venerdì 30 marzo 2012

* It's Friday, I'm in love :: 16

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

mercoledì 28 marzo 2012

* la tela di Penelope

Questa coperta sembra non vedere mai la parola FINE.
Ho sfilato la cornice bianca un numero imprecisato di volte, fino a trovare quella che mi soddisfaceva e che mi permetteva di non dover usare quantità esagerate di cotone; poi ho fatto vari tentativi diversi di unire le mattonelle, decidendomi per l'ago, poi ho finito il cotone bianco!!!!
L'avevo comprato a Salerno. Ne ho ordinato dell'altro, che la mia mamma solerte mi ha spedito; ho finito pure quello.
Ora sono in attesa dei nuovi gomitoli, che arriveranno dopo Pasqua, insieme alla mami...
Al momento questo è quello che posso mostrare.
 :o)

lunedì 26 marzo 2012

* nella nostra cucina - involtini di tacchino con noci, cipolle e melagrana

Questa ricetta è un po' invernale, melagrane è difficile trovarne in questo periodo, e in effetti nelle foto non ne vedrete, però gli involtini vengono buoni anche senza, sfumati col vino, invece che con il succo di melagrana, che comunque rende tutto molto più esotico e profumato.
Ecco cosa vi servirà per  4 persone:
500 gr di fette di petto di tacchino
1 cipolla
1 rametto di rosmarino
1 melagrana
1 cucchiaino di zucchero
80 gr di gherigli di noce
1 cucchiaio di aceto bianco (da sostituire con mezzo bicchiere di vino bianco secco, se non trovate la melagrana)
olio extravergine d'oliva
sale

Aprite la melagrana, sgranatela e spremetene il succo da metà dei chicchi con uno schiacciapatate, tendendo da parte l'altra metà. Battete le fettine di tacchino tra due fogli di carta forno. Tritate grossolanamente le noci con un mortaio o con la mezzaluna.


Fate appassire la cipolla affettata sottilmente con due cucchiai d'olio e il rosmarino, unite le noci e fate insaporire qualche istante, salando leggermente.
Con questo composto farcite le fette di tacchino e fate gli involtini legandoli con lo spago da cucina.

Scaldate in un'ampia padella altri due cucchiai d'olio e rosolate gli involtini con altro rosmarino; salateli e bagnateli con l'aceto (o con il vino bianco se non userete la melagrana), e lasciatelo evaporare.


Se non userete la melagrana coprite e portate a cottura a fuoco lento.
Nel caso usiate la melagrana, invece, cospargete con lo zucchero e lasciatelo caramellare per qualche istante, unite il succo ottenuto da metà dei chicci della melagrana e fate sobbollire per due minuti, poi unite il resto dei chicchi, aspettate ancora un minuto e servite.

venerdì 23 marzo 2012

* It's Friday, I'm in love :: 15

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

mercoledì 21 marzo 2012

* Free pattern: il pulcino Pasquale...

Pasquale di nome e di fatto!

Qualche giorno fa siamo stati in un'enoteca a comprare una bottiglia di vino. C'erano le decorazioni per la Pasqua imminente e degli orrendi pulcini fatti con dei simil-pompon sintetici, che nonostante la bruttezza hanno colpito molto la Gnoma alla quale, per distoglierla, ho promesso che ne avrei fatto uno io, all'uncinetto.  Così tornata a casa mi sono messa all'opera e, UDITE! UDITE!  è nato Pasquale, che con mio grandissimo orgoglio (avendo da poco ripreso in mano l'uncinetto) ho inventato di sana pianta!
Per cui ho pensato fosse giusto condividerlo, visto che Pasqua è vicina e il soggetto è proprio adatto al periodo.
Spero di essere chiara nelle spiegazioni, abbiate pazienza e pietà, e nel caso non peritatevi a domandare chiarimenti.

ABBREVIAZIONI:

cat = catenella
mbss = maglia bassissima
mb = maglia bassa
ma = maglia alta
mma = mezza maglia alta
*...*  =  ripetere da qui * a qui *
dim = diminuzione
succ = successivo
m = maglie

NOTA: quando chiudete i vari pezzi delle ali, del becco, della coda, della cresta e delle zampe, lasciate il filo abbastanza lungo, in modo da poterlo usare per cucirli al corpo. 

Per completare il lavoro occorreranno: filato acrilico giallo (corpo, coda, ali), filato di cotone arancione (becco, cresta, zampe), filato di cotone marrone o nero (occhi), imbottitura, uncinetto n. 3, ago da lana.

CORPO
Occorrono: filato acrilico giallo, uncinetto n. 3, imbottitura (io ho usato l'ovatta sintetica)

Partire con anello magico (qui e qui due tutorial, il primo è un post di Alessia, scrap & craft, il secondo un video) e lavorare 6 mb nell'anello, completare con una mbss nel primo punto per chiudere l'anello.

1° giro: lavorare 2 mb in ognuna delle 6 cat (12 m)
2° giro: *1 mb, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (18m)
3° giro: *1 mb nelle 2 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (24 m)
4° giro: *1 mb nelle 3 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (30 m)
5° - 11° giro: 1 mb in ogni mb succ (30 m)
12° giro: *1 mb, 1 dm*, 6 volte (24 m)
13° giro: *1 mb, 1 mb, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (30 m)
14° giro: *1 mb nelle 4 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (36 m)
15° - 21° giro: 1 mb in ogni mb succ (36 m)
22° giro: *1 mb nelle 5 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 6 volte (42 m)
23° giro: *1 mb nelle 5 mb succ, 1 dim*, 6 volte (36 m)
24° giro: *1 mb nelle 4 mb succ, 1 dim*, 6 volte (30 m)
25° giro: *1 mb nelle 3 mb succ, 1 dim*, 6 volte (24 m)
26° giro: *1 mb nelle 2 mb succ, 1 dim*, 6 volte (18 m)
riempire con l'imbottitura
27° giro: *1 mb nella mb succ, 1 dim*, 6 volte (12 m)
continuare a diminuire fino a chiudere con una mbss
ALI (lavorarne due)
Occorrono: filato acrilico giallo, uncinetto n. 3
Partire con anello magico e lavorare 3 mb nell'anello, completare con una mbss nel primo punto per chiudere l'anello.
1° giro: lavorare 2 mb in ognuno delle 3 cat (6 m)
2° giro: *1 mb, 2 mb nella stessa mb succ*, 3 volte (9 m)
3° giro: *1 mb nelle 2 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 3 volte (12 m)
4° - 7°: 1 mb in ogni mb succ (12 m)
chiudere con una mbss
BECCO
Occorrono: filato di cotone arancione, uncinetto n. 3

Partire con anello magico e lavorare 3 mb nell'anello, completare con una mbss nel primo punto per chiudere l'anello.

1° giro: lavorare 2 mb in ognuno delle 3 cat (6 m)
2° giro: *1 mb, 2 mb nella stessa mb succ*, 3 volte (9 m)
3° giro: *1 mb nelle 2 mb succ, 2 mb nella stessa mb succ*, 3 volte (12 m)
: 1 mb in ogni mb succ (12 m)
chiudere con una mbss


CODA
Occorrono: filato acrilico giallo, uncinetto n. 3

Partire con anello magico e lavorare 3 mb nell'anello, completare con una mbss nel primo punto per chiudere l'anello.

1° giro: lavorare 2 mb in ognuno delle 3 cat (6 m)
2° giro: *1 mb, 2 mb nella stessa mb succ*, 3 volte (9 m)
chiudere con una mbss

CRESTA
Occorrono: filato  di cotone arancione, uncinetto n. 3

Partire con una cat di 8 maglie + 1.

1° giro: lavorare le 8 cat con 8 mbss
2° giro: *1 mb 1 mma 1 ma 1mma 1mb tutte nello stesso punto, 1 mb nella mb succ, salta 1 mb,* 2 volte; 1 mb 2 mma 1 mb nella stesso punto, 1 mb nella mb succ, chiudere.

ZAMPE
Occorrono: filato  di cotone arancione, uncinetto n. 3

Partire con una cat di 8 maglie + 1.

1° giro: lavorare le 8 cat con 8 mbss
2° giro: 3 cat (=1 ma) 8 ma
3° giro: *4 cat 3 mb sulla catenella, 1mb*, 3 volte, 2 mbss, *4 cat 3 mb sulla catenella, 1mb*, 3 volte, 1 mbss, chiudere.

Cucire tutti i pezzi sul corpo utilizzando un ago da lana, avendo cura di fissare la coda del filo e nasconderlo all'inerno del corpo stesso. Ricamare gli occhi con il filo di cotone nero o marrone.
 :o)

martedì 20 marzo 2012

* sbocciano...

il primo anemone

i giacinti bianchi (quelli blu sono quasi pronti...)


 muscari spontanei (che gioia scoprirli nel prato!!!)


e muscari nati da bulbi piantati da me


che bello avere una nuova sorpresa ogni giorno...
:o)

lunedì 19 marzo 2012

* nella nostra cucina - polpettone di tonno

Della preparazione di questo piatto esistono numerose versioni,  con la ricotta, con le patate, con il solo pangrattato. Le ho provate tutte. Poi, dopo molti esperimenti, sono giunta alla MIA versione, semplificata negli ingredienti, visto quando vivevamo in barca spesso non avevo la ricotta e non c'era il tempo di lessare le patate,  ma il tonno in scatola non mancava mai.
Accompagnato dalla maionese fresca è magnifico. Nella foto qui sotto è servito insieme ad una croccante e saporita insalata di puntarelle.
Ingredienti per 4 persone:
per il POLPETTONE:
2 scatole di tonno sott'olio da 240 gr
3 uova intere
3 cucchiai da minestra di parmigiano
4 cucchiai da minestra di pangrattato
una manciata di prezzemolo tritato
1 cucchiaio da minestra di capperi sotto sale
5 cetriolini sott'aceto
7 cipolline sott'aceto
1 limone: succo +  buccia grattugiata
5 filetti di acciuga sott'olio

per la MAIONESE:
1 uovo intero
il succo di 1/2 limone
1 bicchiere e 1/2 d'olio extra vergine d'oliva o di semi (secondo i gusti: se l'olio d'oliva è molto forte la maionese risulterà asprissima, volendo si possono mescolare i due tipi, appunto secondo il proprio gusto, io uso l'olio di semi e aggiungo poco olio extra vergine d'oliva)
1 cucchiaio di aceto di vino
sale

POLPETTONE
Sciacquate i capperi con l'acqua corrente e lasciateli a bagno per una decina di minuti. Con la mezzaluna tritate finemente il prezzemolo, i cetriolini, le cipolline, i capperi (scolati dall'acqua e ben strizzati), le acciughe, e il tonno. Non utilizzate il pimer, altrimenti vi riduce tutto in crema.
Impastate questo trito con il parmigiano, il pangrattato, le uova, il succo del mezzo limone e la sua buccia.
Formate un salame e avvolgetelo in un panno bianco, e qui apro una piccola parentesi:
io faccio il bucato con le noci del sapone e l'acido citrico al posto dell'ammorbidente, quindi non ci sono residui chimici nel panno che uso, nel caso in cui facciate il bucato in modo tradizionale consiglio, invece del panno, l'uso della carta forno per avvolgere il polpettone, o in alternativa di cuocerlo a bagnomaria infilato dentro una lattina cilindrica, come quelle dell'olio di semi, rivestita di carta forno per sformarlo facilmente, come fa mia mamma.
Una volta avvolto il polpettone con il panno, chiudete le due estremità con dello spago da cucina, come fosse una grossa caramella e cuocetelo a fuoco basso (l'acqua deve sobbollire) per un'ora in acqua salata portata a bollore e profumata con una carota, un gambo di sedano, una mezza cipolla e una foglia di alloro.
Io uso questa pesciera di alluminio, ereditata dalla mia nonna Bianca, che io trovo, nella sua vetustà e con tutte le sue ammaccature, bellissima anche se ha perso uno dei manici (come potete notare dalla foto), sostituito egregiamente da un tappo di sughero.

Trascorsa l'ora necessaria per la cottura, togliete il polpettone dall'acqua e lasciatelo raffreddare bene prima togliere il panno e di tagliarlo a fettine per servirlo.

MAIONESE:
Rigorosamente fatta in casa, ma non a mano. Uso il fantastico pimer a immersione che la fa montare in due minuti. Il segreto, secondo la mia mamma che mi ha insegnato a farla, è la successione degli ingredienti nel bicchiere dove verrà montata:
primo il succo del mezzo limone
secondo l'uovo intero
terzo l'olio
quarto immergete il pimer
quinto frullate
poi aggiungete il cucchiaio di aceto e salate a piacere. Voilà!
:o)

venerdì 16 marzo 2012

* Uso consapevole dei cellulari? ...il lancio nella spazzatura!

Sono diversi mesi che seguiamo questa faccenda. E' venuto il momento di parlarne.
Vi avvertiamo, ci sono un po' di link in questo post, ma vale la pena di andare a leggere tutte le cose che segnaliamo, per farsi un quadro completo della situazione.
Lo scorso anno a fine maggio la IARC (Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro), agenzia dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha lanciato un allarme su i cellulari e i sistemi Wi-Fi. 
Il Corriere.it il 31 maggio 2011 ne ha parlato in un articolo, in cui specificava che erano necessari altri approfondimenti.
Proprio oggi, nella home page della IARC è presente tra le news la pubblicazione della relazione finale della ricerca.
Tre giorni fa su Repubblica.it è comparso un articolo di Riccardo Stagliano, intitolato "Cellulari, precauzioni e consigli per usarli in modo sicuro", ma in realtà leggendolo ci si rende conto che l'unico modo sicuro di usare i cellulari è NON usarli: la IARC ha classificato le radiazioni dei cellulari nella categoria 2B (sospetti cancerogeni per l’uomo, sulla base di evidenza limitata nell’uomo e evidenza non del tutto sufficiente negli animali da esperimento oppure di evidenza sufficiente negli animali ed evidenza inadeguata nell’uomo) in una scala di 5 categorie dove il 2A è "probabile cancerogeno" e 1 è "cancerogeno certo".
Le radiazioni emesse dai cellulari sono di tipo non ionizzante (cioè non spezzano direttamente i legami del DNA come i raggi X), vengono assorbite dal corpo modificando il metabolismo del glucosio nel cervello, alterando il funzonamento delle cellule e provocando un effetto biologico.
Vi siete mai chiesti come mai molti manuali di istruzioni dei cellulari consigliano di tenerli a una certa distanza dal corpo?
E sapete che già dal 1999 i Lloyd's non rimborsano eventuali danni alla salute provocati dai cellulari?

La prima cosa che Stagliano fa notare all'inizio del suo articolo, e che ci ha colpito tantissimo, è che il dibattito sulla questione della pericolosità dei cellulari è molto controverso e confuso, e che questa confusione non è casuale, visto che i conflitti di interesse sono enormi. Basti solo pensare che se le ricerche sulla materia sono pagate dall'industria, la probabilità di trovare un effetto nocivo è del 28%, la percentuale sale vertigionsamente al 67% quando i fondi sono indipendenti!!!

Le emissioni aumentano considerevolmente quando si è in auto, perché la carrozzeria fa da schermo e il cellulare deve, per così dire, "pompare" di più per trasmettere il segnale, dunque anche quelli dichiarati come "a basse emissioni" diventano molto pericolosi; l'auricolare fa da antenna portando le emissioni dall'apparecchio al nostro corpo, per non parlare del fatto che se teniamo il cellulare appeso al collo (come faccio spesso io, ahimé, che pure uso sempre l'auricolare da tempo) il danno, inversamente proporzionale alla distanza, va diretto al cuore e agli altri organi...

Nel’93 l’industria delle telecomunicazioni (Ericsson e Motorola) ha investito 25 milioni di dollari in una serie di ricerche, per dimostrare che i cellulari non sono dannosi.
Non ne sentirete mai parlare, perché dimostrarono proprio il contrario: i risultati della ricerca furono acquistati dai due colossi della telefonia e furono divulgati solo i dati positivi (viene da chiedersi quali fossero!!!)

Nel 1991 in Italia c'erano 4 milioni di cellulari oggi sono più di 40 milioni.... trovate un po' di tempo per guardare la puntata di Report del 27 novembre 2011 dove si è parlato di questa cosa, giusto per aprire un po' gli occhi. Una chicca: durante la puntata venne intervistata un'alta funzionaria dell’Istituto Superiore della Sanità, Susanna Lagorio, che sosteneva di non sapere nulla dell'allarme emanato dal Consiglio superiore della Sanità, guardate la sua faccia durante l'intervista e poi arrivate in fondo alla relazione finale della IARC (datata 3 ottobre 2011) e guardate nella lista dei principali "Investigators" chi compare per l'Italia? indovinato! Susanna Lagorio...

Insomma cosa fare?
Dal momento che oramai siamo schiavi di questa teconologia (anche tra gli uomini comuni si tende a far finta di nulla, quasi a difendere i cellulari, come per le sigarette, solo perché sono diventati una necessità), la prima cosa da fare è limitarne l'uso allo stretto necessario, cercare di avere conversazioni brevi, e ASSOLUTAMENTE NON FARLI USARE AI BAMBINI, se non in caso di effettivo bisogno!
Ah! che ve lo dico a fare: il Ministero della Salute, ad oggi, non ha raccolto l'invito del Consiglio superiore di sanità a promuovere l'uso degli auricolari e la raccomandazione per i bambini di limitare l'uso alle situazioni di necessità e intanto... all'ultima asta per le frequenze della banda larga mobile (settembre 2011), la 4 g, il governo italiano ha incassato circa 3,9 miliardi di euro...

:o(

* It's Friday, I'm in love :: 14

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

mercoledì 14 marzo 2012

martedì 13 marzo 2012

* andiamo a coccinelle?

Ieri pomeriggio, dopo il pisolino della Gnoma, siamo andate in un enorme campo di là della strada, coltivato ad erba medica, per una battuta di "caccia".  Siamo andate "a coccinelle".
Armate solo di vista di falco e di un sacchetto di tela bianca,  questa è una parte del nostro bottino.

Le abbiamo liberate tra le piante di casa, che saranno protette dagli odiosi afidi in maniera naturale e colorata!
Questa "caccia" così incruenta e gradevole è piaciuta tantissimo alla Gnoma, quindi penso verrà ripetuta presto.
:o)

lunedì 12 marzo 2012

* nella nostra cucina - la Brioche di Gennarino con la pasta madre

[Ricetta rieditata il 30 dicembre 2015]
Questa brioche rustica prende il nome da un amico di mia mamma che tantissimo tempo fa le diede la ricetta.
Richiede un po' di forza nella lavorazione: quindi se non avete un'impastatrice sufficientemente forte e grande, dovrete andare di braccia! ma vi assicuro che il giusto movimento di braccio e mano danno un risultato eccellente.
Se vorrete cimentarvi a farla con la pasta madre, come ho fatto io, dovrete programmarla in anticipo, perché bisognerà rinfrescare la pasta madre al mattino, lasciarla lievitare poi fare l'impasto della brioche in serata e farlo lievitare tutta la notte. Usando il lievito di birra i tempi si accorciano moltissimo: basterà preparare l'impasto, lasciarlo lievitare nello stampo fino al raddoppio e cuocerlo; io però preferisco la lievitazione naturale che permette di conservarla più a lungo, e - a mio parere - è anche più sana.
brioche di gennarino

Ecco gli ingredienti, tra parentesi quelli della ricetta originale.

400 gr di farina zero macinata a pietra
150 gr di pasta madre rinfrescata
(la ricetta originale prevedeva 500 gr di farina e 50 gr di lievito di birra)
300 gr patate
200 gr di emmental o provolone dolce
200 gr di mortadella in una sola fetta o prosciutto cotto in una sola fetta
2 uova intere e 2 tuorli (4 uova intere)
6 cucchiai d'olio extravergine d'oliva
2 cucchiai da minestra di zucchero
1 cucchiaino da caffè di sale

LA MATTINA (del primo giorno)
Ho rinfrescato la pasta madre ne ho tenuti da parte 150 gr con cui ho formato un panetto con il taglio a croce all'apice che ho messo a lievitare per circa 8-10 ore. Volendo potete fare questa operazione anche a metà mattinata, perché sono sufficienti anche solo 6 ore di lievitazione.

LA SERA
Ho pelato e tagliato a grossi pezzi la patata, cuocendola a vapore; poi l'ho schiacciata con lo schiacciapatate in una ciotola.
Ho tagliato a cubetti il formaggio e la mortadella.
Ho lavorato la pasta madre con le uova (per diminuire la quantità di liquidi rispetto alla ricetta originale vale la pena di usare due uova intere e solo due tuorli, aggiungendo i due albumi restanti solo in parte e se necessario - io non li ho aggiunti),  e l'olio, poi ho aggiunto la patata schiacciata, lo zucchero, la farina, e il sale poco prima di usare tutta la farina.  Ho aggiunto poi i cubetti di mortadella e di formaggio e ho continuato a lavorare l'impasto aggiungendo un paio di prese di farina per aggiustarne la consistenza, che deve essere morbida e appiccicosa, ma non liquida.
Dopo qualche minuto (almeno 8-10) la pasta risulta omogenea, ma continua a restare abbastanza attaccata al gancio dell'impastatrice (o alla mano  - a questo proposito se lavorerete a mano vi converrà usare solo la destra e mantenere con la sinistra la ciotola).
Ho sistemato l'impasto "a manate", aiutandomi con una spatola per farlo staccare, in uno stampo a forma di ciambella, imburrato e infarinato, cercando di distribuirlo in maniera uniforme, l'ho coperto con una ciotola molto grande, in modo da formare una sorta di campana che mantenesse il calore e l'umidità che si sviluppano durante la lievitazione, e l'ho lasciato crescere per tutta la notte.

LA MATTINA (del secondo giorno)
Ho scaldato il forno a 180° e ho cotto la brioche per circa 25 minuti, ma vale la pena di fare una prova stecchino prima di sfornarla.
Tiepida è buonissima, ma anche fredda. Va accompagnata con la verdura ripassata in padella o trifolata, quella di stagione o che preferite: cime di rapa, carciofi, o un'insalata di puntarelle; in primavera ed estate anche zucchine o con un'insalata di pomodorini datterini, e naturalmente si sposa benissimo con un bel tagliere di affettati e formaggi.
Per conservare la parte che avanza (ma se avete amici a tavola con voi, è difficile che succeda) ricopritela con della pellicola per alimenti, in modo che mantenga la sua umidità.

:o)

venerdì 9 marzo 2012

* It's Friday, I'm in love :: 13

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

lunedì 5 marzo 2012

* nella nostra cucina - riso pilaf al pomodoro

Ecco un primo piatto facile facile e molto gustoso. Se vi piace sentire i chicchi di riso un po' croccantini, insieme ad un bel profumino di pomodoro e origano, è quello che fa per voi. 
Vi darò le quantità per quattro persone, ma è molto semplice intuire come fare ad aumentare le dosi: quantità di pomodoro doppia rispetto alla quantità del riso, e il gioco è fatto.
Il Capitano dice sempre che ne faccio troppo poco di questo 

RISO PILAF AL POMODORO
Ingredienti per 4 persone
400 gr di riso Vialone Nano o Carnaroli
800 ml di pelati passati o frullati con il pimer (o di passata di pomodoro, che in genere non uso perché troppo densa, se proprio sono costretta ad usare la passata la diluisco con un po' d'acqua)
2 spicchi d'aglio
origano abbondante 
basilico (se è stagione o se lo avete in frezeer, altrimenti è buono anche senza)
sale
olio extravergine d'oliva
una pirofila che possa passare dal fornello al forno

Preriscaldare il forno a 200°. Portare ad ebollizione il pomodoro salandolo e condendolo con abbondante origano. Nel frattempo, in una pirofila in pirex con uno spargifiamma sul fornello, far imbiondire l'aglio con 3 cucchiai d'olio e tostare il riso come fareste per il risotto.
Dopo qualche minuto, versare nella pirofila il pomodoro portato ad ebollizione, aggiungere il basilico (se lo avete).
Dare una rimescolatina e mettere velocemente nel forno, in modo che non perda il bollore.
Cuocere secondo i tempi di cottura del riso che avete usato (di solito io lo lascio in forno 18/19 minuti se ho usato il carnaroli, e 15/16 minuti se ho usato il vialone).
Et voilà...
Rimescolare prima di servire, in modo da ridistribuire il pomodoro in superficie, e buon appetito.
:o)

 


venerdì 2 marzo 2012

* It's Friday, I'm in love :: 12

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

giovedì 1 marzo 2012

* Le prime dieci righe di "Non avevo capito niente"

le prime dieci righe

Una malata di "libridine" come me di certo non può esimersi dal partecipare a questa iniziativa di Mammainverde, lanciata sul suo blog "LE prime DIECI RIGHE".
Ecco le mie PRIME DIECI RIGHE. Un libro che mi ha molto divertito e sorpreso, visto che l'autore ha scritto anche storie molto dure.

NON AVEVO CAPITO NIENTE - Diego De Silva - Einaudi 2007

Perché si va a passeggio alla fine di un amore:
a) Perché non si riesce a stare fermi.
b) Per fare capa e muro con la realtà senza stare a perdere tempo.
c) Per andare a comprare una camicia, un accendigas, o qualsiasi altro oggetto che al momento non serva.
d) Perché con le lenti nuove è meglio abituarsi a vedere subito.
e) Per innamorarsi.
f) Per commiserarsi.
g) Perché, visto che a soffrire devi soffrire, almeno non ti fai venire a prendere a casa (a me, lo sconforto mi ha trovato in un centro commerciale, mentre guardavo il prezzo di un televisore a cristalli liquidi).

Non avevo capito niente - Diego De Silva
:o)