domenica 29 gennaio 2012

* "Pinniamo" italiano!

Una bellissima iniziativa di Doria - Un'idea nelle mani.
Pinterest, per chi ancora non lo conosce, è una sorta di bacheca virtuale dove "appuntare" tutto ciò che ci piace trovato in giro per la rete, dall'home decor, al craft, alle foto, alle ricette, ai luoghi... qualsiasi cosa.
Molto meglio di me lo spiegano in due articoli, sempre segnalati da Doria, Linda (come imparare a usare Pinterest) e Beatrice (usare Pinterest come vetrina delle proprie creazioni).
L'idea di Doria è di premiare e promuovere la creatività italiana "pinnando" SOLO italiano per un giorno, il 1° febbraio.
Questi i suoi suggerimenti per come fare:
  • cercare di scovare siti e blog italiani e immettere nel maremagnum di Pinterest immagini, idee, creazioni Made in Italy
  • "pinnare" chi si vuole, ma assicurandosi che l'immagine "pinnata" sia italiana (sono banditi per un giorno gli schemi ad uncinetto presi dai giornali )
Il suo consiglio è di creare una nuova board e di nominarla Pin IT e di salvare lì i Pin Made in Italy. Così se altri vogliono "repinnare" italiano, sapranno dove andare a guardare.

Suggerisce inoltre, per chi è una creativa di cominciare dalle proprie creazioni (o foto o disegni o ricette o idee di qualsiasi tipo) con i primi 3 "pin"  e poi divertirsi a scovare e "pinnare" altre creative italiane.
Inoltre Doria fa notare che in questo modo è possibile conoscere tanti bei blog che altrimenti non avremmo mai potuto scoprire, e su questo le do pienamente ragione, è successo molte volte anche a me.
A Pinterest si accede anche per invito, chi ancora non ha l'account può scrivermi una mail, provvederò a mandarglielo io.
Allora non mi resta che dire: diffondete l'idea, se volete, e buon divertimento, o meglio buon "pinnamento"... italiano!
:o)

venerdì 27 gennaio 2012

* It's Friday, I'm in love :: 7

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)







giovedì 26 gennaio 2012

* Autoproduzione: spray igienizzante per il bagno

Con questo post inauguro oggi una nuova serie: voglio condividere le autoproduzioni di cui, nell'intenzione di salvaguardare l'ambiente per quanto possibile, sono sempre alla ricerca.
I detersivi e i cosmetici "eco-fai da te" hanno un doppio vantaggio: oltre a dare una mano alla natura e alla nostra pelle, aiutano sicuramente anche le tasche, vista l'economicità della maggior parte degli ingredienti che in genere si usano per autoprodurli. 
La rete pulula di suggerimenti di vario tipo, ma c'è un blog che io trovo una fucina di idee utilissime, Casa Organizzata, da dove proviene appunto la "ricetta" per questo spray casalingo che voglio proporvi.
Gli ingredienti sono semplicissimi, così come la preparazione.
  • 1 bottiglia da 1 lt con spruzzino
  • 2 cucchiai di sapone di Marsiglia liquido (oppure detersivo per i piatti ecologico)
  • 2 bicchieri di aceto di vino bianco
  • 1 cucchiaio di soda [carbonato di sodio, da non confondere con la soda caustica (!!!) che è idrossido di sodio]
  • acqua distillata (oppure oligominerale) q.b.
  • 20 gocce di olio essenziale di tea tree (Melaleuca alternifolia) o timo


In un recipiente [di solito preferisco una brocca così mi è più facile riversare il composto nella bottiglia una volta pronto] capiente almeno 1 lt verso circa 700/750 ml di acqua distillata, poi aggiungo la soda e le gocce di olio essenziale di tea tree; a questo punto bisogna fare molta attenzione nel versare l'aceto, lo aggiungo pian pianino, poco alla volta altrimenti la reazione nel mescolarsi con la soda presente nell'acqua sarà di formare tantissima schiuma, la prima volta è fuoriuscito metà del liquido dalla brocca e ho perso tempo e ingredienti.
La stessa attenzione bisognerà prestarla nel riversare il composto nella bottiglia con lo spruzzino, perché agitandosi riprodurrà la schiuma, un trucco è di tenere il contenitore leggermente inclinato, come quando si versa la birra in un bicchiere e non si vuole far formare la schiuma.
Al momento di usare questo igienizzante dare un'agitatina allo spruzzino e usarlo su tutte le superfici del bagno.
Io lo uso anche quotidianamente e ne sono più che soddisfatta.
Per chi volesse renderlo un po' più profumato si possono aggiungere olio essenziale di limone o di lavanda.
:o)

martedì 24 gennaio 2012

* lavori in corso...

Una vecchia passione, che è stato un lavoro, rispolverata, e nuovi modi e cose creative
Un progetto che sta prendendo forma lentamente
Presto qualche "nuova novità"!
:o)

lunedì 23 gennaio 2012

* nella nostra cucina - la torta "melosa" di Isa

... ovvero come consumare tante mele tutte in una volta.
Questa ricetta, di mia cognata Isabella, è capitata a fagiolo tra le mie mani in un momento in cui avevo bisogno di consumare delle mele renette tutte grinzose "ereditate" dopo Natale, quando siamo ripartiti dal "sud" per tornare a casa.
E' molto semplice nell'esecuzione e leggera in quanto ad ingredienti. Per non parlare di quanto è buona nella sua "melosità"!
Quella che fa capolino nella foto non è una renetta, ma una più fresca fuji che ho usato in parte per la copertura.
Ecco ingredienti e procedimento della 
TORTA DI MELE DI ISA
8 mele pari a circa 1.200 gr
2 uova intere
170 gr di farina 00
150 gr di zucchero di canna integrale (o anche bianco) + un paio di cucchiaini da tè per la finitura
60 gr di olio di semi
1 vasetto di yogurt
un pezzettino di burro 
5 gr di cannella (anche meno, seguite il vostro gusto)
1 bustina di lievito per dolci

Sbucciate le mele, privatele del torsolo e tagliatele a pezzetti, tranne due che taglierete a fettine. Sbattete le uova con lo zucchero, aggiungete lo yogurt e l'olio, poi la farina con il lievito setacciati, la cannella e in ultimo le mele tagliate a pezzetti. Una volta amalgamato bene il composto con le mele versatelo in uno stampo rotondo di circa 28 cm di diametro, imburrato e infarinato, poi ricopritelo con le mele tagliate a fettine. Cospargete le mele con un paio di cucchiaini di zucchero di canna e qualche fiocchetto di burro e mettete in forno preriscaldato a 170° per circa 40 minuti.
Lasciate raffreddare e gustate la "melosità".
:o)

venerdì 20 gennaio 2012

* It's Friday, I'm in love :: 6

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)





giovedì 19 gennaio 2012

* giù le mani dall'acqua e dalla democrazia!

Il 12 e 13 giugno 2011 ho fatto parte dei 26 milioni di donne e uomini che hanno votato per l’affermazione dell’acqua come bene comune e diritto umano universale e per la sua gestione senza logiche di profitto.
Oggi ho ricevuto una mail da un'amica che mi segnalava qualcosa di cui non ero a conoscenza: a distanza di soli 7 mesi da quella data, il governo Monti si appresta ad approvare una bozza di decreto sulle liberalizzazioni delle norme sui servizi pubblici locali che stravolgendo la volontà popolare riaprirebbero la strada alla privatizzazione dell’acqua.
Il Comitato promotore del referendum ha rivolto a tutti i cittadini un appello per la difesa del voto referendario.


QUI è possibile sottoscrivere l'appello. Io ho già firmato.
Tutti gli approfondimenti sono reperibili direttamente nel sito del comitato promotore: Acquabenecomune.org.
Su Il Fatto Quotidiano anche un articolo di Oliviero Diliberto.
:o(

mercoledì 18 gennaio 2012

* tesori del mare

Una passeggiata sulla spiaggia.
Il mare porta a riva mille tesori. 
Eccone uno: il riccio cuore (Echinocardium cordatum). E' molto raro trovarli perché il loro guscio, dalla tipica forma a cuore, è assai fragile. 
Durante la nostra passeggiata ne abbiamo trovati addirittura due, uno più grande, nella foto sopra, e uno più piccolo, nella foto sotto.
Questi ricci vivono sui fondali sabbiosi, da pochi metri fino a 250, e i loro aculei sono molto sottili e non rigidi come quelli dei ricci di scoglio più conosciuti. 
Ho dovuto resistere parecchio per lasciarli lì e non portarli a casa, ma amo la fotografia proprio per questo: puoi lasciare intatta la natura e portartela a casa lo stesso!
:o)

martedì 17 gennaio 2012

* il nostro blog è Co2 Neutral

Anche i blog e i siti web hanno un impatto sull'ambiente.
Secondo il Dr. Alexander Wissner-Gross, attivista ambientale e fisico di Harvard, un sito web produce una media di circa 3,6 kg di CO2 l'anno.
L'ho scoperto oggi, leggendo un post nel blog Storie di Mare, che ha segnalato questa iniziativa.


Naturalmente ho aderito subito anche io!
Il progettto Carbon Neutral, del sito Doveconviene.it in collaborazione con I Plant a Tree si propone di eliminare l'anidride carbonica piantando alberi nel mondo, ogni blog che vi aderisce contribuisce a piantare un nuovo albero, una quercia, per la precisione in Germania a Göritz, presso Coswig (regione di Saxony-Anhalt), con una piantagione di 27,000 alberi su 3,4 ettari. QUI è possibile trovare maggiori dettagli su questo progetto in particolare.
Da oggi anche
Doveconviene aiuta l' ambiente

:o)

lunedì 16 gennaio 2012

* nella nostra cucina - come recuperare le banane: Carrot Cake

Quando vado a fare la spesa dal fruttivendolo con la Gnoma, puntualmente mi chiede di compare le banane. Ma non sempre poi le mangia tutte in tempo utile.
Per recuperare quelle che stanno per "gettare la spugna" faccio un bel Carrot Cake, ottimo per la prima colazione, ma anche al momento della merenda.

CARROT CAKE

  • 2  uova
  • 150 gr di zucchero di canna grezzo
  • 150 ml di olio di semi ( o 150 gr di burro)
  • 225 gr di farina 00
  • 100 gr di carote grattugiate
  • 2 banane
  • 50 gr di gherigli di noce
  • 1 bustina di lievito per dolci

Sbattete le uova con lo zucchero e poi aggiungete l'olio. In seguito aggiungete la farina insieme al lievito, setacciati.
In ultimo aggiungete le banane ben schiacciate con una forchetta, le carote grattugiate e le noci tritate grossolanamente.
Imburrate e infarinate uno stampo da plum cake e versatevi il composto. Cuocete in forno preriscaldato a 160° per circa 50 minuti. 
Il tempo di cottura è indicativo, perché dipende dal vostro forno, ma la prova stecchino funziona sempre. La torta, una volta cotta risulterà piuttosto scura, a causa della presenza dello zucchero di canna.
A volte, con lo stesso impasto, faccio i muffins, in questo caso il tempo di cottura scende a 20 minuti.
:o)

venerdì 13 gennaio 2012

* it's Friday, I'm in love :: 5

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

giovedì 12 gennaio 2012

* il mare anche nell'uncinetto

Assecondando la mia nuova passione di certo non potevo dimenticare il mio amore viscerale per il mare e i suoi abitanti. Tempo fa infatti ho realizzato due esserini molto molto simpatici.
Uno è diventato un regalo per una persona speciale, un piccolo narvalo, così piccolo che sta nel palmo di una mano.

Il narvalo (Monodon monoceros) è un bellissimo cetaceo che vive nelle acque del Mar Glaciale Artico; i maschi sono caratterizzati da un unico dente sporgente spiraliforme che arriva a lunghezze considerevoli, e che assume una notevole importanza durante i "duelli" per attirare l'attenzione delle femmine. Dopo il beluga è decisamente il mio preferito, se proprio devo stilare una classifica dei cetacei. 

L'altro è una rinottera (Rhinoptera marginata), una varietà di razza che a differenza delle sue simili non ha il caratteristico muso appuntito, ma mostra un profilo piatto...


Lei è ancora qui con noi, in attesa di accrescere la sua cerchia di amicizie, che prima o poi arriveranno, visto che ho in mente di realizzare diverse altre creaturine marine.

I modelli che ho seguito per questi due lavori sono in rete, il narvalo potete trovarlo QUI, la rinottera è un mio riadattamento di QUESTA presunta Manta che secondo me della manta ha poco visto che le mancano i lobi cefalici che sono una caratteristica specifica di questo raiforme (eh, io sempre "lavagnetta" resto!).
:o)

mercoledì 11 gennaio 2012

* rifiuti tossici a largo delle coste livornesi - aggiornamento #2

La redazione del quotidiano on line Qui Livorno, continua a tenerci aggiornati sul carico di bidoni di cobalto e molibdeno dispersi al largo della costa livornese.
Leggendo l'articolo in cui si parla della conferenza stampa tenuta in Regione mi sono saltate agli occhi due dichiarazioni, degli assessori all'ambiente e alla sanità Anna Rita Bramerini e Daniela Scaramuccia, riporto il testo così come citato nell'articolo:
"[...] I fusti dispersi contengono due tipi di catalizzatori a base di nichel e molibdeno uno e cobalto e molibdeno l'altro, sotto forma di granuli che non sono solubili in acqua e questo è importante [...]
e poi [...] Secondo gli assessori Bramerini e Scaramuccia i problemi che possono derivare dall'incidente sono legati ai rischi immediati di autocombustione, una volta che questo materiale venga esposto all'aria nel caso in cui arrivasse sugli arenili. Per quanto riguarda gli eventuali effetti sul pesce e dunque sulla catena alimentare, una contaminazione può avvenire solo da quei contenitori che eventualmente si fossero aperti durante la caduta in mare o al momento di un loro spiaggiamento su una scogliera. Ma, viste le condizioni del mare, è verosimile che il materiale eventualmente fuoriuscito sia stato fortemente diluito, il che rende minimo il rischio di una contaminazione significativa dei pesci e quindi la contaminazione della catena alimentare appare remota. [...]

Ma allora, 'sti granuli sono o non sono diluibili? si infiammano o no a contatto con l'aria? e poi come si fa a stare tranquilli se non si sa se i bidoni si sono danneggiati nella caduta o no?

A me sembra che ci sia poca chiarezza e tante chiacchiere, e comunque la cosa che mi fa incavolare di tutta questa storia non sono né le chiacchiere né la poca chiarezza, perché le istituzioni mi sa che ne sanno poco e niente pure loro, quello che mi indigna di più è il SILENZIO e ritengo gravissimo che non se ne parli sui giornali e che la notizia non venga diffusa da organi di stampa più popolari.

Per finire si legge, sempre nello stesso articolo, che "[...] In ogni caso Arpat e Servizi veterinari della Regione hanno attivato un monitoraggio indiretto dell'ambiente [...]"
Non mi sembra per niente rassicurante e comunque, fino ad oggi, nel sito dell'Arpat non c'è nulla che parli dell'incidente.
:o(

edit delle ore 18:55
Aggiornamento di oggi pomeriggio un nuovo articolo su Qui Livorno. Qualcosa si muove.

martedì 10 gennaio 2012

* la Coperta dell'Amicizia

Rossella lavora all'uncinetto, a maglia, ricama, lavora al tombolo, insomma è un'artigiana poliedrica e ha un blog, Alsiva, dove ha lanciato una simpatica iniziativa a cui mi ha chiesto di partecipare. Io lo faccio molto volentieri.

Ecco di cosa si tratta: bisogna fare una o più mattonelline in "granny", anche conosciuto come vecchia america, seguendo questo schema più un quinto giro
e inviargliele.
Questo è un prototipo di mattonella fatto da lei.

Con tutte le mattonelline ricevute lei farà una Coperta dell'Amicizia.
In cambio di queste mattonelline lei invierà a ciascuna partecipante un piccolo pensiero legato al suo hobby.
QUI è possibile trovare tutte le modalità per partecipare.
:o)

lunedì 9 gennaio 2012

* rifiuti tossici a largo delle coste livornesi - aggiornamento

La manifestazione c'è stata, e la voce comincia, lentamente, a spargersi.

Oggi ci sono due nuovi articoli che parlano di questa faccenda: uno su Panorama.it, assieme ad un'intervista a un pescatore livornese che parla dei frequenti ritrovamenti di bidoni contenenti sostanze irritanti.
L'altro sul Il Fatto Quotidiano,  proprio sulla manifestazione che si è tenuta ieri al Porto di Livorno  insieme a questo video.

* nella nostra cucina - una ricetta per le Alici

Pochi post fa, ho parlato del consumo consapevole del pesce.
In questo periodo sono di stagione le alici. Che pesce versatile! ci sono millemila modi di cucinarle!
Ultimamente però, sulla nostra tavola, arrivano sempre fatte in questo modo, dalla prima volta che ho elaborato questa ricetta non riesco più a cambiare, finché non ci stuferemo...

ALICI IN TORTIERA CON PROVOLA E CAPPERI

Questi gli ingredienti per 4 persone:
  • 500 g di alici
  • 125 g di provola affumicata (qualcuno la chiama mozzarella di bufala affumicata, ma io la conosco come provola, attenzione: non ha niente a che fare con la scamorza affumicata!!, se proprio non la trovate usate la mozzarella, perderete il profumo dell'affumicato, ma saranno ottime lo stesso)
  • 15 foglie di basilico
  • 1 cucchiaio di capperi sotto sale
  • pangrattato
  • pecorino
  • olio extravergine d'oliva

Sciacquate i capperi con acqua corrente e metteteli a bagno qualche minuto. Il tempo necessario per pulire le alici sarà sufficiente.
Diliscate le alici (se il vostro pescivendolo sarà così cortese da farlo lui risparmierete un po' di tempo) e apritele a libretto. Contatele e dividetele in due gruppi uguali: bisognerà formare una corona composta da un giro di alici sovrapposto ad un altro di egual numero.
Tagliate la provola a striscioline.
Ungete una tortiera rotonda con un filo d'olio e spolverate con pangrattato e pecorino. Disponete a raggiera le alici aperte, con il dorso rivolto verso il basso e la coda verso il centro. Spolverate di pangrattato e pecorino, sminuzzate il basilico e distribuitelo; distribuite i capperi e posizionate una strisciolina di provola su ogni alice aperta.
Distribuite ora le alici rimanenti, stavolta con il dorso rivolto verso l'alto, in modo da formare una sorta di panino con ogni coppia di alici. La coda sempre rivolta verso il centro della tortiera.
Spolverate di pangrattato e pecorino. Condite con un filo d'olio e infornate a 180° per 10, massimo 15, minuti. 
:o)

domenica 8 gennaio 2012

* profumo di iodio

Ieri c'è stato vento molto forte e siamo andati a Livorno a controllare l'ormeggio della Filibusta.
Faceva troppo freddo e il vento agitava perfino le acque chiuse del porto, per cui mentre il Capitano era a bordo a sistemare le cime io e la Gnoma lo abbiamo aspettato in macchina al calduccio. Oggi il vento è calato, siamo tornati a Livorno e stavolta siamo saliti a bordo tutti e tre.

E' stato bello sentire di nuovo l'odore dei legni della Filibusta, e stupefacente osservare la sicurezza della Gnoma nel muoversi a bordo: come se non avesse mai messo piede a terra.

Poi siamo andati a fare una passeggiata sulla spiaggia bianca di Vada. 
C'era una aria tersa e frizzante.

E' stato fantastico respirare lo iodio vaporizzato dalle onde che si infrangevano sulla battigia.
:o)



* i libri letti nel 2011

Ispirata da questo post di Baol, ecco la mia lista dei libri letti nel 2011... qualcuno si è perso nei meandri della memoria, ed essendo per la maggior parte libri presi a prestito in biblioteca proprio non è possibile recuperarli... poco male, la lista è già ben nutrita così! L'ordine è sparso.

  • Quando la notte - Cristina Comencini
  • Odore di chiuso - Marco Malvaldi
  • Assunta e Alessandro - Alberto Asor Rosa
  • Il gioco degli specchi - Andrea Camilleri
  • La dea cieca - Anne Holt
  • Il giardino di cemento - Ian Mac Ewan
  • La mamma del sole - Andrea Vitali
  • Buio d'amore - Marco Vichi
  • Il palazzo delle pulci - Elif Shafak
  • La leggenda del morto contento - Andrea Vitali
  • L'illusione del bene - Cristina Comencini
  • La vendetta - Anne Holt
  • La bestia nel cuore - Cristina Comencini
  • Un karma pesante - Daria Bignardi
  • Il suggeritore - Donato Carrisi
  • Il ragazzo del lago - Marcello Foa
  • Non avevo capito niente - Diego De Silva
  • Voglio Guardare - Diego De Silva
  • Non vi lascerò orfani - Daria Bignardi
  • Mia suocera beve - Diego De Silva
  • La donna di scorta - Diego De Silva
  • Da un'altra carne - Diego De Silva
  • Certi bambini - Diego De Silva
  • Nostalgia della ruggine - Sergio De Santis
  • Il ragazzo con gli occhi blu - Joanne Harris
  • I tre evangelisti - Fred Vargas
  • XY - Sandro Veronesi
  • Vorrei star fermo mentre il mondo va - Simone Marcuzzi
  • Le due ragazze con gli occhi verdi - Giorgio Montefoschi
  • Un giorno dopo l'altro - Carlo Lucarelli
  • Un'estate fa - Camilla Baresani
  • La ballata delle prugne secche - Pulsatilla
  • L'immensa oscurità della morte - Massimo Carlotto
  • Fight club - Chuck Palahniuk
  • Il paradosso dell'ornitorinco - Ann Moyal
  • Se la fortuna e' nostra - Aurelio Picca
  • Per amore e per odio - Maria Jatosti
  • Facebook in the rain - Paola Mastrocola
  • Il mare che non ti aspetti - Marco Affronte

sabato 7 gennaio 2012

* nessuno ne parla e noi ci avveleniamo...

Il 17 dicembre scorso l’Eurocargo Venezia della compagnia Grimaldi Lines, ha perso nel tratto di mare tra Gorgona ed il Banco di Santa Lucia, alcuni semirimorchi carichi di merce pericolosa: 224 bidoni contenenti ognuno 200 chili di monossido di cobalto e molibdeno.
Fino al 30 dicembre nemmeno una parola, quando è uscito un articolo sul quotidiano gratuito on line Qui Livorno.
Naturale, si era nel periodo delle festività natalizie e di fine anno: una notizia del genere avrebbe provocato un danno enorme alla rivendita del pescato! che importa se il materiale contenuto nei bidoni dispersi diventa pericoloso a contatto con l’aria scaldandosi fino ad alte temperature e producendo fiammate bluastre e liberando polveri e gas tossici, che importa se esperimenti su animali hanno indicato che troppo molibdeno causa deformità fetali!
Eppure le ricerche del carico disperso sono iniziate subito, la Capitaneria di Porto si è messa al lavoro immediatamente. Le autorità sapevano, ma di allertare la popolazione locale nessuno si è preoccupato. E' vero che non si sa se i bidoni nella caduta si sono danneggiati, se hanno perso parte del contenuto, ma appunto NON SI SA, e nel dubbio... voi lo mangereste del pesce di cui avete il DUBBIO che sia contaminato?
Io l'ho sentito per caso, alla radio, due giorni fa. Ho ascoltato i TG, nazionali e regionali, negli ultimi giorni. NULLA. SILENZIO.
Sono molto affezionata al mio pescivendolo di Livorno, ma il pesce, almeno per ora, non andrò più a comprarlo. Peccato che il giorno prima di sapere avessi comprato delle cicale, una sogliola per la Gnoma, e delle triglie... ormai le abbiamo mangiate. Ma che rabbia! oh, che rabbia! 
Domani, 8 gennaio, è prevista una manifestazione di protesta al Porto Mediceo di Livorno.
Ma anche di questo, fino ad oggi, non ho sentito parlare...
:o(

edit dell'8 gennaio 2012
Oggi siamo stati al Porto fino alle 11:30 e non c'era ancora nessuno... Mi chiedo chi possa averla notata a quell'ora (le 12:00), in un posto totalmente defilato dal centro cittadino.

venerdì 6 gennaio 2012

* It's Friday, I'm in love :: 4

{this moment}
Una singola foto, senza parole, che fermi un momento semplice e speciale, così da metterlo in pausa, assaporarlo e imprimerlo nella memoria, condividendolo
(ispirato da ThisMoment di SouleMama)

mercoledì 4 gennaio 2012

lunedì 2 gennaio 2012

* nella nostra cucina - Pane a lunga lievitazione

IL PANE A LUNGA LIEVITAZIONE


Del PANE, detto anche senza impasto, ho già parlato qui, ma nel tempo ho modificato un po' le proporzioni delle diverse farine.
Va programmato in anticipo perché necessita di 18/24 ore di lievitazione. Per economizzare sull'uso del forno io ne faccio un chilo alla volta, per chi volesse farne di meno basterà dimezzare le dosi.
E' bene utilizzare un recipiente capiente e che possa essere chiuso con un coperchio o un tappo [tipo i contenitori ermetici, in mancanza si può ovviare usando la pellicola trasparente che però non ha la stessa efficacia dell'effetto "campana" di un coperchio].
Ingredienti:
400 gr di farina 00 
300 gr di farina integrale
300 gr di semola di grano duro rimacinata
5 gr di lievito di birra (ahimé ancora non mi sono buttata nel coraggioso "allevamento" della pasta madre)
2 cucchiaini da té abbondanti di sale
700 ml di acqua

Nel recipiente che si userà per la lievitazione, mischiare le tre farine, setacciando quella bianca, aggiungervi l'acqua [per i pignoli a circa 25°, per i non pignoli tiepida va bene] dove si sarà sciolto il lievito. Dopo aver mescolato un po' le farine con il lievito si potrà aggiungere il sale. L'impasto risulterà parecchio umido e appiccicoso, per dirlo alla napoletana "nun ve n'incaricate", cioè non preoccupatevene, chiudete il recipiente e lasciate lievitare per le prescritte 18/24 ore, in un luogo lontano dalle correnti d'aria e dagli sbalzi di temperatura.
Una volta passato il tempo necessario preriscaldare il forno a 250°.

Qui devo aprire una piccola parentesi a proposito della temperatura del forno. Quando facevo il pane sulla Filibusta, il forno era a gas e più piccolo di un forno regolare "da casa"; in quel forno la temperatura arrivava facilmente a 250° e si manteneva costante per tutta la cottura del pane.
Ora ho un forno elettrico ventilato, che raggiunge i 250° solo con la ventilazione, poco indicata per la cottura del pane, che andrebbe fatta con un forno statico, se escludo la ventilazione la temperatura scende inesorabilmente a 200°, massimo 210°. Dopo vari esperimenti sono riuscita a ottenere una buona cottura del pane preriscaldando il forno con la ventilazione portando la temperatura a 250° e mettendo la teglia dove cuocio il pane, vuota, a scaldarsi insieme al forno. Quando la temperatura è raggiunta inforno il pane e tolgo la ventilazione. La temperatura scende, ma intanto la crosticina esterna si è formata e il pane si cuoce lentamente al punto giusto. Gli ultimi 10 minuti lo tolgo dalla teglia e lo lascio cuocere direttamente sulla griglia, in modo che si cuocia bene anche sotto. Il tutto dura circa un'ora.
Insomma per il forno mi sa che vi dovrete regolare a seconda di come si comporta il vostro.

Tornando a bomba, preriscaldate il forno e nel frattempo su un foglio di carta da forno molto ben infarinata (ricordate? l' impasto è appiccicosissimo) stendete l'impasto e appiattitelo come se voleste preparare una pizza alta, poi lo piegherete prima nel senso della larghezza, poi nel senso della lunghezza (dalla foto si dovrebbe capire il senso delle "pieghe").
Quando il forno sarà caldo trasferite il pane nella teglia con tutta la carta forno.
Dopo circa un'ora il pane sarà pronto.
Importante è lasciarlo raffreddare su una griglia: in questo modo il vapore che esce da tutta la superficie lo renderà morbidissimo, con una crosticina sottile sottile.
Invece, se si vuole ottenere una crosta croccantissima con la mollica morbida bisogna tagliare via le due estremità laterali, in modo da fare uscire il vapore dai lati lasciando la crosta asciutta.
Se poi si vuole ottenere un pane morbido e umido sia nella mollica che nella crosta, allora lo si fa raffreddare avvolto in un panno, ma sempre su una griglia altrimenti resta troppo umido sotto.
:o)

p.s. Visto che oggi è il 2 gennaio... Buon Anno a TUTTI