martedì 26 marzo 2013

* tesori del mare - le velelle


La velella (Velella velella), il cui nome comune è anche Barchetta di San Pietro, è un idrozoo e, per quanto in apparenza possa sembrarlo, non è un singolo animale, ma una colonia di polipi suddivisi in gruppi specializzati: polipi preposti all'alimentazione nella parte centrale (si nutrono di zooplancton), circondati da un altro anello di polipi preposti alla riproduzione, a loro volta circondati da un anello di polipi difensivi forniti di nematocisti (organi urticanti racchiusi nello strato cellulare esterno).

photo credits

La struttura della velella è costitutita da un disco gallegiante grazie ad una serie di camere d'aria comunicanti con l'esterno, sormontato da una parte mebranosa di forma triangolare, che somiglia appunto ad una piccola vela, e le permette di essere spinta dal vento e dalle correnti marine. Nella parte sommersa si trovano i polipi della colonia.
Tra i tentacoli vivono delle alghe simbionti, le zooxantelle.


L'incontro con le velelle, che vivono cosmopolite in altro mare, nelle nostre acque, per quanto, raro è possibile. A noi è capitato spesso di incrociarle durante la navigazione nell'alto Tirreno, in genere in primavera, tra aprile e maggio [queste nelle foto, infatti, le ho tirate a bordo con un secchio, in una di queste occasioni, per fotografarle e poi le ho restituite al mare].
Quando si incontrano a prima vista possono sembrare tante bollicine... così

[se cliccate sulla foto col tasto destro e l'aprite in una nuova scheda/finestra, potete ingrandirla e vedere meglio]

Ci sono due curiosità rilevanti riguardo alla Velella.
La prima è che ha una caratteristica assolutamente eccezionale per un animale marino: una struttura simile alle trachee degli insetti che le permettono di respirare aria atmosferica.
La seconda è che gli individui del gruppo hanno la "vela" inclinata obliquamente rispetto all'asse longitudinale, ma metà della popolazione la presenta ruotata a destra e l'altra metà a sinistra; in questo modo il vento spinge metà del gruppo in una direzione e l'altra metà in un'altra, impedendo che vengano portate a terra, almeno non da venti moderati. Quando invece si trovano in balia di venti molto forti, tutti gli individui  vengono spinti nella stessa direzione, spiaggiando numerosissimi lungo le coste.

Velelle a Constantine Bay beach, Nord Cornovaglia- Photo di Amanda Bertuchi

6 commenti:

  1. interessantissimo, come al solito!! :-D sei una vera esperta (ogni volta mi stupisco di più!)

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    1. @ francesca esperta no... appassionata si!! grazie :o)

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  2. bellissime!
    ... ma qui a sud ne hai viste mai?

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    1. @ zio Paolo si, la prima volta che le ho viste erano spiaggiate a Erchie, è difficile che arrivino così a sud, però a volte capita, come capita di incontrare le megattere a Lampedusa, forse anche un po' più spesso di incontri del genere!

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  3. Queste curiose creature marine mi mancavano!mai viste,ma quanto son buffe!!ciao Vale..come vedi i miei passaggi son rari,ma ci tengo a ringraziarti per i tuoi commenti ai miei post! Ciao cara

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  4. Ciao Vale, anch'io faccio fatica a star dietro ai tuoi vari post e a quelli di molte altre e mi dispiace.
    Negli ultimi mesi ho cambiato lavoro e ho meno tempo rispetto a prima, ma cerco comunque di continuare a scrivere.
    Queste velelle per me sono una novità assoluta!
    Mai viste!! Eppure sono anche stata anche in Cornovaglia...
    Grazie delle tue spiegazioni molto dettagliate e sempre appassionate.
    Un abbraccio forte.

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