venerdì 21 settembre 2018

* Cronache di Maramea - venerdì 31 agosto 2018 - di nuovo a Portoferraio

venerdì 31_08_2018
Svegliarsi in rada quando ci sono condizioni tranquille come quelle di stanotte è veramente bellissimo. 
Le temperature purtroppo si stanno abbassando, non è gradevole fare colazione in pozzetto, il vento è troppo fresco, così restiamo sottocoperta. Prima però bisogna cambiare la bomobola del gas e speriamo che quella di rispetto funzioni e che non sia troppo vuota; andiamo a poppa nel mega gavone, Marco mi fa vedere dove sono posizionate così la prossima volta posso cambiarla anche da sola, si fa la prova: funziona! 
Guardando a sud si comincia a vedere il fronte nuvoloso previsto per oggi, il Capitano è ancora tormentato dal mal di schiena per cui alle 8:45 proviamo a sentire se in in darsena al Cosimo de’ Medici di Portoferraio hanno posto per stasera e domani, ci dicono che ci faranno sapere più tardi. Nel frattempo anche Ale si muove, andranno a fare un tuffo nella vicina baia di Procchio per poi dirigersi verso Porto Azzurro dove hanno prenotato il posto in porto.
Noi ci avviamo verso Portoferraio con una decina di nodi di bolina piuttosto stretta, Maramea stringe male il vento, quindi si va di sola randa aiutata con un po’ di motore passando vicinissimi allo Scoglietto.
Lo Scoglietto di Portoferraio
Lo Scoglietto di Portoferraio
Alle 11:20 siamo in rada; dal marina non ci hanno ancora richiamati, così prima di dare àncora inutilmente li richiamiamo chiedendo se possiamo entrare, e alla risposta affermativa prepariamo parabordi e cime e chiamiamo l’assistenza sul canale 9.
In poco tempo siamo ormeggiati tra due motoscafi, un Riva 50 e un Baglietto di 18 metri, il cui armatore si profonde in mille complimenti ai Super Maramu, anche il suo Baglietto non dimostra affatto i 50 anni che ha! 
Ho da rinfrescare la pasta madre, ma non posso fare il pane, quindi ne prendo un terzo che rinfrescherò, il resto lo recupero facendo un pane che è una via di mezzo tra il chapati e le piadine aggiungendo un po’ di sale e di olio e tanta farina quanta ne serve per ottenere un impasto liscio e omogeneo; ci metto più a fare il pane che il resto: una frittata di porri e un’insalata con gli ultimi pomodorini rimasti dalla raccolta fatta nel nostro orto prima di partire da Livorno. 
Nel pomeriggio passo nell'ufficio del marina a saldare la sosta, mi faccio dare la password per usare il wifi (che scoprirò che non va per niente!) e chiedo dove è possibile cambiare la bombola Camping Gaz nelle vicinanze, perché guardando su internet l’unico rivenditore che ho trovato è nella zona industriale di Portoferraio, troppo lontano da raggiungere a piedi e anche in bici.
Torno in barca e trovo Marco addormentato, la schiena non gli dà tregua. Sara invece scalpita, così la porto a mangiare un gelato e arriviamo ad un vicino supermercato per chiedere se hanno le bombole Camping Gaz: le hanno! evviva! Non dovrò fare i temuti chilometri per il cambio. 
Torniamo a bordo e Marco dorme ancora. Lascio Sara, prendo la bombola e un carrellino per trasportarla e vado a fare il cambio; dall’ultima volta che ne ho cambiata una - cioè ben 10 anni fa! - sono aumentate tantissimo, ora una bombola da 3 kg costa 26 euro!! E meno male che c’è il reso del vuoto, altrimenti sarebbe una spesa pazzesca! 
Per la serata esaudiamo un desiderio di Sara, al cinema danno “Hotel Transylvania 3 - Una vacanza mostruosa” andremo a vederlo e prima andremo a mangiare una pizza.
Dietro consiglio di Costanza scegliamo una pizzeria lontana dalla strada principale e dalla confusione, si chiama La Cisterna e si trova su una delle numerose e belle scale in calcare rosa disseminate per Portoferraio, in via delle Conserve. La pizza non è una pizza come la intendiamo noi, ma non si può pretendere di trovare qui una pizza napoletana doc, in ogni modo è buona e siamo stati lontani dalla confusione, due punti a favore. 
Dopo cena seguendo le scale scopriamo nuovi angoli e scorci che meritano una visita diurna e qualche foto. Arriviamo al cinema che è ospitato in un bel fabbricato costruito nel 1562 da Cosimo I e che ha ospitato il Convento di San Salvatore prima, poi l’ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, poi di nuovo i monaci francescani e poi è stato trasformato in una caserma. Oggi è un Centro Culturale e Congressuale - intitolato all'ufficiale napoleonico di origine elbana Cesare De Laugier - al cui interno si trovano la Biblioteca e la Pinacoteca Foresiana. 
Il film in sé era abbastanza carino, ma il volume era altissimo, chissà se perché i bambini sono sordi o c’è l’intenzione di farceli diventare! 
Tornando verso la barca scopriamo che nel bar di fronte al nostro posto c’è musica dal vivo, per fortuna molto gradevole da ascoltare e non a lungo, visto che a mezzanotte tutto tace… tranne la gente che passeggia lungo il molo, ma questo è lo scotto da pagare e accettare per stare all’ormeggio in un porto così “dentro” una cittadina.
^_^

mercoledì 19 settembre 2018

* Cronache di Maramea - 29 e 30 agosto 2018 - Procchio, Isola Paolina, Viticcio

mercoledì 29_08_2018
Oggi in programma un tuffo nella bella baia di Procchio.
Alle 9:40 salpiamo l’àncora e, purtroppo senza vento, arriviamo all’Isola Paolina verso le 11:00.
Procchio
Procchio
Scegliamo di ormeggiarci più vicini all’Isola che alla spiaggia di Procchio per non subire i rumori e  musica provenienti dagli stabilimenti balneari, inoltre la vista davanti all’Isola è molto suggestiva.
L’Isolotto visto da dove siamo sembra un prolungamento della costa, invece è un grosso scoglio sulla cui sommità, avvolte tra la macchia mediterranea, ci sono tracce di un piccolo fabbricato di epoca romana.
Isola Paolina
Isola Paolina
Intitolato alla sorella di Napoleone, Paolina Bonaparte, è legato a una leggenda - probabilmente inventata da un furbo imprenditore turistico negli anni ’60 - che narra che la principessa amasse prendere il sole sulla piccola spiaggia di fronte e nuotare fino all’isolotto.
Dopo aver dato àncora notiamo che anche qui, come a Viticcio, ci sono delle Cassiopee (Chotyloriza tubercolata), e ce ne sono veramente tantissime! Eccovi una carrellata di foto scattate dalla barca
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata) con Occhiata (Oblada melanura) e Castagnola (Chromis chromis)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Cassiopea (Chotyloriza tubercolata)
Marco e Sara prendono il DE TOPI e vanno a fare un po’ di traina, ma alla fine si arrendono… siamo proprio sfortunati... o forse siamo negati!?!
Tentativo di traina col DE TOPI
Tentativo di traina col DE TOPI
La giornata passa pigra e piacevole tra un tuffo e l’altro. Dopo pranzo andiamo tutti e tre a fare una giratina con il DE TOPI per tuffarci nell’acqua turchese subito prima dell’Isola Paolina, poi Sara fa un po’ di pratica con i remi!
Procchio
Procchio
Verso le 17:30 ci muoviamo nuovamente verso Portoferraio, qui entra troppa onda e non passeremmo una notte tranquilla.


giovedì 30_08_2018
Stamattina il Capitano si sveglia con la schiena ancora più dolorante del solito, oltre i materassi troppo morbidi sicuramente il sollevamento pesi che deve fare ogni volta che deve spostare la batteria da auto, che serve per alimentare il motorino, dalla barca al DE TOPI e dal DE TOPI alla barca ha la sua responsabilità; inoltre ha passato una notte insonne a combattere contro le zanzare, per cui si decide di intervenire almeno per risolvere questo problema. A bordo abbiamo dei residui di rete che avevo usato per fare le zanzariere sulla Filibusta, vediamo cosa si può tirar fuori senza dover per forza prendere il DE TOPI per andare a terra a Portoferraio, che con il mal di schiena sollevare e spostare la batteria non è proprio il caso. 
Riusciamo a ricavare tre zanzariere una per ognuno dei tre oblò di poppa, una per l’osteriggio della cabina poppa, una per l’osteriggio della dinette e una per la porta di accesso alle cabine di poppa, dove dormiamo.
taglio della zanzariera per gli oblò
taglio della zanzariera per gli oblò
 Per tenerle su usiamo il velcro adesivo, in modo da poterle togliere facilmente quando è necessario.
oblò con zanzariera, dentro
oblò con zanzariera, dentro
oblò con zanzariera, fuori
oblò con zanzariera, fuori
osteriggio con zanzariera, dentro
osteriggio con zanzariera, dentro
osteriggio con zanzariera, fuori
osteriggio con zanzariera, fuori
zanzariera per la porta
zanzariera per la porta
Tra una zanzariera e l’altra, Sara fa i compiti...
i compiti per le vacanze
i compiti per le vacanze 
i compiti per le vacanze
i compiti per le vacanze
...e io faccio il bucato, come mi chiederete?? a mano? noooo!
Eh già! Perché mica ve l’ho raccontato che tra le dotazioni di questa barca c’è una lavatrice da 3 kg!!!
Non potete immaginare (o forse qualcuno sì!) quanto sia comodo non dover aspettare di scendere a terra, trovare una lavanderia a gettoni e soprattutto non essere costretti ad avere il bucato super impuzzolito, ehm... profumato chimicamente. Da anni non usiamo più detersivi tradizionali, sia per motivi ecologici sia perché hanno additivi e profumi che a contatto con la pelle non fanno per niente bene, ma scegliamo prodotti a bassissimo impatto sull’ambiente e quasi per nulla profumati; il profumo al bucato lo danno vento e sole che inoltre grazie ai raggi UV è anche un efficace smacchiatore (pomodoro, vino, cacao e tutti i pigmenti fotosensibili, al sole svaniscono) e un ottimo antibatterico naturale!
bucato a bordo
bucato a bordo
Verso mezzogiorno ci chiama Ale di Goccia di Mare, è al traverso di Vada e sta vendendo verso Viticcio dove con i suoi ospiti, se non c’è onda, passerà la notte: restiamo d’accordo che ci chiamerà quando sta per arrivare, così lo raggiungeremo. Infatti verso le 17:00 ci richiama, è a 7 miglia da Viticcio, ci muoviamo anche noi e ci incrociamo esattamente alle 18:00 davanti allo Scoglio la nave. Pensavamo di trovare meno barche, ma riusciamo ad ormeggiarci vicini, così appena data àncora Ale ci raggiunge con il suo tender per salutarci.
Viticcio
Viticcio
Ceniamo con linguine al pesto fresco e patate, con il gas che termina un minuto prima del tempo di cottura della pasta, la lascio nella pentola coperta a fuoco spento sperando di non sciuparla: buona! Per fortuna il gas è durato fino all’ultimo! Abbiamo una bombola di rispetto ma è nell’enorme gavone di poppa, io non so esattamente dove (questa barca è ancora tutta da esplorare e conoscere!), Marco ha mal di schiena ed è buio, rimandiamo il cambio a domattina, inoltre quella di rispetto è piena per metà, bisognerà andare a terra a cambiare quella vuota. Mentre ceniamo assistiamo a uno splendido tramonto.
tramonto a Viticcio
tramonto a Viticcio
Dopo cena Ale torna a trovarci e si passa la seconda metà della serata a chiacchierare. La baia è un paradiso, credo che passeremo una notte tranquilla e serena.
^_^

lunedì 17 settembre 2018

* Cronache di Maramea - martedì 28 agosto - Porto Azzurro e Capoliveri

Martedì 28_08_2018
Stamattina, ahimè, il capitano si è alzato con la schiena dolorante, i vecchi materassi dei letti di bordo cominciano a mietere vittime.
Fuori dalla baia di Portoferraio c’è ancora l’onda fastidiosa di ieri con pochissimo vento e allora decidiamo di andare di nuovo a fare i turisti a terra. 
Il fondo fangoso di questa rada è un ottimo tenitore, non è previsto vento quindi possiamo stare tranquilli. 
Prendiamo il DE TOPI e andiamo verso un vecchio molo in disuso a sinistra della darsena, dove abbiamo osservato lasciare i tender da chi va a terra; da lì, dietro un vecchio capannone abbandonato, c’è un passaggio che porta sulla strada. 
Raggiungiamo il capolinea degli autobus con l’intenzione di andare a Capoliveri, ma la prima corsa utile parte dopo due ore; ripieghiamo su Porto Azzurro, pensando poi di proseguire direttamente da lì per Capoliveri. 
Tra una cosa e l’altra arriviamo a Porto Azzurro, che non avevamo mai visitato da terra, all'ora di pranzo, non ci sono corse per Capoliveri fino alle 15:30 e allora non resta che cercare un posto dove mangiare. Ne scegliamo uno nell'interno, tra i vicoli del piccolo paesino, lasciandoci ispirare dalla simpatia del gestore.
Sfoglia di pasta fresca con battuto di frutti di mare
Sfoglia di pasta fresca con battuto di frutti di mare
La scelta risulta felice, io e Marco mangiamo un sformatino di baccalà,  Marco una sfoglia di pasta fresca con un battuto di frutti di mare e poi due belle fritture di paranza, con trigliette, nasellini e acciughe, mentre Sara va sul classico e prende una lasagna fatta a regola d'arte, visto che lo staff è emiliano! Annaffiamo tutto, io e Marco ovviamente, con un ottimo vino bianco fermo e fresco. Per finire, Sara prende una mattonellina al pistacchio con il caramello e Marco un semifreddo fatto con il latte di capra.
lapide spagnola del '600
lapide spagnola del '600, chissà quale sarà la sua storia...
Alla fine per smaltire tutto facciamo una passeggiata per il minuscolo borgo, nell'attesa che arrivi l'ora di prendere l'autobus.
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Porto Azzurro - Ristorante" Da Floriano"
Porto Azzurro - Ristorante" Da Floriano"
Porto Azzurro - Ristorante" Da Floriano"
Porto Azzurro - Ristorante" Da Floriano"
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Porto Azzurro
Arriviamo a Capoliveri e verso le 16:00. A quest’ora è quasi tutto chiuso, il piccolo borgo è semi deserto; benché sia bello visitarlo senza la folla un po’ ci dispiace perché troviamo chiuso anche il Museo del Mare.
Questo museo, inaugurato nel 2014, ospita il tesoro recuperato dal Piroscafo Polluce naufragato il 17 giugno 1841 lungo la costa di Capo Calvo a 103 metri di profondità, in seguito allo speronamento della nave napoletana Mongibello. Le persone a bordo, circa 80 tra passeggeri ed equipaggio, riuscirono a salvarsi tutte meno un marinaio, ma andò perduto tutto il carico della nave composto da un ingente quantitativo di monete d'oro e d'argento e un tesoro in gioielli e oggetti preziosi appartenuti ai ricchi passeggeri.
Dopo una serie di vicissitudini il carico è stato completamente recuperato nel 2005. Peccato che il Museo, durante la stagione estiva apra alle 18:00, ancora due ore, e fa caldissimo! Andiamo a zonzo per i vicoli per un po'.
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri - Movimento per l'emancipazione della Poesia
Capoliveri - Movimento per l'emancipazione della Poesia
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Capoliveri
Il Capitano fatica a stare in piedi a causa del mal di schiena, io mi sa che ho bevuto troppo vino, era buono e fresco, ma con il caldo di oggi non si sposa bene! Ci arrendiamo e decidiamo di prendere il primo autobus utile alle 17:30… il Museo del Mare lo visiteremo un’altra volta.
Torniamo a bordo; Maramea ci aspetta e mentre ci avviciniamo con il DE TOPI comincia a rollare a causa delle onde prodotte da un traghetto appena arrivato, il suo rollio sembra un saluto di bentornati!!
^_^

sabato 15 settembre 2018

* Cronache di Maramea - lunedì 27 agosto 2018 - Viticcio e la Cassiopea

lunedì 27_8_2018 
Oggi lasciamo l’ormeggio in porto, così appena sveglia faccio una nuova visita alla pescheria: anche questa volta non hanno granché,  prendo dei totani che ieri non c’erano quindi sono freschi di sicuro e dei moscardini. 
Mentre torno a bordo vedo ormeggiata la barca di Andrea, un vecchio amico che non incontriamo da una decina d’anni, lo avevamo intravisto con Casuarina, il suo Vismara Vrolijk 68’,  a Porto Azzurro e poi nella baia di Ortano nei giorni scorsi, senza mai riuscire a salutarlo. Mi avvicino sfidandolo a capire chi sono! È un piacere notare che le "vecchie facce" non invecchiano affatto!!! 
Finiamo di fare acqua e alle 9:45 andiamo via. 
Stanotte c’è stato vento c’è dunque il rischio di trovare un po’ di mare formato, decidiamo di andare nel Golfo di Viticcio e provare a passare lì la giornata, sperando che non entrino onde di traverso che ci facciano rollare.
Golfo di Viticcio - Spiaggia dell'Enfola
Golfo di Viticcio - Spiaggia dell'Enfola
Dopo circa un’oretta entriamo nella baia che è ancora semi vuota e mentre studiamo la situazione per decidere dove dare àncora una bellissima Cassiopea (Cotylorhiza tuberculata) ci passa da poppa, e poi un’altra ancora prima di calare l’àncora su 6 metri di fondo sabbioso. 
L’aria è rinfrescata, c’è un venticello che non invita a buttarsi in acqua, ma la speranza di poter vedere la Cassiopea da vicino vince ogni remora e poi abbiamo le mute!!! Io e la MiniMozza ci prepariamo e, con una boa arancione che segnali la nostra presenza in acqua, ci tuffiamo nell’acqua cristallina mettendoci alla ricerca della bella medusa… ma dopo mezz’ora di giri e di appannamenti continui della mia maschera (grrrrrr!) niente Cassiopea. 
Sara torna a bordo e io vado a controllare l’àncora; mentre nuoto ritornando verso la barca, eccola!!! È piccola, ma con i suoi colori, la sua forma e i suoi movimenti armonici ed eleganti, per me è la più bella che si possa incontrare in questi mari! Chiamo Sara che torna in acqua per osservarla dal vivo e da vicinissimo.
Io, la MiniMozza e la Cassiopea
Io, la MiniMozza e la Cassiopea
Sono meduse innocue e si spostano sempre con un seguito di avannotti di Sugarelli (Trachurus trachurus), di Ricciola (Seriola dumerili), di Salpa (Sarpa salpa) e di Boga (Boops boops), che ospita e protegge.
Il prossimo regalo che mi farò sarà una GoPro, voglio poter fare le foto sott'acqua senza problemi!
Questa foto l'ha scattata un grande amico-zio, Tullio, appassionato come me di creature marine e bravissimo "cacciatore" di immagini sottomarine.
Cassiopea (Cotylorhiza tuberculata) - foto di Tullio Ranzi
Cassiopea (Cotylorhiza tuberculata) - foto di Tullio Ranzi
Durante la giornata abbiamo l’occasione di osservarne molte altre, oggi la corrente deve essere favorevole, e oltre alle Cassipee arriva anche qualche Noctiluca (Pelagia noctiluca), e queste sì che sono urticanti! 
Pian piano la baia si riempie e perdiamo la pace paradisiaca, soprattutto quando un motoscafo con dodici persone urlanti dà àncora proprio dietro di noi, ahimè…
Per pranzo Totani al limone e insalata verde condita con yogurt, semi di sesamo e aceto (fatto in casa da noi, con una mamma veeeeeeechia vecchia!).
I totani li ho preparati in questo modo: li ho lavati e tagliato a striscioline le sacche, ho fatto imbiondire due spicchi d'aglio in padella con un paio di cucciai d'olio, ho aggiunto i totani, li ho salati e li ho lasciati cuocere a fuoco vivo per 10 minuti, poi li ho bagnati con mezzo bicchiere di vino bianco, ho lasciato sfumare per un paio di minuti, ho abbassato il fuoco e lasciato cuocere per altri 10 minuti (di solito, se si dovessero asciugare aggiungo un altro po' d'acqua o di vino). Nel frattempo ho spremuto un limone e tritato del prezzemolo, che ho aggiunto trascorsi i 10 minuti, ho lasciato cuocere per altri 5 minuti e poi li ho serviti.
Totani al limone
Totani al limone
Il vento fresco aumenta e quindi non facciamo altri bagni, ma ci godiamo il sole. L’idea iniziale era di restare qui per la notte, ma entra mare da nord ovest, se vogliamo dormire dobbiamo rientrare a Portoferraio. Ci muoviamo e avendo una decina di nodi al traverso apriamo randa e genoa, in un’ora siamo di nuovo all’àncora nella rada antistante il porto.
Per cena preparo i moscardini affogati nel pomodoro, assai apprezzati dal Capitano.
Ieri sera è stata luna piena, e oggi lo spettacolo del satellite che sorge luminoso da dietro le colline è stupefacente anche senza il piccolo pezzetto che le manca, peccato non poter fare foto decenti in quasi totale assenza di luce e su una barca che si muove di continuo!
^_^

giovedì 13 settembre 2018

* Cronache di Maramea - domenica 26 agosto - Portoferraio, Torre Martello e Linguella

domenica 26/08/2018
Pescheria del Porto - Portoferraio
Pescheria del Porto - Portoferraio
Appena sveglia faccio, come mi ero ripromessa, un salto in pescheria. Non c’è granché, a parte un bellissimo nasello che però è troppo grande per le mie pentole, dunque vado sul semplice e prendo acciughe e vongole lupini. 
acciughe
Acciughe

vongole lupini
vongole lupini
Mentre sono via passa il ragazzo che ritira la spazzatura, Marco lo aspetta, perché - per fortuna - la spazzatura non si può lasciare in banchina; le nostre buste dell’organico, della plastica e dell’indifferenziata sono pronte, ma al momento della consegna scopre con amarezza e disappunto che nel mese di agosto mettono tutto insieme perché nessuno differenzia, nemmeno le barche più grandi che non hanno certo problemi di stivaggio! Che vergogna! proprio non ce la si fa a capirlo che è nell’interesse di tutti differenziare? Che stiamo affogando nei rifiuti? Per molti la differenziazione dei rifiuti è ancora una cosa che non li riguarda o che si fa perché si è costretti. Perché mi chiedo? Ignoranza? Pigrizia? Io spero nelle generazioni che ci succederanno, ma se non gli diamo l’esempio noi ORA, la vedo durissima! 
Tra l'altro ho scoperto che anche se qui a Portoferraio hanno istituito il "porta a porta", a pochissimi metri dalla darsena c'è un piccolo mercato coperto e accanto all'ingresso ci sono i bidoni per conferire le diverse tipologie di rifiuti (e girando un po' per la cittadina ho visto che non sono gli unici); a me sono bastati 5 minuti per buttare vetro, organico, plastica e carta nei cassonetti appositi... troppo tempo sprecato e troppa fatica per i "signori" che ormeggiano qui??? 
Ora taccio, che è meglio... divento pesante su argomenti come questo, ma mi indignano questi comportamenti, non posso farci nulla.
Intanto spunta il sole e del cattivo tempo previsto, al momento, nemmeno l’ombra. Ci viene da pensare che avremmo potuto risparmiare la spesa di questi due giorni in porto, ma forse vale la pena di fare nostro un motto caro a RobertoOgni impedimento è un giovamento”, questa sosta ci dà l’occasione di visitare Portoferraio.
A pranzo spaghetti con le vongole, naturalmente! 
Spaghetti con le vongole
Spaghetti con le vongole
Poi pulisco le acciughe tra le quali trovo anche due piccoli sgombri. 
Nel pomeriggio, dopo una nuova tappa in gelateria, facciamo un altro giretto turistico, oggi visitiamo la Torre della Linguella (la fine della stretta lingua di terra della città), chiamata anche Torre del Martello (per la sua forma) e l’area archeologica attigua, che si trovano alla fine della darsena Medicea. 
Torre Martello e area archeologica della Linguella
Torre Martello e area archeologica della Linguella
La Torre del Martello fa parte delle fortificazioni fatte erigere da Cosimo I de’ Medici a difesa della città; fino alla seconda metà del settecento è stata utilizzata come magazzino del sale e per la tonnara, poi è diventata un carcere. 
Oggi le due sale del complesso ospitano un museo archeologico dove sono esposti reperti provenienti dalle navi romane naufragate nei pressi dell’isola d’Elba e nell’Arcipelago, dove si incrociavano le rotte commerciali: numerosissime anfore alcune con il loro contenuto, spesso vino, ancora intatto, suppellettili, àncore, e altri manufatti databili dalla fine dell’VIII inizi VII sec. a.C. fino al V sec. d.C. Ci è piaciuto moltissimo! 
scala a chiocciola della Torre Martello
scala a chiocciola della Torre Martello
All’interno della Torre è possibile accedere ai tre piani attraverso una bella scala a chiocciola in pietra, e fare una passeggiata lungo il camminamento che porta alla garitta posta a guardia del porto, da cui si vedeva benissimo Maramea ormeggiata al molo della darsena. 
una finestra della torre
una finestra della torre
il camminamento dalla Torre alla garitta
il camminamento dalla Torre alla garitta
Capitano, MiniMozza e Maramea ormeggiata sullo sfondo
Capitano, MiniMozza e Maramea ormeggiata sullo sfondo
Darsena di Portoferraio dalla Torre Martello
Darsena di Portoferraio dalla Torre Martello
Accanto alla Torre, affacciati sul mare, abbiamo potuto visitare i resti delle fondamenta e della pavimentazione di una villa romana databile nelle sue varie fasi dalla metà del I sec. a.C. alla fine del III sec. d.C.; qui sulle rovine un cormorano si asciugava al sole. 
Cormorano
Cormorano
Insomma Portoferraio, pur essendo piccola, ha moltissima storia e numerosi siti da visitare, non siamo riusciti ad andare dappertutto, ma non mancherà occasione, e abbiamo ancora tanto da vedere in tutta l’isola!
Verso l’ora di cena arrivano a terra con il tender Alino, Costanza, Diego e i loro ospiti per andare a cena fuori, ci intratteniamo un po’ con loro e poi io preparo la cena: le acciughe pulite oggi pomeriggio “a lassami stari”, una ricetta siciliana del carissimo e bravo Martino Ragusa. La ricetta di Martino nasce per le sarde, ma qui in Toscana è difficile trovarle, così io la uso per preparare le acciughe o lo sgombro sfilettato, che a volte diventano anche un ottimo condimento per la pasta. La ricetta originale la trovate nel suo bel libro “Cucina siciliana di popolo e signori”, io la seguo più o meno alla lettera e procedo in questo modo: pulisco e delisco le acciughe, metto un filo d’olio nel fondo di una padella e faccio un primo strato di acciughe con il dorso verso il basso, poi cospargo con pomodorini tagliati grossolanamente (se non li ho uso i pelati ben sgocciolati e tagliati a dadini), qualche fettina di spicchio d’aglio, prezzemolo e/o poco origano e sale, poi ricomincio con le acciughe e procedo fino a terminarle facendo in modo che l’ultimo strato sia composto dai pomodorini e il condimento, passo un altro filo d’olio su tutto, copro con un coperchio e metto la padella su fuoco dolce per 10 minuti. Provate e mi saprete dire che bontà è questo piatto!
La giornata è stata soleggiata e il famoso vento che doveva arrivare ieri è arrivato stasera; in darsena si sente la sua presenza e c’è un po’ di risacca, ma la situazione è abbastanza tranquilla. Alla fine dei conti è valsa la pena stare in porto questi due giorni: abbiamo visto molte belle cose, imparato un po’ di storia dell’Elba, osservandola con occhi più attenti e apprezzandola ancora di più, e ci siamo anche riposati dopo le ultime notti un po’ ballerine.
^_^