lunedì 20 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 10 e 11 agosto 2018 - Porquerolles-Capraia-Livorno

venerdì 10_08_2018
Verso le 6:40 mi alzo, e faccio un roiboos caldo ai due turnisti, Dario va a dormire, io gli do il cambio. C’è il sole, e comincia ad alzarsi un leggero vento da sud ovest che ci permette di mettere a riva prima il genoa e la mezzana, poi anche la randa e di spegnere finalmente il motore che lavora, egregiamente, da 12 ore.
Ah bene… silenzio, a parte il suono del mare e del vento, e il sole del mattino, e io ne approfitto!
quiete dopo la tempesta notturna
Quiete dopo la tempesta notturna
C’è un po’ d’onda, circa un metro e mezzo/due, ma Maramea scivola dolcemente a 7-7.5 nodi al lasco, con punte di 9 quando surfa sulle onde, che belle le andature portanti!
Alle 10:30, a circa 25 miglia dal “dito” della Corsica il mare ci fa il primo regalo! delle stenelle incrociano la nostra rotta e giocano brevemente sotto la prua, è la prima volta che Sara vede i delfini! Peccato che si siano trattenute così poco, troppo poco per poter scattare delle foto. Alle 12:00 il secondo regalo, pesci volanti!!! anche loro troppo rapidi... peccato non aver potuto immortalarli, ma bellissimo averli incontrati. Durante tutta la navigazione ci fanno compagnia anche le elegantissime berte, che sfiorano il pelo dell'acqua con il loro volo armonico.
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Il "dito" della Corsica e l'isola della Giraglia
Dopo un'oretta, verso le 13:00 circa, siamo al traverso del “dito” e decidiamo di arrivare in Capraia visto che dista ancora poche miglia e la navigazione oggi è proprio piacevole.
Alle 16:00 siamo in vista della magica isola di Capraia.
avvicinandosi alla Capraia
avvicinandosi alla Capraia
Capraia
Capraia
Ormeggiamo fuori dal porto dopo circa mezz'ora. Passeremo la notte qui.
Immediatamente facciamo un bagno, l’acqua è incredibilmente tiepida - a Gruissan era ghiacciata - e sotto la barca ci sono enormi banchi di occhiate che Sara si diverte a foraggiare con pezzi di pane vecchio mentre le osserva con la maschera.
Capraia - la rada antistante il Porto
Capraia - la rada antistante il Porto

Capraia - il Porto
Capraia - il Porto
Naturalmente anche qui ci sono numerose barche all’ancora e continuano ad arrivarne altre, e quando ci sono tante barche ed è agosto c’è sempre quello che valuta male quanti metri di catena dare: verso le 23:00 si alza un inaspettato vento da ovest che raggiunge velocemente i 20 nodi con raffiche da 25 e una barca di ferro ormeggiata poco dietro di noi ara, recupera l’ancora e comincia a girare nello stretto specchio d’acqua, tentando più volte di ridarla… dà ancora e la salpa più volte, dopo circa 3/4 d’ora pare aver trovato pace, e allora andiamo a dormire. Non passa nemmeno un’ora che Marco e Dario sono di nuovo in piedi, un Bavaria sulla nostra poppa ha la luce motore accesa perché quella di fonda non funziona (o non ce l’aveva proprio, non si è capito), il problema è che fa molto caldo, dormiamo con il tambucio aperto, la luce entra sotto coperta da noi dritto in faccia a Dario, è la prima notte che non si naviga e il poveretto vorrebbe, giustamente, dormire!!
Poi altri balletti "salpa l'ancora/cambia posto" di un altro paio di barche da tenere d'occhio finché il vento cala e tutti finalmente, verso l'1:00, possiamo dormire.

sabato 11_08_2018
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Capraia - Pieve di Santa Maria Assunta
Sveglia, colazione e bagno nelle bellissime e tiepide acque di Capraia.
Sullo sfondo di questa foto si vede la bella Pieve di Santa Maria Assunta o Madonna del Porto, che costruita dai pisani nell'XI secolo, è quel che resta del vecchio abitato del porto. È edificata sulle le fondazioni di un'antica villa romana, che è stato primo insediamento umano sull'isola.

Verso le 10:00 mettiamo la prua in direzione di Livorno, da cui arrivano notizie di onde formate da Nord-Ovest. È quello che troviamo, il peggio è che non c’è vento, quindi niente vele che possano aiutare a stabilizzare la barca, non resta che rassegnarsi alle montagne russe su onde di 3-4 metri che durano fino al traverso con la Gorgona, dove finalmente apriamo genoa e mezzana e navighiamo un po’ meglio.
onde sulla poppa di Maramea
onde sulla poppa di Maramea
Finalmente arriviamo a Livorno intorno alle 16:30 dove troviamo Monica, che stamattina ci aveva dato il bollettino meteo dagli scogli del Romito, ad accoglierci e a farci una foto prima che la passerella tocchi il pontile.
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Maramea ormeggiata al porto di Livorno
Oggi ormeggiamo al posto del nostro amico Alessandro, di Goccia di Mare, che è all’Elba e rientra domani pomeriggio. Dobbiamo recuperare un po’ di cose a casa e fare alcune commissioni prima di ripartire per l’Elba, dunque per domani bisognerà trovare un altro posto, possibilmente non troppo oneroso.
Non passa molto, pochi minuti, e arrivano i genitori di Marco a darci il "bentornati".
Poco dopo salutiamo Vanessa e Dario che sbarcano; siamo stati tanto bene con loro, Dario, con il suo grande cuore, è sempre una compagnia divertente e un validissimo supporto in tutto, Vanessa alla sua prima esperienza in barca a vela è stata eccezionale nell’affrontare in assoluta serenità tutte le condizioni meteomarine che abbiamo incontrato. 
In serata rimaniamo solo noi tre a bordo, a pochi metri dal nostro vecchio posto dove, per 6 anni, abbiamo vissuto con la Filibusta ed abbiamo constatato che è come fare un tuffo indietro di 10 anni: stessi rumori, stessi odori, stesse facce, tutto è così familiare e bello che anche quelle facce che faremmo a meno di vedere sono tollerabili, e mi riferisco a chi nell’ultimo anno a bordo della Filibusta ci rese la vita difficile, che è ancora qui, con la stessa ghigna all'ingiù... poveracci.
^_^

venerdì 17 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 8 e 9 agosto 2018 - Gruissan-Porquerolles

mercoledì 08_08_2018 
Ore 9:55, pagato l’ormeggio e avvisata la capitaneria che si va via, ci riproviamo! 
Oggi niente vento e mare piatto… si smotora. Verso le 10:30 comincia ad alzarsi un po’ di vento, all’inizio si va a vela e motore, poi il vento arriva a circa 15 nodi e riusciamo a spegnere, gira di bolina un po’ più larga e con genoa, randa e mezzana verso le 17:00 Maramea fila tra i 7.5 e i 7.9 nodi! 
in navigazione verso Porquerolles
Scende la notte e quando siamo più o meno al traverso de La Ciotat il vento rinforza ancora un pochino, rolliamo il genoa e apriamo la trinchetta. La notte è stellata e si vede benissimo la via lattea. Verso le 23:00 Sara va a letto, io e Vanessa la seguiamo dopo l’1:00 e Marco e Dario restano ai comandi per tutta la notte alternandosi per riposare a turno. 

giovedì 09_08_2018
Verso le 4:00 il vento cala del tutto e bisogna riaccendere il motore.
Alba in navigazione verso Porquerolles
Alba in navigazione verso Porquerolles
Purtroppo dobbiamo smotorare fino a Porquerolles, dove diamo ancora nella Baia d’Alicastre alle 10:00. Dopo colazione i due "turnisti della notte" vanno a riposare.
Baia d’Alicastre isola Porquerolles
Baia d’Alicastre isola Porquerolles
Il cielo è coperto, la giornata non è delle più belle, ci sono molte barche alla ruota nella baia, ma da terra arriva il profumo della pineta e il frinire delle cicale.
Faro di Cap Meridional île du Grand Ribaud - Porquerolles
Faro di Cap Meridional île du Grand Ribaud - Porquerolles
Le attività vanno a rilento, tanto che pranziamo, in pieno stile napoletano, alle 15:00.
Nel frattempo il cielo intorno si fa sempre più grigio, le prime barche lasciano la baia. Temporali in arrivo da ogni dove e piccole trombe d'aria dietro il promontorio. Alle 17:00 decidiamo che non è il caso di restare, meglio allontanarsi ed andare in mare aperto, e contemporaneamente cambiamo il nostro programma originale che prevedeva di passare la notte qui: ci allontaniamo mettendo la prua verso il "dito" della Corsica, cercando di sfuggire alle buriane in arrivo.
Vento pochissimo, circa 10 nodi da Est, proprio la direzione verso cui dobbiamo andare, dunque nel naso schiantato, si viaggia a motore con la sola mezzana prima, poi togliamo anche quella perché rifiuta e sbatte.
Ci lasciamo alle spalle un cielo plumbeo con rombi di tuono e pioggia visibile in lontananza, davanti a noi sembra essere un po’ più chiaro, ma sempre brutto. Abbiamo guardato il meteo e praticamente piove solo qui, quanto alle previsioni, è quasi superfluo dirlo, erano l’esatto contrario di quello che sono in realtà, davano vento da sud ovest e sole… se seee.
Per passare il tempo Marco insegna a Sara, a fare la gassa d’amante, come tutti i bambini lei rivela capacità di apprendimento eccezionali, ai tempi io ci ho messo un po' ad imparare, Sara dopo quattro o cinque tentativi padroneggiava i movimenti per fare il nodo.
Vista la situazione più o meno stabile Marco e Dario, in previsione di una nuova notturna, ne approfittano per fare un pisolino, Sara li segue poco dopo. Restiamo io e Vanessa ai comandi e all’osservazione dell’orizzonte. Comincia a piovere e la cappottina fa acqua dalle cerniere, ma abbiamo indossato le cerate; avvistiamo dei segnali da pesca che lasciamo sfilare a destra, e poco dopo due traghetti che invece si allontano alla nostra sinistra e sotto la pioggia riusciamo a scorgere la bella pinna di un gran pesce luna.
La pioggia battente fa uscire Marco e Dario dalle rispettive cuccette: cambio della guardia, noi sotto coperta loro fuori.
ore 17:42... via da Porquerolles
ore 17:42 inseguiti dal fronte temporalesco... via da Porquerolles
Intanto alle nostre spalle il grigio diventa nero, si sente tuonare e lampi fortissimi e frequenti illuminano il cielo, i temporali ci inseguono e poi ci raggiungono quando siamo a circa 10 miglia da Porrquerolles, mare poco, vento zero - a parte un groppone di 30 nodi durante il temporale - e pioggia a scroscio. Per fortuna Maramea ha il pozzetto centrale e una cappottina che permette di chiuderlo interamente, è vecchia, un po' d'acqua passa, ma non ci si inzuppa come succederebbe con un'altra barca, quello che è inquietante è il buio totale intono a noi che viene squarciato di tanto in tanto da lampi di luce potente che in questo momento sono l’unico pericolo: se uno ci cogliesse salterebbero tutti gli strumenti, ma per fortuna non accade.
Alle 22:00 anche il mare si fa sentire, io vado a dormire e lascio Marco e Dario che passano una brutta mezz'ora, perché dopo aver visto in lontananza la prua di un traghetto che sembra venirci incontro nel buio pesto arriva uno scroscio di pioggia a fare muro, ma la nave di sicuro ci vede sui suoi strumenti: abbiamo l'AIS che segnala la nostra posizione, infatti sono qui a scrivere (ahahahaha, battutatccia). Una delle prime cose da sostituire sarà il radar che non funziona e in occasioni come questa è molto utile.
Il temporale passa e il cielo diventa un tappeto di stelle, la via lattea si riflette sull’acqua. Il resto della notte scorre molto più tranquillo tra un turno e l'altro di Dario e Marco già stanchi per la notturna della notte precedente.

^_^

martedì 14 agosto 2018

* Cronache di Maramea - 5, 6 e 7 agosto 2018 - Arrivo degli amici e tentativo di partenza

domenica 05_08_2018
Passiamo la giornata a pulire ed esplorare la barca e i suoi mille interruttori e spazi intelligenti per stivare, sempre sotto un solleone da 43° e niente vento, ma resistiamo volentieri.
Questa barca è uno spettacolo e Mr. Amel un genio dalle mille semplici ed efficaci soluzioni.
Una chicca: a bordo c'è una lavatrice da 3 kg di carico! così non sarò costretta a servirmi di quelle odiose e puzzolenti lavanderie a gettoni con i loro saponi ultrachimici e profumati!

lunedì 06_08_2018
Altro giro al mercato, ma oggi è girato il vento da sud, il vento di mare porta con sé una temperatura più umana, solo 34° quindi meno fatica. Trovo un negozietto bio (La Cigale) e al mercato faccio un altro po’ di scorta di frutta, verdura, formaggi, olive compresa una varietà tipica di qui le Lucques, allungate, dolci e dal lieve retrogusto di mandorla molto buone, e di nuovo pesce, stavolta delle belle triglie che preparerò con il pomodoro visto l’arrivo degli ospiti.
Alle 14:30 Dario e Venssa sono a Gruissan. Dopo averli sfamati andiamo a fare gasolio e ne approfittiamo per uscire a fare finalmente un bagno. L'acqua è fredda, ma è solo il primo impatto, poi diventa veramente gradevole, e ci sono moltissimi giganteschi polmoni di mare che ci evitano abilmente. La sera dopo cena facciamo una passeggiata, la gente qui è triplicata rispetto al giorno in cui siamo arrivati, si vede che si avvicina la metà di agosto. Domani è prevista la nostra partenza.

martedì 07_08_2018
Partiamo alle 10:30, meta prevista le isole Porquerolles.
All’uscita dal porto troviamo un po’ di mare formato di onde incrociate. Abbiamo randa e genoa a riva con 10 nodi di vento da Est/Sud-est, e si fanno circa 6 nodi, ma il vento è proprio sul nostro muso, così ci si allontana da terra verso il largo, in cerca di condizioni migliori. Verso mezzogiorno, quando siamo ancora al largo di Griussan, mentre si rolla il genoa si spezza la drizza e viene giù vela, io mi metto al timone cercando di tenere la prua in modo che il vento e onde non arrivino sulla prua mentre Marco e Dario recuperano la vela: conta dei danni, due ferri che impediscono alla drizza di seguire la vela sul tamburo del rollafiocco piegati e la drizza recisa! Dobbiamo ritornare verso Gruissan.

i danni

12:40 Chiamo la Capitaneria, comunico che abbiamo un problema e abbiamo bisogno di una notte o due di nuovo all’ormeggio. Il posto appena lasciato è stato già assegnato così mi dicono di ormeggiare all’accoglienza poi ci trovano un posto sul Quai de Ponant, lungo la passeggiata. Alle 13:00 siamo all’ormeggio di nuovo, Marco vorrebbe subito andare in testa d’albero a controllare e cercare di capire cosa è successo, ma Dario propone prima una pastasciutta, così mi metto ai fornelli: spaghetti con le zucchine. 
Dopo pranzo Marco va in testa d’albero per tentare di capire cosa sia successo, pare che il problema sia stato il genoa infierito troppo basso. 

Maramea all'ormeggio al Quai du Ponant, Gruissan

Il Capitano in testa d'albero

Bisogna però riparare i due pezzi. Proviamo ad andare a cercare dei ricambi alla Zona Tecnica, dove sono i cantieri, ma nulla da fare; ci indirizzano verso un capannone dove allestiscono le barche nuove, lì spiegato il problema ci mettono una morsa e l’officina a disposizione. Appurato che i due ferri di acciaio non sono riparabili, Marco si inventa una soluzione usando una barra filettata d’acciaio, infilata dentro un tubo d’acciaio, con due rondelle e quattro dadi sulle estremità… 20 € per il disturbo. Si torna a bordo e in testa d’albero, la riparazione è fatta. Domani, forse, si parte. Pomeriggio tranquillo, in serata ci rendiamo conto che è previsto un concerto nella piazza vicina, purtroppo li cantanti che stanno provando non promettono bene, ma Pachamama ci viene in soccorso e arriva un fronte nuvoloso pazzesco che scongiura la tortura delle orecchie.

Temporale

Temporale

Sotto la pioggia Dario, che vorrebbe prendere del pollo da asporto senza successo, dà spettacolo per gli astanti del bar difronte alla nostra barca, io propongo di mettere un cappello per le monetine, c’è una signora che si sbellica dalle risate, chissà che non si tiri su qualcosa per pagare l’ormeggio imprevisto di questa notte.

^_^

domenica 12 agosto 2018

* Cronache di Maramea - sabato 4 agosto 2018 - Gruissan, il villaggio

Vado in giro a fare la spesa, sotto un sole cocente, ci sono ancora 42-43°.
Arrivo al villaggio, dove c’è un bel mercato e una pescheria, compro frutta, verdura, formaggi, olive, e anche dei pesci, merlani, che scopro essere una specie di naselli, ma senza sapore, nonostante la buonissima acquapazza in cui li ho cotti.
Il villaggio di Gruissan è proprio grazioso, le imposte di legno delle vecchie case sono verniciate in tutte le gradazioni del verde e del blu, come potrebbero non piacermi!

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Gruissan - Il villaggio

Al mio rientro, usciamo poco fuori dal porto. Ci sono 25 nodi di vento e l’angolo massimo di sbandamento è 15°!! Facciamo un po' di prove con le diverse vele, diamo ancora e preparo un pranzo veloce e fresco con pomodorini del nostro orto portati da casa. Al rientro in porto Alain ritorna a casa sua. È stato veramente gentile e generoso, ci ha aiutato tantissimo e ci ha lasciato moltissimi pezzi di ricambio e altre cose a bordo, andando via ha detto che era felice di lasciare la barca in mani capaci ed entusiaste, che bel complimento! Prima di andare a dormire Marco vorrebbe fare una doccia (qui continuano ad imperversare i 43°), ma l’acqua non arriva e si rende conto che l’autoclave fa uno strano rumore: il pressostato ha i contatti consumati. Dunque inforca la luce a led da mettere in fronte appena comprata e si mette al lavoro. Per fortuna tra i moltissimi pezzi di ricambio lasciatici da Alain c'è anche un pressostato, che non va bene per questo autoclave, ma che “presta” volentieri i suoi contatti al vecchio, così da due se ne fa uno, e possiamo di nuovo usare l’acqua. Ora non ci resta che aspettare Dario, che arriverà il 6, insieme a Vanessa, per fare insieme la traversata verso l’Italia.

^_^

venerdì 10 agosto 2018

* Cronache di Maramea - venerdì 3 agosto 2018 - Gruissan

Si va a fare colazione al bar, a bordo ancora non è possibile, 18 euro in tre, per una colazione sintetica! io ormai sono condannata: mangiare in questo modo è proprio pesante per me. 
Alle 11:30 arriva Alain, l’ex proprietario, e con Marco si mettono al lavoro all’elica, bisogna cambiare l’angolo delle pale. 
All’ora di pranzo hanno finito, Alain ci invia al suo ristorante preferito “La rive droite” sempre sul Quai du Ponant, poco prima della “Table d’Oli”, anche qui si mangia discretamente e non è caro, quando siamo stati qui per la perizia della barca e l’atto di vendita abbiamo avuto ospiti i due periti, Alain e Jean, l’agente che ha curato la vendita, più noi tre, e ce la siamo cavata con 100 euro vino compreso. 

Restaurant La Rive Droite - Gruissan

Alle 16:00 Maramea finalmente va in acqua, e andiamo all’ormeggio che ci è stato assegnato, dove rimarremo nei prossimi giorni.  Qui è veramente il paradiso delle barche a vela: servizi ottimi e prezzi notevolmente più bassi che in Italia; per un 53 piedi come Maramea solo 50 euro al giorno, compresi acqua, corrente e uso delle docce del marina, inoltre i pontili hanno i finger così ci si può ormeggiare di prua e mantenere un minimo di privacy quando si sta in pozzetto, oltre alla comodità di scendere dalla murata senza dover mettere la passerella.

Pontile ormeggio Gruissan

Maramea all' ormeggio - Gruissan

Maramea all' ormeggio - Gruissan

Alain, gentilissimo, ci accompagna con la sua auto a Narbonne a fare un po’ di spesa tra un supermercato Bio e un brico center, tutto abbastanza di corsa, perché qui alle 19:30 chiudono, tassativi. 
Si cena a bordo, prendendo del cibo da asporto in un posto conosciuto da Alain, pesce e insalate varie. Stanotte lui resterà a bordo con noi, chissà come si sente, deve essere strano stare a bordo di una barca che per 10 anni è stata tua in veste di "ospite" dei nuovi proprietari.

^_^

mercoledì 8 agosto 2018

* Cronache di Maramea - giovedì 2 Agosto 2018 - Arrivo a Gruissan

Partiamo da Pisa con 80 kg di bagaglio costituito per lo più da attrezzi di Marco e attrezzature necessarie a bordo. 
Abbigliamento pochissimo, i nostri cuscini, una pentola per la pasta con relativo scolapasta "che non vorrai mica stare senza pasta per 10 giorni?? Io  ho scoperto che ci sto benissimo, ma Sara e il Capitano no!"
Il viaggio fila abbastanza liscio a parte due piccoli avvenimenti: al controllo bagaglio a mano all’aeroporto di Pisa mi dicono: “Signora ci sono tre paia di forbici nelle borse, dobbiamo controllare”. Io cado dal pero, sapevo che Sara aveva nel suo zaino un paio di forbicine dalla punta stondata, ma le altre due??? Insomma apriamo e vengono fuori un paio rimaste distrattamente nell’astuccio dei colori di Sara, e un paio dimenticate nella trousse del tagliabarba di Marco, risultato due paia di forbici finite nella spazzatura, per fortuna non erano niente di che. 
Atterriamo a Girona, prendiamo un taxi che ci porta alla stazione dei treni, facciamo il biglietto per il primo treno per Narbonne, un TGV, alta velocità in cogestione Spagna-Francia. Prima di arrivare al binario troviamo un controllo bagagli con il metal detector come quelli degli aeroporti, e due guardie giurate che ci dicono che il gate apre 20 minuti prima della partenza del treno, dobbiamo aspettarne 40 prima di poter passare. 
Nell’attesa mi viene un pensiero: ci sono i cartelli che illustrano quello che non si può portare nelle valige, esattamente come negli aeroporti, e noi abbiamo le valige piene di cacciaviti, martelli, pinze e coltelli!!! Tra cui uno bello cattivo che ci è stato regalato dai nostri amici quando ci siamo sposati, un coltello Extrema Ratio quelli degli incursori, utilissimo a bordo se in emergenza c’è da tagliare una cima o cose simili… e ora?? Allora vado a parlare con una delle due guardie della sicurezza e - ora non mi ricordo in quale lingua se francese, inglese o spagnolo, ma mi sembra in francese anche se eravamo ancora in Spagna - gli spiego che ho visto i cartelli, che stiamo andando in Francia a prendere una barca e che nelle valige abbiamo quello che abbiamo. Lui mi dice che il problema è il coltello, che bisogna vedere quanto è grosso, e gli confermo che è proprio grosso perché serve per le emergenze… insomma mi dice che se lo vedono devono requisirlo e finisce nella spazzatura, mi chiede anche se ho un amico lì a Girona per darglielo in consegna… ma gli spiego che veniamo dall’Italia e che siamo diretti in Francia, quindi a Girona non conosco proprio nessuno. Insomma… torno dal Capitano che rimane proprio malissimo a questa notizia… Arriva il momento di passare il controllo e la guardia della sicurezza dimostra tutto il suo buon senso e la sua intelligenza: mi fa capire di aver visto il coltello, mi chiede di nuovo “Andate in Francia, vero?” e aggiunge “La prossima vola che verrete in Spagna sapete che non si può viaggiare con i coltelli”. Secondo Sara e Marco è stato il potere della curandera che in me a convincerlo, quindi grazie Pachamama! 
Lo abbiamo ringraziato mille volte!!! Poi abbiamo scoperto che se non avessimo preso l’alta velocità non ci sarebbe stato nessun controllo, vai a sapere perché! Forse gli accoltellatori amano viaggiare veloci e comodi… A proposito di veloce e comodo, il treno era comodissimo, una seconda classe che alla prima di Italo e di Trenitalia gli faceva un baffo! 
Alla fine arriviamo Gruissan verso le 19:00, Maramea, con ancora il vecchio nome - PILGRIM - è sull’invaso, ma la scala per salire e le chiavi sono al loro posto, così come concordato con Loïc della LN Nautic.
Super Maramu - Maramea sull'invaso

Saliamo a bordo o, per meglio dire, ci arrampichiamo e tiriamo su gli 80 kg di bagaglio con una cima a forza di braccia, di Marco naturalmente. È la prima volta che siamo a bordo da soli! L’emozione è tanta, ci chiediamo se davvero sia nostra questa meraviglia. Ci sono 42 °, il sole è ancora alto e caldissimo nonostante siano ormai le 19:30. Ci rinfreschiamo con una doccia alla buona, in costume sul molo chiedendo in prestito il tubo dell’acqua ad un omino su una barca a vela gialla ormeggiata all’inglese, e andiamo a cena al nostro ristorante preferito qui a Gruissan, La table d’Oli, un piccolo grazioso e squisito ristorante biologico, che ha anche un’ottima carte dei vini, e dai prezzi affrontabili, lungo il Quai du Ponant.

Restaurant Bio La table d'Oli - Gruissan

La nottata è caldissima, Marco e Sara sono a prua e dal loro osteriggio entra un po’ più d’aria, io che sopporto meglio il caldo sono nella cabina di poppa. Ma siamo tutti stanchissimi e si dorme, nonostante la temperatura e qualche zanzarina.
^_^

martedì 7 agosto 2018

* Si ricomincia!... con Maramea _/)_

Si! è proprio il caso di dirlo forte e chiaro: "Si ricomincia!"
Senza tanti preamboli lo dico: siamo tornati al mare, siamo di nuovo più Blu che Verdi, del resto il sottotitolo di questo blog la dice lunga (chissà se qualcuno lo ha mai letto quel sottotitolo...) 
- "Fatti" di mare, prestati alla terra -
Le due parole chiave sono "fatti" e "prestati: "fatti" è virgolettata perché ambivalente; in questo blog si narrano cose, dunque dei fatti, ma quella parolina vuol significare anche che siamo impregnati di mare, drogati di mare al punto tale da non poterne fare a meno, e questo introduce la seconda parola fondamentale che è "prestati"; dopo gli anni della Filibusta da marinai siamo diventati contadini/giardinieri/possessori di galline/produttori di pelati e di  confetture, terrestri insomma, ma solo in prestito alla terra. Del resto anche l'indirizzo di questo blog parla chiaro e contiene in sé un augurio, quello che mi feci quando lo aprii: mareterramare.blogspot.com... con quel mareterramare mi auguravo, anche senza contarci troppo allora, di tornare al mare. La legge dell'attrazione funziona cari miei! Un giorno poi vi parlerò anche di questo e della Tecnica dei 100 desideri e di Igor Sibaldi.
Insomma dopo la Filibusta ora c'è una supercalifragilistichespiralidosa Amel Super Maramù del 1990, una signora di 28 anni imponente, bellissima, marina, ma anche irriverente e che non si prende troppo sul serio, per questo chiamata Maramea!

Amel Super Maramu - Maramea

Maramea ha bandiera francese, siamo infatti venuti a prenderla in Francia, e fra qualche giorno ci metteremo in navigazione per portarla in Italia.
Io riprenderò a scrivere il diario di bordo e potrete leggerlo qui.
Restate in ascolto!
^_^

mercoledì 14 dicembre 2016

domenica 11 dicembre 2016

giovedì 8 dicembre 2016

mercoledì 7 dicembre 2016

lunedì 5 dicembre 2016

domenica 4 dicembre 2016

venerdì 2 dicembre 2016

* Ispirazioni # 31

# 31
orecchini crochet corallo nero onice agata nera - bracciale perle fiume corallo nero

Orecchini verDi&bLu neri a crochet con corallo nero, onice e agata nera
Bracciale verDi&bLu con corallo nero e perle di fiume
Poncho Nordstrom

Ispirazioni per i gioielli in pietre dure di verDi&bLu, suggerimenti per indossarli e stimolare la vostra fantasia... e pure la mia!

giovedì 1 dicembre 2016

mercoledì 30 novembre 2016

sabato 26 novembre 2016

giovedì 24 novembre 2016

martedì 22 novembre 2016

domenica 20 novembre 2016