)
Le berte maggiori sono degli uccelli dal volo elegantissimo, sfiorano la superficie del mare in un modo che rapisce gli occhi. Le incontriamo spesso durante le nostre navigazioni, sono infatti una specie pelagica che raramente si avvicina alla costa se non per la riproduzione. Trascorrono molto tempo in mare aperto per la ricerca di cibo, anche nel periodo dell'allevamento dei pulcini durante il quale sono in grado di percorrere lunghi viaggi. Il nido contiene solamente un uovo e il periodo riproduttivo dura cinque mesi.
Una curiosità legata al loro nome scientifico è che "Calonectris" significa "buon nuotatore" per la sua abilità di immergersi in acqua per catturare i pesci, mentre Diomedea sarebbe riferito a Diomede, eroe della mitologia greca compagno di Ulisse, per via del richiamo notturno di questi uccelli che venne ritenuto il pianto dei compagni di Diomede dopo la sua morte.
Ho trovato un video dove si sentono perfettamente... giudicate voi se il loro verso non sembra un pianto o... il verso di una scimmia!!!
E ora a nanna! Domani si parte alla volta di Ischia.
^_^

giovedì 11 luglio 2019

26-27 giugno, Palmarola (LT)

mercoledì 26 e giovedì 27 giugno 2019
Super Maramu - Maramea - Palmarola @Valeriaderiso
Maramea a Cala Brigantina - Palmarola
Palmarola è bellissima!
È proprio necessario partire da questa affermazione per raccontare dei giorni trascorsi qui.
È la più occidentale delle Pontine e prende il nome da una palma nana autoctona (Chamaerops humilis), l'unica palma europea. In cima a uno dei faraglioni se ne scorgono alcuni esemplari che ho cercato di fotografare, non con risultati eccezionali, ma un'idea di come siano fatte si riesce ad averla (in cima sulla destra della foto ce n'è un bel gruppetto).
Palma Nana di Palmarola @Valeriaderiso
la Palma nana di Palmarola (Chamaerops humilis)
Quest'isola, selvatica e incantata, è quasi totalmente disabitata: ha un unico piccolo approdo, Cala Porto, un certo numero di spartane e affascinanti case-grotta di proprietà dei pescatori ponzesi (scavate in più stanze nella roccia friabile, oggi discretamente accessoriate, seconda dimora di molte famiglie ponzesi, raramente affittate a spartani turisti), una villa di proprietà delle sorelle Fendi dove vive un custode che probabilmente è l'unico vero abitante dell'isola, e un unico ristorante "O' Francese". Questo ristorante ha una bella storia: nel 1927 un ponzese era emigrato in Francia dove aveva messo su famiglia; tornato in Italia negli anni tra il '58 e il '59 decise di costruire una casa di legno a Palmarola - dove c'erano dei terreni di proprietà del padre pescatore con il quale negli anni d’infanzia aveva soggiornato a lungo in una grotta - e di trasferircisi con la moglie, mettendo su un piccolo ristorante dove si mangiavano solo spaghetti al pomodoro, frittata e insalata di rucola e "purchiacchielli", la portulaca selvatica. In quegli anni Palmarola era molto poco conosciuta, ma una coppia raggiunse l’isola in cerca di tranquillità e approfittò dell’ospitalità di quel ponzese che tutti chiamavano O'Francese. Cucinarono per lui e coltivarono un’amicizia durata moltissimi anni. Ora "'O Francese" è dei figli di quella coppia, che hanno aggiunto pannelli solari e reso la struttura un vero hotel ristorante. Ma il posto resta sempre lo stesso: spartano, accogliente, isolano. Qui c'è la storia completa. [Fonte delle notizie Zingarate.com].
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Come ho già raccontato qui, abbiamo dato fondo all'ancora nella parte sud dell'isola, a Cala Brigantina. Questa baia si chiama così perché ancora nel ‘700 offriva ai velieri un approdo alla fonda ed era base dei pirati barbareschi. 
Siamo con la prua di fronte alla punta di Mezzogiorno e alla nostra sinistra si staglia l'omonimo Faraglione. La scogliera a picco è totalmente bianca e offre riparo, oltre che ai gabbiani, a centinaia di rondini e qualche falco pellegrino che riusciamo a scorgere a malapena. Sulla nostra destra invece c'è lo Scoglio Suvace dalla inconfondibile forma di “cresta”, chiamato in questo modo per la sua forma simile al pesce suvace, una specie di sogliola. Alle spalle dello scoglio c'è Capo Vardella che ospita una delle case-grotta di cui è disseminata quest'isola; questa in particolare è in una posizione super panoramica a picco sull’acqua e per questo denominata Nido del Gabbiano.
Casa-grotta Nido del Gabbiano - Capo Vardella, Palmarola @Valeriaderiso
Casa-grotta Nido del Gabbiano - Capo Vardella, Palmarola
Durante la mattinata arrivano altre barche, ma il numero resta contenuto, e in serata la maggior parte andrà via, resteremo in pochissimi entrambe le sere.
Durante i due giorni trascorsi qui facciamo dei magnifici bagni, in un'acqua talmente trasparente che nonostante i 13 metri di profondità si vede perfettamente il fondale. Nel pomeriggio non manca mai un giro con il gommone che ci consente di andare alla scoperta degli anfratti nascosti; è possibile passare all'interno del Faraglione di Mezzogiorno dove si apre un'incantevole ed enorme grotta, alta circa 20 metri, in cui il primo giorno entriamo, ci fermiamo per fare un bagno nell'acqua cristallina, per poi uscire dal lato opposto.
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola
Ci siamo tornati anche il giorno dopo, ma l'acqua era troppo agitata dal vento che si era alzato la mattina per poter scattare delle foto. Le rocce di origine vulcanica sono incredibilmente variegate, lasciando intuire tutte le diverse stratificazioni che si sono succedute nel tempo; a sapere di geologia qui c'è da perdere la testa per l'entusiasmo.
Tra la Punta e il Faraglione di Mezzogiorno si è formata una striscia di sassi accumulati dalla risacca che varia con il variare del vento proveniente ora da ovest ora da est, ed è l'unico punto dove è possibile sbarcare per via dei divieti esistenti lungo tutta la costa per il pericolo costante di frane.
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Punta di Mezzogiorno, Palmarola
Il NormalCapitano mette in equilibrio dei sassi facendo una NormalTorre, qualcuno ci va a fare l'aperitivo prima del tramonto, qualcuno ci porta i cani a sgranchirsi le gambe. Anche qui abbiamo raccolto la plastica spiaggiata sotto gli occhi a volte indifferenti, a volte attoniti degli altri "spiaggianti". Io mi auguro di mettere un semino nelle loro coscienze solo con il semplice gesto di portarla via sul nostro gommone... chissà.
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
NormalTorre di sassi in equilibrio
Anche stasera ci godiamo un bellissimo tramonto. I tramonti in barca non sono mai uguali e tutti bellissimi!
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Maramea e il tramonto a Punta di Mezzogiorno, Palmarola

^_^



martedì 9 luglio 2019

25-26 giugno, Navigazione notturna e i delfini all'alba

martedì 25 giugno 2019
Intorno alle 11:30 salpiamo. Ci aspetta una lunga 24 ore.
Per le prime 6 ore riusciamo a procedere bene solo a vela con una media di 5 kn.
Super Maramu - Maramea - a vela verso le Pontine
Felicità è quando si va a vela
Alle 17:30 il vento cala e dobbiamo accendere il motore. Pian piano si fa sera, poi cala il buio totale; verso terra in lontananza si percepisce il riverbero delle luci di Roma sulla costa, verso il mare aperto invece il cielo si confonde con l'orizzonte che a stento si percepisce. Di nuovo ammiriamo il cielo stellato, e la magia di enormi palle di plancton sulla scia della barca. Stelle e bagliori su, stelle e bagliori giù.
mercoledì 26 giugno 2019
Io faccio il primo turno di veglia, mentre Marco si appisola e Sara, restia ad andare a dormire perché rapita dallo spettacolo della sua prima navigazione in notturna, alla fine crolla e scende sottocoperta.
Di vento nemmeno l'ombra.
Incrociamo un'altra barca a vela che naviga nella direzione opposta alla nostra e ci salutiamo accendendo e spegnendo le torce. Dopo circa un'ora, verso l'una, tocca a me andare a dormire.
Alle 2:00 del mattino sorge la luna, sembra una fettina di arancia tagliata a metà per un cocktail.
luna arancio @Valeriaderiso
luna arancio
Ma di un arancio ancora più intenso è l'alba!
alba arancio @Valeriaderiso
alba arancio
Pochi minuti prima delle 6:00 Marco viene a chiamarmi: ha visto qualcosa muoversi nell'acqua in lontananza.
Mi catapulto giù dal letto, afferro la macchina fotografica e vado a sedermi sul pulpito di prua... mi guardo intorno: DELFINI!!!!
Proviamo a chiamare Sara, lei alza la testa, dice "Sì, vengo...", ma non salirà mai in coperta... non era del tutto sveglia, la prossima volta - nel caso dormisse - bisognerà scuoterla di più.
Marco mette il motore al minimo e cerchiamo di avvicinarci. Lo spettacolo seguito pochi minuti dopo è strepitoso. Sono divisi in diversi gruppi, dislocati a diverse distanze dalla barca, tanto che è difficilissimo seguirli e riprenderli. Uno dei gruppi è composto da una femmina con un cucciolo di poco meno di un metro che fa dei salti fuori dall'acqua, è l'unico a saltare, gli altri procedono con molta calma e mettono appena la schiena fuori per prendere aria.
stenelle @Valeriaderiso
Stenelle striate
stenelle @Valeriaderiso
stenelle striate
Io perdo il controllo di me stessa. Non capisco dove guadare, sento gli sbuffi dei loro respiri nell'uscire dall'acqua mi volto ed è ormai troppo tardi per scattare, assisto a delle scene bellissime, ma non riesco ad immortalarle. Un grosso esemplare passa sotto la prua, dove io sono seduta, e si gira sul fianco per guardarmi, l'incontro degli sguardi dura pochi secondi, ma è emozionante! Questo incontro ravvicinatissimo mi permette anche di identificarle con certezza, sono stenelle striate.

Altri piccoli gruppi di due o di tre sono tutti intorno alla barca, la femmina con il piccolo invece si tiene un po' a distanza e nel voltarmi li vedo mettere le teste fuori insieme, quasi come se il piccolo fosse curioso di vedere questa "cosa" galleggiante e questi bipedi che si agitano avanti e indietro sul ponte.
Poi, come sono arrivati, lentamente si allontanano seguendo la loro rotta.
Il mare è una tavola, c'è molta foschia ma in lontananza si cominciano ad intravedere le Pontine. Mancano circa 4 ore di navigazione.
a 4 ore da Palmarola @Valeriaderiso
a 4 ore da Palmarola
Ed ecco l'isola di Palmarola, con Ponza sullo sfondo, ancora poche miglia e ci siamo.
Palmarola @Valeriaderiso
Palmarola
Alle 11:30 dopo esattamente 24 ore siamo alla meta. Diamo fondo all'ancora a Cala Brigantina su un fondo di circa 12/13 m, misto di sabbia e piccoli scogli, in una cornice suggestiva di rocce bianche a strapiombo dove riecheggiano i garriti delle rondini che trovano riparo nei buchi creati dall'erosione del vento.
Cala Brigantina - Palmarola @Valeriaderiso
Cala Brigantina - Palmarola

La giornata scorre tranquilla, fino al tramonto che si fa ammirare incorniciato tra la Punta e i Faraglioni di Mezzogiorno.
Punta e Faraglioni di Mezzogiorno - Palmarola @Valeriaderiso
Punta e Faraglioni di Mezzogiorno - Palmarola
^_^