domenica 2 dicembre 2012

* a chi importa della nostra salute?

Parliamo di salute, di controllo e tutela della salute, e di informazione sulla salute.

In che modo? Parlando di erbicidi, per la precisione del GLIFOSATO il diserbante più usato oggi al mondo.

Forse non tutti hanno a che fare direttamente con i diserbanti, ma questi prodotti chimici entrano in contatto con il nostro organismo molto più di quanto si possa immaginare, vediamo come. 

Fin dal 1980 le autorità competenti sapevano che il glifosato provoca aborti e malformazioni negli animali da laboratorio, e sempre a partire dal 1980 studi accademici sul glifosato, di cui uno commissionato dalla Monsanto (che produce il glifosato con il nome commerciale "Roundup"), avevano già  reso noti gran parte di questi effetti.

Intanto, il silenzio.

Il 15 marzo 1999 la rivista "Cancer" pubblicava uno studio svedese (Hardell e Eriksonn) sulla connessione tra glifosato e linfoma non-Hodgkin.

Ma ancora silenzio stampa.

Nel 2001 anche l’ente tedesco per la sicurezza alimentare, incaricato di valutare questa sostanza per conto della Commissione Europea, aveva negato l’evidenza degli studi su difetti alla nascita ed esposizione al glifosato.
Risultato, il glifosato ha continuato la sua ascesa inarrestabile.
Arriviamo al 2011.
Mentre fioccano articoli e studi come questo http://www.scribd.com/doc/57277946/RoundupandBirthDefectsv5 del giugno 2011, dove si denuncia sia la pericolosità del glifosato, sia il fatto che di questa informazione l'opinione pubblica viene sistematicamente tenuta all’oscuro, i funzionari governativi dei 27 Paesi membri dell'UE si sono riuniti a metà luglio 2011 a Bruxelles, per il consueto aggiornamento sulla legislazione in tema di prodotti a protezione delle colture.
A questo incontro dello Standing Committee for the Food Chain and Animal Health, la Commissione Europea ha parlato di un rapporto (inviato ai governi di tutti gli Stati membri) della cui stesura è stata incaricata l'autorità tedesca, nell'ambito delle procedure CE, di valutazione della sicurezza del glifosato ai fini della (revisione) dell'autorizzazione all'uso in Europa.
Gli Stati membri per tutta risposta, “considerata l’ampiezza e l’importanza degli argomenti”, hanno deciso di rinviare la discussione alle successive riunioni, senza però fissare un calendario per la trattazione della vicenda. In quell'occasione si sono limitati a considerare “non appropriata” l’adozione di misure restrittive sull’utilizzo di glifosato e di prodotti che lo contengono.
Cito: “Given the broadness and importance of the issues at stake, a careful and indepth follow-up has been agreed. Therefore, this issue will be further discussed in future meetings. For the time being, it is not considered appropriate to take restrictive action as regards the current uses of glyphosate or glyphosate-containing products.” (qui il rapporto completo http://ec.europa.eu/food/committees/regulatory/scfcah/phytopharmaceuticals/sum_1415072011_en.pdf).
Nall'agosto 2012 un gruppo di ricercatori francesi (insieme ad una ricercatrice italiana) ha pubblicato un ennesimo studio dove si ribadisce in maniera incisiva la pericolosità dell’uso di OGM ed in particolar modo l’uso di diserbanti contenenti glifosato sulla salute umana ed ambientale.
Questo è solo l’Abstract: “The health effects of a Roundup-tolerant genetically modified maize (from 11% in the diet), cultivated with or without Roundup, and Roundup alone (from 0.1 ppb in water), were studied 2 years in rats. In females, all treated groups died 2–3 times more than controls, and more rapidly. This difference was visible in 3 male groups fed GMOs. All results were hormone and sex dependent, and the pathological profiles were comparable. Females developed large mammary tumors almost always more often than and before controls, the pituitary was the second most disabled organ; the sex hormonal balance was modified by GMO and Roundup treatments. In treated males, liver congestions and necrosis were 2.5–5.5 times higher. This pathology was confirmed by optic and transmission electron microscopy. Marked and severe kidney nephropathies were also generally 1.3–2.3 greater. Males presented 4 times more large palpable tumors than controls which occurred up to 600 days earlier. Biochemistry data confirmed very significant kidney chronic deficiencies; for all treatments and both sexes, 76% of the altered parameters were kidney related. These results can be explained by the non linear endocrine-disrupting effects of Roundup, but also by the overexpression of the transgene in the GMO and its metabolic consequences.
Ma merita leggerlo tutto http://research.sustainablefoodtrust.org/wp-content/uploads/2012/09/Final-Paper.pdf
Risultato? …silenzio di tomba!
 Il glifosato continua ad essere il più venduto erbicida al mondo, presente in tutti gli scaffali dei reparti di giuardinaggio dei supermercati ed è pubblicizzato come manna dal cielo, utilizzato non solo nelle colture ma anche come diserbante nei parchi, lungo le strade, nelle scuole e addirittura nel giardino di un asilo (http://coltivarcondividendo.blogspot.it/2011/10/all-asilo-di-tomo-si-uso-glifosate.html) senza che sia adottata la minima misura precauzionale; questo per capire come sia stata ingannevole e potente la veste che i responsabili di tutto ciò sono riusciti a cucire addosso a questo tipo prodotto.



Ma cosa è il glifosato? (da wikipedia) "Il glifosato o glifosate, in inglese, glyphosate (N-(fosfonometil)glicina, C3H8NO5P), è un analogo aminofosforico della glicina, inibitore dell'enzima 3-fosfoshikimato 1-carbossiviniltransferasi (EPSP sintasi), noto come erbicida totale (non selettivo), di cui Monsanto possedeva il brevetto di produzione, scaduto nel 2001. 
Il glifosato è spesso erroneamente associato alla categoria dei cosiddetti prodotti "seccatutto", cioè a quei principi attivi non selettivi (risultano tossici per tutte le piante) come i dipiridilici, assorbiti per via fogliare. In realtà il glifosato, a differenza di altri prodotti, viene assorbito per via fogliare (prodotto sistemico), ma successivamente traslocato in ogni altra posizione della pianta per via prevalentemente floematica. Questo gli conferisce la caratteristica di fondamentale importanza di essere in grado di devitalizzare anche gli organi di conservazione ipogea delle erbe infestanti, come rizomi, fittoni carnosi ecc., che in nessun altro modo potrebbero essere devitalizzati. L'assorbimento del prodotto avviene in 5-6 ore, e il disseccamento della vegetazione è visibile in genere dopo 10-12 giorni."

L' Environmental Protection Agency (EPA) ha stimato negli Usa un impiego di ben 750.000.000 kilogrammi di glifosato nell'annata 2006/2007.
In Italia è difficile reperire dei dati ma dall' ARPAV, ad esempio, sappiamo che nel 2007 nella sola provincia di Treviso sono stati impiegati 55.000 kilogrammi di “Glifosato” ed 8.000 kilogrammi di “Ammonio-Glufosinato ”.

La produzione industriale mondiale stimata nel 2017 è di 1,35 milioni di tonnellate
con un incremento annuo del 25%, per un giro di affari aggiornato al 2008 di 22,5 miliardi di dollari, con queste fette di mercato:
MONSANTO 4,1 billion USD pari al 18.2% (Roundup)
SYNGENTA 3,7 billion USD pari al 16.6% (Touchdown)
BAYER 2,7 billion USD pari al 12.1% (Rasikal)
DOW con il 11.8% (Hopper Blu)
DUPON con il 6,4% (Klinamon)
CHEMINOVA con il 3% (Glyfos)

Che fare? evitare tutti i diserbanti a base di glifosato mi sembra la prima cosa, mettere in discussione, per non dire denunciare, gli organi di controllo sia italiani che europei che invece di tutelare la nostra salute e quella dell’ambiente e dei prodotti che mangiamo, continuano ad assecondare le lobby industriali attraverso la non-informazione e l’inganno, pubblicizzando questi prodotti come eco sostenibili ed a basso impatto ambientale.
Questo quanto è riportato nei depliant della svedese Cheminova [potete anche non leggerlo se non avete voglia, non si capisce niente, il linguaggio è tecnico e astruso, certamente non comunica niente di utile ad un comune mortale come posso essere io, e sopratutto non parla delle cose importanti, vale a dire dlel'estrema tossicità del prodotto] :
Glyfos Dakar è stato sviluppato secondo l’esclusiva tecnologia Accelerator technology ® Accelerator Technology è una tecnologia sviluppata da Cheminova in collaborazione con la Royal Agricultural and Veterinary University di Copenhagen, che sfrutta specifici surfattanti in grado di ottimizzare l’assorbimento e la traslocazione del principio attivo. Grazie alla tecnica di misurazione della fuorescenza, che studia la risposta fisiologica delle piante a vari fattori di stress, inclusi gli erbicidi, è stato possibile ottimizzare assorbimento e traslocazione della molecola, studiando il giusto mix di coadiuvanti. La tecnologia formulativa ovviamente ha dei risvolti positivi sull’attività biologica: infatti, grazie alla tecnologia Accelerator si ottiene una più rapida traslocazione del prodotto verso i giovani germogli e le radici delle infestanti, garanzia di elevata efficacia e controllo a lungo termine delle perennanti, senza necessità di aggiungere coadiuvanti specifici come il solfato ammonico. Per gli utilizzatori più esigenti ciò si traduce in una maggiore flessibilità di impiego, risparmio di tempo, possibilità di trattare in ogni momento della giornata, anche in previsione di una pioggia entro poche ore. Da non dimenticare poi, nel diserbo dei letti di semina, la possibilità di lavorare il terreno nei giorni immediatamente successivi al trattamento: l’ottimale traslocazione della sostanza attiva consente infatti di programmare le lavorazioni in modo molto flessibile. Accelerator Technology significa anche rispetto per l’ambiente: infatti Glyfos Dakar è formulato con coadiuvanti di ultima generazione, “enviromental friendly”, che gli permettono una più favorevole classificazione ambientale, rispetto ad altri formulati di analoga composizione.
Però poi in fondo dice:  Fitotossicità: evitare che il prodotto giunga a contatto con l’apparato fogliare di tutte le colture agricole.

E questa è la pubblicità della tedesca Bayer; come il concorrente, non dà nessuna informazione sulla reale tossicità del prodotto:
Rasikal Ultra erbicida sistemico totale, a base di glifosate acido, ideale per il diserbo totale di post-emergenza delle infestanti annuali e perenni. Il principio attivo contenuto nel Rasikal Ultra viene assorbito dalle foglie e traslocato per via sistemica nelle radici e negli organismi sotterranei, devitalizzando così la pianta infestati. Rasikal Ultra esplica un’azione diserbante ottimale contro le infestanti presenti in viali, giardini, aree rurali e civili incolte. 
Avvertenze: manipolare con prudenza 


Con prudenza?!!!!
Leggete la Scheda di sicurezza (che per legge deve essere data insieme al prodotto, ma nessuno lo sa perché viene data solo se viene richiesta …furbissimi!!!) e poi ditemi se è sufficiente solo la prudenza http://www.agricolapiave.it/Sds/Bayer%20Garden/RASIKAL%20ULTRA%20%28Reg.%20n.%2010998%20del%2030-07-2001%29.pdf

Ma non è tutto… dulcis in fundo, le stesse multinazionali come Bayer e Monsanto hanno, da anni ormai, messo a punto piante geneticamente modificate (mais, soia, barbabietola, colza, cotone ecc.) [alcune tra queste, vedi il mais, l'UE vuole pure costringerci a comprarle] destinate all’alimentazione umana ed animale, resistenti a quantitativi di glifosato fino a 4 volte maggiori rispetto alle piante non geneticamente modificate, ovviamente queste piante sono autorizzate e iscritte nei registri CEE (vedi http://www.fondazionedirittigenetici.org/agrobiotech/notifiche_autorizzateALI.php).
In ultimo vi riporto l’intervento, datato 13 maggio 2003, fatto da un parlamentare europeo durante la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e ripartizione del danno ambientale a Strasburgo [COM(2002) 17 – C5-0088/2002 – 2002/0021(COD)].
Andersen (EDD). – (DA) "Signor Presidente, lo scorso fine settimana in Danimarca (la Cheminova è Danese ndr) è emerso che le falde acquifere superiori sono contaminate dal glifosato. Si tratta di un fatto grave in un paese, come la Danimarca, nel quale è diffusa l’abitudine di bere acqua del rubinetto. Il prodotto con cui vengono trattate le coltivazioni si chiama Roundup e viene prodotto dalla Monsanto. Si tratta di una specialità autorizzata e comunemente in uso nel resto dell’Unione. Non mi sorprende che questo veleno, se utilizzato sistematicamente, finisca nelle nostre preziosissime acque di falda. In un simile caso deve esservi la possibilità di chiedere alla Monsanto di rispondere del danno causato alla falde acquifere danesi. La Monsanto si fa inoltre promotrice della modifica genetica delle coltivazioni su vasta scala. Le varietà vegetali vengono modificate geneticamente allo scopo di renderle resistenti, per esempio, al Roundup, in modo da poter trattare le erbacce con dosi ancora maggiori senza che le coltivazioni ne risentano. Pertanto, deve esistere ugualmente la possibilità di chiedere alla Monsanto di rispondere delle malattie e dei danni permanenti che verranno causati dall’uso di vegetali geneticamente modificati. In Danimarca, gran parte dei pesticidi commercializzati nel resto dell’Unione sono stati vietati. Ora l’UE vorrebbe costringere la Danimarca a revocare il divieto di una serie di pesticidi e ha obbligato il paese all’uso di materiale vegetale geneticamente modificato senza che a nessuno venga chiesto di rispondere dell’inquinamento delle campagne che ciò comporta. Un fatto totalmente inammissibile."
(vedi la discussione completa http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+CRE+20030513+ITEM-002+DOC+XML+V0//IT )
Sono passati poco meno di dieci anni da questa denuncia e cosa è successo?… ad ognuno di noi la risposta.
Beh, almeno ora non potremo più dire "se l’avessi saputo".
Vatti a fidare dell’Unione Europea.
Noi ne abbiamo circa mezzo litro in garage di questo famigerato diserbante, e avendo scoperto queste cose solo oggi purtroppo mezzo l'abbiamo già usato. Per ora resterà lì, in attesa di capire come smaltirlo nella giusta maniera. Se usate diserbanti a base di glifosato, o conoscete qualcuno che ne fa uso... avvistaelo!

Ah! un'ultima cosa... le foto le ho scattate nel mio giardino, vi ho voluto risparmiare quelle che ho visto io con i ratti da laboratorio orribilmente deformati dal glisofato...

:o(

lunedì 26 novembre 2012

* nella nostra cucina - i biscottoni da inzuppo di Miciapallina [con piccole modifiche]

Abbiamo incignato [anche il campano ha i suoi verbi tipicamente regionali, ma a tutti gli effetti italiani, mica solo il toscano!!!] il nuovo robot degnamente: i biscotti che, ormai da agosto, mangiamo a colazione grazie alla favolosa ricetta di Miciapallina, che trovate QUI.
Nel tempo ho apportato delle piccole modifiche dovute alla cadenza quasi bisettimanale con cui li faccio: la ricetta originale prevede la buccia di due o tre limoni per 500 gr di farina, io ne faccio sempre una dose doppia, e di quattro, o sei limoni, senza buccia nel frigo ogni quindici giorni proprio non sapevo che farne, per cui ho variato gli aromi, come vedrete.
[Edit del 25 aprile 2016 in fondo alla pagina]
biscotti da inzuppo zenzero e cannella

L'esecuzione è molto semplice, e vi assicuro che se siete amanti dell'inzuppo nel latte o nel tè al mattino questi biscotti non vi deluderanno, sono perfetti e non si spappolano.

Come ho già detto, io ne faccio una dose doppia, con 1 kg di farina... qui trascrivo la MIA versione, quella della MICIA la trovate nel suo blog, La Gatteria.

Ecco cosa vi servirà [gli ingredienti segnati con l'asterisco sono stati modificati rispetto alla ricetta originale]:
1 kg farina zero *
400 gr zucchero di canna *
4 uova
100 gr di latte tiepido
140 gr di olio di semi *
2 cucchiaini da tè di zenzero in polvere *
1 cucchiaino da tè di cannella in polvere *
i semini di una bacca di vaniglia
20 gr di ammoniaca per dolci

NOTA sull'AMMONIACA per DOLCI
(per quanti potrebbero spaventarsi di fronte alla parola "ammoniaca")
L'ammoniaca per dolci non è l'ammoniaca solvente più conosciuta e molto tossica e irritante; quella conosciuta come "ammoniaca per dolci" è il carbonato d'ammonio, un sale di ammonio dell'acido carbonico [questa la sua formula (H4)2CO3], quella che tutti noi conosciamo è presente in natura sotto forma di gas molto solubile nell'acqua [questa la sua formula NH3]. Non l'ho mai sottolineato, dal momento che per me è scontato che gli ingredienti debbano essere "felici" - come dice Sonia de Il pasto nudo - ma prima di usarla l'ammoniaca (e di appestare la casa) ho indagato! Ho un bellissimo librino di Matteo Giannattasio - Gli additivi alimentari ed. l'Aratro - nel quale alla voce Carbonato di ammonio (E503), alias ammoniaca per dolci, la faccina è verde e sorridente. Per cui niente paura nell'usarla. Mi scuso in anticipo con tutti per la lezioncina da maestrina saccente, ma mi è sembrato necessario fugare timori, che potrebbero far desistere dal preparare questi fantastici biscotti.

E ora veniamo a noi e a come ho fare i biscottoni.
Ho passato lo zucchero di canna nel minipimer per farlo più sottile e far sì che si sciogliesse meglio e più velocemente nel montarlo con le uova intere.
Poi ho aggiunto lo zenzero,  la cannella e l’olio. 
Successivamente ho aggiunto piano piano la farina. Qui l'impasto ha cominciato ad indurirsi e, vista la mole, l'ho tolto dall'impastatrice che è sì fantasmagorica, ma ha una portata massima di 500 gr di farina.
Ho messo il latte in un pentolino grosso e ci ho fatto cadere dentro i semini della vaniglia, raschiando con un coltellino il baccello che poi ho lasciato dentro il latte giusto il tempo di intiepidirlo, in modo da recuperare in pieno l'aroma, poi ho aggiunto l’ammoniaca che, OCCHIO, gonfia! 
Ho finito di mescolare ben bene l'impasto con le mani e qui è entrata in gioco un'altra validissima aiutante: la Gnoma!!
biscotti da inzuppo zenzero e cannella
Insieme, sul piano di marmo che, nonostante l'impasto sia piuttosto appiccicoso, non necessita di farina, abbiamo formato dei serpentelli e tagliato dei bastoncini di circa una decina di cm [la Micia passa la parte che starà sopra nello zucchero, noi non lo facciamo più perché, per il nostro gusto vengono troppo dolci]. 
biscotti da inzuppo zenzero e cannellaPoi li abbiamo messi sulla teglia rivestita con la carta forno, ben distanziati perché crescono. 
biscotti da inzuppo zenzero e cannella
Abbiamo infornato a 180° [ventilato] per 12-13 minuti, et voilà!!! 
NOTA: attenzione a quando aprite il forno, tenete la faccia ben distante perché la “zaffata” di ammoniaca che uscirà è molto forte e piuttosto irritante.

E ora non mi resta che augurarvi BUON INZUPPO e dire GRAZIE MILLEMILA volte alla MICIA che ha segnato una svolta epocale nella nostra prima colazione!
Ah! la MICIA, è anche una bravissima fotografa, cliccate sul banner lì su sulla destra e andate a dare un'occhiata ai suoi scatti.

***[Edit del 25 aprile 2016]***
Ultimamente sto facendo questi biscotti sostituendo la farina zero, con la farina T1 (dunque integrale), parte della farina - circa 80 gr - con il cacao amaro, e il latte vaccino con il latte vegetale (di cocco e riso, avena, solo riso... quello che ho aperto al momento). Zenzero e cannella possono essere omessi o meno a seconda dei gusti e della disponibilità degli ingredienti.
Ecco il risultato, goloso, ma leggero.
biscotti da inzuppo al cacao senza latte

biscotti da inzuppo al cacao senza latte


:o)

venerdì 23 novembre 2012

* It's Friday, I'm in love :: 42

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

come ti coloro l'autunno 2

mercoledì 21 novembre 2012

* "mamma natale" arriva in anticipo!

Nonostante i nostri divieti, e la nostra abitudine a non fare, né scambiarci, regali a Natale [bambini a parte], una mamma resta mamma per sempre, e la mia se ne infischia dei divieti... così, con largo anticipo ci ha fatto recapitare il suo regalo di Natale...

THADAN!!!!

un mega-super-fantasmagorico robot da cucina nuovo!!!


Uno in casa c'era, ma risalente ai "tempi di Pappagone", quando io non ero ancora così cuciniera, vivevo da sola, lavoravo tutto il giorno e quindi non avevo né tempo né voglia né occasioni ...
In questi anni l'ho usato, ma poco perché poco capiente e poco potente, per lo più facevo a "mano libera",  panna, bianchi a neve e maionese a parte.
Così, la mia mamma ha voluto darmi un aiuto, e che aiuto!!!
Guardate quanti accessori:


frullatore, sminuzzatore, spremiagrumi, centrifuga, tritacarne! Ora non avrò più scuse per non fare il babà!! 
Io avrei tirato avanti con il vecchio, ma di questo regalo inaspettato sono davvero molto molto grata, e sicuramente lo saranno anche i palati e gli stomaci del Capitano e della Gnoma.

E voi? avete desiderio di qualcosa di cui potete anche fare a meno, ma che vi farebbe molto felici ricevere inaspettatamente?

domenica 18 novembre 2012

* novità...

Ecco gli ultimi orecchini realizzati ed esposti nello shop.
Ancora colori che mi fanno pensare all'autunno.

Il verde scuro del sottobosco e degli abeti







Il cielo azzurro striato dalle nuvole alte e fredde, che si incontra con le chiome dei sempreverdi.



I due orecchini sono leggermente diversi, uno ha l'elefantino indiano portafortuna con la proboscide in su.





I colori dei ciclamini, che rallegrano le nostre case, i nostri balconi e giardini.




E per finire, l'azzurro intenso e terso di certe giornate settembrine, scaldate da un sole ancora tiepido che si fa arancio al tramonto.







:o)


Nello shop.

venerdì 16 novembre 2012

*It's Friday, I'm in love :: 41

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come ti coloro l'autunno

mercoledì 14 novembre 2012

* Soluzione dell'indovinello...

La soluzione all'indovinello della settimana scorsa è: la nuova impresa "geppettesca" del Capitano, la sua impresa titanica, perché di questo si è trattato.
Dopo giorni passati a disegnare, fare calcoli,  e progettare, a metà settembre sono arrivati dei soldini extra e abbiamo potuto comprare il legno.
Ha cominciato a tagliarlo, ed ecco svelato il primo indizio.

A che servivano questi strani pezzi? 
A costruire la scala per la mansarda!!! ed ecco svelato il secondo indizio!
Un complicato gioco di incastri... da testare durante la costruzione...


Dopo aver scattato questa foto, ha fatto salire me per un'ulteriore verifica... non so se mi spiego...


Il legno, nelle foto qui su, era ancora allo stato grezzo.

Poi è cominciato il lunghissimo lavoro di verniciatura. Almeno 5 mani per pezzo.
Tra la prima parte di questa fase e la seconda c'è stata una pausa di una settimana, durante la quale Marco è stato a fuori per un corso. Le temperature nel frattempo sono scese, e l'aria è diventata più umida di come era quando aveva tagliato i diversi pezzi, il legno, evidentemente, non era ben stagionato e si è "mosso", facendo slittare tutto di ben 1 cm!!!! un lavorone far tornare tutti gli incastri, ma con santa pazienza e molta lena l'ha spuntata.


E, piano piano, la scala ha cominciato a prendere forma. 
Nella foto qui sotto si intravede l'accrocchio di paranchi [l'esperienza marinara ha avuto il suo peso in più di un'occasione, strano ma vero!] che ha usato per calare la rampa più lunga e pesantissima, montata direttamente su in mansarda e poi fatta scemdere pian piano insieme all'aiuto del padre.  


E nell'ultima settimana.... TARATATAAAAAA!!!

la scala fu!!!!
Anche il corrimano è stato ispirato dalla nostra vita in barca: ha forato il legno e ci ha fatto passare una cima, l'effetto, che a noi piace moltissimo e che ci ha fatto risparmiare un bel po' di soldi, lo potete vedere nelle prossime foto, dove ci sono un po' di dettagli, Gnoma inclusa!


Non avete idea della felicità della Gnoma per poter finalmente vedere la mansarda, di cui aveva fin ora sentito parlare, senza capire bene cosa fosse, a parte il fatto di non poter salire lassù da sola!
Tanta tanta fatica, ma che soddisfazione!!! per non parlare del risparmio, credo che se lui non fosse stato in grado di fare da sé, avremmo dovuto aspettare molti molti anni prima di avere una scala e poter sfruttare la mansarda.

lunedì 12 novembre 2012

* nella nostra cucina - crostata ripiena di albicocche al naturale

Quando ho postato la ricetta della confettura di albicocche, ho accennato anche al fatto che una parte di questi squisiti frutti era finita in conserva al naturale. La preparazione è stata molto semplice: le albicocche divise a metà, private del nocciolo, messe con il dorso verso l'alto a strati alternati a cucchiaiate di zucchero, ben pressate [perché poi si riducono di volume] in un barattolo di vetro sterilizzato, chiuso il barattolo e fatto bollire in un pentolone pieno d'acqua, avvolto in uno strofinaccio per evitare che si rompa sbattendo contro le pareti della pentola, per mezz'ora.  Lo sciroppo che le conserva si forma con lo zucchero e la parte acquosa dei frutti, mantenendone intatto il sapore.
In una giornata grigia e umida come quella di ieri, mi ci voleva un po' profumo d'estate, quale momento migliore per usarle? e così ho cercato una ricetta. Tra le varie mi è parsa molto semplice questa, che vi riporto con qualche mia variazioncina.

Vi serviranno:
100 gr. di zucchero di canna [versione originale: zucchero bianco]
100 gr. di burro
3 tuorli d’uovo
la scorza grattugiata di un limone
150 gr. di farina 0
150 gr di semola rimacinata di grano duro [versione originale: 300 gr di farina zero zero; io avevo quasi finito la zero, per cui ho usato l'unica altra farina che avevo, la prossima volta userò solo farina zero]
800 gr di albicocche sciroppate al naturale [versione originale: 2 barattoli di albicocche sciroppate]
la versione originale prevedeva anche: mezza bustina di lievito per dolci e zucchero vanigliato q.b., io li ho omessi.

Ho sbattuto con una forchetta i tuorli delle uova con lo zucchero di canna passato al minipimer per ridurne la grana, poi ho aggiunto il burro schiacciandolo con la forchetta insieme alla scorza di limone grattugiata, in seguito ho aggiunto le due farine, sempre usando la forchetta; solo alla fine ho lavorato l'impasto con le mani, dal momento che essendo una pasta frolla era meglio evitare di scaldarla troppo.
Ho formato un disco, l'ho avvolto nella pellicola e l'ho lasciato riposare in frigo per una mezz'ora.
Trascorso questo tempo ho tolto il disco di frolla dal frigo circa 10 minuti prima di dividerlo in due parti e stenderle su due fogli di carta forno formando due dischi piuttosto sottili.
Ho tagliato a pezzetti le albicocche scolate dallo sciroppo.

Ho messo il primo disco in una tortiera di circa 26 cm di diametro insieme alla carta forno, ho distribuito le albicocche in maniera uniforme e ho coperto tutto con l'altro disco, facendo aderire i bordi [ATTENZIONE! la frolla tende a rompersi, la mia ancora di più perché ho usato la semola di grano duro rimacinata, per niente adatta a queste preparazioni].
L'ho infornata per 30 minuti a 180° in forno ventilato.


C'è bisogno di dire che è venuta buonissima????

:o)

sabato 10 novembre 2012

* Uncertain smile

Il primo di una serie infinita di "anch'io", anche se il giorno che l'abbiamo ascoltata ancora non lo sapevamo e di certo non potevamo immaginare che 7 anni dopo saremo stati una coppia, ci sarebbe stata una Gnoma e gli "anch'io" avrebbero continuato ad accompagnare il nostro tempo insieme...


Oggi l'abbiamo riascoltata, la gnoma l'ha ballata e così è nato questo tributo a Noi.
:o)

venerdì 9 novembre 2012

* It's Friday, I'm in love :: 40

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

Evviva!!!

giovedì 8 novembre 2012

* due indizi prima del prossimo post!!!

Tanto per giocare un po'... vi do due indizi, e vediamo chi indovina di cosa parlerò nel prossimo post.
Il primo, non dice moltissimo, lo so
Il secondo, però, forse vi dà una mano...


Chi indovina vince... la soddisfazione di avere indovinato!!! 
:o)