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venerdì 26 giugno 2020

Torniamo a navigare. Da Marina di Ragusa a Siracusa.

A metà di maggio abbiamo cominciato a pianificare la nostra partenza, e dato che l'autoclave che distribuisce l'acqua dolce a tutta la barca, ormai vecchissima, dava evidenti segni di cedimento ne abbiamo ordinata una nuova, su un sito di forniture nautiche che dichiarava di averle in magazzino. Dopo 10 giorni di attesa vana abbiamo scoperto che la dicitura "disponibile" non era che un acchiappacitrulli, perché non era per niente disponibile e a loro volta dovevano ordinarla non si sa dove, per cui abbiamo annullato l'ordine. Dopo un'ulteriore ricerca e un contatto telefonico con un altro fornitore ne abbiamo trovata un'altra che ci hanno spedito subito, ma ormai eravamo al 28 maggio, un giovedì, e i primi di giugno dovevamo necessariamente lasciare il nostro ormeggio nel porto di Marina di Ragusa. Speravamo di averla per il lunedì successivo, 1 giugno, ma non avevamo considerato che il giorno dopo, 2 giugno è FESTA! Così all'alba del 3 giugno, giorno in cui avevamo stabilito di partire, l'autoclave non era in nostro possesso.
Alla fine avevamo deciso di aspettare fino all'ora di pranzo e poi, anche senza autoclave saremmo partiti lo stesso, visto che per il giorno dopo era previsto un vento non favorevole alla navigazione che ci aspettava verso la prima tappa, Portopalo, ma ottimo per navigare da Portopalo verso Siracusa, nostra meta finale. Per l'autoclave avremmo trovato una soluzione, magari prenotando un corriere che la ritirasse a Marina di Ragusa e lo recapitasse a Siracusa presso qualche negoziante compiacente.
Abbiamo lavorato con tutta la nostra energia attrattiva possibile, ripetendo all'infinito "arriva... arriva... arriva...", e quando alle 12:45 ci eravamo dati quasi per vinti abbiamo visto spuntare all'orizzonte il furgone tanto atteso! l'autoclave era a bordo!!
Il NormalCapitano l'ha montata e alle 14:40 in punto abbiamo mollato gli ormeggi, circa un'ora dopo di Luna Blu e il suo equipaggio, Laurent, Lucile e Nino, che come noi avevano in programma una prima sosta a Portopalo per poi proseguire verso Siracusa.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Marta, un'amica che lavora con la Protezione Civile, ci ha scattato queste belle foto dalla torretta all'ingresso del porto.
Maramea lascia Marina di Ragusa
Maramea lascia Marina di Ragusa (©Marta)
Appena usciti dal porto, nello svolgere la randa ci siamo accorti che qualcosa non andava: il motore dell'avvolgibile non funzionava, niente randa.  Abbiamo messo a riva la mezzana e il genoa e finché c'è stato un po' di vento siamo riusciti a procedere senza dover accendere il motore.  La navigazione fino a Portopalo è proseguita tranquilla, a parte qualche episodio di vomito di Kiba, che era alla sua prima vera uscita e alla quale avevamo lasciato incautamente la ciotola dell'acqua piena: ha bevuto e dunque ha vomitato, ma una volta liberato lo stomaco è stata bene.
Kiba riposa a Portopalo
Kiba riposa a Portopalo
Siamo arrivati a Portopalo intorno alle 19:30 e la prima cosa che abbiamo fatto è stata portarla a terra per una bella sgambata.

Il giorno dopo, durante la passeggiata mattutina di Kiba sulla spiaggia in fondo alla baia, Marco si è imbattuto in una enorme testa di pesce rinsecchita dal sole, probabilmente una grossa cernia, oltre a quintalate di plastica, tra cui tantissimi guanti di lattice e mascherine; non bastavano gli altri rifiuti, ora c'è da fare i conti anche con quelli da "virus"!
Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Cernia spiaggiata
La cernia spiaggiata

Verso le 11:00 ci siamo mossi alla volta di Siracusa, con un bel vento alle spalle che ci ha concesso una bellissima navigazione sino alla meta. Poco dopo di noi ha mollato gli ormeggi anche Luna Blu, che ci ha raggiunti in non molto tempo, guardate come è bella con il suo jennaker giallo.
Luna Blu
Luna Blu
Kiba durante questa seconda giornata è stata benissimo, serena e giocosa.
NormalCapitano e Saltydog
NormalCapitano e Saltydog

la faccia salata è bella saporita!
La faccia salata è bella saporita!
Superata l'Isola delle Correnti ed entrati ufficialmente nella acque ioniche abbiamo avuto il più bello dei battesimi del mare: i delfini!! Un enorme banco di stenelle (Stenella coeruleoalba) che ci hanno accompagnati per oltre 45 minuti. Come sempre un'emozione! Kiba era incuriosita, ma più che affacciarsi a guardarli non ha fatto, noi eravamo parecchio più eccitati. 
Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sulla prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Questa volta oltre a fare le foto abbiamo girato anche dei bellissimi video subacquei con una piccola camera munita di custodia stagna, attaccata al mezzo marinaio immerso sotto la prua. Per poterveli mostrare dovremmo montarli così da eliminare le parti inutili, per ora "accontentatevi" di qualche fotogramma:
Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Stenelle sotto la prua di Maramea ©ValeriaDeRiso

Magia, vero?
^_^

venerdì 6 settembre 2019

10-11 agosto, Siracusa - Fontane Bianche - Portopalo di Capo Passero (SR) e le Stenelle

Sabato 10 agosto 2019
Di primo mattino facciamo un'altra capatina a terra. Ho dimenticato di comprare l’aglio e ieri non abbiamo trovato pane da nessuna parte, prima di muoverci vogliamo prenderne un po'. Tornando dal mercato ne approfittiamo per fare un altro piccolo giro turistico, passando per la Porta Marina.
Siracusa, Ortigia - Porta Marina ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - Porta Marina
Questa è l'unica porta delle fortificazioni spagnole rimasta intatta dopo la demolizione delle mura avvenuta nella seconda metà dell'800.
La costruzione della Porta Marina avvenne in epoca quattrocentesca, ma l'aspetto attuale è dovuto ad un rifacimento avvenuto in epoca cinquecentesca, quando Siracusa passò sotto la dominazione dei Borboni. Ha resistito anche alla furia distruttrice del terremoto dell'11 gennaio 1693 conservando il suo aspetto originario fino ai giorni nostri. È caratterizzata da un arco d'accesso sormontato da una lavoratissima edicola di pietra traforata in ogni sua parte con elementi floreali. Sopra di essa vi è una sporgenza merlata utilizzata come postazione di guardia.
Inoltrandoci nei vicoli scoviamo un bellissimo negozio che vende solo pesci di tutti i tipi, FISH HOUSE ART, ha anche i pesci di "Pesce fresco" e del "Blu cammello" di Livorno!
Siracusa, Ortigia - Fish House Art ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - Fish House Art
Avrei comprato tutto e, come a volte succede quando ci si ritrova in un posto dove si comprerebbe qualsiasi cosa, non compro proprio niente, anche perché ora non è il momento per le spese superflue.
Cercando uno sportello bancomat ci imbattiamo in un'altra bellezza, la Fontana di Diana, la cui costruzione fu voluta dal Comune di Siracusa a seguito della creazione di Piazza Archimede nel 1878, e commissionata a Giulio Moschetti, che la realizzò in dieci mesi tra il 1906 e il 1907, con la collaborazione del figlio scultore Mario Moschetti, in cemento armato.
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana
Al centro c'è la figura di Diana, protettrice di Ortigia in epoca greca, ai suoi piedi Aretusa si allunga mentre è in atto la trasformazione in fonte e al suo fianco Alfeo stupefatto per ciò che sta avvenendo alla sua amata.
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana
All'interno della vasca ci sono quattro Tritoni che cavalcano due cavalli marini e due pistrici - leggendari mostri marini con coda di serpente - impennati sulle onde.
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia - La fontana di Diana
Abbiamo guardato le previsioni per i prossimi giorni: dà vento da Nord abbastanza forte, quindi la nostra intenzione di risalire verso la Calabria per poi attraversare lo Ionio verso la Grecia vacilla: avremmo il vento dritto nel naso, del tutto contrario alla direzione in cui dobbiamo andare. Facciamo qualche valutazione e concludiamo che anche volendo aspettare che passi arriveremmo in Grecia talmente tardi che ci rimarrebbe pochissimo tempo da passare tra le belle isole Ioniche, considerato che bisognerà poi tornare indietro ed essere entro il 9-10 settembre pronti per far rientrare Sara a scuola. Che si fa? si va dove porta il vento, ovvio! Così cambiamo programma: si va a Malta! Oggi troveremo un posto dove poter fare un bagno e poi torneremo a Portopalo di Capo Passero, che dista da Malta una cinquantina di miglia, e domani in 7-8 ore saremo a destinazione.
Alle 10:45 salpiamo. Uscendo dal porto di Siracusa troviamo una decina di nodi da N-NE che ci permettono di andare a vela facendo circa 6 nodi, ma dopo pochissimo il vento cala di un paio di nodi, così come la nostra andatura, dopo mezz'ora soltanto chiudiamo il genoa e accendiamo il motore lasciando a riva randa e mezzana che però sbattono a causa delle onde, così mettiamo ad entrambe una ritenuta. Il vento gira al lasco e la mezzana fa ombra alla randa, proviamo a recuperarne un po' ma serve a poco, così la chiudiamo del tutto.
Doppiato il Capo Murro di Porco, verso le 11:45, siamo riparati dalle onde e possiamo riaprire le vele; abbiamo 12 nodi di vento al lasco che ci fa procedere a circa 4.5 nodi, poi gira al traverso e aumenta a 15 nodi, così anche la nostra andatura raggiunge 6 dignitosissimi nodi. Tutto questo dura un'ora all'incirca. Alle 13:15 arriviamo nella baia di Fontane Bianche, così chiamata per delle sorgenti d'acqua dolce sottomarine. L'abbondanza di acqua si nota sulla costa dove il panorama è ricco di verde con araucarie e pini svettanti tra le case residenziali che si affacciano sulla spiaggia.
Fontane Bianche (SR) ©Valeriaderiso
Fontane Bianche (SR)
Prima di pranzo il NormalCapitano si mette all'opera per fare le conserve con i pomodori secchi che abbiamo comprato ieri al mercato: li ha fatti spurgare dal sale e tenuti al sole per asciugarli bene e ora è venuto il momento di metterli sott'olio.
Pomodori secchi sott'olio ©Valeriaderiso
Pomodori secchi sott'olio
Questa è l'unica conserva che fa con le sue mani, perché i pomodori secchi sott'olio sono una cosa di cui è ghiotto e ha le idee molto chiare su come gli piace che siano fatti.
Pomodori secchi sott'olio ©Valeriaderiso
Pomodori secchi sott'olio
Al calare della sera, sulla spiaggia libera gli ombrelloni cedono il posto sulla spiaggia a decine e decine di tende; arrivano fino a noi il vociare e le risate di centinaia di persone, ragazzi soprattutto... ma certo! oggi è San Lorenzo, la notte delle stelle cadenti! è evidente che qui c'è l'usanza di raccogliersi in spiaggia e fare una sorta di campeggio per festeggiare questa ricorrenza.
Fontane Bianche (SR), tendopoli sulla spiaggia ©Valeriaderiso
Fontane Bianche (SR), tendopoli sulla spiaggia
Purtroppo per noi un'orrenda musica da discoteca a palla disturberà il nostro sonno fino alle prime luci del mattino.

domenica 11 agosto 2019
Passiamo la mattinata a Fontane Bianche. Con il gommone andiamo verso il lato est della baia e ci immergiamo con maschere e boccagli vicino agli scogli che si rivelano ricchi di vita: ricci, donzelle, pinne di re, tordi, triglie, piccoli rombi, occhiate, saraghi e anche una piccola cernia nascosta sotto un grosso masso e un pesce lucertola tra le alghe sul fondo sabbioso. Sara sta imparando a compensare andando sott'acqua con la maschera e il boccaglio ed anche a "farsi l'occhio" e riconoscere i diversi pesci: individuare i piccoli rombi mimetizzati sulla sabbia è una conquista!
Alle 15:15 ci muoviamo per tornare verso Portopalo di Capo Passero, dove passeremo la notte prima di andare verso Malta. Procediamo a motore, non c'è nemmeno un alito di vento. Dopo circa un'ora vediamo qualcosa che salta fuori dall'acqua in lontananza, ci avviciniamo e realizziamo che sono delle stenelle (Stenella coeruleoalba)!!
Stenelle (Stenella coeruleoalba), arrivano! ©Valeriaderiso
Stenelle (Stenella coeruleoalba), arrivano!
I più piccoli tra i delfini del Mediterraneo e anche i più giocherelloni.
Stenelle (Stenella coeruleoalba), arrivano! ©Valeriaderiso
Stenelle (Stenella coeruleoalba), arrivano!
Marco mette il motore al minimo e spegne gli strumenti che potrebbero dargli noia e restano a giocare sulla nostra prua e tutt'intorno alla barca per 10 minuti abbondanti, tra salti e corse sotto la prua, li possiamo osservare molto bene, e notiamo che anche questa volta nel gruppo ci sono dei piccoli, ne individuiamo con sicurezza due.
Stenelle (Stenella coeruleoalba), i due piccoli ©Valeriaderiso
Stenelle (Stenella coeruleoalba), i due piccoli
Stenelle (Stenella coeruleoalba) ©Valeriaderiso
Stenelle (Stenella coeruleoalba)
E come sono arrivate, all'improvviso se ne vanno, tra un salto e l'altro, senza smettere di giocare.
Dopo questo bell'incontro, riprendiamo la nostra rotta. Quando siamo quasi a destinazione vediamo un gruppo di pescherecci con tantissime persone a bordo, gran pavesi issati e alcuni con degli stendardi con immagini sacre; controllando su internet scopriamo che oggi è la festa del patrono, San Gaetano, e questi pescherecci stanno rientrando dalla processione che si è tenuta a mare. Arriviamo a Portopaolo di Capo Passero alle 19:20 e diamo àncora nella calma assoluta della baia. A mezza notte, in onore di San Geatano, c'è uno spettacolo pirotecnico che osservato dalla barca con il buio della notte è ancora più suggestivo.
^_^

lunedì 2 settembre 2019

6-7 agosto, Portopalo Capo Passero (SR) e Siracusa

Martedì 6 agosto 2019
Mentre Marco e Sara con le bici vanno a buttare la spazzatura e fanno un giro per il paese di Marina di Ragusa, io finisco di fare le pulizie in barca e sistemo gli ultimi bucati. Prima di andar via facciamo gasolio e alle 11:30 siamo fuori dal porto.
Dopo un paio d’ore arriva il vento, con 12 nodi di poppa facciamo 5-5.5 nodi e possiamo spegnere il motore.
Alle 17:30 sfiliamo davanti all’Isola delle Correnti dove si incontrano Mar Tirreno e Mar Ionio! Quando la bassa marea trasforma l'isola - collegata alla terraferma tramite un braccio artificiale distrutto varie volte dalle onde del mare - in una penisola, essa rappresenta l'estremo meridionale della Sicilia, si trova geograficamente più a sud di Tunisi e più a nord di Hammamet.
Portopalo di Capo Passero (SR), Isola delle Correnti ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR), Isola delle Correnti
Sull'isoletta c'è un faro da anni in disuso.
Dopo poco più di mezz’ora siamo nella baia a ovest del borgo di Portopalo di Capo Passero, che gli fa da porto.
Portopalo di Capo Passero (SR) ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR)
Portopalo di Capo Passero si trova allo stesso parallelo di Tunisi; la via principale che taglia in due il paese, Via Vittorio Emanuele, tocca ad est il mar Ionio e ad ovest il Tirreno Meridionale: qui il mare è il padrone assoluto. Di fronte al borgo ci sono due isolotti che fanno parte del comune: a est l’isola di Capo Passero e a ovest l’Isola delle Correnti.
Portopalo di Capo Passero (SR), Isola di Capo Passero, Magazzini delle Tonnare ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero, Isola di Capo Passero, Magazzini delle Tonnare
Portopalo di Capo Passero (SR), Isola di Capo Passero, Forte Carlo V ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR), Isola di Capo Passero, Forte Carlo V
L’isola di Capo Passero, collegata alla terraferma da una striscia di sabbia lunga 300 metri e percorribile quando c’è bassa marea,  si trova proprio di fronte al borgo di Portopalo.
Sull'isola si trovano i magazzini della vecchia tonnara di Portopalo e, sul punto più alto, il Forte Carlo V, una struttura affascinante eretta tra il 1599 e il 1607 per difendersi dalle continue scorrerie turco-barbaresche che si susseguivano a Capo Passero nel XVI secolo, con a fianco lo sguardo protettore della Vergine Maria Scala del Paradiso.
Isola di Capo Passero, Forte Carlo V ©Valeriaderiso
Isola di Capo Passero, Forte Carlo V
Nel corso del 1700 il forte venne utilizzato anche come prigione e luogo di confino per i soldati che avevano avuto problemi con la giustizia e continuò ad avere un’importante funzione militare fino alla metà del 1800. Oggi completamente ristrutturato, a nord-est ospita il faro della Marina Militare.

L’attuale Portopalo, inizialmente denominata Capo Pachino e poi Terra Nobile, fu fondata nel 1778 da don Gaetano Deodato Moncada, che a sue spese, fece edificare un centinaio di case intorno alla già esistente tonnara.
Questo primo nucleo urbano contava circa 300 persone, tra contadini, pescatori e pastori. Dopo l’abolizione della feudalità, fino al 1812, Portopalo fu villaggio suburbio di Noto, e successivamente passò sotto il decurionato di Pachino. Come risulta da un censimento, nel 1936 Portopalo contava 1710 abitanti, organizzati in piccole abitazioni lungo l’attuale via Vittorio Emanuele. Si presentava come un borgo di campagna, organizzato piccole abitazioni bianche, ognuna delle quali presentava "u bagghiu" un piccolo spazio adibito a stalla. In questo periodo non era presente ancora la rete idrica: l’unico punto di approvvigionamento era il pozzo comunale presso il castello Belmonte, ora castello Tafuri.
Il suo nome divenne Portopalo di Capopassero nel 1975, quando la borgata fu costituita comune autonomo.
Portopalo di Capo Passero (SR), Castello Belmonte - Tafuri ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR), Castello Belmonte - Tafuri
Il Castello Tafuri, che si erge proprio accanto a quella che fu la tonnara di Portopalo, non venne mai abitato dalla commissionaria famiglia Belmonte, in quanto questa abitazione doveva essere residenza estiva. Progettato dall’architetto Crotti di Firenze, in stile Liberty, fu realizzato con il solo materiale della cava di pietra dell’Isola delle Correnti e fu portata a termine nel 1935. Negli anni ’60 la famiglia Bruno di Belmonte passo la proprietà del castello a Gaetano Tafuri di Pachino. Divenne quindi un locale per serate da ballo fino a metà degli anni ’90 quando fu trasformato in un prestigioso hotel da un imprenditore di Siracusa. Negli anni successivi fu purtroppo abbandonato senza alcuna destinazione d’uso. Nel 2015 un progetto di riqualificazione gli ha ridato splendore e oggi è un luxury resort sul mare.
Portopalo di Capo Passero (SR), Resti della Tonnara ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR), Resti della Tonnara
La Tonnara di Portopalo di Capo Passero - di cui sono ancora visibili la loggia, la grande fornace, le mura dei magazzini e i resti della chiesa risalenti al XVII secolo - ha sostenuto l’economia di Portopalo fin dall’antichità. Oggi è un affascinante monumento di archeologia industriale. La tonnara di Portopalo era una tonnara di ritorno, il cui diritto di pesca risaliva al medioevo, nell’800 per un periodo venne disattivata per poi venire riarmata nel 1895 ad opera di don Pietro Bruno Belmonte, e venne "calata" con cadenza annuale fino al 1969. (fonte riserva-vendicari.it)
Per cena preparo la mia prima pasta con i tenerumi seguendo la ricetta "asciutta" messinese di Claudia… risultato? e che ve lo dico a fare!
Ceniamo mentre il sole tramonta dando uno dei suoi millemila fantastici spettacoli.
Portopalo di Capo Passero (SR), Tramonto ©Valeriaderiso
Portopalo di Capo Passero (SR), Tramonto

Mercoledì 7 agosto 2019
Alle 8:45 salpiamo e verso le 10:00, in vista di Marzamemi, arrivano 10-11 nodi da SE al lasco, apriamo genoa e mezzana facendo un bordo fuori e coadiuvati dal motore facciamo 5.5 nodi. Dopo quaranta minuti circa spegniamo il motore riuscendo a fare 5 nodi con le sole vele.
Dopo un’oretta strambiamo; lungo la costa si vede svettare l’Etna.
Il vento pian piano aumenta di intensità, con 18 nodi facciamo 6.5-7 nodi, poi sale ancora fino a 26 nodi e in prossimità di Siracusa con la sola mezzana e il genoa ridotto filiamo a 9 nodi!
Entrando nel bacino davanti all’Isola di Ortigia protetta dal Castello Maniace, bisogna chiedere al VTS l’autorizzazione all’ingresso e all’ormeggio, che ci vengono concessi, può capitare anche che diano delle coordinate precise per ormeggiare, ma non è il nostro caso.
Siracusa, Ortigia e Castello Maniace ©Valeriaderiso
Siracusa, Ortigia e Castello Maniace
Alle 14:30 siamo all’àncora, c’è sempre un po' d’onda a causa dell’ampiezza del bacino, ma è minima, e il vento si mantiene sui 23-24 nodi; oltre a noi nella rada ci sono una ventina di barche alla ruota. Viste le condizioni non ci è possibile scendere a terra. La serata, nonostante il vento teso, passa tranquilla; l’àncora tiene bene e non c’è gran folla.
^_^