mercoledì 17 luglio 2019

Cronache di Maramea - 30 giugno, Ponza: Cala d'inferno e Cala del core

domenica 30 giugno 2019
Alle 9:30 salpiamo l'àncora per spostarci, cambiamo posto, qui a Chiaia di Luna c'è troppo casino.
Arriviamo dopo un'ora a Cala d'Inferno, dove però restiamo poco, giusto un paio d'ore sufficienti per capire che, benché bello come punto d'ormeggio, siamo con la poppa troppo vicina agli scogli.
Ponza, Cala d'Inferno @Valeriaderiso
Ponza, Cala d'Inferno
Ponza, Cala d'Inferno @Valeriaderiso
Ponza, Cala d'Inferno, dettaglio
Ci spostiamo poco più verso l'abitato di Ponza, e ci fermiamo a Cala del Core, una splendida baia che deve il suo nome ad una intrusione magmatica a forma di cuore sulla parete a strapiombo.
Ponza, Cala del Core @Valeriaderiso
Ponza, Cala del Core
Questo enorme cuore di pietra è oggetto di una antica leggenda: "Qui un tempo molto molto lontano abitavano i Giganti che in lunghi e innumerevoli anni scavarono grotte gettandone i detriti nel mare. Ma nel mare vivevano gli Dei delle acque con i quali i Giganti erano sempre in guerra continua. Proprio nella grotta che si trova lungo questa scogliera veniva a bagnarsi la figlia di un Re di terra. Uno degli dei dell'acqua se ne innamorò e la fece sua sposa. La figlia del re dei giganti, orgogliosa della sua bellezza, voleva che tutti fossero innamorati di lei e, incurante di ogni riguardo, spesso tradiva il suo coniuge. Ma questi, potente signore del mare, si vendicò. Con un rabbioso comando agitò le acque che s'alzarono vorticose e inondarono la riva dove la donna infedele annegò miseramente. Allora il dio tradito afferrò l'inerte corpo della fanciulla e ne strappò il cuore che, ancora sanguinante, inchiodò sulla pallida rupe. Dopo secoli il cuore dell'infedele è sempre lì, saldato alla roccia, mentre quello del dio che abita nelle spelonche marine è ancora colmo d'amore e di rabbia e non trova pace, e ancora oggi nelle notti di burrasca si odono grida e lamenti che echeggiano nel cavo delle onde e nei cunicoli della cala.(Fonte: Francesca Iacono - Frammenti di ponza).

Nel pomeriggio mentre pompo per liberare il gabinetto di poppa dopo averlo usato, sento un rumore strano e vedo acqua che esce dalla base della pompa. Chiudo le prese a mare in entrata e in uscita e avviso il Capitano. Bisogna smontare tutto, per fortuna abbiamo due bagni!!
riparazione della base del gabinetto
Le viti che tengono la base l'hanno spaccata. La plastica non è di buona qualità; il problema più grande è che abbiamo una pompa di ricambio, ma non una base di ricambio, perché quelle che si rompono di solito sono le pompe...
riparazione della base del gabinetto
Ma noi a bordo abbiamo NormalMan, che come NormalCapitano si mette all'opera e con la resina "rimpolpetta" la base. Ne abbiamo ordinata una nuova per farla arrivare a Salerno dove di sicuro faremo una tappa, nel frattempo speriamo che il "rimpolpettamento" regga.
riparazione della base del gabinetto
il "rimpolpettamento" della base del gabinetto
Chiudiamo la giornata ammirando Ponza al tramonto, illuminata come un presepe.
Ponza @Valeriaderiso
Ponza
^_^

lunedì 15 luglio 2019

Cronache di Maramea - 29 giugno, Ponza: Chiaia di Luna, 400 barche e il tendalino.

sabato 29 giugno 2019
Al risveglio ci troviamo in una densità di barche mai vista prima, nemmeno il 15 d'agosto a Portoferraio con avviso di burrasca. Cerchiamo di contarle e arriviamo a 400. Un caos tremendo: moto d'acqua ovunque, motoscafi enormi che ormeggiano a poche centinaia di metri dalla spiaggia, gommoni con la musica - orrenda - a palla, barchini a noleggio, un gozzetto che vende gelati...

(Guardando il video vi renderete conto di quanto fosse difficile mantenermi in equilibrio mentre lo giravo, e vedrete anche quanto fosse vicino il catamarano che cito fra poco)

Ci spostiamo un po' più all'esterno della baia, per tentare di evitare questa confusione, ed allontanarci da un catamarano che ieri sera si è ormeggiato "ad cacchium" troppo sulla nostra prua e ora che il vento ha girato rischiamo di finirgli addosso. Ma serve a poco perché le barche non cessano di arrivare: oggi è San Pietro e Paolo, a Roma è festa e sono tutti qui!
Naturalmente anche un po' più fuori si rolla ugualmente, come se si fosse in mare aperto con le onde. E io, cosa penso di fare? un lavoro facile e leggero... affrontare le modifiche che richiede l'enorme e pesante tendalino di poppa, assolutamente necessario se si vuole sopravvivere al solleone di questo periodo.
Bisogna spostare alcuni tagli e rinforzarli, e aggiungere degli occhielli fatti con le fettucce di nylon in cui infilare le cimette che dovranno servire per legarlo alle sàrtie (i cavi d'acciaio che dagli alberi arrivano in coperta). Prendo la macchina da cucire e sudando sette camicie, - perché il tendalino, come ho detto,  è enorme e pesante, perché fa caldissimo e perché la barca rolla che è un piacere con tutte le barche che intorno a noi vanno in su e in giù - dopo circa tre ore di lavoro ho finito la parte più faticosa.
Super Maramu - Maramea, il tendalino di poppa
il tendalino di poppa
Super Maramu - Maramea, il tendalino di poppa
il tendalino di poppa
Super Maramu - Maramea, il tendalino di poppa
il tendalino di poppa
(Le foto le ha scattate la MiniMozza con la mia macchina fotografica... brava eh?)
L'ultimo step sarà aggiungere una sorta di canalina in cui far scorrere le cime, dovrò cucire degli altri pezzi di nylon nei punti indicati dalla frecce azzurre dove si intravedono i due segni paralleli.
Super Maramu - Maramea, il tendalino di poppa
il tendalino di poppa, lavoro da terminare
Nel momento in cui sto trascrivendo il diario, cioè il 12 luglio, ancora non ho terminato il lavoro, perché per vari motivi non ne ho avuto la possibilità o il tempo, ma lo stiamo usando lo stesso, tendendo le cime su cui si appoggia.
Quando finalmente mi alzo ho la schiena dolorante per aver dovuto contrastare tutto il tempo il movimento continuo della barca mentre cucivo, e sono le 15:00 direi che è proprio ora di pranzare!!!
Dopo mangiato fuggiamo da questo luogo, che da baia di sogno è diventata infernale, facendo un giro con il gommone dalla parte opposta a quella dove siamo stati ieri. Andiamo verso la Punta di Capobianco. Dalle foto potete ben intuire il perché di questo nome.
Ponza - Punta di Capobianco @Valeriaderiso
Ponza - Punta di Capobianco
Vi assicuro che le foto rendono poca giustizia alla maestosità di queste formazioni, sono magnifiche. Questa qui su sembrava una colata di calce viva su una roccia preesistente, lo stesso fascino hanno tutti gli anfratti e le case-grotta scavati dall'uomo per ricoverare le barche o farne dei magazzini o chissà che altro.
Ponza - Punta di Capobianco @Valeriaderiso
Ponza - Punta di Capobianco
Ponza - Punta di Capobianco @Valeriaderiso
Ponza - Punta di Capobianco
Al nostro ritorno abbiamo una incredibile e piacevole sorpresa: le barche stanno lentamente diminuendo, molte lasciano la baia, probabilmente la maggior parte non si ferma per il week end ma rientra già stasera. Da 400 scenderanno alla metà, sempre tante, perché Chiaia di Luna è grande ma non grandissima, tuttavia questo ci permetterà di passare una serata e una nottata molto più tranquille delle precedenti.
^_^

sabato 13 luglio 2019

Cronache di Maramea - 28 giugno, Ponza: Chiaia di Luna e Grotte di Pilato

venerdì 28 giugno 2019
È previsto un cambio di direzione del vento: nei due giorni passati ha soffiato da Ovest, da stasera girerà a Est, per cui decidiamo di andare a Ponza, verso Chiaia di Luna buon ridosso per questo vento.
Salpiamo intorno alle 9:00 e dopo circa un'ora e venti siamo all'ancora nella bella baia dalle pareti a picco sulla spiaggia, da diversi anni interdetta - come moltissime altre in queste isole - per il pericolo di frane (l'ultima c'è stata lo scorso anno).
Punta di Capo Bianco, Ponza @Valeriaderiso
Punta di Capo Bianco, Ponza
Mentre ci avviciniamo la vista è spettacolare. Passiamo davanti alla Punta di Capobianco con le sue candide scogliere a picco, la roccia forma tante piccole "mensole" dove cresce spontaneamente la vegetazione.
Punta di Capo Bianco, Ponza @Valeriaderiso
Punta di Capo Bianco, Ponza
La baia di Chiaia di Luna è ampia ed è certo che i Romani vi avevano costruito un porto ausiliario, oggi scomparso, sfruttato a seconda dello spirare dei venti, denominato Diva Luna.
Chiaia di Luna, Ponza @Valeriaderiso
Chiaia di Luna, Ponza
Il porto era collegato all’abitato di Ponza con un tunnel, ancora oggi transitabile, che permetteva il passaggio di uomini e merci che si imbarcavano o sbarcavano a Chiaia. Questo tunnel, lungo circa 170 metri, ha le pareti in "Opus Latericium" e "Reticolatum" e ampie prese d’aria poste alla sommità che garantivano la luce internamente. 
Quando arriviamo non ci sono molte imbarcazioni, e c'è una motovedetta armata della Guardia di Finanza; calano il gommone in acqua si avvicinano ad una barca a vela e restituiscono un faldone di documenti, poi dove si dirigono? ma ovvio! verso Maramea!
Cordiali, domande di routine, controllo dei documenti personali e della barca, portano via tutti gli incartamenti e ce li restituiscono dopo un'oretta. Per fortuna tutto a posto, solo un verbale di "effettuato controllo".
Io e il NormalCapitano @SaraBassi
Io e il NormalCapitano immortalati dalla MiniMozza
Facciamo un bellissimo bagno, e osserviamo una coppia di falchi pellegrini rincorrersi lungo le pareti della baia con il loro inconfondibile verso. Purtroppo continuano ad arrivare imbarcazioni di ogni misura a frotte, fino a riempire tutta la baia. Fine della pace. Si rolla e si beccheggia per il continuo andirivieni delle barche che arrivano e che partono, per i barchini a noleggio, per i gommoni e le moto d'acqua... per fare il bagno è necessario prestare la massima attenzione e restare incollati alla pancia di Maramea, perché i conduttori di questi mezzi sfreccianti non sembrano pensarci che in acqua potrebbero esserci delle persone.
Nel pomeriggio, come quasi d'abitudine, prendiamo il tender ed andiamo in esplorazione verso l'abitato: uscendo dalla baia andiamo a sud e poi a est.
Punta della Madonna, cimitero, Ponza @Valeriaderiso
Punta della Madonna, cimitero, Ponza
Arriviamo in vista della Punta della Madonna, che sulla sua sommità ospita il cimitero di Ponza, e subito dopo si apre davanti a noi lo spettacolo delle Grotte di Pilato, costituite da numerose piscine collegate tramite canali per il ricambio delle acque.
Grotte di Pilato, Murenai, Ponza @Valeriaderiso
Grotte di Pilato, Murenai, Ponza @Valeriaderiso
Queste piscine erano parte integrante di una villa appartenuta all'imperatore Cesare Ottaviano Augusto costruita sulla sommità della Punta della Madonna, e ne sono l'unica testimonianza ancora esistente. Il loro uso è controverso. La tesi più popolare è che fossero degli impianti per l'allevamento delle murene, ma diversi studiosi dissentono, sostenendo che l’uso delle vasche fosse riservato ai bagni marini dell'imperatore che, come voleva la tradizione, non lo faceva in pubblico.
Grotte di Pilato, vasca centrale, Ponza @Valeriaderiso
Grotte di Pilato, vasca centrale, Ponza
L’insieme è costituito da quattro vasche coperte e da una scoperta che si trova all’esterno, lato SE, indipendente dalle altre. La costruzione è ricercata, specialmente quella della vasca centrale, la vasca esterna non ha alcuna difesa, inoltre le vasche sono sotto il livello del mare: nelle giornate di calma e nei periodi di bassa marea, l'acqua lambisce il piano di calpestio, ma con mare mosso e alta marea l’orlo delle vasche viene sommerso cosa che avrebbe consentito ai pesci di uscire. Chi sostiene la tesi di uno stabilimento balneare privato dell'imperatore romano, smonta anche la tesi delle saracinesche per la chiusura, conoscendo la furia delle mareggiate da Est-Sud/Est, capaci di scardinare qualsiasi congegno. Altra considerazione a supporto è che il piano di calpestio, i fori di collegamento con il mare esterno e la posizione degli scalini nella vasca centrale estromettono qualsiasi congettura sull’abbassamento o rialzo della superficie terrestre se non nei termini di pochi centimetri. Gli stessi condotti di comunicazione con il mare, una volta aperti, avrebbero consentito alle murene di scappare dalla vasca. Basta tener conto che una murena, dal peso di un chilo, lasciata libera sulla prua di un gozzo, riesce a guadagnare il mare attraverso gli ombrinali che hanno un diametro, all’incirca, di due centimetri. Per rinnovare l’acqua nelle vasche sarebbe bastato un solo canale come nella peschiera di Zannone e non quattro disposti a raggiera come in questa struttura. [fonte Ponza Racconta]
Grotte di Pilato, Ponza @Valeriaderiso
Grotte di Pilato, Ponza
Tornando indietro ammiriamo le scogliere variegate di quest'isola vulcanica, si alternano pareti totalmente bianche erose dal vento, inclusioni magmatiche, stratificazioni di diversi colori e forme, uno spettacolo geomorfologico, acqua cristallina e talmente tanta bellezza ovunque che non si sa dove guardare.
Scogliere di Ponza @Valeriaderiso
Scogliere di Ponza
Scogliere di Ponza @Valeriaderiso
Scogliere di Ponza
Sulle pareti che si trovano sotto Punta della Guardia, sede di uno dei fari dell'isola, scorgiamo un gregge di capre abilissime scalatrici, e ci concediamo un bagno nell'acqua color smeraldo.
Scogliere di Punta della Guardia, Ponza - capre @Valeriaderiso
Scogliere di Punta della Guardia, Ponza
Acqua smeraldo, Ponza @Valeriaderiso
Acqua smeraldo, Ponza
Quando torniamo a bordo nella baia c'è il delirio... centinaia di barche, e ne arrivano di continuo delle altre. 
È previsto un rinforzo del vento da Est, circa 20 kn, per fortuna le previsioni si riveleranno imprecise, il vento non arriverà a 15 kn e nonostante l'affollamento non ci saranno grandi problemi durante la notte... ma non è mica finita!! continua ----> 

giovedì 11 luglio 2019

Cronache di Maramea - 26-27 giugno, Palmarola

mercoledì 26 e giovedì 27 giugno 2019
Super Maramu - Maramea - Palmarola @Valeriaderiso
Maramea a Cala Brigantina - Palmarola
Palmarola è bellissima!
È proprio necessario partire da questa affermazione per raccontare dei giorni trascorsi qui.
È la più occidentale delle Pontine e prende il nome da una palma nana autoctona (Chamaerops humilis), l'unica palma europea. In cima a uno dei faraglioni se ne scorgono alcuni esemplari che ho cercato di fotografare, non con risultati eccezionali, ma un'idea di come siano fatte si riesce ad averla (in cima sulla destra della foto ce n'è un bel gruppetto).
Palma Nana di Palmarola @Valeriaderiso
la Palma nana di Palmarola (Chamaerops humilis)
Quest'isola, selvatica e incantata, è quasi totalmente disabitata: ha un unico piccolo approdo, Cala Porto, un certo numero di spartane e affascinanti case-grotta di proprietà dei pescatori ponzesi (scavate in più stanze nella roccia friabile, oggi discretamente accessoriate, seconda dimora di molte famiglie ponzesi, raramente affittate a spartani turisti), una villa di proprietà delle sorelle Fendi dove vive un custode che probabilmente è l'unico vero abitante dell'isola, e un unico ristorante "O' Francese". Questo ristorante ha una bella storia: nel 1927 un ponzese era emigrato in Francia dove aveva messo su famiglia; tornato in Italia negli anni tra il '58 e il '59 decise di costruire una casa di legno a Palmarola - dove c'erano dei terreni di proprietà del padre pescatore con il quale negli anni d’infanzia aveva soggiornato a lungo in una grotta - e di trasferircisi con la moglie, mettendo su un piccolo ristorante dove si mangiavano solo spaghetti al pomodoro, frittata e insalata di rucola e "purchiacchielli", la portulaca selvatica. In quegli anni Palmarola era molto poco conosciuta, ma una coppia raggiunse l’isola in cerca di tranquillità e approfittò dell’ospitalità di quel ponzese che tutti chiamavano O'Francese. Cucinarono per lui e coltivarono un’amicizia durata moltissimi anni. Ora "'O Francese" è dei figli di quella coppia, che hanno aggiunto pannelli solari e reso la struttura un vero hotel ristorante. Ma il posto resta sempre lo stesso: spartano, accogliente, isolano. Qui c'è la storia completa. [Fonte delle notizie Zingarate.com].
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Come ho già raccontato qui, abbiamo dato fondo all'ancora nella parte sud dell'isola, a Cala Brigantina. Questa baia si chiama così perché ancora nel ‘700 offriva ai velieri un approdo alla fonda ed era base dei pirati barbareschi. 
Siamo con la prua di fronte alla punta di Mezzogiorno e alla nostra sinistra si staglia l'omonimo Faraglione. La scogliera a picco è totalmente bianca e offre riparo, oltre che ai gabbiani, a centinaia di rondini e qualche falco pellegrino che riusciamo a scorgere a malapena. Sulla nostra destra invece c'è lo Scoglio Suvace dalla inconfondibile forma di “cresta”, chiamato in questo modo per la sua forma simile al pesce suvace, una specie di sogliola. Alle spalle dello scoglio c'è Capo Vardella che ospita una delle case-grotta di cui è disseminata quest'isola; questa in particolare è in una posizione super panoramica a picco sull’acqua e per questo denominata Nido del Gabbiano.
Casa-grotta Nido del Gabbiano - Capo Vardella, Palmarola @Valeriaderiso
Casa-grotta Nido del Gabbiano - Capo Vardella, Palmarola
Durante la mattinata arrivano altre barche, ma il numero resta contenuto, e in serata la maggior parte andrà via, resteremo in pochissimi entrambe le sere.
Durante i due giorni trascorsi qui facciamo dei magnifici bagni, in un'acqua talmente trasparente che nonostante i 13 metri di profondità si vede perfettamente il fondale. Nel pomeriggio non manca mai un giro con il gommone che ci consente di andare alla scoperta degli anfratti nascosti; è possibile passare all'interno del Faraglione di Mezzogiorno dove si apre un'incantevole ed enorme grotta, alta circa 20 metri, in cui il primo giorno entriamo, ci fermiamo per fare un bagno nell'acqua cristallina, per poi uscire dal lato opposto.
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Faraglione di Mezzogiorno, Palmarola
Ci siamo tornati anche il giorno dopo, ma l'acqua era troppo agitata dal vento che si era alzato la mattina per poter scattare delle foto. Le rocce di origine vulcanica sono incredibilmente variegate, lasciando intuire tutte le diverse stratificazioni che si sono succedute nel tempo; a sapere di geologia qui c'è da perdere la testa per l'entusiasmo.
Tra la Punta e il Faraglione di Mezzogiorno si è formata una striscia di sassi accumulati dalla risacca che varia con il variare del vento proveniente ora da ovest ora da est, ed è l'unico punto dove è possibile sbarcare per via dei divieti esistenti lungo tutta la costa per il pericolo costante di frane.
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Punta di Mezzogiorno, Palmarola
Il NormalCapitano mette in equilibrio dei sassi facendo una NormalTorre, qualcuno ci va a fare l'aperitivo prima del tramonto, qualcuno ci porta i cani a sgranchirsi le gambe. Anche qui abbiamo raccolto la plastica spiaggiata sotto gli occhi a volte indifferenti, a volte attoniti degli altri "spiaggianti". Io mi auguro di mettere un semino nelle loro coscienze solo con il semplice gesto di portarla via sul nostro gommone... chissà.
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
NormalTorre di sassi in equilibrio
Anche stasera ci godiamo un bellissimo tramonto. I tramonti in barca non sono mai uguali e tutti bellissimi!
Punta di Mezzogiorno, Palmarola @Valeriaderiso
Maramea e il tramonto a Punta di Mezzogiorno, Palmarola

^_^



martedì 9 luglio 2019

Cronache di Maramea - 25-26 giugno, Navigazione notturna e i delfini all'alba

martedì 25 giugno 2019
Intorno alle 11:30 salpiamo. Ci aspetta una lunga 24 ore.
Per le prime 6 ore riusciamo a procedere bene solo a vela con una media di 5 kn.
Super Maramu - Maramea - a vela verso le Pontine
Felicità è quando si va a vela
Alle 17:30 il vento cala e dobbiamo accendere il motore. Pian piano si fa sera, poi cala il buio totale; verso terra in lontananza si percepisce il riverbero delle luci di Roma sulla costa, verso il mare aperto invece il cielo si confonde con l'orizzonte che a stento si percepisce. Di nuovo ammiriamo il cielo stellato, e la magia di enormi palle di plancton sulla scia della barca. Stelle e bagliori su, stelle e bagliori giù.
mercoledì 26 giugno 2019
Io faccio il primo turno di veglia, mentre Marco si appisola e Sara, restia ad andare a dormire perché rapita dallo spettacolo della sua prima navigazione in notturna, alla fine crolla e scende sottocoperta.
Di vento nemmeno l'ombra.
Incrociamo un'altra barca a vela che naviga nella direzione opposta alla nostra e ci salutiamo accendendo e spegnendo le torce. Dopo circa un'ora, verso l'una, tocca a me andare a dormire.
Alle 2:00 del mattino sorge la luna, sembra una fettina di arancia tagliata a metà per un cocktail.
luna arancio @Valeriaderiso
luna arancio
Ma di un arancio ancora più intenso è l'alba!
alba arancio @Valeriaderiso
alba arancio
Pochi minuti prima delle 6:00 Marco viene a chiamarmi: ha visto qualcosa muoversi nell'acqua in lontananza.
Mi catapulto giù dal letto, afferro la macchina fotografica e vado a sedermi sul pulpito di poppa... mi guardo intorno: DELFINI!!!!
Proviamo a chiamare Sara, lei alza la testa, dice "Sì, vengo...", ma non salirà mai in coperta... non era del tutto sveglia, la prossima volta - nel caso dormisse - bisognerà scuoterla di più.
Marco mette il motore al minimo e cerchiamo di avvicinarci. Lo spettacolo seguito pochi minuti dopo è strepitoso. Sono divisi in diversi gruppi, dislocati a diverse distanze dalla barca, tanto che è difficilissimo seguirli e riprenderli. Uno dei gruppi è composto da una femmina con un cucciolo di poco meno di un metro che fa dei salti fuori dall'acqua, è l'unico a saltare, gli altri procedono con molta calma e mettono appena la schiena fuori per prendere aria.
stenelle @Valeriaderiso
Stenelle striate
stenelle @Valeriaderiso
stenelle striate
Io perdo il controllo di me stessa. Non capisco dove guadare, sento gli sbuffi dei loro respiri nell'uscire dall'acqua mi volto ed è ormai troppo tardi per scattare, assisto a delle scene bellissime, ma non riesco ad immortalarle. Un grosso esemplare passa sotto la prua, dove io sono seduta, e si gira sul fianco per guardarmi, l'incontro degli sguardi dura pochi secondi, ma è emozionante! Questo incontro ravvicinatissimo mi permette anche di identificarle con certezza, sono stenelle striate.

Altri piccoli gruppi di due o di tre sono tutti intorno alla barca, la femmina con il piccolo invece si tiene un po' a distanza e nel voltarmi li vedo mettere le teste fuori insieme, quasi come se il piccolo fosse curioso di vedere questa "cosa" galleggiante e questi bipedi che si agitano avanti e indietro sul ponte.
Poi, come sono arrivati, lentamente si allontanano seguendo la loro rotta.
Il mare è una tavola, c'è molta foschia ma in lontananza si cominciano ad intravedere le Pontine. Mancano circa 4 ore di navigazione.
a 4 ore da Palmarola @Valeriaderiso
a 4 ore da Palmarola
Ed ecco l'isola di Palmarola, con Ponza sullo sfondo, ancora poche miglia e ci siamo.
Palmarola @Valeriaderiso
Palmarola
Alle 11:30 dopo esattamente 24 ore siamo alla meta. Diamo fondo all'ancora a Cala Brigantina su un fondo di circa 12/13 m, misto di sabbia e piccoli scogli, in una cornice suggestiva di rocce bianche a strapiombo dove riecheggiano i garriti delle rondini che trovano riparo nei buchi creati dall'erosione del vento.
Cala Brigantina - Palmarola @Valeriaderiso
Cala Brigantina - Palmarola

La giornata scorre tranquilla, fino al tramonto che si fa ammirare incorniciato tra la Punta e i Faraglioni di Mezzogiorno.
Punta e Faraglioni di Mezzogiorno - Palmarola @Valeriaderiso
Punta e Faraglioni di Mezzogiorno - Palmarola
^_^

domenica 7 luglio 2019

Cronache di Maramea - 24 -25 giugno, Cala Piazzoni (Porto Ercole)

lunedì 24 giugno 2019
Stamattina preparo un'insalata di riso che mangeremo a pranzo e facciamo una rapida capatina a terra: io torno rapidamente al negozio della verdura per fare ancora un po' di provviste e Sara e Marco fanno un tuffo alla spiaggetta. Li raggiungo, faccio un bagno rinfrescante anche io, poi torniamo a bordo e finalmente alle 13:00 si parte. Destinazione Argentario.
Giannutri @Valeriaderiso
Giannutri
Ci sono 8 kn da S, 180° opposti alle previsioni, e tra un po' di navigazione a vela, un po' a vela e a motore un po' solo a motore, in vista di Giannutri alle 20:00 siamo subito a nord di Porto Ercole, a Cala Piazzoni.
Cala Piazzoni (Porto Ercole) @Valeriaderiso
Cala Piazzoni (Porto Ercole) - Arco Naturale
Siamo totalmente soli. La baia dalle pareti scoscese e maestose è nel silenzio più totale, a parte il canto delle cicale, il frinire dei grilli e lo sciabordio dell'acqua che leggermente smossa dalla brezza della sera accarezza lo scafo di Maramea. La pace assoluta.
Non essendoci abitazioni siamo immersi nel buio, la luna sorgerà tardi, le condizioni sono ideali per ammirare le stelle, che sono tantissime, si vede molto distintamente anche la Via Lattea.
Durante la notte arriva vento da NE, che cade con raffiche violente dalla cima della scogliera: la notte passa insonne.
martedì 25 giugno 2019
Al mattino mettiamo il tender in acqua e scendiamo sulla spiaggia. Molto bella, in una cornice di rocce chiare che rendono l'acqua turchese.
Cala Piazzoni (Porto Ercole) @Valeriaderiso
Le rocce bianche e Maramea sullo sfondo
Cala Piazzoni (Porto Ercole) @Valeriaderiso

Sul fondo della spiaggia, sotto le rocce spioventi notiamo dei sassi bianchi perfettamente ovali in mezzo ai tronchi levigati e portati a riva dalle mareggiate, ci avviciniamo e... è polistirolo!! una montagna di plastica e di polistirolo.
Cala Piazzoni (Porto Ercole) @Valeriaderiso
"Ciottoli" di plastica
Cala Piazzoni (Porto Ercole) @Valeriaderiso
"Ciottoli" di plastica
Marco va a bordo a prendere una bustona e ne raccogliamo la gran parte, purtroppo non riusciamo a portarla via tutta, ma abbiamo fatto una gran bella pulizia.
raccolta della plastica sulla spiaggia
"Bottino di guerra"
Con il nostro "bottino di guerra" - sì è proprio una guerra quella contro la plastica - torniamo a bordo.
Bisogna che ci muoviamo, abbiamo da navigare verso le Pontine.

... continua --->