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venerdì 3 luglio 2020

Compleanno Siracusano e Archimede (18-19 giugno 2020)

Durante questa nostra lunga sosta a Siracusa è capitato anche il mio compleanno. Come sempre accade a chi cucina, la torta me la sono preparata da me: una crostata, naturalmente senza glutine, con una deliziosa frolla alla carruba, confettura di mirtilli e mele. In fondo al post, per chi la vorrà assaggiare, lascio la ricetta.
52 candeline!
Ma sono stata ultra festeggiata dagli amori miei, che mi hanno fatto ben tre regali a sorpresa!!  
Per una famiglia dove gli adulti non si scambiano regali (chi ci conosce bene lo sa), sono tantissssssssimi, e il fatto che fossero inaspettati li ha resi ancora più graditi.
I miei regali sono stati: delle batterie nuove per la macchina fotografica, un bellissimo tonno in gres - di Rossella Capuano, (un'artigiana che mi piace molto, ma il NormalCapitano e la MezzaMarinaia non lo sapevano!) comprato nello stupendo negozio Fish House Art (di cui ho parlato qui) che va ad aggiungersi alla mia collezione - e due enormi, buonissimi, golosissimi arancini con melanzane e pistacchi SENZA GLUTINE, della pasticceria Artale! Insomma, super coccolata!
Gli arancini di Artale e il Tonno di Rossella Capuano
Gli arancini di Artale e il Tonno di Rossella Capuano
Alla fine della giornata sopra Maramea sono anche passati dei fenicotteri in formazione. Che spettacolo! peccato averli visti all'ultimo istante e non essere riusciti a fare una foto migliore.
Fenicotteri ©ValeriaDeRiso
Fenicotteri
Il giorno dopo il NormalCapitano e la MezzaMarinaia hanno preso le bici e sono andati in città a visitare il il Tecnoparco Archimede di Siracusa.
Come molti di voi sapranno, Siracusa è la città natale di un grande matematico e fisico dell'antichità, Archimede (287 a.C. - 212 a.C.) appunto. Nel parco, di 1.700 mq, è possibile ammirare repliche e modelli in scala di strumenti e e macchine del 3° secolo a. C., che fanno di Archimede una delle più grandi personalità della storia umana, tanto che dopo ventitré secoli la sua memoria è ancora vivissima. 
Tecnoparco Archimede di Siracusa - la vite di Archimede
Tecnoparco Archimede di Siracusa - la vite di Archimede
Io sono rimasta a bordo con Kiba che, come accade spesso nelle aeree museali, purtroppo non ha diritto all'accesso. La MezzaMarinaia è tornata entusiasta dopo aver ammirato leve, paranchi e argani, catapulte, specchi ustori, la vite senza fine e le macchine da guerra a grandezza naturale inventate o potenziate da Archimede per difendere la città di Siracusa durante l’assedio Romano nel III sec. a. C..
Tecnoparco Archimede di Siracusa - specchio ustore
Tecnoparco Archimede di Siracusa - specchio ustore
Siracusa - il π
Siracusa - il π
Ed ora, come promesso, vi lascio la ricetta della CROSTATA di MELE e MIRTILLI con FROLLA alla FARINA di CARRUBE.
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube ©ValeriaDeRiso
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube
Dosi per uno stampo da 26 cm:
150 gr di farina di riso integrale
60 gr di farina di teff (o di sorgo per un sapore ancora più delicato, o di grano saraceno per un sapore più rustico)
(il totale di queste due farine, cioè 210 gr, può essere sostituito con una normale farina tipo 2 se non si è intolleranti al glutine)
40 gr di farina di carruba (attenzione, farina di carruba, non di semi di carruba che è invece un addensante)
125 gr di burro
125 gr di zucchero di canna (anche un po' meno, visto che la farina di carrube è dolce, ma non esagerate a diminuire perché la frolla perde la sua friabilità)
scorza di 1 limone grattugiata
1 uovo intero
150 gr di composta di mirtilli
3 mele golden

(Io lavoro a mano, ma naturalmente potete usare un'impastatrice)
In una terrina lavoro con una forchetta lo zucchero e il burro freddo (se è un burro di buona qualità conterrà poca acqua e sarà abbastanza morbido anche se molto freddo), poi aggiungo l'uovo intero e la scorza di limone, e successivamente le tre farine. Solo durante gli ultimi minuti uso le mani per compattare l'impasto che poi avvolgo in un foglio di cotone imbevuto di cera d'api (io uso quelli di Beeopak, sono comodissimi e ultra ecologici, così ho eliminato definitivamente l'uso della pellicola di plastica) e metto in frigo per mezz'ora.
Passata la mezz'ora, scaldo il forno a 180°, stendo la frolla su un foglio di carta forno e la passo direttamente con la carta forno in una teglia con la cerniera apribile da 26 cm di diametro. La bucherello con i rebbi di una forchetta, la spolvero con poca farina di mais bramata da polenta (o altra senza glutine; io uso quella da polenta perché ha una granulometria spessa e un alto potere assorbente dell'umidità, così impedisce alla carta forno di attaccarsi) ci stendo un altro foglio di carta forno e sopra distribuisco uniformemente dei fagioli che uso e riuso da anni solo per fare la cottura "nuda" delle frolle. Metto in forno per 15 minuti. Nel frattempo sbuccio le mele, tolgo i torsoli e le taglio a fettine spruzzandoci su poco limone, in modo che non si anneriscano. Passati i 15 minuti, tolgo la base di frolla dal forno, tolgo la carta forno con i fagioli, stendo la composta di mirtilli in maniera uniforme (se è molto densa la allungo con pochissima acqua tiepida) e distribuisco le fettine di mele leggermente sovrapposte a formare una spirale dal bordo fino al centro (nelle foto noterete che stavolta mi sono sbagliata e ho fatto al contrario, ma viene meglio se si parte dai bordi). Spolvero con un po' di zucchero di canna e rimetto in forno per altri 25 minuti. 
Lascio raffreddare, e poi aperta la cerniera della teglia cerco di far scivolare delicatamente la crostata su un piatto, ma a volte, come questa, non mi formalizzo e la lascio con la carta forno (la verità è che avevo paura che si rompesse! le farine senza glutine sono poco elastiche).
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube ©ValeriaDeRiso
Crostata di mele e mirtilli con frolla alla farina di carrube

^_^

giovedì 30 agosto 2018

19 agosto 2018 - Compleanno della MezzaMarinaia

domenica 19_08_2018 - Lacona
Sveglia con calma, colazione e poi Marco e Sara vanno a terra con il DE TOPI.
una puntatina a terra con lo pseudo-tender
una puntatina a terra con il DE TOPI
Io resto a bordo perché oggi è il compleanno della MezzaMarnaia e voglio fare una torta. La richiesta è una torta al cioccolato.
Quando eravamo sulla Filibusta avevamo una cucina ENO basculante a due fornelli con un piccolo, ma magnifico, forno a gas che arrivava a raggiungere anche 250° e con cui sfornavo dolci, pizze, pane, parmigiane... Qui su Maramea c'era una cucina ad induzione, Alain diceva che in navigazione non cucinavano e quindi aveva preferito sostituire la classica cucina basculante, che aveva però conservato e che ci ha dato prima di consegnarci la barca. È una Electrolux, vediamo il suo forno a gas come si comporta.
ingredienti per sbrisolona al cioccolato
ingredienti per Sbrisolona al cioccolato
Mentre assemblo gli ingredienti per fare una Sbrisolona al cioccolato, scaldo il forno. Ho con me un termometro fatto apposta per misurare la temperatura nei forni dove non c’è un indicatore, e per fortuna ce l’ho! perché dopo 3/4 d’ora con la manopola sul massimo la temperatura non si muove dai 135°… gas e tempo sprecato. Alain, aveva installato anche un forno elettrico combinato microonde/grill/ventilato, credevo che non lo avrei mai usato, sia perché non mi piace usare le microonde sia perché, anche volendo usare solo le funzioni grill e/o ventilato, consuma moltissimo, ma oggi non ho scelta la torta è pronta e si DEVE cuocere assolutamente, Sara ci rimarrebbe troppo male. Dunque accendo il generatore e usando la funzione ventilata porto la temperatura a 180°.
Dopo 40 minuti la sbrisolona è pronta, forse un po’ troppo cotta, ma a breve la assaggeremo e vi saprò dire, perché nel frattempo si sono fatte le 12:30.
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
La festeggiata richiede Spaghetti con sgombro, limone e capperi, e viene accontentata, ci mancherebbe! è il suo compleanno! Tra l’altro è un piatto molto semplice da preparare.
Da parecchio tempo non compriamo, e quindi non mangiamo, più tonno perché questi pesci così grandi accumulano grandi quantità di metalli pesanti, e lo abbiamo sostituito egregiamente con lo sgombro.
Questi spaghetti, per chi fosse curioso, si preparano nel seguente modo: in una zuppiera che conterrà la pasta metto i filetti di sgombro (sott’olio o al naturale, secondo come li trovo, di solito il barattolo da 200 gr per noi tre) scolati dal liquido di conservazione e li rompo con una forchetta; poi aggiungo la scorza grattugiata e il succo di un limone medio/piccolo, un cucchiaio di capperi sotto sale messi a bagno per 7/10 minuti nell’acqua, uno spicchio d’aglio grosso tagliato a pezzetti, del prezzemolo tritato, un paio di cucchiai d’olio buono e lascio marinare. Nel frattempo cuocio gli spaghetti e prendo un mezzo bicchiere d’acqua di cottura che aggiungo al condimento in modo da ammorbidirlo. Scolo la pasta al dente e condisco. Voilà! Freschi, saporiti e profumati.
[Edit del 20 giugno 2020: si possono preparare anche con gli sgombri freschi, basta sfilettarrli e lessarli per 10 minuti con un pezzetto di carota, uno di sedano e mezza cipolla in acqua salata]
La tortina per Sara è venuta bene, forse un po’ troppo cotta, ma per essere il primo esperimento di cottura in forno a bordo direi che va bene, la ricetta è senz’altro migliorabile. Per questa Sbrisolona al cioccolato ho usato 110 gr di burro, 110 gr di zucchero, 270 gr di farina, 1 uovo intero, mezza bustina di lievito per dolci e ho preparato una frolla dalla consistenza sbriciolosa. Ho foderato una teglia a cerniera da 22 cm con la carta forno e ho creato la base premendo la pasta sul fondo, poi l’ho riempita con 200 gr di cioccolato fondente spezzettato e infine ho ricoperto tutto con la frolla lasciandola sbriciolata. Ho cotto la torta in forno a 180° per 40 minuti.
Le migliorie da apportare, secondo me, sono: sostituire una parte della farina con una percentuale di farina di mandorle, per darle un profumo, e usare del cioccolato alla nocciola per il ripieno, perché quello fondente è troppo prevalente su tutto come sapore.
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato

9 anni!
9 anni!
sbrisolona al cioccolato
sbrisolona al cioccolato
Comunque era buona, Sara è stata contenta e il rituale delle candeline è stato rispettato!

Finito il pranzo un cormorano si avvicina alla barca sbirciando sotto l'acqua in cerca di prede, infatti poco dopo si immerge ed esce con una bella soglioletta nel becco!
Cormorano con sogliola nel becco
Cormorano con sogliola nel becco
Intorno alle 16:00 ricevo un messaggio di Miriam che mi dice che stanno rientrando da Campiglia Marittima a Cevoli sotto un bel temporale, e circa un’ora dopo il vento rinforza un pochino, il cielo si copre, togliamo i tendalini e stiamo a vedere se la coda del temporale ci coglie. Nel frattempo Marco ha fatto un tuffo per controllare l’ancora e sembra essere tutto a posto. Alle 17:30 comincia a piovigginare, ma nel giro di venti minuti smette di piovere e cala anche il vento.

^_^

martedì 7 gennaio 2014

* nella nostra cucina - Crostata di ricotta bicolore

Ecco, come promesso, la ricetta della crostata preparata per il pranzo di Natale.
E' una ricetta trovata molti anni fa su un numero della "Cucina Italiana".


Le dosi sono per una crostata di circa 26 cm di diametro.

Per la PASTAFROLLA:
250 gr di farina
130 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
1 tuorlo
2 cucchiai di succo di limone
la scorza grattata di 1 limone
1 pizzico di sale

Per il RIPIENO:
500 gr di ricotta fresca (io uso quella di pecora)
150 gr di cioccolato fondente al 70%
120 gr di panna fresca
50 gr di zucchero di canna
1 cucchiaino di rum (io non lo usato per via della Gnoma)

PASTAFROLLA
In una ciotola capiente ho lavorato lo zucchero, il sale, la scorza grattugiata del limone e il burro appena tolto dal frigorifero e tagliato a pezzettini schiacciandolo con una forchetta, poi ho aggiunto il tuorlo e dopo averlo amalgamato un po' con il resto ho aggiunto il succo di limone e la farina setacciata, continuando ad usare la forchetta per mescolare gli ingredienti; solo alla fine ho usato le mani per compattare la pasta, ho formato un disco l'ho avvolto nella pellicola trasparente e l'ho messa in frigo su un piatto per circa mezz'ora.
Non lavoratela troppo, teme il caldo delle mani.

RIPIENO
Ho diviso la ricotta in due parti non eguali, vale a dire 220 gr e 280 gr. Ai 280 gr ho mescolato lo zucchero di canna ridotto in polvere con il minipimer, e 60 gr di panna. Ho fatto fondere a bagnomaria il cioccolato e l'ho aggiunto ai 220 gr di ricotta e agli altri 60 gr di panna (chi lo desiderasse può aggiungere a questa crema il cucchiaino di rum). In conclusione la ricotta per la crema bianca deve essere un po' di più di quella per la crema nera.

ASSEMBLAMENTO
Ho tolto la pastafrolla dal frigo una decina di minuti prima di stenderla, in modo che si ammorbidisse. Ne ho tenuto da parte una piccola porzione per fare le decorazioni e su un foglio carta forno, che ho usato per rivestire la teglia (26 cm di diametro), ho adagiato il resto, ci ho steso su la pellicola trasparente che avevo usato per avvolgerla prima e l'ho stesa con il mattarello. In questo modo si evita che la pastafrolla si attacchi sul piano di lavoro o al mattarello, e si evita anche di aggiungere farina perché, appunto, non si attacchi, cosa che pregiudica la friabilità della pastafrolla una volta cotta. Ho steso la pastafrolla dell'altezza di circa mezzo centimetro e con tutta la carta forno l'ho trasferita nella teglia facendo in modo da formare un po' di bordo, che poi ho rifinito con una rotella.


Ho distribuito la crema di ricotta e cioccolato sul fondo di pastafrolla in modo uniforme.


Poi su questo strato ho distribuito la crema di ricotta e panna.


Sullo strato di crema bianca ho distribuito delle stelle di diverse dimensioni ritagliate nella pastafrolla tenuta da parte [i fini osservatori noteranno che tra le stelle c'è anche un altro paio di "cose" ehehe]; naturalmente in questa fase ognuno può sbizzarrirsi come preferisce, anche facendo la classica griglia.
L'ho messa in forno a 190° per 40/45 minuti circa, comunque finché la pastafrolla è risultata dorata, l'ho lasciata raffreddare bene prima di servirla.

:o)

martedì 9 aprile 2013

* nella nostra cucina - frollini con la marmellata: recupero delle uova sode

Durante il pranzo di Pasqua sono avanzate quattro uova sode... che fare? mica le vorrai buttare via? e allora vai con la ricerca in rete per trovare una ricettuzza adatta all'uopo!


Cerca che ti cerca, ho trovato una specie di frolla. Nell'originale (ho fatto la ricerca su un altro computer e mi sono persa il link, mi dispiace non poterlo mettere, se riuscirò a recuperarlo aggiornerò il post), l'autrice fa delle palline, le schiaccia, forma un incavo con il dito e ci fa cadere la marmellata, ma io (come lei stessa suggerisce) ho fatto dei simil-occhi-di-bue, a cuoricino, validamente aiutata dalla Gnoma, che se tenuta a bada non si mangia tutto l'impasto e la marmellata, ma taglia bene i biscotti con le formine.
Non sono per niente dietetici - 150 gr di burro per 225 gr di farine!! - però sono buoni, adattissimi ad una merenda insieme ad una tazza di té.

Ingredienti:
150 gr di farina bianca
75 gr di fecola di patate
150 gr di burro
75 gr di zucchero di canna (ridotto a velo con il pimer)
4 tuorli sodi
la buccia di un limone non trattato
1 stecca di vaniglia
marmellata (io ho usato quella di susine fatta quest'estate, lievemente asprigna ci stava benissimo, voi usate quella che preferite)

Utensili: 
taglierino doppio per l'occhio di bue, o una formina circolare più una più piccola per fare il buco; teglie, carta forno, pellicola trasparente, mattarello.

Ho montato il burro ammorbidito con lo zucchero e ho lasciato riposare. Ho schiacciato i tuorli con una forchetta e poi li ho setacciati usando un colino, in modo da eliminare il rischio di avere dei grumi. 
Ho aggiunto i tuorli setacciati al burro, insieme ai semini della bacca di vaniglia (si incide per l'intera lunghezza, si apre e si raschiano i semini con un coltellino), la scorza grattugiata del limone, la farina e la fecola setacciate e ho impastato fino ad ottenere una palla liscia e omogenea. L'ho schiacciata formando un disco, l'ho avvolta nella pellicola trasparente e l'ho messa, su un piatto, a riposare per un'ora in frigo, da dove l'ho tolta dieci minuti prima di stenderla.
Ho preparato due teglie rivestite di carta forno e scaldato il forno a 180° senza ventilazione.
Su un altro foglio di carta forno infarinato ho steso la pasta mettendo tra quest'ultima e il mattarello un foglio di pellicola trasparente, poi ho tagliato i cuoricini delle basi e li ho allineati sulle teglie.
Ho messo un cucchiaino da caffè (scarso) di marmellata al centro di ogni cuoricino, e poi ho sovrapposto la parte con il buco, in modo che da quest'ultimo uscisse la marmellata. Ho infornato per 15 minuti circa, finché non si sono dorati e, una volta freddi, li ho conservati in una scatola ermetica.



:o)

lunedì 12 novembre 2012

* nella nostra cucina - crostata ripiena di albicocche al naturale

Quando ho postato la ricetta della confettura di albicocche, ho accennato anche al fatto che una parte di questi squisiti frutti era finita in conserva al naturale. La preparazione è stata molto semplice: le albicocche divise a metà, private del nocciolo, messe con il dorso verso l'alto a strati alternati a cucchiaiate di zucchero, ben pressate [perché poi si riducono di volume] in un barattolo di vetro sterilizzato, chiuso il barattolo e fatto bollire in un pentolone pieno d'acqua, avvolto in uno strofinaccio per evitare che si rompa sbattendo contro le pareti della pentola, per mezz'ora.  Lo sciroppo che le conserva si forma con lo zucchero e la parte acquosa dei frutti, mantenendone intatto il sapore.
In una giornata grigia e umida come quella di ieri, mi ci voleva un po' profumo d'estate, quale momento migliore per usarle? e così ho cercato una ricetta. Tra le varie mi è parsa molto semplice questa, che vi riporto con qualche mia variazioncina.

Vi serviranno:
100 gr. di zucchero di canna [versione originale: zucchero bianco]
100 gr. di burro
3 tuorli d’uovo
la scorza grattugiata di un limone
150 gr. di farina 0
150 gr di semola rimacinata di grano duro [versione originale: 300 gr di farina zero zero; io avevo quasi finito la zero, per cui ho usato l'unica altra farina che avevo, la prossima volta userò solo farina zero]
800 gr di albicocche sciroppate al naturale [versione originale: 2 barattoli di albicocche sciroppate]
la versione originale prevedeva anche: mezza bustina di lievito per dolci e zucchero vanigliato q.b., io li ho omessi.

Ho sbattuto con una forchetta i tuorli delle uova con lo zucchero di canna passato al minipimer per ridurne la grana, poi ho aggiunto il burro schiacciandolo con la forchetta insieme alla scorza di limone grattugiata, in seguito ho aggiunto le due farine, sempre usando la forchetta; solo alla fine ho lavorato l'impasto con le mani, dal momento che essendo una pasta frolla era meglio evitare di scaldarla troppo.
Ho formato un disco, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho lasciato riposare in frigo per una mezz'ora.
Trascorso questo tempo ho tolto il disco di frolla dal frigo circa 10 minuti prima di dividerlo in due parti e stenderle su due fogli di carta forno formando due dischi piuttosto sottili.
Ho tagliato a pezzetti le albicocche scolate dallo sciroppo.

Ho messo il primo disco in una tortiera di circa 26 cm di diametro insieme alla carta forno, ho distribuito le albicocche in maniera uniforme e ho coperto tutto con l'altro disco, facendo aderire i bordi [ATTENZIONE! la frolla tende a rompersi, la mia ancora di più perché ho usato la semola di grano duro rimacinata, per niente adatta a queste preparazioni].
L'ho infornata per 30 minuti a 180° in forno ventilato.


C'è bisogno di dire che è venuta buonissima????

:o)

lunedì 3 settembre 2012

* nella nostra cucina: crostata anguria e cioccolato [ovvero, la torta di compleanno della Gnoma]


Eccola qui, la famosa [???] crostata che ho fatto per i tre anni della Gnoma.
Volevo una torta speciale. Che fosse fresca, ma sfiziosa. 
Ammiro molto le opere d'arte [perché alcune davvero lo sono] di pasta di zucchero che stanno tanto diffondendosi ultimamente [tra l'altro conosco una persona molto brava che ne fa di bellissime], ma mi piace guardarle e non mangiarle, quindi le ho scartate a priori.
Pensa che ti ripensa, gira che ti rigira,  mi sono imbattuta in questa ricetta di Luna, che mi aveva già colpito per la sua originalità l'anno scorso.
Ho fatto una prova a luglio, eliminando dalla ricetta originale il marsala perché non amo i dolci con i liquori, e l'ho sottoposta al giudizio dei nonni, del Capitano e della festeggianda: approvata con riserva sulla frolla... e allora l'ho un po' modificata sostituendo [Luna, spero non me ne vorrai, de gustibus...] la frolla della ricetta originale con la mia... et voilà!



CROSTATA di ANGURIA e CIOCCOLATO FONDENTE

Ingredienti per una tortiera da 28 cm di diametro [conviene fare questo dolce il giorno prima, perché deve riposare]

350 gr di farina zero
180 gr di burro
140 gr di zucchero
2 tuorli d'uovo
3 cucchiai da minestra di succo di limone
la buccia grattata di 1 limone
1 pizzico di sale

  • per il gelo di anguria:
800 ml di succo di anguria (pari a 2 kg circa di anguria)
75 gr di zucchero di canna
70 gr di maizena (amido di mais)
una spruzzata di limone
3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente (più una manciata per decorare la crostata)

  • per rivestire la frolla cotta:
150 gr di cioccolato fondente

LA PASTAFROLLA
Il procedimento che uso per la pastafrolla l'ho già illustrato qui, ma ve lo riscrivo, pari pari.
In una ciotola capiente ho lavorato lo zucchero, il sale, la scorza grattugiata del limone e il burro appena tolto dal frigorifero e tagliato a pezzettini schiacciandolo con una forchetta, poi ho aggiunto il tuorlo e dopo averlo amalgamato un po' con il resto ho aggiunto il succo di limone e la farina setacciata, continuando ad usare la forchetta per mescolare gli ingredienti; solo alla fine ho usato le mani per compattare la pasta, ho formato un disco l'ho avvolto nella pellicola trasparente e l'ho messa in frigo su un piatto per circa mezz'ora.
Non lavoratela troppo, teme il caldo delle mani.

IL GELO DI ANGURIA
Ho sbucciato l'anguria e l'ho privata dei semi, poi l'ho frullata e passata con un colino, fino ad ottenere 800 ml di succo, a cui ho aggiunto la spruzzata di limone.
Ho mescolato lo zucchero e la maizena setacciata e li ho uniti al succo di anguria a pioggia usando una frusta, in modo da non formare grumi. Ho messo tutto in un pentolino su fuoco basso e ho mescolato per circa 15 minuti, finché non si è rassodato.
L'ho versato in una ciotola e l'ho coperto facendo aderire la pellicola trasparente sulla superficie, in modo da non far formare una patina più spessa, e l'ho lasciato raffreddare bene. Solo una volta ben freddo ho aggiunto le gocce di cioccolato.




ASSEMBLAMENTO
Trascorso il tempo necessario al riposo ho tolto la pastafrolla dal frigo una decina di minuti prima di stenderla, in modo che si ammorbidisse.
Sulla carta forno che ho usato per rivestire la teglia (28 cm di diametro) ho spolverato un po' di farina, ci ho adagiato il disco di pastafrolla, anche su questo ho spolverato pochissima farina ci ho steso su la pellicola trasparente che avevo usato per avvolgerla prima e ho cominciato a stenderla con il mattarello. 
In questo modo si evita che la pastafrolla si attacchi sul piano di lavoro o al mattarello, e si evita anche di aggiungere troppa farina perché, appunto, non si attacchi, cosa che pregiudica la friabilità della pastafrolla una volta cotta.
Ho steso la pastafrolla dell'altezza di circa mezzo centimetro e con tutta la carta forno l'ho trasferita nella teglia facendo in modo da formare un po' di bordo. L'ho bucherellata con una forchetta, ci ho steso su un altro foglio di carta forno, sulla carta forno ho distribuito dei fagioli secchi che uso allo scopo di non fare gonfiare la pasta durante la cottura (chi le ha può usare le apposite palline), e l'ho messa in forno a 180° per circa 30 minuti [ognuno si regoli secondo il suo forno, in generale quando i bordi della pastafrolla sono dorati la crostata è pronta].
L'ho tolta dal forno, l'ho liberata dei fagioli e della carta forno e l'ho fatta cuocere giusto altri 5 minuti.
Mentre la pastafrolla si raffreddava, ho sciolto a bagnomaria il cioccolato fondente, che poi ho distribuito uniformemente sulla pastafrolla ben fredda aiutandomi con un pennello, in modo da rendere impermebile tutta la superficie. L'ho lasciata leggermente raffreddare [non fino al punto di rapprendersi completamente, altrimenti il gelo d'anguria scivolerà via dalle fette nel momento in cui verranno tagliate] e ci ho versato il gelo d'anguria, anche questo ben freddo.
Ho messo la crostata in frigo per tutta la notte e il giorno dopo, al momento di servirla, ho sparso qui e là qualche altra goccia di cioccolato e tagliato delle stelline e dei cuoricini, con le formine dei biscotti da una fetta di anguria, per decorarla.



:o)

lunedì 16 luglio 2012

* nella nostra cucina - crostata di albicocche

Vi avevo avvertiti: per un po' ricette con le albicocche. 
Questa crostata è una specie di collage di vare altre mie ricette, ma il risultato è stato ottimo! Voto del Capitano da 1 a 10: 10 +
Sottraete il "coefficente amoroso" e avrete comunque un bell'8!!



Per la pastafrolla:
250 gr di farina
130 gr di burro
100 gr di zucchero
1 tuorlo
1 pizzico di sale
2 cucchiai di succo di limone
la scorza di 1 limone grattata

Per la crema pasticcera al limone:
300 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai da minestra di zucchero
1 cucchiaio da minestra colmo di farina
la scorza di un limone

Per guarnire:
500 gr (circa) di albicocche (dipende da quante ne entreranno nella vostra teglia)
2 cucchiai di zucchero grezzo di canna
poche gocce di limone
acqua
PASTAFROLLA
In una ciotola capiente ho lavorato lo zucchero, il sale, la scorza grattugiata del limone e il burro appena tolto dal frigorifero e tagliato a pezzettini schiacciandolo con una forchetta, poi ho aggiunto il tuorlo e dopo averlo amalgamato un po' con il resto ho aggiunto il succo di limone e la farina setacciata, continuando ad usare la forchetta per mescolare gli ingredienti; solo alla fine ho usato le mani per compattare la pasta, ho formato un disco l'ho avvolto nella pellicola trasparente e l'ho messa in frigo su un piatto per circa mezz'ora.
Non lavoratela troppo, teme il caldo delle mani.

CREMA PASTICCERA AL LIMONE
Se avete tempo potete prepararla il giorno prima e conservarla in frigo, come ho fatto io, così quando sarà il momento di usarla sarà già ben fredda, altrimenti preparatela come prima cosa, anche prima della pastafrolla, in modo che abbia tempo di raffreddarsi.
Ho messo a scaldare il latte con le bucce di limone pelato con la mandolina pelapatate, in modo da evitare di tagliare anche la parte bianca che è amara.
In una ciotola ho sbattuto le uova prima con lo zucchero e poi con la farina setacciata, poi pian piano ho aggiunto il latte caldo, da cui ho prima tolto le bucce di limone, continuando a mescolare e facendo attenzione che non si formassero grumi.
Una volta aggiunto tutto il latte l'ho rimesso nella pentola dove l'avevo scaldato e su fuoco bassissimo ho mescolato fino a che la crema non si è addensata (circa 10/15 minuti). Poi l'ho versata in un contenitore e l'ho coperta facendo aderire la pellicola trasparente sulla superficie, in modo da evitare che si formasse quell'antipatico velo di crema rappresa che poi a volerlo rimescolare con il resto forma dei grumi fastidiosi.

ALBICOCCHE per guarnire
Ho lavato e asciugato le albicocche, le ho divise in due eliminando il nocciolo, in numero sufficiente da coprire la superficie della teglia che avrei usato.
In una pentola antiaderente ho messo un velo d'acqua, poi le albicocche poggiate nella pentola con il lato esterno, le ho spolverizzate con pochissimo zucchero e ho distribuito qualche goccia di limone, ho coperto la pentola e le ho fatte appassire su fuoco bassissimo per circa 10 minuti, in modo da dargli una sorta di precottura. Le ho lasciate raffreddare.

Assemblamento
Ho tolto la pastafrolla dal frigo una decina di minuti prima di stenderla, in modo che si ammorbidisse.
Sulla carta forno che ho usato per rivestire la teglia (26 cm di diametro) ho spolverato un po' di farina, ci ho adagiato il disco di pastafrolla, anche su questo ho spolverato pochissima farina ci ho steso su la pellicola trasparente che avevo usato per avvolgerla prima e ho cominciato a stenderla con il mattarello. 
In questo modo si evita che la pastafrolla si attacchi sul piano di lavoro o al mattarello, e si evita anche di aggiungere troppa farina perchè, appunto, non si attacchi, cosa che pregiudica la friabilità della pastafrolla una volta cotta.
Ho steso la pastafrolla dell'altezza di circa mezzo centimetro e con tutta la carta forno l'ho trasferita nella teglia facendo in modo da formare un po' di bordo. L'ho bucherellata con una forchetta, ci ho steso su un altro foglio di carta forno, sulla carta forno ho distribuito dei fagioli secchi che uso allo scopo di non fare gonfiare la pasta durante la cottura (chi le ha può usare le apposite palline), e l'ho messa in forno a 180° per 15 minuti. 
Passati i 15 minuti l'ho tolta dal forno, ho rimosso fagioli e foglio superiore di carta forno, ho steso la crema pasticcera in modo uniforme sulla crostata, ho sistemato le albicocche formando dei cerchi concentrici, le ho spolverizzate con un po' di zucchero di canna e ho rimesso tutto in forno per altri 20/25 minuti.
Quando i bordi della pastafrolla saranno dorati la crostata sarà pronta.



Lasciatela raffreddare bene e poi... pappate! (se avanza, e dico SE, si conserva bene in frigo coperta dalla pellicola trasparente).
:o)

p.s. per Barbara: non mi dire che non la puoi fare e non la leggi perché non hai il forno!!!!
te la faccio quando verrai, ok?

lunedì 27 febbraio 2012

* nella nostra cucina - crostata "nera" all'arancia

Bimbi miei questa è proprio buona, buonissima, buonerrima!!!!
Non lasciatevi spaventare dalla lunghezza della descrizione della preparazione, è molto più semplice di quello che sembra. E' una crostata da preparare un po' in anticipo rispetto al momento in cui si vuole servirla, ma c'è il vantaggio che sia la crema che la pastafrolla possono essere preparate anche un giorno prima e conservate in frigo fino al momento di assemblare e cuocere tutto.
Basta chiacchiere ecco la ricetta della 
CROSTATA "NERA" ALL'ARANCIA
[* Edit del 23 marzo 2015: nel tempo il nostro modo di mangiare e di scegliere le materie prime è cambiato, per cui - anche se in alcune foto appare diversamente - indicherò gli ingredienti che uso ora per fare questa crostata.]
Ingredienti per la pasta frolla nera:
210 gr di farina integrale o di farro monococco
40 gr di cacao
125 gr di burro di montagna
125 gr di zucchero di canna
1 uovo intero + 1 tuorlo
1 pizzico di sale
la buccia grattugiata di 1 arancia

Ingredienti per la crema all'arancia:
250 ml d'acqua (o 125 ml di acqua e 125 ml di succo d'arancia, in questo caso diminuire un po' la quantità di zucchero)
125 gr di zucchero di canna
30 gr di maizena
1 tuorlo
25 gr di burro
1 arancia spremuta
la buccia grattugiata di 2 arance 
Preparazione della pastafrolla nera:
in una ciotola lavorare il burro freddo e tagliato a tocchetti e lo zucchero con una forchetta, poi aggiungere la buccia dell'arancia, l'uovo intero e il tuorlo, e continuare a lavorare con la forchetta; alla fine aggiungere la farina con il cacao setacciati, lavorare brevemente con la forchetta e dare un'ultima impastata con la punta delle dita. Meno si tocca con le mani meglio é.
A questo punto l'impasto va messo in frigo per circa 30 minuti; io formo una specie di "disco", non la solita palla, l'avvolgo con la pellicola trasparente e la metto in un piatto, così:
In questo modo, quando la tolgo dal frigo e devo stenderla è più facile.
Nel frattempo preparare la crema all'arancia sbattendo velocemente il tuorlo con lo zucchero, poi aggiungendo la maizena setacciata e la buccia delle 2 arance. 
Poi versare a filo l'acqua a temperatura ambiente, mescolando continuamente, in modo da evitare che si formino grumi. Passare tutto in un pentolino su fuoco bassissimo, aggiungere il burro tagliato a tocchetti e mescolare finché non si rapprende (ci vorranno circa 10 minuti). Lasciarla raffreddare e solo quando sarà fredda incorporare il succo di 1 arancia.
Preriscaldare il forno a 180°.
Trascorsa la mezz'ora togliere la pastafrolla dal frigo e, dopo averne tolto un pezzettino che servirà a formare la griglia, stenderla su un foglio di carta da forno. Un trucchetto: per stendere la pastafrolla senza problemi io metto tra la pasta e il mattarello la pellicola che ho usato per avvolgerla, in questo modo non si attaccherà al mattarello, non si romperà, e non bisogna usare altra farina, cosa che comprometterebbe la friabilità della pasta.
Mettere la pastafrolla con la sua carta forno in una teglia di 26/28 cm di diametro, bucherellarla con i rebbi di una forchetta, ricoprirla con un altro foglio di carta forno e di fagioli e rimetterla in frigo per 10 minuti.
Quando il forno sarà arrivato a 180° infornare la crostata per 15 minuti. Intanto stendere la parte restante di frolla nera su un foglio di carta forno leggermente infarinato e tagliare delle strisce per formare la griglia, con una rotellina tagliapasta; attenzione, stavolta è molto importante infarinare la carta forno perché bisognerà staccare le strisce di pasta, se non si infarina le strisce si romperanno! Mettere le strisce di pasta in frigo fino al momento di usarle.
Trascorsi i primi 15 minuti, togliere la teglia dal forno, eliminare la carta e i fagioli, riempire con la crema e livellarla, stendere le strisce di pasta, precedentemente tagliate, formando una griglia e infornare per altri 20 minuti.
Una volta ben fredda sarà facilissimo sformarla tirando i lembi sporgenti della carta forno.
:o)