martedì 9 ottobre 2018

* Cronache di Maramea - 12 e 13 settembre tornando a Livorno ci salutano i delfini

mercoledì 12_09_2018
Alle 7:45 salpiamo l’àncora, lasciando la baia di Marina di Campo dove abbiamo trascorso piacevolmente questi ultimi giorni.
la scia di Maramea e la rada di Marina di Campo
la scia di Maramea e la rada di Marina di Campo
Abbiamo circa 8 nodi di vento in poppa così apriamo randa e mezzana per dare una mano al motore. Nel frattempo si alza anche Sara e facciamo colazione in navigazione.
Osservo incessantemente il mare, sperando che ci regali un bell'incontro, come saluto.
Dopo un po' il mio desiderio è esaudito!
Quando arriviamo all’incirca al traverso di Pomonte vedo qualcosa muoversi in lontananza tra noi e l’isola di Pianosa, che stamattina si vede chiarissima; prendo il binocolo: TURSIOPI!! Un banco numeroso!!
tursiopi
Tursiopi
Purtroppo sono abbastanza lontani. Marco cerca di raggiungerli, ma sono sfuggenti, si allontanano; i tursiopi sono diversi dalle stenelle, sono riservati e schivi non si avvicinano con facilità, ma sono così belli e così grandi!!!
Tursiope e Montecristo
Tursiope e Montecristo
Pian piano, con le sole vele e il motore spento riusciamo ad accorciare la distanza e facciamo una specie di valzer/acchiapparello noi e loro per buoni venti minuti di pura gioia per occhi e anima! E stavolta anche Sara ha potuto osservarli molto bene, con le loro schiene lucide e scure uscire dall’acqua alcuni in sincrono, alcuni per conto proprio.
Ma appare molto chiaro che non vogliono essere avvicinati più di tanto, ci sono dei momenti in cui una coppia sembra venire verso di noi, forse due esemplari giovani e curiosi che però vengono immediatamente richiamati all’ordine, perché poi scompaiono e riappaiono un po’ distanti.
Decidiamo di lasciarli stare, se avessero voluto un contatto maggiore non avrebbero esitato a cercarlo loro… ho scattato un sacco di foto e fatto un paio di video, sono curiosa di vedere cosa ne è venuto fuori, ero talmente contenta che non ho fatto molta attenzione a come e cosa inquadravo! Più tardi scaricando le foto capisco perché si sono tenuti così a distanza: avevano dei cuccioli!
mamma tursiope con il suo cucciolo
mamma tursiope con il suo cucciolo
mamma tursiope con il suo cucciolo
mamma tursiope con il suo cucciolo
Spulciando le foto faccio anche un'altra bella scoperta: grazie alla sua pinna dorsale scolorita riconosco un delfino visto molte volte una decina di anni fa! è come ritrovare un vecchio amico, o meglio una vecchia amica, questo gruppo credo sia composto da femmine con i cuccioli e giovani esemplari, i maschi adulti in genere stanno per conto loro.
Pinna scolorita
Pinna scolorita
Alle 9:10 riaccendiamo il motore e ci rimettiamo per rotta. Intanto il vento è calato ed ha girato, ora lo abbiamo a circa 3 nodi dritti sul muso, ma le previsioni dicono che dovrebbe alzarsi un po’ di maestrale… aspettiamo pazienti e intanto ci godiamo la navigazione anche così.
Finalmente verso le 13:00 arriva il maestrale!!! Si va a vela! Yuhuu!!
È abbastanza di bolina, ma chi ha detto che Maramea non stringe il vento? Io??
7.4 nodi!
7.4 nodi!
Invece lo stringe, non a 40°, a 45° ma va benissimo lo stesso!! Fila una meraviglia tra i 6,5 e i 7 nodi… E.T.A. (Estimated Time of Arrival) 16:51... per le 17 dovremmo essere a Livorno.
vele a segno
vele a segno
E così avviene! Entriamo nell’avamporto da sud e ci sfila sulla sinistra un enorme traghetto della Corsica Ferries; mentre passiamo davanti agli ormeggi dello Yacht Club intravedo una figura familiare in cima ad uno dei pontili, prendo il binocolo per essere sicura, è Barbara, una vecchia amica proprietaria insieme al marito di un bellissimo Halberg Rassy 312,  Thea. Sapeva che saremmo arrivati oggi e finalmente, dopo anni, ci rivedremo!
Ci scatta due foto mentre passiamo e cerchiamo di capire dove ormeggiare, visto che ancora non lo sappiamo!
Maramea arriva a Livorno
Maramea arriva a Livorno ph. credit B. Merani
Maramea arriva a Livorno
Maramea arriva a Livorno ph. credit B. Merani
Vediamo che il posto dove eravamo stati ad agosto è vuoto; chiamiamo il proprietario e gli chiediamo se per stanotte possiamo ormeggiare lì, dal momento che domani andremo in cantiere. Ci dice di sì! Evviva!
Prima di cena Barbara e Fabio, finito di lavorare sulla loro barca, passano a salutarci. Scopro che incredibilmente avevano adocchiato proprio questa barca quando era ancora in vendita, avendo una mezza idea di vendere quella che hanno e comprarne una più grande, e che sorpresa per loro scoprire che l’abbiamo presa noi!

giovedì 13_09_2018
Oggi pomeriggio Maramea andrà in cantiere al Calambrone e noi, ahimè, dovremo sbarcare, quindi mi tocca preparare tutto quello che va portato via.
Approfittando del fatto di essere a Livorno faccio un salto al mercato dai miei spacciatori di pesce preferiti e torno a bordo con un bel bottino di vongole lupini, telline, gamberetti rosa, totanetti freschissimi e triglie: farò una sorta di souté per pranzo e le triglie le mangeremo stasera… nella nostra casa verde, quella che non si muove…
Subito dopo pranzo arriva il nostro amico Luciano che accompagnerà Marco e Sara con la barca al cantiere, bisogna passare un ponte apribile che permette di accedere allo scolmatore dell’Arno su cui affaccia il cantiere e a bordo è meglio essere in due, a me tocca il poco divertente compito di prendere l’auto che è posteggiata qui in porto e andare a prendere tutti lì al cantiere.
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea in arrivo al Calambrone
Maramea al Calambrone
Maramea ormeggiata al Calambrone
Per qualche giorno Maramea rimarrà qui in acqua, in attesa di poter essere tirata in secco sull’invaso. È molto strano lasciarla.
Le barche diventano un tutt’uno con chi le vive, quasi come fossero delle persone con emozioni e sentimenti, e guardarla con la consapevolezza che per diversi mesi non saremo a bordo mi dà l’impressione che abbia un’aria triste, ma forse è solo una proiezione, perché in realtà sono io ad essere triste, e non solo io tutti e tre noi ci sentiamo un po’ mogi, anche il meteo è mogio, il cielo è così velato e grigio... va bene, si lo so, è una proiezione...
Il diario di bordo per ora va in pausa; presto cominceremo a lavorare a bordo e racconterò cosa facciamo e come procede il refit, e prima o poi la primavera tornerà, e noi riprenderemo a navigare e a raccontare del mare!
^_^

domenica 7 ottobre 2018

* Cronache di Maramea - 9, 10 e 11 settembre 2018 - Godendoci gli ultimi giorni

domenica 09, lunedì 10 e martedì 11_09_2018

Stiamo avvicinandoci alla data in cui bisognerà rientrare a casa.
Tra una settimana ricomincia la scuola e la MiniMozza è richiamata all’ordine, e noi di conseguenza. Abbiamo guardato cosa dicono le previsioni per i prossimi giorni: BEL TEMPO!! caldo, vento da 5 a 15 nodi da NO…
Decidiamo allora di passare questi ultimi giorni qui in rada a Marina di Campo dove, se le condizioni sono queste, si sta proprio bene (non come è stato invece ad agosto). Dopo l’abbandono definitivo del DE TOPI bisogna però inventarsi qualcosa per intrattenere la MiniMozza.

La soluzione viene sempre dal DE TOPI che è un Walker Bay e ha tutto il suo kit di vele, deriva, timone e quant’altro… Avete capito no?
 Marina di Campo - scuola vela
 Marina di Campo - scuola vela
Ispirato dai laser della scuola vela locale che girellano per la baia il Capitano si cala nell’enorme gavone di poppa e tira fuori tutto l’armamentario.
il mega gavone di poppa di Maramea
il mega gavone di poppa di Maramea
Recupera le istruzioni per il montaggio dalle carte che ci ha lasciato l'ex proprietario
leggendo le istruzioni per armare il DE TOPI
leggendo le istruzioni per armare il DE TOPI
lo arma
il DE TOPI armato
il DE TOPI armato
e porta la MiniMozza a fare una lezione di vela…
lezione di vela sul DE TOPI
lezione di vela sul DE TOPI
peccato che non ci sia il minimo alito di vento! di poppa fanno circa mezzo nodo... soffiando nelle vele... e alla fine devono tornare a remi!!!
ritorno a remi per mancanza di vento
ritorno a remi per mancanza di vento
Nel tardo pomeriggio, all’ora in cui cominciano ad arrivare le barche che passeranno la notte in rada, arriva una navetta di ferro, bellina, vecchio stile, ma con tutta la baia a disposizione - perché ormai c’è proprio poca gente - dove va ad ormeggiarsi??? Ma è ovvio, no?!?!?! Vicino vicino vicino a noi!
la navetta immortalata di nascosto
la navetta immortalata di nascosto
A bordo vediamo una coppia anziana con un comandante/marinaio/tuttofare.
Per rappresaglia, visto che si sono messi proprio sottovento a noi, mettiamo la musica a tutto volume tentando di scoraggiarli e di farli spostare: cominciamo con i Nirvana, tanto per scioccarli, e in effetti ci guardano perplessi, poi si va avanti con The Who, The Queen, The Smiths… niente… resistono… alla fine il lettore della musica che abbiamo sul computer, e che vive di vita propria, spara un bellissimo Samuel Ramey che canta l’aria "Le femmine d’Italia" da "L’Italiana in Algeri" di Rossini… e lì capisco che non riusciremo nel nostro intento, oramai siamo sgamati, tanto più che poi il lettore, sempre di testa sua, passa a "O mio babbino caro" cantato dalla Callas!! Infatti il motoscafo rimane lì, a quel punto a godersi la musica mi sa!

Il giorno dopo (10_09) il Capitano si inventa un altro "intrettieni", come si dice in napoletano.
Armato il tangone, ci appende il banzico che usa per andare in testa d’albero e comincia la giostra dei tuffi della MiniMozza.
i tuffi nel banzico
i tuffi nel banzico
i tuffi nel banzico
i tuffi nel banzico
Così trascorriamo anche il giorno dopo.
La baia è tranquilla, c'è una temperatura da piena estate; tra bagni, tuffi, libri, giochi, ci godiamo gli ultimi giorni di relax, perché ormai è deciso: domani si parte, e si ritorna in terraferma (ahimé).
giochi sotto coperta
giochi sotto coperta
letture in relax
letture in relax
In serata la baia si riempie di circa 25/30 unità tra barche e catamarani, e compare un piccolissima fetta di luna.
tramonto con luna orientale
tramonto con luna orientale
^_^

venerdì 5 ottobre 2018

* Cronache di Maramea - sabato 8 settembre - la resa del DE TOPI

sabato 08_09_2018
Al risveglio, dopo colazione, faccio un rapido salto a comprare dei limoni, ieri me ne sono dimenticata, chiedo alla fruttivendola se sono trattati o se posso utilizzare la buccia, lei mi risponde che vengono dall’Argentina! No comment, se no parto con un’altra delle mie filippiche…, dico solo ma la Sicilia è proprio così lontana?!?!?! 
Dietro al Monte Capanne incombe ancora qualche nuvolone, ma le previsioni danno vento da ovest, dovrebbe contribuire a spazzarle via. 
Verso le 10:35 lasciamo il pontile e ci dirigiamo verso est, con pochissimo vento in poppa che per un po’ ci permette di andare a vela, ma proprio poco poco. Arriviamo a Fetovaia dove ci affacciamo sperando di poterci fermare, ma ci sono sempre troppe barche per i nostri gusti, quindi continuiamo e arriviamo a Seccheto, dove diamo àncora ma c’è ora una quindicina di nodi di vento che rendono l’aria troppo fredda, è settembre… nonostante sia ora di pranzo decidiamo di salpare e trovare una baia più riparata, sfruttando questi 15 nodi per fare una bella veleggiata con il solo genoa a riva.
Capo Poro - Isola d'Elba
le suggestive scogliere di Capo Poro - Isola d'Elba
Passiamo davanti a Capo Poro, in vista di Marina di Campo e decidiamo di fermarci nella piccola e riservata Cala Galenzana.
Cala Galenzana - Isola d'Elba
Cala Galenzana - Isola d'Elba
Cala Galenzana - Isola d'Elba
Cala Galenzana - Isola d'Elba
Questa baia si trova tra punta Bardella e la Torre di Marina di Campo e ha una piccola spiaggia circondata da pinete, leccete e macchia alta, e dei vecchi terrazzamenti sicuramente un tempo coltivati e ora inselvatichiti. Una particolarità è che la spiaggia, fin dall’epoca etrusca in cui l’Elba era sfruttata per i suoi giacimenti ferrosi, era sede di fornaci che permettevano di fondere il materiale ferroso in loco, prima del trasporto via mare. Nonostante la zona di Marina di Campo non fosse ricca di minerale ferroso, questa zona era stata scelta perché era ricca di boschi e quindi di legna da ardere; e dato che per ogni fusione erano necessari quintali di legna per raggiungere il punto di fusione del materiale ferroso, preferivano trasportare quest’ultimo vicino ai boschi, per poi effettuarne la riduzione e trasportare il ferro che ne derivava, molto più concentrato rispetto al minerale ferroso estratto. Su diversi punti della spiaggia sono ancora oggi ben visibili i segni di questa trasformazione, con numerosi frammenti di residui di colata, che somigliano a sassi levigati del colore del ferro, tra il marrone scuro ed il nero.
Torre di Marina di Campo - Isola d'Elba
Torre di Marina di Campo - Isola d'Elba
Sullo sperone di roccia opposto c’è la Torre di Marina di Campo che chiude a ovest la baia. La struttura è simile a quella della Torre di Marciana Marina con la differenza che qui la scalinata è staccata dal corpo della torre ed è unita all'ingresso da un caratteristico ponticello. La costruzione è risalente al 1595, ed è una di quelle difese approntate in seguito alle devastanti scorrerie turco-francesi di Barbarossa e Dragut, della metà del Cinquecento, anche se questa terra in particolare ebbe sempre un'esclusiva funzione di vigilanza, e di rado di difesa. Nel 1901 divenne sede di un fanale, e passò di pertinenza alla marina militare, com'è tutt’oggi, motivo per cui non è visitabile.

Arrivando notiamo che il fondo è misto tra sabbia e roccia e allora per non perdere l’ancora leghiamo al diamante dell'àncora (la parte triangolare a punta) una cima (la greppia) e un piccolo parabordo che faccia da grippiale, ovvero un galleggiante; questo accorgimento servirà da aiuto a spedare in caso l’àncora dovesse incagliarsi.
il grippiale
il grippiale
Per farvi meglio capire si tratta di questo sistema
grippia e grippiale
grippia e grippiale ph credit Centro Italia Vela Roma
Verso le 16:30 decidiamo di fare un giretto sulla spiaggia per vedere da vicino i residui di colata della lavorazione del minerale ferroso, quindi il Capitano prepara il DE TOPI
La batteria che alimenta il suo piccolo motore elettrico viene ricaricata attaccandola alla batteria principale del motore di Maramea, quando la prende per trasferirla sul DE TOPI la batteria del motore di Maramea va in corto!!!! 
Aaargh! Questo non va bene per niente!!! Provate ad immaginare una barca di 16 metri che pesa circa 17 tonnellate senza motore… 
Allora il Capitano si cala nella sala macchine, toglie la batteria in corto, la sostituisce con quella fin ora usata sul DE TOPI, collega l’alternatore e fa una prova: il motore di Maramea parte! Fiuuu… tiriamo un sospiro di sollievo, ma siamo anche consapevoli che questo fatto decreta la definitiva resa: il DE TOPI non si può più usare senza batteria! Anzi probabilmente questo attacca e stacca per alimentarla è proprio quello ha dato noia alla batteria principale e l’ha fatta andare in corto.
Niente più giratine a terra. Per fare cambusa dovremo fare delle soste in transito in qualche porto.
Il problema sarà far passare un po’ di tempo in modo diverso alla MiniMozza; io e il Capitano riusciamo a stare tranquillamente a leggere o a goderci semplicemente il non-fare-niente guardando il mare, ma lei no! Ha 9 anni di energia da sfogare! Troveremo una soluzione anche per questo.
Dopo questo “incidente” ci spostiamo verso nord est, nella baia di Marina di Campo; ci sono ancora 10/13 nodi di vento e qui a Cala Galenzana siamo troppo vicini agli scogli, non ci si può passare la notte.
Durante la serata il vento pian piano cala a 8/9 nodi… non c’è onda che entra di traverso, la prospettiva è una notte tranquilla.
^_^

mercoledì 3 ottobre 2018

* Cronache di Maramea - venerdì 7 settembre 2018 - Marciana Marina

venerdì 07_09_2018
Oggi mi tocca la spesa, quindi colazione veloce e poi con carrellino e MiniMozza al seguito si va, cercando di fare in fretta perché abbiamo una gita in programma.
Dopo aver fatto la spesa e sistemato tutto a bordo, ci muoviamo tutti e tre verso la fermata dell’autobus con l’intenzione di andare verso Sant’Andrea.
Presso l’Hotel Cernia, c’è un giardino botanico di 10.000 mq nato per la pazienza la passione e la dedizione della proprietaria dell’albergo, Maria Lonia Anselmi; il giardino è aperto al pubblico e ci piacerebbe moltissimo visitarlo, solo che scopriamo che c’è un solo autobus che passa ogni ora, sono già le 12:10 e il prossimo passerà alle 12:50…
Torniamo verso la barca per pranzare e ci rendiamo conto che dobbiamo rinunciare al nostro intento, nuovi nuvoloni si addensano alle spalle del Monte Capanne, e oggi sono ancora più minacciosi di ieri…
Ci accontentiamo di fare una passeggiata sulla spiaggia di grosse pietre levigate che si trova proprio alle spalle del porto e della bella Torre degli Appiani, il simbolo di Marciana Marina, ben visibile da dove siamo ormeggiati.
Torre degli Appiani - Marciana Marina
Torre degli Appiani - Marciana Marina
La costruzione di questa torre difensiva è molto controversa, sono due le tesi più accreditate: la prima la ritiene una costruzione pisana del XV secolo a difesa appunto dai saccheggiamenti dei pirati turchi, che dal 1553 al 1555 devastarono l’Elba per mano del famigerato Dragut.; la seconda ne attribuisce la costruzione a Jacopo VI Appiano fra il 1558 e il 1562, rientrato nel 1557 con la famiglia degli Appiano in possesso dell’Elba.
Torre degli Appiani - Marciana Marina
Torre degli Appiani - Marciana Marina
Nel primo pomeriggio facciamo una passeggiata sulla spiaggia di ciottoli alle spalle della Torre.
La spiaggia è composta da grossi massi levigati, su cui è costruita una palafitta dove è possibile prendere il sole sui dei lettini.
sassi
Sassi, spiaggia di marciana Marina
Un cartello avvisa del pericolo di grosse onde ad un'ora precisa della mattina, quando passa il traghetto.
Spiaggia di Marciana Marina - onda anomala alle ore 11:00
Spiaggia di Marciana Marina - onda anomala alle ore 11:00
Il sole non è più venuto fuori, ma è gradevole ugualmente stare sulla spiaggia, a godere del suono delle onde sui ciottoli.
Spiaggia di Marciana Marina
Spiaggia di Marciana Marina
Ogni tanto arriva una spruzzatina di pioggia, ma non ci lasciamo scoraggiare, prolunghiamo la passeggiata per provare un’altra gelateria… ma era meglio quella di ieri!
Facciamo giusto in tempo a tornare a bordo che comincia il diluvio e stavolta piove proprio seriamente!
piove!
Piove!
Peccato! Volevo portare Sara a vedere il Borgo del Cotone, e non credo che domattina ne avremo il tempo, inoltre sarebbe dovuta passare Laura Zolo a trovarci, ma piove veramente troppo, io stessa la scoraggio a venire, avremo occasione di vederci più avanti.
E ora? Come ci si consola in un piovosissimo tardo pomeriggio di settembre in barca? Con un bel cous cous con le verdure!!
Mi metto all’opera…
Due carote, una cipolla, due spicchi d'aglio, una melanzana, un peperone, una zucchina, due patate piccole, tre pomodori medio-piccoli... ne verrà una montagna!!
Cous Cous con le verdure: soffritto carote, cipolle e aglio
Cous Cous con le verdure: soffritto carote, cipolle e aglio
Soffriggio carote, cipolle e aglio con due o tre cucchiai d'olio e una spolverata di sale.
 Cous Cous con le verdure: pomodori, peperoni, zucchine, patate
 Cous Cous con le verdure: pomodori, peperoni, zucchine, patate
Taglio tutte le verdure a dadini e quando il soffritto è appassito aggiungo prima le patate e le zucchine; lascio cuocere 7-8 minuti e poi aggiungo i peperoni, i pomodori e le melanzane.
 Cous Cous con le verdure: una spruzzata di paprica e due cucchiai di pomodoro
 Cous Cous con le verdure: una spruzzata di paprica e due cucchiai di pomodoro
Lascio soffriggere qualche minuto e poi aggiungo una bella spolverata di paprica dolce e tre o quattro cucchiai di polpa di pomodoro, salo e lascio cuocere a fuoco basso. A parte preparo il cous cous che condirò poi con le verdure stufate e lasciate riposare almeno un'ora.

E fuori piove, piove, piove… però un vantaggio la pioggia ce l’ha: c’è una barca ormeggiata accanto a noi, con a bordo un gruppo di uomini che non sanno cosa sia il silenzio, ma nemmeno il tono basso della voce, fanno una caciara tremenda da quando sono arrivati oggi pomeriggio, con la pioggia se ne stanno rintanati sotto coperta, e noi stiamo tranquilli!
^_^

lunedì 1 ottobre 2018

* Cronache di Maramea - giovedì 6 settembre 2018 - Biodola e Marciana Marina

06_09_2018
Al risveglio la baia della Biodola è di nuovo tranquilla.
Guardiamo il meteo che conferma i temporali previsti per i prossimi due giorni, così chiamiamo il vicino marina di Marciana e prenotiamo un posto all’ormeggio per stanotte e domani notte.
Dopo colazione prendiamo il DE TOPI e andiamo a esplorare la parte est della baia.
Ci sono due spiaggette a cui si arriva attraverso un percorso tra la macchia e all’ombra degli alberi detto "Sentiero della Salute", che parte dalla spiaggia della Biodola e arriva alla prima spiaggia, Lamaia, e prosegue verso la seconda chiamata Porticciolo.
È verso questa che ci dirigiamo così piccola, circa 40 metri, e solitaria sembra molto attraente. Poco dopo arriva un gruppo di bambini in canoa, così Sara ha modo di giocare un po’ in compagnia, mentre io raccolgo qui e là pezzi di plastica portati dal mare (che porterò in barca e butterò insieme alla nostra) e dei bei pezzettini di quarzo, di cui la sabbia granulosa di questa spiaggia è piena.
Da lontano notiamo che tutti i tedeschi che ci circondavano ieri sera sono andati via. Quando torniamo a bordo è già mezzogiorno e mezzo, ed enormi nuvoloni cominciano ad incombere sulla baia, così decidiamo di andare verso Marciana.
Alle 13:30 siamo ormeggiati ad uno dei pontili galleggianti, e pian piano cominciano ad arrivare anche altre barche.
l'arrivo a Marciana Marina
È bello ritornare qui dopo tanto tempo; l’ultima volta è stato nell’aprile 2009 con la MiniMozza che era ancora un fagiolo di 6 mesi nella mia pancia, l’ultimo charter con l’Associazione e con due persone super speciali, Elena e Vincenzo, con cui sono ancora oggi affettuosamente in contatto.
Non potevamo chiudere meglio quella bella esperienza, durante la quale abbiamo cercato di trasmettere a chi veniva a passare qualche giorno di vacanza con noi, la nostra passione per il mare.
Qualcosa qui è cambiata: non c’è più il forno dove compravo il pane, non ci sono i pescatori che vendevano il pesce direttamente dalle loro barche, sono aumentati i pontili e i posti all’ormeggio, hanno organizzato gli uffici del Marina direttamente sul molo, c’è uno stabilimento balneare sulla spiaggia di sassi alle spalle della torre. Marciana ha perso un po’ la sua aria di semplice borgo marinaro, quando l'ormeggio era libero, si dava àncora o ci si ormeggiava all'inglese, a volte in doppia o tripla fila, soprattutto quando si arrivava in flottiglia e ci si conosceva tutti.
Los Roques, Filibusta e Goccia di Mare all'inglese a Marciana Marina, Aprile 2006
Los Roques, Filibusta e Goccia di Mare all'inglese a Marciana Marina, Aprile 2006
Il tempo di mangiare un piatto di spaghetti e stendere un primo bucato che comincia a piovere… Ho anche un’altra lavatrice in corso, ma devo affrettarmi a spostare i panni nei due bagni di bordo, dove ci sono degli stendini estraibili. Eh sì, questa barca è proprio concepita per vivere a bordo!
E inesorabilmente piove… Verso le 16:30 smette anche se il cielo a sud dell’isola resta molto nuvoloso; ne approfittiamo per fare una breve passeggiata e mangiare un gelato in una gelateria che fino a 9 anni fa, l’ultima volta che siamo venuti qui con la Filibusta, faceva un buonissimo gusto al cioccolato fondente. Il gelato è sempre buono!!
Al ritorno vado in ufficio a pagare l’ormeggio e mi omaggiano di un docciaschiuma e una crema per il corpo della famosissima "Acqua dell’Elba"; sarà che sono disabituata ai profumi, ma trovo che questa fragranza sia insopportabile. L’Isola d’Elba è piena di questi negozi, che però vedo sempre vuoti; l’immagine che danno è fresca e bella, tutto giocato sui toni del turchese e del bianco, le commesse sempre tutte vestite in Total White, l'interno dei negozi minimale e leggero, ma io trovo francamente tutto esagerato: qui a Marciana Marina su un lungomare che sarà un chilometro ci sono QUATTRO negozi di Acqua dell’Elba uno a poca distanza dall’altro!! QUATTRO!!! E anche a Capoliveri, altro borgo piccolo e carino ne ho contati quattro! Marketing, marketing, solo marketing… comprare è un imperativo categorico! Credo di essere fuori tempo, fuori da "questo tempo", ma mi piace esserne fuori, essere slegata da queste dinamiche folli.
Maramea all'ormeggio a Marciana Marina
Maramea all'ormeggio a Marciana Marina... la pioggia arriva...
Dopo cena piove ancora, ma poco, il grosso della perturbazione lo si vede alle spalle di Monte Capanne, la cima più alta dell’Elba, dove per ore vediamo lampeggiare senza avvertire alcun rumore, forse perché sottovento…
Ho provato fare delle foto, ma i risultato è stato scarso, come potete vedere
temporale a Marciana Marina
temporale a Marciana Marina
temporale a Marciana Marina
temporale a Marciana Marina
La nottata tuttavia si preannuncia tranquilla, qui non ci si muove affatto.
^_^

sabato 29 settembre 2018

* Cronache di Maramea - mercoledì 5 settembre 2018 - Procchio: Forno, Scaglieri, Biodola

mercoledì 05_09_2018
Ci svegliamo freschi e riposati.
Abbiamo dormito talmente tranquilli che notiamo una piccola barca a vela ormeggiata a un'ottantina di metri dalla nostra poppa, chiaramente arrivata dopo di noi, che non abbiamo proprio sentito. 
Il signor "Non-dò-la-precedenza" è invece nel mucchio di tutte le altre barche: è noto che c’è la tendenza tra i diportisti, incomprensibile soprattutto quando lo spazio c’è, a stare tutti vicini vicini…

Che si fa?? Si va verso Procchio. Ma prima di partire controllo sul sito della Capitaneria di Portoferraio se c’è un avviso riguardo al Fanale sullo Scoglietto che ieri sera era spento, nulla; cerco anche altrove ma non trovo nessuna segnalazione, così mando una mail per metterli a conoscenza di questa cosa, magari è un’avaria recentissima…
Tanto per la cronaca posso anticiparvi ora che ad oggi 9 settembre, data in cui aggiorno questo diario, non ho ricevuto nessuna risposta… il silenzio totale! Mah… 
Alle 11:00 siamo ormeggiati nel Golfo della Biodola davanti alle spiagge di Forno, di Scaglieri e della Biodola.
Procchio, spiaggia della Biodola - Isola d'Elba
Procchio, spiaggia della Biodola
La sabbia rende l’acqua turchese, abbiamo dato àncora su 9 metri e si vede chiaramente il fondo.
Procchio, spiaggia di Forno - Isola d'Elba
Procchio, spiaggia di Forno - Isola d'Elba
Appena arrivati avvistiamo due belle leccia stella che, chissà perché, ho sempre visto in coppia.
Prendiamo il DE TOPI e andiamo a terra. Per permettere a Sara di giocare un po’ con la sabbia e nuotare dove tocca facciamo una lunga passeggiata dalla spiaggia di Scaglieri a quella della Biodola, collegate da un camminamento costruito lungo le rocce che le separano. Nonostante sia settembre le due spiagge sono ancora molto affollate.
Procchio, spiaggia di Scaglieri - Isola d'Elba
Procchio, spiaggia di Scaglieri - Isola d'Elba
A Scaglieri sul lato ovest, giusto al principio della spiaggia, c’è una semplice casina con una bella meridiana dipinta sul muro rivolto a sud, peccato non aver potuto portare la macchina fotografica con me, avevo paura di bagnarla, ma ho trovato una foto in rete eccola qui.
Meridiana di Scaglieri
Meridiana di Scaglieri - photo credit Costatoscana
Quando, dopo circa un’oretta, torniamo a bordo ci ritroviamo circondati da tedeschi con delle barche a noleggio che hanno pensato bene di dare àncora vicini vicini al nostro bell’Amellone… sembra di stare in Baviera, si sente parlare solo tedesco! 
Nel pomeriggio facciamo un’altra giratina con il DE TOPI lungo la scogliera che da Forno va verso Viticcio e arriva a Punta Penisola dove svettano dei pini marittimi.
Golfo della Biodola - Punta Penisola
Golfo della Biodola - Punta Penisola
I fondali sono molto belli, ma poveri di vita: qualche riccio, dei saraghi fasciati, perchie e sciarrani, castagnole, ma pochi… troppo pochi… 
Anche stasera un altro bellissimo tramonto... in barca lo spettacolo tramonto è una cosa che davvero non manca mai!
Tramonto alla Biodola -ph. credit Valeria De Riso
Tramonto alla Biodola
La situazione sembra tranquilla, per cui decidiamo di passare la notte qui... Sembrava… alle 3 arrivano delle onde che fanno rollare Maramea così forte che ci svegliamo! Una nave al largo, forse… e ci vuole un quarto d’ora abbondante perché smetta: le onde arrivano a terra e ritornano indietro, e Maramea rolla… rolla… questa storia si ripete un altro paio di volte, poi finalmente riusciamo ad addormentarci.
^_^